Yuri is my job

Il mondo dello yuri si sta espandendo e Starcomics ci sorprende con il titolo ‘Yuri is my job‘ in uscita contemporaneamente con l’anime distribuito da Crunchyroll. E’ possibile recuperare l’opera nella box contenente i due volumi o ciascun volume singolarmente.

E’ un’opera composta da 12 volumi in corso.

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Trama:

Hime è la principessa della scuola: ammirata da tutti, non sbaglia mai. Così, quando ferisce accidentalmente Mai, la manager di un caffè, è pronta a sdebitarsi lavorando per non rovinare la sua reputazione. Hime scopre che si tratta di un locale a tema, dove lo staff tutto al femminile finge di frequentare una scuola privata per accontentare al meglio i clienti. Sotto la guida della ragazza più graziosa, Hime non può far a meno che arrossire ed essere goffa. In questo nuovo ambiente scopre ogni giorno qualcosa di nuovo sul suo lavoro e sui suoi sentimenti.

Cosa ne penso?

Mi piace lanciarmi in nuove sfide e svariare sempre i miei generi di lettura, ma oggi voglio parlarvi di “Yuri is my job”. 

Yuri Is My Job!

La Starcomics ci ha portato questo delizioso Yuri in Italia in concomitanza con l’anime prodotto da Crunchyroll. 

Solitamente lo Yuri non è esattamente uno dei primi generi che leggo con frequenza, ma questo mi ha davvero fatto ridere!

L’opera si presenta come una commedia scolastica che si concentra su tre focus: caffetteria scolastica, ragazze carine e illusioni.

Yuri Is My Job!

In primis ci verrà presentata la protagonista, una ragazzina super carina che riesce ad ammagliare qualsiasi persona posi lo sguardo su di lei. Dai capelli lunghi e mossi, il suo vero obiettivo è riuscire a sposarsi un uomo ricco e ottenere una posizione prestigiosa e per questo motivo rifiuta tutti i ragazzi che si dichiarano.  – un po’ la capisco sinceramente. 

Mi piace che la protagonista non sia la solita scellerata un po’ confusa, ma che sia una ragazza che ha delle idee salde e molto chiare e mira verso la vittoria del suo obiettivo!

Tuttavia questa quiete di vita solare viene disturbata da un incontro: difatti si scontra contro una ragazza, quest’ultima si “rompe” un braccio e la nostra protagonista finisce a lavorare part-time presso una caffetteria alquanto particolare.

Yuri Is My Job!

Non è tutto rosa e fiori, una narrazione calzante che vibra tra momenti comici e momento un po’ più seri ci presentano le varie sfaccettature dei caratteri delle ragazze che lavorano in questo cafe particolare.

La prima regola è non dire a nessuno del proprio lavoro, ma in meno di tre secondi la nostra piccola star riesce a frantumare questa regola. (Ci vuole molto impegno a non farsi beccare e diciamo che lei non è molto furba). 

Il suo carattere un po’ egocentrico in realtà nasconde un lato imbranato e combina guai e il suo vero “io” viene in poco tempo smascherato e si troverà a fare i conti con la realtà: verrà odiata da tutti?

La storia è ricca di momenti comici e soft, molto piacevole da leggere e da gustarsi anche nella versione anime. I disegni sono molto dettagliati, carini ed estroversi anche nel mostrare le emozioni dei vari personaggi.

Yuri is My Job!

Le indagini del Marlow Murder Club

Diciamoci la verità non è semplice trovare un libro che sappia davvero conquistare lettore e che abbia anche una nota di comicità all’interno di investigazioni e omicidi misteriosi, ma sono qui per risolvere il problema: ‘Le Indagini del Marlow Murder Club‘ edito Fanucci Editore, mi ha conquistata!

Le indagini del Marlow Murder Club - Robert Thorogood

Trama:

Judith Potts ha settantasette anni ed è beatamente felice. Vive da sola in una villa un po’ dimessa appena fuori Marlow, non c’è nessun uomo nella sua vita che le dica cosa fare o quanto whisky bere, e per tenersi occupata crea i cruciverba per i giornali nazionali. Una sera, mentre nuota nel Tamigi, è testimone di un brutale omicidio. La polizia locale non crede alla sua storia, così decide di investigare da sé, e ben presto a questa missione si uniscono Suzie, una dog-sitter dal cuore puro, e Becks, la sobria e composta moglie del parroco. Insieme sono il Marlow Murder Club. Quando un altro cadavere viene ritrovato, si rendono conto di avere per le mani un vero e proprio serial killer. E l’enigma che volevano risolvere diventa una trappola da cui potrebbero non trovare via d’uscita…

Cosa ne penso?

Ero alla ricerca di una lettura particolare e chi potesse coinvolgermi in maniera frizzante e creativa, mi sono addentrata in Le Indagini del Marlow Murder Club dello scrittore Robert Thorogood ed è stato subito amore.

Durante la lettura mi sono fatta coinvolgere dagli attimi di comicità di cui si arricchisce la scrittura dell’autore in grado di smorzare la tensione derivante dagli omicidi e dalle investigazioni senza uscita.

Se siete appassionati di investigazioni e dai modus operandi di ricerca della polizia e volete ricoprire il ruolo di un investigatore, allora questa lettura può fare al caso vostro perché le nostre eroine non sono dei poliziotti, ma bensì delle comuni cittadine che non riescono a farsi i fatti propri.

Un romanzo rompicapo che riesce a sorprendere il lettore in qualsiasi momento, ricco di momenti evolutivi, divertenti, ben studiati e strutturati ma soprattutto tutte le carte in tavola verranno capovolte e mischiate da momento all’altro.

La nostra protagonista Judith Potts è una donna di 67 anni con un carattere vivace e schietto, mentre giace nella sua grande villa apposta vicino al Tamigi sente uno sparo proveniente dalla casa del suo vicino che si trova dall’altra parte della sponda del fiume.

Da quel momento iniziano i segnali in cui la nostra protagonista capisce che per far salire a galla la verità c’è bisogno di una mano ,anche se la polizia all’inizio sembra essere titubante nel coinvolgere in un caso investigativo una comune cittadina, ma la sua determinazione non si ferma neanche davanti agli ostacoli o limiti dettati dalla legge, in tutte le maniere la nostra protagonista, affiancata da incredibili e coraggiose amiche, riuscirà a trovare il colpevole.

Judith inizia a investigare privatamente correndo da una parte all’altra cercando di scovare l’assassino prima che quest’ultimo possa commettere una nuova vittima, ogni volta che si avvicina a una prova importante questa diventa inaccessibile sfumando qualsiasi possibilità di raggiungere la verità.

Bisogna risolvere un mistero che collega tre omicidi, vittime che in qualche modo sono connesse tra di loro ma allo stesso tempo non lo sono. L’apparenza può ingannare e nella piccola cittadina di Marlow in cui la vita quotidiana dei suoi cittadini si trascina di giorno in giorno nella normalità, tra le sue strade si cela un assassino che si porta dietro un credo.

Lo stile narrativo di Robert Thorogood è davvero spaziale, riesce a creare una tensione magica che si affievolisce grazie alla complicità delle battute tra i personaggi o delle varie situazioni ma che riesce a mantenere solida l’interesse verso le investigazioni e verso le connessioni che vengono effettuate dai personaggi per uscire a trovare il colpevole. Un romanzo che si legge tutto d’un fiato, soprattutto per chi è amante di questo genere troverà una lettura scorrevole che non si macchia solo di omicidi ma anche di altre tematiche come l’amicizia, il coraggio di prendere una posizione della propria vita e nell’essere più altruisti.

La protagonista per me è un ideale di donna molto particolare, siamo di fronte a una donna adulta dall’età di 67 anni che vive beatamente nella sua villa ereditata e che ha un passato turbolento ma questo non è motivo di abbattimento del suo animo perché ciò che le ha passato è una nota che la resa ancora più coraggiosa e diretta della vita che lei sta affrontando tutti i giorni. Mi piace come sia stata rappresentata anche l’amicizia fra le donne che si conoscono e cercano di investigare insieme sugli omicidi, vengono rappresentate tre donne completamente diverse con pensieri diversi e anche ideali diversi ma questo non è motivo di contrasto tra di loro ma bensì di unione.

Ciò che mi piaciuto maggiormente è sicuramente la nota di comicità che non è comune nei libri di questo genere, credo che sia un elemento che possa sgrammaticare la tensione che si viene a creare ma soprattutto che rende la lettura più alternante cercando di non appesantire troppo la lettura stessa.

A chi suggerisco questo libro? Sicuramente a chi vuole scoprire per la prima volta quest’autore, a chi cerca una lettura che possa essere una lettura di mezzo tra altri titoli ma soprattutto chi vuole scoprire un romanzo che valga la pena davvero di avere in libreria.

Twilight Out Focus

Sei alla ricerca di un boy’s love elettrizzante e che ti faccia palpitare il cuore? La scelta ricade sicuramente sulla nuova uscita Jpop intitolata ‘Twilight Out Focus‘, una meravigliosa storia resa ancora più unica grazie alla box della Jpop con all’interno tre illustration + instagram pvc card e i due volumi ‘Twilight Out Focus’ e ‘Twilight Out Focus Overlap’.

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Trama:

Mao Tsuchiya e Hisashi Otomo sono compagni di dormitorio. Hisashi è gay, così i due hanno stabilito alcune regole di convivenza: per prima cosa, Mao non dovrà svelare a nessuno il segreto di Hisashi; come seconda regola, Hisashi non dovrà interessarsi a Mao; inoltre nessuno dovrà interferire nei bisogni personali e sessuali dell’altro. Tutto sembra procedere tranquillamente finché il club di cinema, di cui anche Mao fa parte, decide di produrre un film di genere Boys’ Love, con Hisashi come protagonista…

Cosa ne penso?

Le stelle della sera dopo la pioggia sono bellissime, solo per noi due. Proprio come se fossimo in un film.

Emozionarsi mentre si legge un’opera ha sempre qualcosa di poetico e unico. Questo è quello che mi è successo con Twilight Out Focus.

Twilight Out Focus

Mao e Hisashi sono coinquilini di stanza che tra un segreto e l’altro hanno deciso di “girare” un video di promessa elencano tre regole indissolubili. Inizia così la loro vivace conoscenza tra alti e bassi. Il loro rapporto si evolverà in maniera leggiadra e profonda, facendo desiderare al lettore di averne ancora di più. 

La crescita personale dei personaggi e del loro rapporto non avviene casualmente, ci troviamo su una strada ben delineata e tratteggiata che ci farà provare la pelle d’oca.

Twilight Out Focus

Mao è un membro del club di cinema e devono girare un film per la scuola a tema BL. Un tema particolare e coraggioso da portare in una scuola maschile, ma il protagonista dal volto tenebroso e con vibes da teppista chi sarà? Senza ombra di dubbio entra in gioco Hisashi che di recitazione non me sa nulla, ma si impegnerà a dar valore al ruolo che gli è stato attribuito. 

Mao non sa mentire davanti all’obiettivo, ma riesce a inquadrare in maniera elegante e passionale tutti i suoi soggetti e in particolare modo Hisashi. Il viso del suo coinquilino inizia a brillare come se fosse visto da Mao sotto una nuova luce, e in questo momento perché il suo cuore sta battendo così forte?

Twilight Out Focus

Un rapporto che si trasforma da semplici coinquilini a qualcosa di più, un amore che cresce giorno dopo giorno nonostante le circostanze. 

Un’opera che mi ha fatto emozionare e provare la pelle d’oca grazie anche a come ha rilievo l’importanza dell’obiettivo e della videocamera. Una tematica che a volte può sembrare secondaria, ma che ultimamente riscontro sempre di più nelle opere: la bellezza di immortalare un viso e i suoi sentimenti.

Twilight out focus ci accompagna in un viaggio di due volumi in cui verrà dato spazio non solo ai personaggi principali, ma anche allo sfondo come il presidente del secondo anno e ai relativi film che gira il club di cinema.

Mi è piaciuto vedere in prima tappa la certezza di Mao verso il cinema e la videocamera, le emozioni di Hisashi sia a fronte di una rottura relazionare nonché alla nascita di un nuovo sentimento ma anche il suo cambiamento caratteriale verso i membri del club e il suo “sorridere” di più. 

Twilight Out Focus

Posso definire l’opera soddisfacente sotto molti punti di vista, a partire dai disegni e dalla impostazione dei livelli. Si trovano spesso inquadrature stile “cinematografiche” dei visi di Mao e Hisashi, dei loro momenti romantici e un po’ più drammatici e si percepisce la loro felicità.

Mi è piaciuto conoscere il lato “spento” di Hisashi a causa del suo passato, ma vedere anche come abbia preso di pugno l’opportunità di cambiare e come il suo viso sia più vivace.

Ho trovato Mao un personaggio coraggioso e allo stesso tempo fragile, con la paura che il suo amore fosse non corrisposto e la voglia di fare di più per se stesso e per l’altro. 

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TABI – THE JOURNEY OF LIFE

Una delle bellezze derivanti dal Comicon è proprio la nuova opera di Aki Irie editata dalla Jpop ‘TABI – THE JOURNEY OF LIFE‘.

In Italia sono state editate le altre due opere ossia Il mondo di Ran e Nuvole a Nord-Ovest e per chi vuole scoprire altre sfumature della nostra mangaka sicuramente questa raccolta di racconti è imperdibile.

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Trama:

Una raccolta di racconti originali per vivere tutte le sfaccettature dei mondi fantastici di Aki Irie e perdersi nell’inconfondibile tratto dei suoi disegni. Tra i racconti anche un divertente episodio inedito de Il Mondo di Ran.

Cosa ne penso?

Una delle sfumature che più mi sorprende di Aki Irie è il suo modo di disegnare e illustrare le ambientazioni, ma anche le emozioni dei personaggi che riesce a creare. Ogni volta che mi butto a capofitto nelle sue opere, rimango sempre sorpresa di come riesce a comunicare in maniera poetica ed elegante tutte le emozioni che cerca di racchiudere all’interno delle linee che tratteggia e dei disegni da mozzafiato che riesce a creare.

L’elemento identificativo che ci permette di riconoscere subito i suoi tratti di disegno è proprio grazie all’evoluzione che ci mette nel realizzare le ambientazioni e in questo volume unico, nonostante sia una raccolta di racconti con degli extra anche dedicati al Il mondo di Ran, il suo stile riesce a conquistare il cuore del lettore ed è impossibile non acquistarlo.

Tabi - The Journey of Life

Ogni singola storia dell’opera racchiude una motivazione per cui è stata realizzata e a fine volume possiamo godere sia di tavole extra nonché di sussunte spiegazioni dedicate ai racconti.

Il primo racconto in cui ci imbattiamo si intitola Harukoma e aldilà della bellezza dei disegni sia della donna e sia dello sguardo chiaro verso l’ambiente e verso l’arte, quello che mi ha colpito maggiormente è come la ragazza sia sempre attenta a quello che la circonda a causa di un’azione malvagia che vuole compiere suo fratello ossia quello di ucciderla, tutto viene arricchito dalla bellezza del canto e della musica che riescono a sciogliere la tensione che la porta nel cuore facendole godere anche di momenti gioiosi della vita.

Tabi - The Journey of Life

Aki Irie spiega verso la fine del volume che le piace il canto, la musica, le canzoni popolari giapponesi e che uno dei suoi strumenti preferiti è proprio la voce umana e per questo voleva dare un forte carattere a questo suo amore proprio realizzando un mini racconto che lo racchiudesse come protagonista.

Andando avanti ci imbattiamo in vari racconti che riescono a mostrare dei lati gentili nonché anche delle difficoltà delle persone, molti messaggi educativi e di incoraggiamento nel non lasciarsi sconfiggere dagli ostacoli e nel cercare di osservare sempre la parte bella della vita e di tutto ciò che ci circonda come la natura, il cielo o l’essere umano è stesso.

Tabi - The Journey of Life

Un altro racconto che mi ha fatto davvero sorridere si intitola Il principe viaggiatore e parla di un principe che vuole liberarsi delle responsabilità che ricadono sulle sue spalle ossia quella di dover governare un paese, un popolo e il suo animo non si rispecchia in queste responsabilità e cerca un modo per sfuggire e per custodire la sua libertà, tanto da far correre i soldati dietro alle sue scorribande.

Nella Postfazione ritroviamo anche delle parole dell’autrice:

“una volta, in una raccolta di mie opere, ho detto che manga dando forma a ciò che ci rapisce il cuore. È quello che penso ancora oggi. Spero che nelle vostre giornate, così pieni di impegni, abbiate la possibilità di imbattervi spesso in qualcosa di bello. Vi ringrazio.”

Trovare un messaggio che racchiude la gratitudine e un augurio dall’autrice credo che arricchisca la felicità del lettore nonché il buon animo dell’autore stesso.

Per tutta la durata dell’opera ci alterniamo tra racconti più brevi o racconti un po’ più lunghi, tuttavia la sorpresa non si limita solamente a vedere una tipologia di lavorazione diversa rispetto a quelle che siamo abituate in Italia con le altre due opere portate dalla stessa casa editrice, ma bensì vediamo anche una struttura della composizione delle tavole completamente diversa e innovativa.

La sorpresa più grande che possiamo ottenere da questo volume unico è sicuramente i disegni illustrativi che possiamo trovare alla fine del volume stesso, sono qualcosa di sorprendente e anche da immortalare all’interno di un quadro da appendere in camera perché sono poetica, sono maestose e gridano completamente tutta la bellezza dell’arte di disegno dell’autrice.

Goodbye, Eri

Prese dalla fuga, mi sono cimentata in un genere completamente diverso dalle mie classiche letture e sono qui a scrivervi i miei pareri.

Goodbye, Eri una nuova opera di Tatsuki Fujimoto edito Starcomics in due meravigliose versioni, opera conclusiva di un volume.

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Trama:

La madre di Yuta, sofferente di una malattia in fase terminale, chiede al figlio di filmarla per lasciargli un ricordo. Il giovane inizialmente accetta, rifiutandosi in seguito di registrare i suoi ultimi momenti. In preda allo sconforto, intende suicidarsi gettandosi dal tetto dell’ospedale, dove incontra una strana ragazza che attira la sua attenzione…

Cosa ne penso?

Il mio primo approccio con Tatsuki Fujimoto finalmente è arrivato. Durante il ritorno del Comicon stavo guardando le prossime uscite edite starcomics e qualcosa dentro di me mi sussurrava “Goodbye, Eri … ti piacerà”.

Goodbye, Eri

Presa dalla curiosità  della trama e dai feedback che ho letto per le sue precedenti opere, alla fine ho ceduto e mi sono avventurata tra le pagine di Goodbye, Eri.

Un approccio al dir poco particolare e drammatico. Un’opera che non ha bisogno di tanti dialoghi per mostrare un’atmosfera soffocante e profonda, ma che con il suo stile particolare riesce a lasciare qualcosa al lettore a fine lettura.

Mentre leggevo le prime tavole sentivo un macigno sul petto. Una richiesta davvero assurda quella della madre, come si fa a chiedere al proprio figlio di essere ripresi durante la malattia fino all’ultimo respiro? 

Goodbye, Eri

Ma andando avanti ho iniziato a realizzare quanto i ricordi, le foto e i video ci permettono di idealizzare le persone che abbiamo conosciuto, a volte trasformandole da pessime persone a individui puri e magnifici.

Yuta affronta il lutto della madre in un modo tutto suo, montando e modificando le intere ore dedicate durante le sue scuole medie per creare un film d’effetto con protagonista sua madre e i suoi ultimi respiri – che mai sono stati girati. 

Un’angoscia davvero struggente che rende la lettura pesante e particolare (cosa che ho adorato).

Tuttavia mentre Yuta pensa alla fine della sua vita, viene in un certo senso motivato e salvato da una strana ragazza che gli chiede di girare un nuovo film diverso da quello precedente, ma che riuscisse ad emozionare i suoi spettatori.

Goodbye, Eri

Yuta inizia così una nuova “vita” incoraggiandosi di girare mini video per poi assemblarli e creare qualcosa di unico che lo rappresentasse e che mostrasse al mondo l’adolescenza che affronta passo dopo passo.

la realtà però non è così incline ad essere docile e sorridente con il ragazzo, perché Eri, la ragazza strana, ha un segreto che porterà a rendere l’opera da un piano realistico e sofferente a introdurre degli elementi più freschi e fantasy.

Goodbye, Eri lo suggerisco a chi vuole assaporare lo stile narrativo e creativo di Fujimoto o vuole approcciasse e per la prima volta. Non è una lettura di passaggio, né una semplice da prendere nei momenti di relax e conforto, ma è struggente, drammatica e in un certo senso la definirei anche “romantica”.

Romantica dal punto di vista della rappresentazione delle persone. Yuta nei suoi video mostra le parti belle delle persone e non i loro difetti, cercando di ricordarsi di loro sotto quella luce.

Goodbye, Eri

Un finale d’effetto che mi ha risollevato un po’ dal polverone oscuro dell’opera. L’ho goduta piano piano e sono contenta di questo primo approccio. Per me Fujimoto è un nuovo autore da aggiungere alla lista – per quando voglio essere un po’ masochista e soffrire.

Ranking of Kings

Se siete alla ricerca di una lettura confortevole, educativa e che possa riempire il vostro cuore sicuramente uno dei primi titoli che mi viene in mente da suggerirvi è proprio Ranking of Kings.

Il primo volume è uscita con la casa editrice StarComics, ma vi consiglio anche di recuperare l’adattamento anime nonché anche un ulteriore stagione dedicata a dei piccoli pezzi di storia che non sono stati riportati nell’adattamento anime.

Una storia composta da 16 volumi in corso, nonostante la sua lunghezza ancora non definita suggerisco comunque il suo recupero perché saprà conquistarvi.

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Trama:

Protagonista della storia è Bojji, un principe sordo e senza poteri che non riesce neanche a brandire una spada giocattolo. Essendo il primogenito, sogna di diventare il più grande re del mondo, ma molte persone sparlano di lui alle sue spalle, dicendo che è un buono a nulla e che non potrà mai essere un re. Bojji fa allora amicizia con un’ombra di nome Kage, che in qualche modo lo capisce molto bene. Kage è l’unico membro sopravvissuto di un clan di assassini quasi del tutto spazzato via. Non più un assassino, ora continua a vivere rubando. La storia segue così la crescita di Bojji mentre incontra diverse persone nella sua vita, a partire dal fatidico incontro con l’ombra.

Cosa ne penso?

Perché recuperare “Ranking of Kings” e a chi la consiglio?

Ranking of Kings

Dai disegni semplici, ma vivaci, viene raccontata la storia di un piccolo principe nato sotto una cattiva stella che non gli permette di diventare più forte nel brandire una spada a differenza del suo fratello minore che ha tutte le abilità per divenire un Re sostenuto dal popolo.

Bojji è un piccolo principe che si mostra sempre felice nonostante venga disprezzato e deriso dalla plebe ma anche dai cavalieri e dalla gente di palazzo. Un bambino che mostra fin da subito un’espressione sempre serena e piena di vita, ma dietro a quel faccino contento in realtà cerca di sopportare tutto il dolore delle cattive parole.

Ranking of Kings

“Un principe stupido” così viene definito da tutti solo perché non sente e non sa brandire una spada, ma le sue capacità sono altre, ma a nessuno importa un granché. La questione fondamentale non è la qualità di una persona che possa essere buona di cuore, ma tutto dipende da come si presta ad essere vista, ossia le sue abilità e gli obiettivi che può raggiungere.

Tre parole chiavi per descrivere quest’opera: coraggio, determinazione e sconfitta.

Il coraggio e la determinazione che viene mostrata da Bojji ma anche dal suo fedele compagno di avventure, una piccola ombra parlante che dopo aver compreso le sue cattive azioni da bandito nei confronti del principe e aver compreso il suo vero animo decide di diventare un fedele amico e sostenerlo.

Ranking of Kings

La determinazione: Bojji nonostante sappia di non essere in grado di sconfiggere in una sfida di spade il fratello minore, decide comunque di cimentarsi e mostrare le sue abilità (che non verranno apprezzate perché ritenute sleali).

Sconfitta: Bojji si sentirà tradito dalla gente che lo circonda ma nonostante questo si asciugherà le lacrime.

Spesso si dice “l’abito non fa il monaco” e in quest’opera vengono mostrati vari personaggi che in realtà non sono davvero quello che mostrano all’esterno, ma che si comportano in tale maniera per alcune motivazioni personali.

La forza di Bojji davanti alle ingiustizie e alla cattiva lingua delle persone mi ha reso sensibile. Vedere come un bambino su cui ricade una enorme responsabilità, nonostante il suo titolo e le sue problematiche, venga deriso ma continua a sorridere mi ha davvero emozionata.

A chi consiglio la lettura? A chi come me è sempre in cerca di nuove opere che possano insegnare alcuni valori importanti o si è in cerca di storie educative ma allo stesso tempo che sappiano intrattenere con disegni molto semplici ma con uno stile proprio.

Ranking of Kings

Suzume – Novel Jpop

Makoto Shinkai riesce ancora una volta ad emozionare tutti gli amanti delle sue storie. ‘Suzume‘ una nuova storia che hanno trasmesso sia nei nostri cinema italiani ma che la JPop ha anche portato la bellissima Novel.

Tra i successi di Makoto Shinkai ricordiamo: Lei e il suo gatto, Il giardino delle parole, Your Name, 5 cm al secondo e Weathering with you.

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Trama:

La storia ha come protagonista una ragazza di 17 anni, Suzume, che vive in una tranquilla cittadina del Kyushu. Un giorno incontra un giovane viaggiatore che sta cercando una misteriosa “porta” e decide di seguirlo. Proprio la ragazza scopre l’esistenza di un vecchio portale tra le rovine delle montagne. La leggenda narra l’esistenza di diverse porte collegate tra loro in tutto il Giappone e che la chiusura di una di esse porti terribili sciagure.

Cosa ne penso?

a volte le parole non bastano per esprimere delle emozioni.

“Suzume” è stato uno di quei titoli che ho atteso con ansia e trepidazione. L’ho scoperto parecchio tempo fa tramite un video TikTok, non sapevo ne cosa fosse ne la sua trama ma le sue immagini parlavano da sé e da quel momento Suzume è stato il mio obiettivo.

Suzume

Una soundtrack che mi ha accompagnato per tanti mesi finché non l’ho potuta assaporare sul grande schermo.

Mi sono emozionata? Sarebbe davvero molto riduttivo metterla in questi termini, ma si. Nonostante io sia una grande amante dei film e delle novel, qui, ho avuto il doppio impatto. 

Prima di cimentarmi nell’avventura di vederlo sul grande schermo, mi sono addentrata nel romanzo e quante lacrime ho versato.

Suzume

Ogni parola, ogni evento aveva un peso pesante sul mio cuore finché non ho girato l’ultima pagina e mi sono detta “ora lo voglio vedere”.

Al cinema è stato davvero emozionante, poca gente ma sono rimasta soddisfatta nel vedere giovani adulti – soprattutto uomini – guardarsi attorno a fine film con gli occhi rossi. 

Suzume è una di quelle opere che ti insegna a prendere coraggio davanti alle grandi tragedie e ti permette di ricordarti che, nonostante tutto, se hai qualcuno affianco nulla è impossibile.

Oltre ad essermi innamorata totalmente di una sedia parlante, il mio punto dolente è stato una delle chiavi di volta. Un gatto indifeso dal manto bianco che dalle prime visioni sembra essere il nemico, colui che devi combattere ma che invece risulterà essere un protagonista importante che si porta dietro molti significati.

Suzume

Suzume mi ha insegnato a prendere coraggio, a combattere, a non abbattersi.

Una di quelle opere in cui le animazioni non fanno altro che rendere la storia ancora più eccezionale, lo ricordiamo con Your Name un grande classico che si suggerisce sempre a chi entra per la prima volta nel mondo dei manga e degli anime.

Il movie e il romanzo sono riusciti a creare dentro di me emozioni diverse, nonostante trattino della stessa storia. Questa cosa l’ho trovata molto curiosa e interessante e mi sono chiesta “perché ho provato delle emozioni così differenti ma profonde?”

La risposta non è semplice, ma il mio cervello ha iniziato ad analizzare ogni piccola virgola del romance cercando di trovare una soluzione: il romanzo ti permette di creare le tue immagini. Ti accompagna pagina dopo pagina in una storia composta da parole, sentimenti e paure di cui la tua immaginazione diventa da padrona. Il movie ti presenta la pappa pronta, ma ti permette di dare vita a quelle vibrazioni che si celano dentro di te.

Ma di cosa parla “Suzume”? 

Per chi non si fosse ancora interessato al suo recupero suggerirei tre parole chiavi: memorie, amore, distruzione.

Un mix che sembra essere banale, ma che nasconde dietro un universo di significati.

Suzume

Memorie, solo l’elemento più importante di tutta la narrazione. I ricordi di una bambina, una porta che sembra impossibile da raggiungere e un amico da salvare. Amore, un sentimento che nasce dal nulla ma che si evolve sentendo il peso delle responsabilità e della bellezza del mondo. Distruzione, è il mezzo per raggiungere a una soluzione. Le porte si aprono e fanno uscire i vermi che cercheranno di distruggere il Giappone, ma qualcuno ha il dovere di chiuderle e portare la pace all’umanità.

Un compito eroico ma silenzioso, nessuno lo sa e nessuno vede cosa si cela nel grande cielo.

Attenzione: tutte le opere hanno dei punti negativi e Suzume non è da meno.

In primis ritengo che alcuni dubbi vengono maggiormente a chi legge il romanzo, forse perché ha più tempo per analizzare ciascuna vicenda. All’interno di Suzume parliamo di porte che danno accesso la mondo umano ad alcuni “vermi” che cadendo sulla città creano terremoti fino alla distruzione. Non si riesce ben a comprendere perché e come si aprono le porte ed esattamente cosa siamo questi vermi (a livello materialistico e spirituale).

Magical Girl Risuka

Tra le nuove uscite Starcomics c’è un manga che si mista tra magia e vibes oscure. Un mix perfetto per chi ha voglia di catapultarsi in un mondo di umani che sono oggetto dei misteri dei maghi e delle loro formule.

Magical Girl Risuka uno shounen composto da cinque volumi in corso da non perdere!

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Trama: 

La prefettura di Nagasaki, in Giappone, è un regno magico. I maghi che vivono al suo interno sono intrappolati nel Kyuushu, rappresentando comunque una minaccia tale da fare intervenire gli statunitensi durante la seconda guerra mondiale.
Figlia del più potente mago vivente, Mizukura Risuka ha dieci anni e vive fuori Nagasaki. Durante la ricerca del padre, uccide tutti i maghi malvagi che incontra sfruttando un incantesimo contenuto nel suo sangue, permettendole, per la durata di un minuto, di andare avanti velocemente nella propria vita, all’età di ventisette anni, quando è al culmine dei suoi poteri e poterli utilizzare. A farle da compagnia e guida c’è il sinistro Kugi Kizutaka, un genio sociopatico convinto che chiunque incontri sul suo cammino sia solo una potenziale pedina da sfruttare per i suoi fini.

Cosa ne penso?

Se la magia vuoi conquistare, Magical Girl Risuka devi acquistare.

Un titolo sorprendente che apre le sue prime pagine con delle tavole a colori e si conclude nelle medesime modalità. Un’avventura che vedrà come protagonisti principali due personaggi davvero particolari, da un lato abbiamo la maga di nome Misukura Risuka di dieci anni da cui pende sulla sua vita un’antica profezia e dall’altro lato abbiamo un essere umano di nome Kugi Kizutaka che ha degli ambigui pensieri connessi al concetto di vita e di magia.

Magical Girl Risuka

Anche se la storia si muove sui grandi passi di Risuka, l’attenzione ricade molto sul personaggio di Kizutaka, un bambino di dieci anni che vuole sottomettere gli esseri umani, che ritiene essere superflui e una massa di idioti, attraverso i suoi utili mezzi ossia i maghi.

La nota divertente è che, in realtà, anche Kizutaka stesso è un semplice umano, anzi, un bambino che ha una inclinazione verso gusti particolari e vuole essere coinvolto negli incidenti più macabri e profondi.

Il mondo creato in quest’opera viene governato dall’umanità, la vita delle persone scorre normalmente, ma a volte ci si ritrova incastrati in qualche formula magica che potrebbe condurre alla morte. Nelle alte mure vivono i maghi, ma sono una società chiusa e poco incline al lasciar passare chi non fa parte della loro gente.

Magical Girl Risuka

Kizutaka ha un occhio attento: rimanendo al centro dell’attenzione dei suoi compagni di classe, dei suoi insegnanti e delle situazioni in cui incorre riesce a cogliere i minimi dettagli che agli altri individui possono sfuggire e in questa maniera scopre in maniera veloce e funzionale la verità dietro l’identità di Risuka. I due decidono si stringere un patto, il ragazzo aiuterà la maga alla ricerca di suo padre e quest’ultima soddisferà gli ordini di Kizutaka. Kizutaka pensa di poterla usare come una pedina, ma presto si rende conto che Risuka è un fardello troppo complesso da gestire.

Il potere di Risuka è quello di essere la maga rossa del tempo, ossia lei è in grado di viaggiare nel tempo sia per spostarsi, ma anche per guarirsi ma non è in grado di utilizzare lo stesso potere sugli altri. Come riusciranno ad affrontare gli innumerevoli incidenti ambigui che si presenteranno in città?

Magical Girl Risuka, un’opera tratta dalla novel Shin Honkaku Mahou Shoujo Risuka, riesce a sorprenderci con dei disegni ben dettagliati che si muovono tra vibes grottesche e fantasiose.

A primo impatto viene da pensare se l’età dei ‘dieci anni’ con cui vengono rappresentati i ragazzini sia una età adeguata a seguito delle vicende e delle conversazioni complesse e notevoli che affrontano. Con certezza posso dire che, nonostante questa lieve perplessità, il primo volume mi ha davvero entusiasmata. Sono davvero felice di trovare in un’opera così particolare anche una grande dedizione per le pagine a colori che la rendono ancora più eccellente.

L’innocenza del buio

L’innocenza del buio è un nuovo horror italiano tutto da gustare per chi ama il genere.

Ci sono storie che hanno origine più antiche e non finisco mai per davvero. Questa è una di quelle

Un nuovo romanzo edito dalla Sperling & Kupler scritto da Roberto De Feo e Lucio Besana, riuscirà a trasportarvi in una storia che si alterna fra il 1919 e il 2019 ambientato in Italia. Un romanzo che cattura l’attenzione del lettore trascinandolo in una realtà scura e piena di misteri con dei ricordi che lasceranno delle macchie indelebili nei cuori dei ragazzi protagonisti.

Trama:

Dopo anni di ricerche, lo psichiatra infantile Christian Basili sembra aver trovato i soggetti che potrebbero avvalorare le sue teorie: quattro bambini che, pur non conoscendosi, condividono gli stessi ricordi di una vita passata. Frammenti sbiaditi degli anni trascorsi tra le due guerre in un castello al confine con la Francia, appartenuto ai coniugi Poitier. Matteo, Miriam, Kevin ed Erica si trasferiscono nel castello insieme a Christian e alla sua assistente Sara. Anche se non subito, l’esperimento si dimostra un successo: i ragazzi rammentano sempre più episodi della loro esistenza di un secolo prima. Memorie felici che presto, però, si rivelano un inganno: una forza oscura infesta il castello, un’entità misteriosa e crudele che vuole ridestarsi e tornare a fare del male.

Cosa ne penso?

L’innocenza del buio è un romanzo macchiato di inquietudine e maledizioni, racconta la storia di quattro ragazzi che vivranno nel loro tempo presente i ricordi di ragazzi sotto un altro nome che sono vissuti intorno al 1919 tra le due guerre e che avranno dei ricordi sbiaditi attinenti ad un castello e a una identità chiamata Madaime Poitier.

Le prime pagine si aprono presentando i vari i bambini e la vita che stanno vivendo nel 2019, ricordi che si mischiano con la realtà presente e un senso di inquietudine e di non appartenenza al posto che vivono insieme alle loro famiglie. Si inizia parlare di reincarnazione, di ricordi appartenenti a un tempo lontano, a bambini che iniziano ad avere nella loro mente e nel loro inconscio di ricordi sfumati che hanno bisogno di un mezzo per essere vissuti.

Lo sperimento si concentra sul far vivere per tre settimane questi ragazzi all’interno di un castello che rientra nei loro ricordi sbiaditi del 1919, il punto di connessione dello psicologo è quello di cercare un mezzo affinché i ragazzi possano riconoscere in maniera certa l’identità di quei nomi che rimbombano nella loro mente.

Un esperimento che dalle prime pagine sembra essere di interesse direttamente scientifico, con dei caratteri un po’ filosofici ma soprattutto che si concentrano nel fare un passo avanti per la scienza umana andando a parlare anche di concetti come reincarnazione, la possibilità di vivere una nuova vita e di mantenere i ricordi di quella precedente. Un mix di idee e di presupposti che rendono questo romanzo davvero innovativo e molto interessanti sotto tanti aspetti e sfumature, soprattutto per la tipologia di descrizione e di narrazione che viene utilizzata dai due scrittore.

Nulla è certo e niente è chiaro fino alle ultime pagine in cui lettore verrà investito da un carico di emozioni e di evoluzioni della storia davvero molto particolari e pieni di suspense.

Le vecchie storie narrate in tempo antichi se vengono trasportate nella nostra età, spesso, riescono a trasportare un significato: questo è il caso del pozzo e la strega, una storia che è il punto cruciale per l’avanzamento della narrazione e per i ragazzi che cercheranno di ritrovare la corda di connessione fra la loro realtà e quella vissuta nei cent’anni precedenti.

Ritengo che le storie più evocative sono quelli che hanno per protagonisti proprio dei ragazzi perché viene messo in gioco l’infantilità trasparente e innocua e la creatività della mente di un bambino ma anche le paure vive che un essere umano può conoscere. Un’esperienza diversa che potrebbe essere affrontata da un giovane adulto che non proverebbe le stesse emozioni e sensazioni di un bambino.

Pochi personaggi ma tutti i connessi in maniera molto logica, le memorie inizieranno grazie ad alcuni oggetti di collegate al passato, ad essere un punto di connessione e di elaborazione anche per lo sperimento. Un’ambientazione, come il castello, che è stato oggetto di ritrovo per bambini che sono stati abbandonati da genitori oppure sono orfani. Un punto in cui questi ragazzi possono definire casa e possono trovare la propria famiglia, ma cosa succede se quella famiglia inizia ad utilizzarti come strumento?

Roberto De Feo e Lucio Besana utilizzano una tipologia di narrazione alternante ossia tra il mondo reale e quello precedente, vi è una stretta connessione e riescono a realizzare il mix durante la struttura del romanzo, ossia non sono presenti dei capitoli appositi dedicati alla vita dei ragazzi del castello del 1919 e quello attinente al 2019, bensì sia un miscuglio di identità dei ragazzi di Matteo, Miriam, Kevin ed Erica alternati con le memorie di Chiara, Ennio, Gabriele e Irina.

La struttura stilistica la definirei poetica perché riesce ad avvolgere il lettore in maniera mistica e anche piena di inquietudine, facendo sì che lettore rimanga incollato alle pagine per ore e ore finché non termina l’ultima pagina, questa è stata un po’ la mia esperienza. Mi sono buttata a capofitto in questo romanzo horror in davvero pochissime ore e ne sono rimasta pienamente soddisfatta.

Spider Web

Se sei la ricerca di un titolo davvero spaziale e siete degli amanti del thriller e del serial killer allora non potete assolutamente perdervi questa perla e ditata da Jundo!

Parlo proprio della nuova uscita ‘ Spider Web ‘ che troverete in anteprima per la prima volta in Italia al Comicon di Napoli e se volete leggerla in maniera digitale potrei trovarla sull‘applicazione Jundo.

Spider Web

Trama:

I serial killer potrebbero essere ovunque. Nascosti silenziosamente nell’oscurità, osservando la loro preda. Oppure potrebbero camminare tranquillamente sotto la luce del sole, accanto a civili innocenti. Un sorriso pieno di benevolenza potrebbe nascondere un coltello in mano!
Oppure… l’assassino potresti essere proprio tu!

Cosa ne penso?

Posso tirare velocemente le somme avendo letto il primo volume e ne sono rimasta davvero entusiasta. Consiglio totalmente la lettura di questa storia a chi ama il genere thriller e chi è appassionato anche delle storie del serial killer.

Spider Web è una storia che parla di un ragazzo che vive da solo ed è avvolto da un atmosfera davvero tetra e particolare. In città iniziano a correre delle nuove novità attinenti a omicidi di giovani ragazze tutte con i capelli lunghi, ma si cerca ancora il colpevole. A primo impatto con l’andamento iniziale della storia il lettore tenderà a porre già le sue prime ipotesi che ma mano si riveleranno davvero sbagliate, o almeno lo è stato per me.

Voi cosa fareste se iniziato ad avere dei sospetti verso il vostro vicino che rincasa a un orario notturno, ha delle abitudini standard ma in qualche maniera vi trasmette delle vibrazioni non del tutto positive?

Sarà proprio questo il nucleo centrale della storia, il ragazzo che inizierà ad avere dei forti dubbi verso il suo vicino che è un giovane adulto che vive la sua quotidianità andando al lavoro e tornando a casa a notte profonda. Inizieranno le varie indagini e domande cercando di trovare il vero colpevole di questi omic1di, ma la vita del ragazzo potrebbe essere davvero in pericolo.

Una storia che si caratterizza da colori scuri, profondi e cupi. Un andamento narrativo veloce ma che riesce a cogliere l’attenzione del lettore in maniera particolare tant’è che la lettura sarà così entusiasmante che in un colpo solo avrete già finito il primo volume e vorrete subito il secondo.

Sono rimasta elettrizzata da questa storia nonostante il primo volume sia così ben composto e chiaro anche su dove vuole andare a parare, ciò che mi è rimasto impresso e proprio il modus operandi di cui si compone.

Ma perché il titolo è Spider Web? Letteralmente andando a tradurre sarebbe il ragno del web mi viene da pensare che il termine ragno venga collocato al fatto che gli omicid1 possano essere l’un con l’altro connessi, ma anche l’operazione che viene effettuata dal ragazzo nel venire a conoscenza di determinate informazioni e nel ricercare la verità dietro ad ogni omicidio proprio come una ragnatela investigativa.