Recensione Midnight Sun

Buongiorno accaniti lettori e fan di Twilight! Dopo 12 anni è uscito proprio oggi, il 24 Settembre, il libro Midnight Sun.

Per chi non lo sapesse è il primo libro scritto dal punto di vista di Edward, quindi parliamo delle vicende che succedono in Twilight Vol. 1.

In tanti su Instagram mi hanno confidato che ormai, dopo 12 anni, l’amore sconfinato per questa saga è finita nel dimenticatoio anche se vi rimane un grande affetto. Hanno ragione. Una delle poche critiche che posso fare è proprio il lasso di tempo che si è aspettato per scrivere questo libro, purtroppo bisogna tener conto che gli adolescenti di quel tempo ora sono maturati e diventati Adulti e non tutti vogliono ributtarmi in una breve avventura. Perché Midnight Sun non e altro che una “breve avventura” con Edward.

Copertina: mi è piaciuto molto per il fatto che l’autrice e la casa editrice siano riusciti a mantenere la stessa cover.
Titolo: Midnight Sun
Autore: Stephenie Meyer
Data di rilascio: 24 Settembre 2020
Genere: Fantasy
Trama: Quando Edward Cullen e Bella Swan si sono incontrati in Twilight, una storia d’amore destinata a diventare iconica ha avuto inizio. Ma finora questa storia è stata raccontata soltanto dal punto di vista di Bella. Finalmente, i lettori possono conoscere la versione di Edward in quest’attesissimo nuovo romanzo, Midnight Sun. Vissuta nei panni del bellissimo vampiro, questa storia assume una veste tutta nuova, decisamente più cupa. L’incontro con Bella è la cosa più spaventosa e più intrigante che gli sia mai successa nella sua lunga vita da vampiro. Mentre apprendiamo nuovi, affascinanti dettagli sul suo passato, capiamo perché questa sia la sfida più difficile della sua esistenza. Come può seguire il suo cuore, se ciò significa mettere Bella in pericolo? Con Midnight Sun Stephenie Meyer ci fa tornare in quel mondo che ha incantato milioni di lettori e ci regala un epico romanzo sui piaceri e sulle devastanti conseguenze dell’amore immortale.

Valutazione: Riusciamo a vedere Edward che si innamora.

Una storia piena di passione, con tanta suspece, misteri e di racconti travolgenti!

Midnight sun racconta la visione di Edward Cullen, sul suo amore travolgente per Isabella.

Vengono narrati i primi pensieri, il sensibile odio che è nato la prima volta che si sono incontrati a scuola e la grande forza di volontà che ha portato ad Edward tante sofferenze.

Ovviamente c’è da dire che la prosa dell’autrice è migliorata negli anni rispetto alla scrittura usata in Twilight.

La trama è esattamente quella di Twilight, per questo si riscontra un difetto per quanto riguarda la ripetibilità del testo. Tanti commenti di lettori inglesi hanno criticato Midnight Sun proprio su questo fronte.

Ho notato che la Meyer ha utilizzato questo volume per aggiungere descrizioni, eventi, fatti, che erano stati tralascianti o che erano poco chiari. Si riesce ad avere una visione più completa dei personaggi della famiglia Cullen.

Secondo il mio parere, Midnight Sun è molto apprezzato perché ha dato una aggiunta al contesto complessivo della saga. Ha sottolineato la forza dell’amore e del coraggio sia di Edward che di Bella. È un amore che va oltre ogni confine, un amore che dura per sempre.


Pensieri personali del libro: Sono stata sempre a favore del TeamEdward e ho conosciuto aspetti che nella saga erano vaghi. Sembrava un vampiro distaccato, egocentrico e un po’ svampito (passatemi il termine), invece in questo libro si è mostrato del tutto alienato a Bella, mostrando la verità delle sue parole: Isabella è la sua vita.

Il combattimento fra lasciarla umana o averla con sé per sempre. La paura che il destino potesse giocare brutti scherzi che potessero ostacolare l’umanità di Bella.

Con Midnight Sun si possono vedere e conoscere i pensieri della famiglia Cullen grazie al potere di Edward di leggere nella mente. Nella saga invece, Bella, non riusciva a mostrarci questi punti di vista necessari. Si riescono a mettere al loro posto i tasselli del puzzle. Le idee, i ricordi, le conversazioni tacite, gli eventi iniziano a prendere più colore.

Si riscontrano anche sentimenti più umani che “vampireschi”, diciamo così. La gelosia di Edward, la sofferenza, il dolore e la gioia. Non sono emozioni proprie di un non morto, ma di un umano. Edward si è rivelato più umano di prima.

Si ha una visione generale dei personaggi, dei più importanti e non, come per esempio gli amici di Bella. Si scopre la vera indole, le gelosie, l’egoismo e l’invidia che gli acceca, ma anche il cuore puro di alcuni di loro.

In alcuni punti sembra necessariamente lungo, ma alla fine rispecchia ciò che è Twilight.

Ho trovato interessante fare questa lettura che consiglio agli amanti della saga. Mi è piaciuto conoscere i pensieri di Edward e quelli degli altri personaggi. Conoscere ancora più vicende e avere le idee chiare su molte altre questioni.

Ora, mi sento completa.


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto.

«Io non dormo», mormorai, rispondendole in maniera più completa.
Lei rimase in silenzio per un istante.
«Mai?», domandò.
«Mai», bisbigliai.
Quando incontrai il suo sguardo penetrante vi lessi meraviglia e compassione e, all’improvviso, provai uno struggente desiderio di dormire.
Non per estraniarmi, come mi succedeva prima, non per sfuggire alla noia, ma perché volevo sognare. Forse, se avessi perso conoscenza, se fossi stato capace di sognare, avrei potuto vivere per qualche ora in un mondo dove per me e lei fosse possibile stare insieme.
Lei mi sognava. Anch’io volevo sognarla.
Bella mi guardò, piena di stupore.
Dovetti distogliere lo sguardo.
Io non potevo sognarla.
Lei non avrebbe dovuto sognarmi.

Ringrazio la Casa editrice Fazi Editore per l’opportunità che mi ha dato di leggere in anteprima questo libro.

Recensione” Il Drago Purpureo”

Buongiorno lettori oggi vi porto la recensione di un libro dedicato all’Arte marziale di Nicola Pastorino. E’ un libro che si immerge nel mondo antico e moderno della tradizione ed interseca due vite.

Copertina: l’autore mi ha riferito che il disegno sovrastante in copertina è stato realizzando dal figlio.
Titolo: Il Drago Purpureo
Autore: Nicola Pastorino
Data di rilascio: 2020
Genere: Fantasy
Trama: Michele parte alla ricerca del Maestro disperso in Cina e si troverà a fronteggiare situazioni estreme e surreali. Alla fine porterà a termine una missione con origini millenarie riuscendo a salvare la razza umana, il pianeta e l’intero Universo dalla catastrofica mancanza di equilibrio. E’ un romanzo destinato agli amanti dell’azione e dei racconti sull’oriente ed i suoi misteri. Con il pretesto dell’avventura l’autore ci accompagna in un mondo che conosce approfonditamente al quale ha dedicato la vita intera. Descrizioni dettagliate di suggestivi luoghi dispersi nel profondo Oriente fanno da sfondo ad appassionanti combattimenti. La suspence è crescente e conduce verso un finale con uno strabiliante colpo di scena, offrendo scorci di materie complesse come la meditazione, la filosofia, le Arti Marziali Orientali e la Medicina Tradizionale Cinese. 

Valutazione: La storia si sviluppa su due tempi: il passato enunciando le antiche dinastie e il presente. C’è un buon racconto di parallelità tra Michele e Cheng X’ing. L’Arte Marziale viene descritta e spiegata nelle sue moltitudine forme e sfumature, spiegando anche molte tradizioni come l’inchino prima della lotta pacifista e la tradizione del té.

E’ un libro che mira ai lettori che amano questa Arte o ne vogliono conoscere di più.

Il racconto, rispetto alla prima revisione, è migliorato notevolmente. In alcuni tratti vi sono mancanze di virgole, ma sono accorgimenti che possono sfuggire a chiunque e per questo non ritengo che sia necessario penalizzare lo scritto.

La lettura è piacevole e scorrevole, l’amore di Michele per l’arte che rappresenta e studia è notevole e sorge dalla sua grande eroicità nell’aiutare il suo Maestro. Vengono emersi tratti profondi della tradizione che rendono ancora più curiosa la lettura.


Pensieri personali del libro: La storia si avvolge intorno a Michele e i suoi sogni dediti alle Arti Marziali come se fossero dei sogni premonitori di quando era piccolo. La cover e la illustrazione intera mi è piaciuta molto perché sono cariche di originalità e di creatività. La scrittura è semplice e arrangiata, non vengono usati termini difficili da comprendere.

Apprezzo gli elementi caratterizzanti del libro: le descrizioni, gli insegnamenti sulle tradizioni e sull’arte marziale, i sogni premonitori, il coraggio e la ferocia di Michele. L’avventura che si apre nel romanzo, la ricerca del maestro, la dedizione di Michele per la vita che ha deciso di intraprendere da quando era solo un bambino.

E’ un libro che parte dal contesto contemporaneo italiano per spingersi verso la meditazione, la filosofia, le Arti Marziali e la medicina tradizionale cinese.
Sistema di valutazione: ★★★★ ☆

Ringrazio l’autore per la fiducia.

È stata posta una seconda revisione allo scritto. Ho apprezzato la gentilezza e la umiltà dell’autore nel correggere ciò che gli ho fatto notare, rendendo così, più ricco di elementi il suo scritto.

Recensione “Divo.c19”

Buon pomeriggio, oggi vi voglio parlare di un piccolo romanzo di 61 pagina realizzato da Chiara Pagani e potete trovarlo su Amazon e leggerlo tramite il Kindle un limited gratuitamente.

Copertina: È una illustrazione molto carina del personaggio
Titolo: DIVO.C19
Autore: Chiara Pagani
Data di rilascio: 2020
Genere: Racconto, narrativa
Trama: Carlo è giovane, nerd, un po’ sfortunato e decisamente sarcastico. il suo carattere chiuso e la sua insicurezza l’hanno ostacolato per tutta la vita, incidendo su relazioni sociali e sentimentali.Durante la pandemia che colpisce il mondo nel 2020, costretto a una reclusione forzata in un piccolo appartamento con la madre, riesce a scoprire talenti nascosti e a far sentire la sua voce attraverso i social. Un pizzico di fortuna, di coraggio e fiducia lo porteranno verso un cambiamento radicale.
Valutazione: Mi piace la ironia, il modo di scrittura e lettura che viene posto. Non è un manoscritto dedicato ad una lettura pesante ma semplice e breve. Mi è piaciuta anche l’idea di aggiungere frasi in più a fine racconto frasi che vengono scritte da DIVO.C19. È una lettura ironica e simpatica ti racconto come una situazione pesante da affrontare di petto posso riuscire a smuovere la volontà di un giovane ragazzo nel fare qualcosa di nuovo e diverso.

Ho dato la valutazione di quattro stelle su cinque perché ritengo che il racconto è semplice e simpatico senza errori di lessico e grammaticale.
Pensieri personali del libro: Qual è il nucleo del racconto: viene raccontata La storia di Carlo chiamato anche dalla madre Carletto, un ragazzo di 19 anni che ha terminato gli studi e conduce una vita solitaria davanti al computer. È ambientato ai giorni nostri, meglio ancora specificare nel nostro periodo di Covid. Si narra di come questo ragazzo sia cambiato e si sia evoluto. Ha scoperto la strada per se stesso. Riscontriamo una figura che ci fa comprendere tutto questo: si passa da una stanza che riflette il suo habitat con le finestre chiuse come per preannunciare un personaggio solo e isolato, quale è all’inizio Carlo nel racconto, e il mutamento che avviene grazie all’utilizzo dei social e di un aumento della propria autostima fino a raffigurare la stanza se circostante piena di luce e con la finestra aperta. Lavorare con i social e questa espirazione gli è venuto tramite semplici post su Facebook, iniziato per gioco.
Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ |

Ringrazio Chiara per la fiducia.

Recensione “L’erba cattiva”

Buongiorno lettori, oggi dedico questo post per recensirvi “L’erba cattiva” di Christian Di Capri.

E’ uno scritto di 290 pagine molto interessante, di cui ne vale la pena certamente leggere.

L'erba cattiva di [Christian Di Capri]

Copertina: In tema con il personaggio del romanzo
Titolo: L’erba cattiva
Autore: Christian Di Capri
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa, thriller
Trama: Se ciò che siamo e rappresentiamo oggi è frutto delle nostre scelte passate, beh, quelle di Alberto sono alquanto discutibili. Cresciuto con una indole perfida e prevaricatrice, ha ottenuto svariati successi: una bella casa, una famiglia amorevole, un buon lavoro nel digitale. Il tutto essendo partito dal basso. La sua vita, dopo il divorzio, non ha avuto particolari ripercussioni dal punto di vista psicologico: ha continuato a bistrattare il prossimo pur di ottenere ciò che vuole. Ha inoltre potuto sperimentare diverse pratiche sessuali con escort di alta fascia. Ma la vita, ad un certo punto, gli presenta il conto. Un pomeriggio si accorge che, nella sua cantina di Zerbolò, giace inerme una donna con il volto coperto da una maschera da clown. Non solo: la malcapitata è rinchiusa all’interno di una cella metallica. Tutto normale, se non fosse che quella cantina era in disuso da anni e prima c’erano soltanto vecchi mobili e scatoloni. Chiamare la polizia è rischioso: si accorge di far parte di un piano ben studiato, e seguire le istruzioni del sequestratore dalla voce metallica gli sembra l’unica opportunità per uscirne indenne. Ma forse, questa volta, la sua capacità di divincolarsi dalle situazioni più ostiche non gli sarà di grande aiuto. I demoni del suo passato sono tornati in superficie.


Valutazione: E’ una lettura piacevole, piena di caratteristiche e personaggi che ricoprono il ruolo di persone egoiste, una caratteristica molto vera dell’essere umano. Ha iniziato il racconto enunciando una tonalità di scrittura molto distaccata e forte, narrando di un gioco che porta godimento all’uomo. E’ un libro che si concentra sull’egoismo, sugli errori e sulla vendetta, ma anche il cambiamento.

Ha una trama fluida e coinvolgente. Promuoverei una lettura veloce al manoscritto perché ho incontrato errori di battitura. Molto coinvolgente il passo tra passato e presente per descrivere i motivi che hanno spinto i personaggi e gli episodi.

Il finale mi ha lasciato un punto di domanda perché, a mio avviso, è stato molto scontato. Mi aspettavo qualcosa di più inatteso.
Pensieri personali del libro: Ho apprezzato il contesto in cui si è mosso Christian, soprattutto nell’analizzare “l’anima” umana e sottolinearne i difetti: vanità, egoismo, vendetta, gelosia ecc.

Ho apprezzato anche che ha cercato di cambiare le carte in tavola, promuovendo un cambiamento, uno sviluppo dell’anima corrotta dei personaggi.
Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ 

Ringrazio l’autore per la fiducia.

Recensione “Nemesi”

Buongiorno a tutti, oggi dopo un po’ di tempo sono tornata con un Thriller di un autore emergente. Un thriller con una storia appassionante e diversa dai soliti schemi che siamo soliti a leggere.

Copertina: Io ho amato la copertina fin da subito, perché è particolare. Nella parte frontale vi è la luce dei fari con un coltellino e nel lato opposto, dunque da dietro, vi è il disegno dell’auto.
Titolo: Nemesi
Autore: Davide Ballocco
Data di rilascio: 2020
Genere: thriller
Trama: La vita di Romeo, trascorsa come un moderno artista vagabondo, è stata marchiata da Sogni bizzarri, tanto più incomprensibili perché condivisi con il suo gemello, Igor. Da sempre sono uno spirito solo in due corpi, uniti dai loro cromosomi e da quegli strani Sogni, certi che siano un riflesso del loro comune destino in attesa di compimento. Ora il momento è arrivato, ma proprio quando quel destino si rivela così travolgente Igor scompare, lasciando Romeo con una ragazza appena conosciuta e un brutale omicidio che sembra ricadere sulle sue spalle.
Dov’è andato e perché, nel momento in cui avrebbe più bisogno di lui?
L’unica risposta sa darla chi conosce a fondo la storia della loro famiglia, un vecchio zio che confessa al nipote la verità, spiegando finalmente le ragioni del forte senso di predestinazione su cui avevano basato la loro vita.
Ora Romeo vorrebbe dimenticare, ma non può. Ha scoperto di essere un ingranaggio fondamentale di un gigantesco e misterioso macchinario e dovrà impararne in fretta il funzionamento, cambiando quello che credeva reale e spingendosi alla ricerca di una risposta che nessuno detiene. Il tempo è breve e qualcuno gli sta già dando la caccia, disseminando di atroci omicidi il suo inseguimento. Ora si corre, si fa sul serio, è finito il tempo dell’inconsapevolezza. Ora si vive o si muore, si salva la vita o si permette la morte.
Il destino è davvero cieco, o gli uomini hanno sempre scambiato per cecità la sua eterna lungimiranza?


Valutazione: La cosa che mi è piaciuta di più è stata decisamente la scelta della copertina. Avrei preferito il font di scrittura e la impaginazione predisposta in maniera diversa perché durante la lettura si perde il senno a causa della continuità del testo e della grandezza. Mi spiego meglio: le conversazioni e il racconto sembrano un tutt’uno quindi l’occhio del lettore non riesce a percepire dove inizia una conversazione dove finisce.

L’idea su cui si basa il libro mi piace molto: due fratelli che condividono sogni e un destino da definire


Pensieri personali del libro: C’è molta suspense nella lettura e colpi d’effetto, ma anche alcuni passaggi che secondo me, potevano essere eliminati o ridotti perché allungano molto il “brodo“. Trovo piacevole le descrizioni effettuate sui personaggi, affinché il lettore abbia un quadro generale a 360° ma ho anche notato questa carenza, forse involuta, di dettagli in un personaggio, per esempio Laura, secondo me è molto importante per il racconto. Alcune conversazioni esprimono una risata di piacere al lettore, altri invece sono un po’ da rivedere per la loro congruità con il testo e per i toni utilizzati. Avrei preferito leggere pensieri più affini al carattere del personaggio e un maggior sviluppo sui termini di dolore e perdita perché quando nel racconto si evolvono determinate situazioni e tendono a peggiorare fino a tra “condurre alla morte” di qualcuno vorrei leggere per qualche attimo il sentimento travolgente che alcune situazioni possono suscitare. Dei passaggi del testo li ho trovati piatti di emozioni.
Sistema di valutazione: ★★★,5 ☆☆

Recensione “Pietro e la Piantagione”

Buon pomeriggio cari lettori, ho ricevuto la richiesta da Gabriele Missaglia di recensire il suo primo scritto e di esporre i miei pensieri. E’ uno scritto un po’ particolare con dei disegni davvero molto piacevoli.

Copertina: Carina e in linea con la tipologia di disegni raffigurati nel racconto
Titolo: Pietro e la piantagione
Autore: Gabriele Missaglia
Data di rilascio: 2020

Genere: Narrativa

Trama: Vi siete mai innamorati? A quali difficoltà vi siete esposti per un amore?
In questo romanzo, Pietro, il miglior citarista al mondo, per amore è disposto a fare di tutto: scendere a patti con Gesù, vegliare i cancelli del Paradiso e lanciarsi in una serie di prove oniriche, intense e incredibili che vi lasceranno a bocca aperta.

Il perché? Per salvare la sua metà, Michele, dal male che sta affliggendo lui e Betsaida. Riuscirà nell’impresa?.
State per imbattervi in un’avventura che vi farà girar la testa manco l’aveste infilata in un frullatore, alla massima potenza: tutto quello che credete, verrà ribaltato, per sempre. E non si può tornare indietro.


Valutazione: Nel contesto generale, l’idea di base del racconto e la fantasia mi sono piaciuti anche per le ricche descrizioni degli oggetti e dei dialoghi. Non mi è piaciuto invece, il linguaggio usato nelle conversazioni fra Dio e Pietro. es. “Brutto pezzo di merda” Non perché sia riferito all’uno o all’altro o perché ritengo sia una offesa alla religione, ma perché fa calare la voglia al lettore di proseguire la lettura e ritengo che non siano termini appropriati per una narrazione giovanile.

Non hanno un loro perché certe conversazioni così brutali.

La lettura sarebbe stata certamente più piacevole se vi fosse stato un tipo di linguaggio più appropriato e conforme con le figure ricoperte dai personaggi del racconto. Magari con termini vecchio stile, detti non moderni o modi di espressioni diverse rispetto a quelle che lo scrittore possa utilizzare quotidianamente. Sostanzialmente voglio dire che, non riesco a percepire il distacco del linguaggio fra autore e personaggio cosa che secondo me è fondamentale.
Pensieri personali del libro: Il racconto narra di un amore così forte che Pietro stringe un patto con il Grande G. In cambio alla guarigione del suo amore e della piccola cittadina di Betsail, Pietro dovrà fare il guardiano ai cancelli del paradiso e verrà per questo ingannato dal Grande G.

Viene promossa nella lettura un punto diverso e distaccato del carattere di Gesù. Qualcosa di più simile ad un uomo che ad un uomo speciale.
Sistema di valutazione: ★★,5 ☆☆☆ | Non mi è piaciuto

Recensione Ritorno a Villa blu

Buon pomeriggio cari lettori, oggi vi porto una recensione di una collana particolare dei Robin&Sons e ringrazio Cristina dell’ufficio stampa dell’autore per avermi contattata e spedito la copia cartacea.

Copertina: Mi è piaciuta particolarmente per la forma a goccia e per la congruenza con la parola chiave del libro: la Villa Blu e il richiamo della luna soprastante.
Titolo: Il Ritorno a Villa Blu
Autore: Gianni Verdoliva
Data di rilascio : 2020
Genere
: Narrativa, suspance
Trama: È giugno e come ogni anno tre fratelli, Alessio, Francesco e Tommaso, ritornano a Villa Blu, la dimora di famiglia dove hanno trascorso tante altre estati. Questa volta, però, saranno soli: non ci sarà più il nonno né i genitori e i tre protagonisti si troveranno a gestire la villa di famiglia avuta in eredità dal nonno Ascanio e a fronteggiare misteri, maledizioni ed eventi irrisolti che coinvolgono Villa Blu e il bosco limitrofo. Nel paese sulle sponde del lago, figure inquietanti e altre benevole si intrecceranno alle vicende dei tre fratelli, vittime di un maleficio che vedrà il suo culmine il giorno del solstizio.
Valutazione: Perché ho dato 3,5 stelle?

La scrittura, anche se promuove una lettura veloce e ricca di descrizioni, ha delle imperfezioni. Durante il racconto c’è una ripetibilità di frasi, descrizioni, già accennate poco prima rendendo la lettura fastidiosa e conducendo il lettore a saltare alcune frasi/passaggi.

E’ una lettura lieve, piacevole che ti accompagna nella dolcezza che pervade i tre fratelli e nella malvagità dell’egoismo e del rancore del passato.
Pensieri personali del libro: Il racconto parla della vita dei tre fratelli: Alessio, Tommaso e Francesco che vanno a vivere nella Villa Blu del caro nonno venuto a mancare. Ci sono flashback tra presente e passato, racconti che aiuteranno a mettere insieme i pezzi del puzzle e capirne la sostanza e l’andamento fino a riuscire a percepire la verità sul giorno 21 giugno: il giorno del nuovo Solstizio.

Oltre i tre fratelli, avranno un ruolo importante anche altri personaggi come Mattia ( il fidanzato di Tommaso ), Katherine (la reverenda), Amabile e Nerina.

Vengono trasmesse emozioni del piccolo Alessio, il più piccolo dei fratelli, con un animo pieno di coraggio. Il bene e il male, l’amore e la paura sono le vie che si percuotono con questo romanzo.
Sistema di valutazione: ★★★,5 ☆☆ | una lettura ok.

Recensione “Va tutto bene, signor field.”

Buongiorno cari lettori, oggi torno con un libro della Fazi Editore uscito in commercio il 27 Agosto in tutte le librerie e che vi consiglio di leggere.

Ben sapete che adoro i libri della CE, ma ancor di più mi sorprende come ogni lettura possa entrarmi dentro come se fosse ossigeno.

Potete acquistarlo Qui.

va tutto bene, signor field

Copertina: Meravigliosa. E’ in linea con il luogo del racconto.
Titolo: Va tutto bene, signor field.
Autore: Katharine Kilalea
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa
Trama: Il signor Field è un pianista e concertista alla deriva, la cui carriera subisce una definitiva battuta d’arresto dopo un incidente in treno. Con i soldi del risarcimento, si trasferisce a Città del Capo, in una casa costruita dall’architetto Jan Kallenbach come una replica di Villa Savoye di Le Corbusier, dove lo raggiunge anche la moglie Mim. Il signor Field è un uomo triste e rassegnato, che vive in uno stato di sonnolenza perenne e di straniamento dalla realtà che lo circonda. È un uomo in decadenza e svuotato, ma attraverso le sue riflessioni, e facendo un bilancio di ciò che non va bene nella sua vita, comincia a “fare qualcosa”: mentre manda in frantumi il vetro della grande finestra di casa sua, cerca di ricomporre i pezzi della propria identità iniziando un dialogo silenzioso e fittizio con Hannah Kallenbach, la vedova dell’architetto, per la quale sviluppa a poco a poco una vera e propria mania: la segue, si apposta sotto la sua finestra, la spia nella sua vita privata e nelle strane conversazioni con un uomo misterioso. Finché, ormai stanco di essere triste, capisce finalmente di dover riprendere a vivere… che sia nella realtà o nel suo mondo onirico non importa.
Va tutto bene, signor Field, un romanzo delicato e profondo lodato all’unanimità dalla critica per la notevole qualità della sua prosa, è l’impressionante esordio della giovane sudafricana Katharine Kilalea.


Valutazione: Le copertine della Fazi sono un bene per gli occhi, sempre sulla cresta dell’onda.

Il punto in cui mi trovo è solo il punto in cui mi trovo rispetto a te, e in questo momento sono più lontano da te di quanto tu lo sia da me.

Ogni capitolo ha come titolo una frase. La prima volta che la leggi ti sembra strana e ti domandi il perché, i tuoi occhi la rileggeranno altre dieci volte mentre sei immerso nei tuoi pensieri e qui arriva la seconda fase, ti sembra poesia.

Non è che sembra, anzi lo è, almeno per il mio animo. Alla terza lettura, quel titolo, ti sembra così carico di emozioni da far venire la pelle d’oca.
Pensieri personali del libro: Scriverò tre motivi sul perché dovresti leggere il romanzo di Katharina Kilalea:

1 La scrittura è semplice, confidenziale e travolgente. E’ come se stessi leggendo un racconto scritto da un amico, ma al contemplo scritto da uno sconosciuto.

2 Riesci a percepire, durante la lettura, le corde fragili dell’anima del signor field

3 Il mio cuore ha pianto alla pagina 161. Fine.

Il signor field vive in una casa a Città del Capo, ma non è da solo anche se in realtà, fisicamente lo è. Con lui c’è Hannah Kallenbach che dialoga con lui, vede la città con lui, ascolta i rumori degli uomini che lavorano insieme a field, mentre la giornata diventa più vivida.

“Pensavo a Mim, ma non spesso. Avevo nostalgia di lei, ma non particolarmente (…) Ma c’erano momenti, a letto, in cui i miei piedi non trovavano i suoi per scaldarsi (…)”

I pensieri fragili di field sono profondi, razionali, pragmatici e solidi.

Ad ogni parola, i miei occhi si riempivano di lacrime, ma non so dirvi se fossero di dolore o di felicità, ma questo libro mi ha regalato forti emozioni. E’ riuscito a farmi sentire le sensazioni, le emozioni, la voragine di field.

Questo racconto trasmette cariche di elettricità ritmicamente.

Il signor field è un pianista alla deriva a causa di un incidente in treno e ha subito danni alla mano sinistra. Con il risarcimento si è trasferito a Città del Capo in una casa costruita dall’architetto Jan Kallebach, come replica della Villa Savoye di Le Corbusier. Field si sente in un stato di angostia e tristezza accentuata dall’allontanamento della moglie Mim. Ben presto inizia a dialogare con una immagine illusoria di Hannah Kallebach, la moglie dell’architetto della casa, finché tale immagine non diviene realtà. Una vera visione che cammina e respira per le strade. Field inizia ad avere una sorta di ossessione per la casa di Hannah, ogni sera si reca dietro alla sua finestra a scoprire e immaginare i dialoghi. Ben preso capisce, il signor field, che deve riprendere a vivere.


Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

Ringrazio ancora la Fazi Editore per la magnifica collaborazione e per la possibilità di leggere questo scritto.

Recensione “Chi troppo vuole. Mazzacani trova la sua vendetta.”

Buongiorno lettori, oggi sono tornata con una nuova uscita della CE Fandangolibri e devo super consigliarvi la lettura che vi esporrò nella recensione.

In commercio dal 6 agosto 2020.

Lo vuoi acquistare? Clicca qui.

(Consigliata soprattutto chi è del Salento).

Chi troppo vuole. Mazzacani trova la sua vendetta - Leonardo Palmisano - copertina

Copertina: ho scelto questo libro dall’elenco a me a disposizione proprio perché la copertina è qualcosa di diverso e a un colore molto acceso.
Titolo: Chi troppo vuole. Mazzacani trova la sua vendetta.
Autore: Leonardo Palmisano
Data di rilascio: 2020
Genere
: Narrativa gialla
Trama: In una baraccopoli di immigrati vicino a Foggia viene scoperta una fossa comune con cinque corpi sepolti parecchi anni prima, una testa in decomposizione (quella di un mafioso della Sacra Corona Unita, Gianni Palano) e il cadavere ancora caldo di Paula, una prostituta rumena, a cui il killer ha intagliato una stella sulla fronte accanto al foro di entrata del proiettile, quasi volesse lasciare una firma.

Nelle ore successive, a Bari viene ucciso il candidato alla carica di governatore regionale Marcellino Danza, foggiano, erede di un impero politico insieme a sua sorella, la baronessa Danza.

Teresa Buonamica, capo della Direzione Regionale Antimafia di Puglia, apre un’indagine nel tentativo di svelare il complicato rebus che lega tutti quei morti.

Quando Mazzacani viene tirato in causa, non dirà tutto quello che sa, ovvero di aver riconosciuto nell’intaglio a stella la mano di chi ha messo fine alla Banda dei Santi, la formazione di banditi non affiliati alla Sacra Corona Unita di cui era a capo.

Comincerà così, con il secondo Luigi Mascione sempre al fianco, la sua personale caccia all’uomo in cerca di vendetta. Come un cerchio del passato che si chiude, il terzo caso del bandito Mazzacani racconta gli intrighi politici, gli interessi economici e le strategie criminali che brillano nel sole del Tavoliere.

Valutazione: Secondo il mio giudizio, la lettura di questo libro è molto scorrevole, non è impregnato di troppi dettagli ma solamente di quelli giusti che aiutano la narrazione e la comprensione delle vicende. Inoltre anche se non vi è una grande descrizione dei personaggi, nonostante siano innumerevoli, la spiegazione di chi sono e cosa fanno viene comunque predisposta alla fine del romanzo. Mi sono innamorata anche della lettura di alcune conversazione in dialetto salentino in quanto io vivo nel Salento, ma avrei avuto il piacere anche di leggere una nota a fine pagina della traduzione delle frasi scritte in dialetto perché noto che molte persone purtroppo anche con le parole più semplici del mio dialetto non riescono a comprenderne il significato. Questo desiderio delle note è più che altro concentrato, oltre a far comprendere tutta la frase, anche per dare una maggiore informazione al lettore e non lasciarlo in balia del dubbio di comprensione della frase.
Pensieri personali del libro: Libro che per me vale la pena leggerlo, soprattutto per chi vive in Puglia o meglio ancora per chi vive nelle aree vicino al Locorotondo, Foggia, Carovigno. Io per esempio sono di Carovigno e per me leggere personaggi che vivono e crescono in questi posti molto vicino a me dà una sensazione di brividi sulla pelle anche perché mi ha fatto vedere e conoscere, questo romanzo, prospettive che in realtà mi erano ignare. Il libro mostra una realtà di mafia che in realtà non sono verità molto distanti da ciò che viviamo quotidianamente, ma come ho anche detto su Instagram pubblicando una Stories riguardante al romanzo, un conto è conoscere e svegliarsi la mattina sapendo che per esempio “hanno bruciato la auto di tizio X”, un altro conto invece è leggere quella realtà che per me ormai è quasi normale all’interno di un libro. Non riconoscere che esistono queste vicende e queste situazioni è da sciocchi perché la Puglia non è solo la bellezza dei suoi paesaggi, dei suoi cibi e come dicono tutti del sole, del mare e del vento purtroppo ci sono anche queste situazioni di mafia e potere.
Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

È stato un super piacere poter recensire questo meraviglioso libro, inoltre è stata una grande sorpresa riuscire a trovare in un libro qualcuno che nominasse il mio paese che purtroppo in realtà non compare sulle cartine di Google Maps quasi.

Recensione “Blood of the prophet”

Buongiorno lettori! Oggi vi porto il secondo volume della trilogia The middlenight sea intitolata “Blood of the Prophet“!

Per la recensione del primo volume basta cliccare qui

Copertina anteriore

Copertina: Adoro tutte le copertine di questa fantastica trilogia
Titolo: Blood of the Prophet
Autore: Kat Ross
Data di rilascio: 2016
Genere: Fantasy

Trama: Il Profeta Zarathustra è stato chiamato in molti modi. Ora trascorre il suo tempo disegnando capre dall’aspetto bizzarro. Ecco cosa succede quando ci si ritrova in una cella per duecento anni. Ma l’uomo che potrebbe essere impazzito, e che decisamente dovrebbe essere morto, è di colpo tornato a essere molto importante…

Sono passate soltanto poche settimane da quando Nazafareen è fuggita dai sotterranei del Re con il suo daeva, Darius. Sperava di non dover mettere più piede all’interno dell’impero, ma la ricerca del Profeta l’ha condotta nell’antica città di Karnopolis. Devono trovarlo prima che Alexander di Macedonia bruci Persepolae, e con essa la madre di Darius. Ma non sono i soli a cercarlo.

Il negromante Balthazar ha i suoi piani per il Profeta, così come il capo delle spie dei Numeratori. Mentre Nazafareen viene attirata in un gioco pericoloso, i suoi nuovi poteri prendono una brutta piega. Soltanto il Profeta comprende il segreto del suo dono, ma il prezzo di quella conoscenza potrebbe rivelarsi più di quanto Nazafareen sia disposta a pagare…


Valutazione: Il secondo volume della trilogia The middlenight sea è meraviglioso. Ha una scrittura che cattura il lettore dalla prima pagina fino all’ultima. E’ pieno di avventura, momenti d’amore, momenti di agonia per i personaggi. Le descrizioni sono sottili e dettagliate, non sono “troppo” pesanti, ma è la giusta via di mezzo per un libro. Vengono spiegati i funzionamenti dei quattro elementi, le guerre e si riesce a percepire anche la sofferenza delle vicende.

Una cosa che premio per Kat Ross è come fa affezionare il lettore ai personaggi.
Pensieri personali del libro: Ho amato questo romanzo come il primo volume.

In questo volume viene raccontata l’amicizia profonda, l’amore proibito ma essenziale e il grande coraggio dei nostri personaggi.

Zarathrusta viene salvato, la vera battaglia ha inizio e nuove scoperte sull’uso degli elementi porterà a più domande che verranno chiarite nel terzo volume.

La traduzione è fatta più che bene e consiglio a tutti di leggere questa meravigliosa trilogia fantasy.

E’ un viaggio nel mondo fantasy di Nazafeeren e di Darius, che ti lascia un senso di malinconia alla lettura della parola “FINE“. Si viene travolti da una sensazione magnifica, come se il lettore stesso fosse divenuto, durante la lettura, un personaggio del romanzo e vivesse le stesse avventure dei suoi compagni.

Chi ha letto il primo volume noterà la crescita dei personaggi e anche dei sentimenti che circonda la loro vita. Anche il lettore cresce durante la lettura ed è emozionante.
Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

Ringrazio la Dunwich Edizioni per aver collaborato anche per questo secondo volume e non vedo l’ora di leggere e portarvi il terzo e ultimo libro della trilogia! Un grazie anche a Kat Ross che in fine pagina ha espresso l’amore per l’italiano e la felicità che il suo romanzo sia stato tradotto in una delle lingue più belle.