Twilight Out Focus

Sei alla ricerca di un boy’s love elettrizzante e che ti faccia palpitare il cuore? La scelta ricade sicuramente sulla nuova uscita Jpop intitolata ‘Twilight Out Focus‘, una meravigliosa storia resa ancora più unica grazie alla box della Jpop con all’interno tre illustration + instagram pvc card e i due volumi ‘Twilight Out Focus’ e ‘Twilight Out Focus Overlap’.

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Trama:

Mao Tsuchiya e Hisashi Otomo sono compagni di dormitorio. Hisashi è gay, così i due hanno stabilito alcune regole di convivenza: per prima cosa, Mao non dovrà svelare a nessuno il segreto di Hisashi; come seconda regola, Hisashi non dovrà interessarsi a Mao; inoltre nessuno dovrà interferire nei bisogni personali e sessuali dell’altro. Tutto sembra procedere tranquillamente finché il club di cinema, di cui anche Mao fa parte, decide di produrre un film di genere Boys’ Love, con Hisashi come protagonista…

Cosa ne penso?

Le stelle della sera dopo la pioggia sono bellissime, solo per noi due. Proprio come se fossimo in un film.

Emozionarsi mentre si legge un’opera ha sempre qualcosa di poetico e unico. Questo è quello che mi è successo con Twilight Out Focus.

Twilight Out Focus

Mao e Hisashi sono coinquilini di stanza che tra un segreto e l’altro hanno deciso di “girare” un video di promessa elencano tre regole indissolubili. Inizia così la loro vivace conoscenza tra alti e bassi. Il loro rapporto si evolverà in maniera leggiadra e profonda, facendo desiderare al lettore di averne ancora di più. 

La crescita personale dei personaggi e del loro rapporto non avviene casualmente, ci troviamo su una strada ben delineata e tratteggiata che ci farà provare la pelle d’oca.

Twilight Out Focus

Mao è un membro del club di cinema e devono girare un film per la scuola a tema BL. Un tema particolare e coraggioso da portare in una scuola maschile, ma il protagonista dal volto tenebroso e con vibes da teppista chi sarà? Senza ombra di dubbio entra in gioco Hisashi che di recitazione non me sa nulla, ma si impegnerà a dar valore al ruolo che gli è stato attribuito. 

Mao non sa mentire davanti all’obiettivo, ma riesce a inquadrare in maniera elegante e passionale tutti i suoi soggetti e in particolare modo Hisashi. Il viso del suo coinquilino inizia a brillare come se fosse visto da Mao sotto una nuova luce, e in questo momento perché il suo cuore sta battendo così forte?

Twilight Out Focus

Un rapporto che si trasforma da semplici coinquilini a qualcosa di più, un amore che cresce giorno dopo giorno nonostante le circostanze. 

Un’opera che mi ha fatto emozionare e provare la pelle d’oca grazie anche a come ha rilievo l’importanza dell’obiettivo e della videocamera. Una tematica che a volte può sembrare secondaria, ma che ultimamente riscontro sempre di più nelle opere: la bellezza di immortalare un viso e i suoi sentimenti.

Twilight out focus ci accompagna in un viaggio di due volumi in cui verrà dato spazio non solo ai personaggi principali, ma anche allo sfondo come il presidente del secondo anno e ai relativi film che gira il club di cinema.

Mi è piaciuto vedere in prima tappa la certezza di Mao verso il cinema e la videocamera, le emozioni di Hisashi sia a fronte di una rottura relazionare nonché alla nascita di un nuovo sentimento ma anche il suo cambiamento caratteriale verso i membri del club e il suo “sorridere” di più. 

Twilight Out Focus

Posso definire l’opera soddisfacente sotto molti punti di vista, a partire dai disegni e dalla impostazione dei livelli. Si trovano spesso inquadrature stile “cinematografiche” dei visi di Mao e Hisashi, dei loro momenti romantici e un po’ più drammatici e si percepisce la loro felicità.

Mi è piaciuto conoscere il lato “spento” di Hisashi a causa del suo passato, ma vedere anche come abbia preso di pugno l’opportunità di cambiare e come il suo viso sia più vivace.

Ho trovato Mao un personaggio coraggioso e allo stesso tempo fragile, con la paura che il suo amore fosse non corrisposto e la voglia di fare di più per se stesso e per l’altro. 

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TABI – THE JOURNEY OF LIFE

Una delle bellezze derivanti dal Comicon è proprio la nuova opera di Aki Irie editata dalla Jpop ‘TABI – THE JOURNEY OF LIFE‘.

In Italia sono state editate le altre due opere ossia Il mondo di Ran e Nuvole a Nord-Ovest e per chi vuole scoprire altre sfumature della nostra mangaka sicuramente questa raccolta di racconti è imperdibile.

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Trama:

Una raccolta di racconti originali per vivere tutte le sfaccettature dei mondi fantastici di Aki Irie e perdersi nell’inconfondibile tratto dei suoi disegni. Tra i racconti anche un divertente episodio inedito de Il Mondo di Ran.

Cosa ne penso?

Una delle sfumature che più mi sorprende di Aki Irie è il suo modo di disegnare e illustrare le ambientazioni, ma anche le emozioni dei personaggi che riesce a creare. Ogni volta che mi butto a capofitto nelle sue opere, rimango sempre sorpresa di come riesce a comunicare in maniera poetica ed elegante tutte le emozioni che cerca di racchiudere all’interno delle linee che tratteggia e dei disegni da mozzafiato che riesce a creare.

L’elemento identificativo che ci permette di riconoscere subito i suoi tratti di disegno è proprio grazie all’evoluzione che ci mette nel realizzare le ambientazioni e in questo volume unico, nonostante sia una raccolta di racconti con degli extra anche dedicati al Il mondo di Ran, il suo stile riesce a conquistare il cuore del lettore ed è impossibile non acquistarlo.

Tabi - The Journey of Life

Ogni singola storia dell’opera racchiude una motivazione per cui è stata realizzata e a fine volume possiamo godere sia di tavole extra nonché di sussunte spiegazioni dedicate ai racconti.

Il primo racconto in cui ci imbattiamo si intitola Harukoma e aldilà della bellezza dei disegni sia della donna e sia dello sguardo chiaro verso l’ambiente e verso l’arte, quello che mi ha colpito maggiormente è come la ragazza sia sempre attenta a quello che la circonda a causa di un’azione malvagia che vuole compiere suo fratello ossia quello di ucciderla, tutto viene arricchito dalla bellezza del canto e della musica che riescono a sciogliere la tensione che la porta nel cuore facendole godere anche di momenti gioiosi della vita.

Tabi - The Journey of Life

Aki Irie spiega verso la fine del volume che le piace il canto, la musica, le canzoni popolari giapponesi e che uno dei suoi strumenti preferiti è proprio la voce umana e per questo voleva dare un forte carattere a questo suo amore proprio realizzando un mini racconto che lo racchiudesse come protagonista.

Andando avanti ci imbattiamo in vari racconti che riescono a mostrare dei lati gentili nonché anche delle difficoltà delle persone, molti messaggi educativi e di incoraggiamento nel non lasciarsi sconfiggere dagli ostacoli e nel cercare di osservare sempre la parte bella della vita e di tutto ciò che ci circonda come la natura, il cielo o l’essere umano è stesso.

Tabi - The Journey of Life

Un altro racconto che mi ha fatto davvero sorridere si intitola Il principe viaggiatore e parla di un principe che vuole liberarsi delle responsabilità che ricadono sulle sue spalle ossia quella di dover governare un paese, un popolo e il suo animo non si rispecchia in queste responsabilità e cerca un modo per sfuggire e per custodire la sua libertà, tanto da far correre i soldati dietro alle sue scorribande.

Nella Postfazione ritroviamo anche delle parole dell’autrice:

“una volta, in una raccolta di mie opere, ho detto che manga dando forma a ciò che ci rapisce il cuore. È quello che penso ancora oggi. Spero che nelle vostre giornate, così pieni di impegni, abbiate la possibilità di imbattervi spesso in qualcosa di bello. Vi ringrazio.”

Trovare un messaggio che racchiude la gratitudine e un augurio dall’autrice credo che arricchisca la felicità del lettore nonché il buon animo dell’autore stesso.

Per tutta la durata dell’opera ci alterniamo tra racconti più brevi o racconti un po’ più lunghi, tuttavia la sorpresa non si limita solamente a vedere una tipologia di lavorazione diversa rispetto a quelle che siamo abituate in Italia con le altre due opere portate dalla stessa casa editrice, ma bensì vediamo anche una struttura della composizione delle tavole completamente diversa e innovativa.

La sorpresa più grande che possiamo ottenere da questo volume unico è sicuramente i disegni illustrativi che possiamo trovare alla fine del volume stesso, sono qualcosa di sorprendente e anche da immortalare all’interno di un quadro da appendere in camera perché sono poetica, sono maestose e gridano completamente tutta la bellezza dell’arte di disegno dell’autrice.

Goodbye, Eri

Prese dalla fuga, mi sono cimentata in un genere completamente diverso dalle mie classiche letture e sono qui a scrivervi i miei pareri.

Goodbye, Eri una nuova opera di Tatsuki Fujimoto edito Starcomics in due meravigliose versioni, opera conclusiva di un volume.

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Trama:

La madre di Yuta, sofferente di una malattia in fase terminale, chiede al figlio di filmarla per lasciargli un ricordo. Il giovane inizialmente accetta, rifiutandosi in seguito di registrare i suoi ultimi momenti. In preda allo sconforto, intende suicidarsi gettandosi dal tetto dell’ospedale, dove incontra una strana ragazza che attira la sua attenzione…

Cosa ne penso?

Il mio primo approccio con Tatsuki Fujimoto finalmente è arrivato. Durante il ritorno del Comicon stavo guardando le prossime uscite edite starcomics e qualcosa dentro di me mi sussurrava “Goodbye, Eri … ti piacerà”.

Goodbye, Eri

Presa dalla curiosità  della trama e dai feedback che ho letto per le sue precedenti opere, alla fine ho ceduto e mi sono avventurata tra le pagine di Goodbye, Eri.

Un approccio al dir poco particolare e drammatico. Un’opera che non ha bisogno di tanti dialoghi per mostrare un’atmosfera soffocante e profonda, ma che con il suo stile particolare riesce a lasciare qualcosa al lettore a fine lettura.

Mentre leggevo le prime tavole sentivo un macigno sul petto. Una richiesta davvero assurda quella della madre, come si fa a chiedere al proprio figlio di essere ripresi durante la malattia fino all’ultimo respiro? 

Goodbye, Eri

Ma andando avanti ho iniziato a realizzare quanto i ricordi, le foto e i video ci permettono di idealizzare le persone che abbiamo conosciuto, a volte trasformandole da pessime persone a individui puri e magnifici.

Yuta affronta il lutto della madre in un modo tutto suo, montando e modificando le intere ore dedicate durante le sue scuole medie per creare un film d’effetto con protagonista sua madre e i suoi ultimi respiri – che mai sono stati girati. 

Un’angoscia davvero struggente che rende la lettura pesante e particolare (cosa che ho adorato).

Tuttavia mentre Yuta pensa alla fine della sua vita, viene in un certo senso motivato e salvato da una strana ragazza che gli chiede di girare un nuovo film diverso da quello precedente, ma che riuscisse ad emozionare i suoi spettatori.

Goodbye, Eri

Yuta inizia così una nuova “vita” incoraggiandosi di girare mini video per poi assemblarli e creare qualcosa di unico che lo rappresentasse e che mostrasse al mondo l’adolescenza che affronta passo dopo passo.

la realtà però non è così incline ad essere docile e sorridente con il ragazzo, perché Eri, la ragazza strana, ha un segreto che porterà a rendere l’opera da un piano realistico e sofferente a introdurre degli elementi più freschi e fantasy.

Goodbye, Eri lo suggerisco a chi vuole assaporare lo stile narrativo e creativo di Fujimoto o vuole approcciasse e per la prima volta. Non è una lettura di passaggio, né una semplice da prendere nei momenti di relax e conforto, ma è struggente, drammatica e in un certo senso la definirei anche “romantica”.

Romantica dal punto di vista della rappresentazione delle persone. Yuta nei suoi video mostra le parti belle delle persone e non i loro difetti, cercando di ricordarsi di loro sotto quella luce.

Goodbye, Eri

Un finale d’effetto che mi ha risollevato un po’ dal polverone oscuro dell’opera. L’ho goduta piano piano e sono contenta di questo primo approccio. Per me Fujimoto è un nuovo autore da aggiungere alla lista – per quando voglio essere un po’ masochista e soffrire.

Ranking of Kings

Se siete alla ricerca di una lettura confortevole, educativa e che possa riempire il vostro cuore sicuramente uno dei primi titoli che mi viene in mente da suggerirvi è proprio Ranking of Kings.

Il primo volume è uscita con la casa editrice StarComics, ma vi consiglio anche di recuperare l’adattamento anime nonché anche un ulteriore stagione dedicata a dei piccoli pezzi di storia che non sono stati riportati nell’adattamento anime.

Una storia composta da 16 volumi in corso, nonostante la sua lunghezza ancora non definita suggerisco comunque il suo recupero perché saprà conquistarvi.

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Trama:

Protagonista della storia è Bojji, un principe sordo e senza poteri che non riesce neanche a brandire una spada giocattolo. Essendo il primogenito, sogna di diventare il più grande re del mondo, ma molte persone sparlano di lui alle sue spalle, dicendo che è un buono a nulla e che non potrà mai essere un re. Bojji fa allora amicizia con un’ombra di nome Kage, che in qualche modo lo capisce molto bene. Kage è l’unico membro sopravvissuto di un clan di assassini quasi del tutto spazzato via. Non più un assassino, ora continua a vivere rubando. La storia segue così la crescita di Bojji mentre incontra diverse persone nella sua vita, a partire dal fatidico incontro con l’ombra.

Cosa ne penso?

Perché recuperare “Ranking of Kings” e a chi la consiglio?

Ranking of Kings

Dai disegni semplici, ma vivaci, viene raccontata la storia di un piccolo principe nato sotto una cattiva stella che non gli permette di diventare più forte nel brandire una spada a differenza del suo fratello minore che ha tutte le abilità per divenire un Re sostenuto dal popolo.

Bojji è un piccolo principe che si mostra sempre felice nonostante venga disprezzato e deriso dalla plebe ma anche dai cavalieri e dalla gente di palazzo. Un bambino che mostra fin da subito un’espressione sempre serena e piena di vita, ma dietro a quel faccino contento in realtà cerca di sopportare tutto il dolore delle cattive parole.

Ranking of Kings

“Un principe stupido” così viene definito da tutti solo perché non sente e non sa brandire una spada, ma le sue capacità sono altre, ma a nessuno importa un granché. La questione fondamentale non è la qualità di una persona che possa essere buona di cuore, ma tutto dipende da come si presta ad essere vista, ossia le sue abilità e gli obiettivi che può raggiungere.

Tre parole chiavi per descrivere quest’opera: coraggio, determinazione e sconfitta.

Il coraggio e la determinazione che viene mostrata da Bojji ma anche dal suo fedele compagno di avventure, una piccola ombra parlante che dopo aver compreso le sue cattive azioni da bandito nei confronti del principe e aver compreso il suo vero animo decide di diventare un fedele amico e sostenerlo.

Ranking of Kings

La determinazione: Bojji nonostante sappia di non essere in grado di sconfiggere in una sfida di spade il fratello minore, decide comunque di cimentarsi e mostrare le sue abilità (che non verranno apprezzate perché ritenute sleali).

Sconfitta: Bojji si sentirà tradito dalla gente che lo circonda ma nonostante questo si asciugherà le lacrime.

Spesso si dice “l’abito non fa il monaco” e in quest’opera vengono mostrati vari personaggi che in realtà non sono davvero quello che mostrano all’esterno, ma che si comportano in tale maniera per alcune motivazioni personali.

La forza di Bojji davanti alle ingiustizie e alla cattiva lingua delle persone mi ha reso sensibile. Vedere come un bambino su cui ricade una enorme responsabilità, nonostante il suo titolo e le sue problematiche, venga deriso ma continua a sorridere mi ha davvero emozionata.

A chi consiglio la lettura? A chi come me è sempre in cerca di nuove opere che possano insegnare alcuni valori importanti o si è in cerca di storie educative ma allo stesso tempo che sappiano intrattenere con disegni molto semplici ma con uno stile proprio.

Ranking of Kings

Suzume – Novel Jpop

Makoto Shinkai riesce ancora una volta ad emozionare tutti gli amanti delle sue storie. ‘Suzume‘ una nuova storia che hanno trasmesso sia nei nostri cinema italiani ma che la JPop ha anche portato la bellissima Novel.

Tra i successi di Makoto Shinkai ricordiamo: Lei e il suo gatto, Il giardino delle parole, Your Name, 5 cm al secondo e Weathering with you.

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Trama:

La storia ha come protagonista una ragazza di 17 anni, Suzume, che vive in una tranquilla cittadina del Kyushu. Un giorno incontra un giovane viaggiatore che sta cercando una misteriosa “porta” e decide di seguirlo. Proprio la ragazza scopre l’esistenza di un vecchio portale tra le rovine delle montagne. La leggenda narra l’esistenza di diverse porte collegate tra loro in tutto il Giappone e che la chiusura di una di esse porti terribili sciagure.

Cosa ne penso?

a volte le parole non bastano per esprimere delle emozioni.

“Suzume” è stato uno di quei titoli che ho atteso con ansia e trepidazione. L’ho scoperto parecchio tempo fa tramite un video TikTok, non sapevo ne cosa fosse ne la sua trama ma le sue immagini parlavano da sé e da quel momento Suzume è stato il mio obiettivo.

Suzume

Una soundtrack che mi ha accompagnato per tanti mesi finché non l’ho potuta assaporare sul grande schermo.

Mi sono emozionata? Sarebbe davvero molto riduttivo metterla in questi termini, ma si. Nonostante io sia una grande amante dei film e delle novel, qui, ho avuto il doppio impatto. 

Prima di cimentarmi nell’avventura di vederlo sul grande schermo, mi sono addentrata nel romanzo e quante lacrime ho versato.

Suzume

Ogni parola, ogni evento aveva un peso pesante sul mio cuore finché non ho girato l’ultima pagina e mi sono detta “ora lo voglio vedere”.

Al cinema è stato davvero emozionante, poca gente ma sono rimasta soddisfatta nel vedere giovani adulti – soprattutto uomini – guardarsi attorno a fine film con gli occhi rossi. 

Suzume è una di quelle opere che ti insegna a prendere coraggio davanti alle grandi tragedie e ti permette di ricordarti che, nonostante tutto, se hai qualcuno affianco nulla è impossibile.

Oltre ad essermi innamorata totalmente di una sedia parlante, il mio punto dolente è stato una delle chiavi di volta. Un gatto indifeso dal manto bianco che dalle prime visioni sembra essere il nemico, colui che devi combattere ma che invece risulterà essere un protagonista importante che si porta dietro molti significati.

Suzume

Suzume mi ha insegnato a prendere coraggio, a combattere, a non abbattersi.

Una di quelle opere in cui le animazioni non fanno altro che rendere la storia ancora più eccezionale, lo ricordiamo con Your Name un grande classico che si suggerisce sempre a chi entra per la prima volta nel mondo dei manga e degli anime.

Il movie e il romanzo sono riusciti a creare dentro di me emozioni diverse, nonostante trattino della stessa storia. Questa cosa l’ho trovata molto curiosa e interessante e mi sono chiesta “perché ho provato delle emozioni così differenti ma profonde?”

La risposta non è semplice, ma il mio cervello ha iniziato ad analizzare ogni piccola virgola del romance cercando di trovare una soluzione: il romanzo ti permette di creare le tue immagini. Ti accompagna pagina dopo pagina in una storia composta da parole, sentimenti e paure di cui la tua immaginazione diventa da padrona. Il movie ti presenta la pappa pronta, ma ti permette di dare vita a quelle vibrazioni che si celano dentro di te.

Ma di cosa parla “Suzume”? 

Per chi non si fosse ancora interessato al suo recupero suggerirei tre parole chiavi: memorie, amore, distruzione.

Un mix che sembra essere banale, ma che nasconde dietro un universo di significati.

Suzume

Memorie, solo l’elemento più importante di tutta la narrazione. I ricordi di una bambina, una porta che sembra impossibile da raggiungere e un amico da salvare. Amore, un sentimento che nasce dal nulla ma che si evolve sentendo il peso delle responsabilità e della bellezza del mondo. Distruzione, è il mezzo per raggiungere a una soluzione. Le porte si aprono e fanno uscire i vermi che cercheranno di distruggere il Giappone, ma qualcuno ha il dovere di chiuderle e portare la pace all’umanità.

Un compito eroico ma silenzioso, nessuno lo sa e nessuno vede cosa si cela nel grande cielo.

Attenzione: tutte le opere hanno dei punti negativi e Suzume non è da meno.

In primis ritengo che alcuni dubbi vengono maggiormente a chi legge il romanzo, forse perché ha più tempo per analizzare ciascuna vicenda. All’interno di Suzume parliamo di porte che danno accesso la mondo umano ad alcuni “vermi” che cadendo sulla città creano terremoti fino alla distruzione. Non si riesce ben a comprendere perché e come si aprono le porte ed esattamente cosa siamo questi vermi (a livello materialistico e spirituale).

Magical Girl Risuka

Tra le nuove uscite Starcomics c’è un manga che si mista tra magia e vibes oscure. Un mix perfetto per chi ha voglia di catapultarsi in un mondo di umani che sono oggetto dei misteri dei maghi e delle loro formule.

Magical Girl Risuka uno shounen composto da cinque volumi in corso da non perdere!

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Trama: 

La prefettura di Nagasaki, in Giappone, è un regno magico. I maghi che vivono al suo interno sono intrappolati nel Kyuushu, rappresentando comunque una minaccia tale da fare intervenire gli statunitensi durante la seconda guerra mondiale.
Figlia del più potente mago vivente, Mizukura Risuka ha dieci anni e vive fuori Nagasaki. Durante la ricerca del padre, uccide tutti i maghi malvagi che incontra sfruttando un incantesimo contenuto nel suo sangue, permettendole, per la durata di un minuto, di andare avanti velocemente nella propria vita, all’età di ventisette anni, quando è al culmine dei suoi poteri e poterli utilizzare. A farle da compagnia e guida c’è il sinistro Kugi Kizutaka, un genio sociopatico convinto che chiunque incontri sul suo cammino sia solo una potenziale pedina da sfruttare per i suoi fini.

Cosa ne penso?

Se la magia vuoi conquistare, Magical Girl Risuka devi acquistare.

Un titolo sorprendente che apre le sue prime pagine con delle tavole a colori e si conclude nelle medesime modalità. Un’avventura che vedrà come protagonisti principali due personaggi davvero particolari, da un lato abbiamo la maga di nome Misukura Risuka di dieci anni da cui pende sulla sua vita un’antica profezia e dall’altro lato abbiamo un essere umano di nome Kugi Kizutaka che ha degli ambigui pensieri connessi al concetto di vita e di magia.

Magical Girl Risuka

Anche se la storia si muove sui grandi passi di Risuka, l’attenzione ricade molto sul personaggio di Kizutaka, un bambino di dieci anni che vuole sottomettere gli esseri umani, che ritiene essere superflui e una massa di idioti, attraverso i suoi utili mezzi ossia i maghi.

La nota divertente è che, in realtà, anche Kizutaka stesso è un semplice umano, anzi, un bambino che ha una inclinazione verso gusti particolari e vuole essere coinvolto negli incidenti più macabri e profondi.

Il mondo creato in quest’opera viene governato dall’umanità, la vita delle persone scorre normalmente, ma a volte ci si ritrova incastrati in qualche formula magica che potrebbe condurre alla morte. Nelle alte mure vivono i maghi, ma sono una società chiusa e poco incline al lasciar passare chi non fa parte della loro gente.

Magical Girl Risuka

Kizutaka ha un occhio attento: rimanendo al centro dell’attenzione dei suoi compagni di classe, dei suoi insegnanti e delle situazioni in cui incorre riesce a cogliere i minimi dettagli che agli altri individui possono sfuggire e in questa maniera scopre in maniera veloce e funzionale la verità dietro l’identità di Risuka. I due decidono si stringere un patto, il ragazzo aiuterà la maga alla ricerca di suo padre e quest’ultima soddisferà gli ordini di Kizutaka. Kizutaka pensa di poterla usare come una pedina, ma presto si rende conto che Risuka è un fardello troppo complesso da gestire.

Il potere di Risuka è quello di essere la maga rossa del tempo, ossia lei è in grado di viaggiare nel tempo sia per spostarsi, ma anche per guarirsi ma non è in grado di utilizzare lo stesso potere sugli altri. Come riusciranno ad affrontare gli innumerevoli incidenti ambigui che si presenteranno in città?

Magical Girl Risuka, un’opera tratta dalla novel Shin Honkaku Mahou Shoujo Risuka, riesce a sorprenderci con dei disegni ben dettagliati che si muovono tra vibes grottesche e fantasiose.

A primo impatto viene da pensare se l’età dei ‘dieci anni’ con cui vengono rappresentati i ragazzini sia una età adeguata a seguito delle vicende e delle conversazioni complesse e notevoli che affrontano. Con certezza posso dire che, nonostante questa lieve perplessità, il primo volume mi ha davvero entusiasmata. Sono davvero felice di trovare in un’opera così particolare anche una grande dedizione per le pagine a colori che la rendono ancora più eccellente.

L’innocenza del buio

L’innocenza del buio è un nuovo horror italiano tutto da gustare per chi ama il genere.

Ci sono storie che hanno origine più antiche e non finisco mai per davvero. Questa è una di quelle

Un nuovo romanzo edito dalla Sperling & Kupler scritto da Roberto De Feo e Lucio Besana, riuscirà a trasportarvi in una storia che si alterna fra il 1919 e il 2019 ambientato in Italia. Un romanzo che cattura l’attenzione del lettore trascinandolo in una realtà scura e piena di misteri con dei ricordi che lasceranno delle macchie indelebili nei cuori dei ragazzi protagonisti.

Trama:

Dopo anni di ricerche, lo psichiatra infantile Christian Basili sembra aver trovato i soggetti che potrebbero avvalorare le sue teorie: quattro bambini che, pur non conoscendosi, condividono gli stessi ricordi di una vita passata. Frammenti sbiaditi degli anni trascorsi tra le due guerre in un castello al confine con la Francia, appartenuto ai coniugi Poitier. Matteo, Miriam, Kevin ed Erica si trasferiscono nel castello insieme a Christian e alla sua assistente Sara. Anche se non subito, l’esperimento si dimostra un successo: i ragazzi rammentano sempre più episodi della loro esistenza di un secolo prima. Memorie felici che presto, però, si rivelano un inganno: una forza oscura infesta il castello, un’entità misteriosa e crudele che vuole ridestarsi e tornare a fare del male.

Cosa ne penso?

L’innocenza del buio è un romanzo macchiato di inquietudine e maledizioni, racconta la storia di quattro ragazzi che vivranno nel loro tempo presente i ricordi di ragazzi sotto un altro nome che sono vissuti intorno al 1919 tra le due guerre e che avranno dei ricordi sbiaditi attinenti ad un castello e a una identità chiamata Madaime Poitier.

Le prime pagine si aprono presentando i vari i bambini e la vita che stanno vivendo nel 2019, ricordi che si mischiano con la realtà presente e un senso di inquietudine e di non appartenenza al posto che vivono insieme alle loro famiglie. Si inizia parlare di reincarnazione, di ricordi appartenenti a un tempo lontano, a bambini che iniziano ad avere nella loro mente e nel loro inconscio di ricordi sfumati che hanno bisogno di un mezzo per essere vissuti.

Lo sperimento si concentra sul far vivere per tre settimane questi ragazzi all’interno di un castello che rientra nei loro ricordi sbiaditi del 1919, il punto di connessione dello psicologo è quello di cercare un mezzo affinché i ragazzi possano riconoscere in maniera certa l’identità di quei nomi che rimbombano nella loro mente.

Un esperimento che dalle prime pagine sembra essere di interesse direttamente scientifico, con dei caratteri un po’ filosofici ma soprattutto che si concentrano nel fare un passo avanti per la scienza umana andando a parlare anche di concetti come reincarnazione, la possibilità di vivere una nuova vita e di mantenere i ricordi di quella precedente. Un mix di idee e di presupposti che rendono questo romanzo davvero innovativo e molto interessanti sotto tanti aspetti e sfumature, soprattutto per la tipologia di descrizione e di narrazione che viene utilizzata dai due scrittore.

Nulla è certo e niente è chiaro fino alle ultime pagine in cui lettore verrà investito da un carico di emozioni e di evoluzioni della storia davvero molto particolari e pieni di suspense.

Le vecchie storie narrate in tempo antichi se vengono trasportate nella nostra età, spesso, riescono a trasportare un significato: questo è il caso del pozzo e la strega, una storia che è il punto cruciale per l’avanzamento della narrazione e per i ragazzi che cercheranno di ritrovare la corda di connessione fra la loro realtà e quella vissuta nei cent’anni precedenti.

Ritengo che le storie più evocative sono quelli che hanno per protagonisti proprio dei ragazzi perché viene messo in gioco l’infantilità trasparente e innocua e la creatività della mente di un bambino ma anche le paure vive che un essere umano può conoscere. Un’esperienza diversa che potrebbe essere affrontata da un giovane adulto che non proverebbe le stesse emozioni e sensazioni di un bambino.

Pochi personaggi ma tutti i connessi in maniera molto logica, le memorie inizieranno grazie ad alcuni oggetti di collegate al passato, ad essere un punto di connessione e di elaborazione anche per lo sperimento. Un’ambientazione, come il castello, che è stato oggetto di ritrovo per bambini che sono stati abbandonati da genitori oppure sono orfani. Un punto in cui questi ragazzi possono definire casa e possono trovare la propria famiglia, ma cosa succede se quella famiglia inizia ad utilizzarti come strumento?

Roberto De Feo e Lucio Besana utilizzano una tipologia di narrazione alternante ossia tra il mondo reale e quello precedente, vi è una stretta connessione e riescono a realizzare il mix durante la struttura del romanzo, ossia non sono presenti dei capitoli appositi dedicati alla vita dei ragazzi del castello del 1919 e quello attinente al 2019, bensì sia un miscuglio di identità dei ragazzi di Matteo, Miriam, Kevin ed Erica alternati con le memorie di Chiara, Ennio, Gabriele e Irina.

La struttura stilistica la definirei poetica perché riesce ad avvolgere il lettore in maniera mistica e anche piena di inquietudine, facendo sì che lettore rimanga incollato alle pagine per ore e ore finché non termina l’ultima pagina, questa è stata un po’ la mia esperienza. Mi sono buttata a capofitto in questo romanzo horror in davvero pochissime ore e ne sono rimasta pienamente soddisfatta.

Spider Web

Se sei la ricerca di un titolo davvero spaziale e siete degli amanti del thriller e del serial killer allora non potete assolutamente perdervi questa perla e ditata da Jundo!

Parlo proprio della nuova uscita ‘ Spider Web ‘ che troverete in anteprima per la prima volta in Italia al Comicon di Napoli e se volete leggerla in maniera digitale potrei trovarla sull‘applicazione Jundo.

Spider Web

Trama:

I serial killer potrebbero essere ovunque. Nascosti silenziosamente nell’oscurità, osservando la loro preda. Oppure potrebbero camminare tranquillamente sotto la luce del sole, accanto a civili innocenti. Un sorriso pieno di benevolenza potrebbe nascondere un coltello in mano!
Oppure… l’assassino potresti essere proprio tu!

Cosa ne penso?

Posso tirare velocemente le somme avendo letto il primo volume e ne sono rimasta davvero entusiasta. Consiglio totalmente la lettura di questa storia a chi ama il genere thriller e chi è appassionato anche delle storie del serial killer.

Spider Web è una storia che parla di un ragazzo che vive da solo ed è avvolto da un atmosfera davvero tetra e particolare. In città iniziano a correre delle nuove novità attinenti a omicidi di giovani ragazze tutte con i capelli lunghi, ma si cerca ancora il colpevole. A primo impatto con l’andamento iniziale della storia il lettore tenderà a porre già le sue prime ipotesi che ma mano si riveleranno davvero sbagliate, o almeno lo è stato per me.

Voi cosa fareste se iniziato ad avere dei sospetti verso il vostro vicino che rincasa a un orario notturno, ha delle abitudini standard ma in qualche maniera vi trasmette delle vibrazioni non del tutto positive?

Sarà proprio questo il nucleo centrale della storia, il ragazzo che inizierà ad avere dei forti dubbi verso il suo vicino che è un giovane adulto che vive la sua quotidianità andando al lavoro e tornando a casa a notte profonda. Inizieranno le varie indagini e domande cercando di trovare il vero colpevole di questi omic1di, ma la vita del ragazzo potrebbe essere davvero in pericolo.

Una storia che si caratterizza da colori scuri, profondi e cupi. Un andamento narrativo veloce ma che riesce a cogliere l’attenzione del lettore in maniera particolare tant’è che la lettura sarà così entusiasmante che in un colpo solo avrete già finito il primo volume e vorrete subito il secondo.

Sono rimasta elettrizzata da questa storia nonostante il primo volume sia così ben composto e chiaro anche su dove vuole andare a parare, ciò che mi è rimasto impresso e proprio il modus operandi di cui si compone.

Ma perché il titolo è Spider Web? Letteralmente andando a tradurre sarebbe il ragno del web mi viene da pensare che il termine ragno venga collocato al fatto che gli omicid1 possano essere l’un con l’altro connessi, ma anche l’operazione che viene effettuata dal ragazzo nel venire a conoscenza di determinate informazioni e nel ricercare la verità dietro ad ogni omicidio proprio come una ragnatela investigativa.

Valmont – Le relazioni pericolose

La notizia più bella che un lettore di manga possa ricevere è sicuramente il fatto che le case editrici si dedicano anche a ristampare con nuove edizioni storie pubblicate un paio di anni fa per darle nuova vita.

Questo è assolutamente il caso di ‘Valmont – Le relazioni pericolose‘ di Chiho Saito con la nuova edizione deluxe edito da Panini Manga.

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Trama:

Per Valmont la seduzione è una ragione di vita e l’amore è una guerra che può aver fine solo con la resa incondizionata del nemico. Torna in un unico volume deluxe la trasposizione a fumetti di un capolavoro della narrativa: Le relazioni pericolose di Laclos.

Cosa ne penso?

Valmont è un’opera che si macchia di un intrigante gioco di seduzione e vendetta sullo sfondo della Francia del Settecento. Tra la grande società francese che si arricchisce di feste di gente altolocata e di intrighi d’amore, veniamo catapultati in una storia che di colpi di scena ne fa’ la ragione della sua esistenza.

Valmont - Le relazioni pericolose

Tra un gioco di seduzione e di amori impossibili, la figura di Valmont è quella più riconosciuta ed etichettata in quanto viene proprio visto come il vero rappresentante della libertà delle relazioni e il suo modo di comportarsi in maniera così piena di elogi e di flirt, riesce a conquistare il corpo di qualsiasi donna.

Ma la verità sta sempre nel mezzo, un gioco molto scottante e particolare che coinvolgerà più persone e sentimenti. Ardentemente consiglio di recuperare il titolo per chi ama le storie con dei disegni davvero molto dettagliati, realizzati in maniera ottimale e con delle caratteristiche anche narrative molto complesse e pieni di dinamicità.

Valmont - Le relazioni pericolose

E’ una storia che richiede molta attenzione durante la sua lettura, questa è dettata anche dal fatto che si caratterizza per la maggior parte da sfondi scuri e dall’alternanza dell’utilizzo di un font con poca chiarezza e inoltre ho notato anche dei piccoli errori, probabilmente di tastiera, ma che non incideranno sulla lettura.

Personalmente sono stata trasportata in una Francia del seicento magnifica, una vera e propria trasposizione di un romanzo e di un film che riescono a colpire chi ama questo genere di storie e anche chi apprezza, a livello psicologico, conoscere i personaggi e andare oltre osservando la loro evoluzione propria e del contesto in cui si trovano.

Una lettura ricca di momenti che fanno davvero tremare le dita del lettore che vorrà di pagina dopo pagina continuare a conoscere l’evoluzione del personaggio principale, ma anche della donna che si presenta essere sua rivale fino all’ultima pagina. Un gioco un po’ definito come la scacchiera dove vince il più astuto e che riesce ad utilizzare la migliore strategia di attacco, ma come ogni attacco in una battaglia bisogna pur sempre difendersi.

Non so bene dirvi se Valmont è riuscito a difendersi dalle grinfie della sua amica e nemica, in questo caso stiamo parlando di un rapporto che nasce da un patto per poi rivolgersi nell’essere un’arma a doppio taglio.

Valmont - Le relazioni pericolose

L’aspetto più interessante è il fatto che nonostante Valmont venga visto nella società francese come un uomo molto libero che riesce attraverso il suo comportamento elegante e ben definito a catturare l’attenzione di tutte le donne che si trovano davanti al suo cammino, riusciamo ad osservare anche un altro aspetto ossia quello di come nelle società altolocate dei vecchi tempi nonostante questi amori che possono nascere sotterfugi tra le feste o dietro una maschera, bisogna pur sempre mantenere le proprie apparenze.

Nella storia incontreremo una giovane ragazza pura che non conosce nulla dell’amore e si innamora di primo impatto di un giovane cavaliere, purtroppo però la sua vita è già destinata a un matrimonio con un uomo molto importante e più grande di età, la ragazza non sa bene come gestire la situazione ma cede alle lusinghe del primo amore ma si troverà ingarbugliata tra le corde dell’energico flirt di Valmont.

Dall’altro lato viene coinvolta anche donna già sposata di cui la riservatezza è il suo elemento dominante, tuttavia nonostante per quanto possa essere fedele al suo dolce uomo, in qualche maniera viene catapultata in una relazione passionale di cui non riesce farne a meno ma questa è la porterà anche ad ammalare il suo cuore. Sarà proprio questa malattia che riuscirà a influenzare la vera identità di Valmont e a farlo traballare sulle sue sicurezze.

Un gioco di astuzia, una storia dinamica. Esattamente di cosa ci vuole parlare Valmont le relazioni pericolose? Abbiamo tre figure di donne molto importanti e con un carattere completamente diverso l’uno dall’altra e dall’altro lato abbiamo due uomini di cui uno perdutamente innamorato della donna virtuosa e pura e dall’altro lato abbiamo l’uomo che invece vuole essere riconosciuto dalla società come un dongiovanni e se ne pregia anche di tale etichetta.

Nonostante l’andamento molto lento della narrazione e l’eventuale avanti e indietro dei personaggi, ciò che mi ha davvero stupito e lasciato anche un vuoto nel cuore è stato proprio il finale. Un finale che in realtà non ti aspetteresti mai di leggere, un finale posso anche definire come rivoluzionario in quanto va ben oltre all’immaginazione del lettore e dei personaggi che l’autrice è riuscita a realizzare.

L’imperatore del giappone

Spesso mi piace uscire dalla mia confort zone e grazie alla Ippocampo Edizioni ho scoperto una nuova chicca di cui non posso far a meno!

L’imperatore del giappone‘ una storia dedicata alle vicende che girano attorno a Hirohito.

copertina

Trama:

Realizzato per celebrare i 30 anni dalla morte di Hirohito, questo manga è il primo adattamento grafico di quello che fu il più lungo regno di un imperatore giapponese: 62 anni. Ad accompagnare l’accattivante racconto, una trama di intrighi politici e familiari.
Nell’anno 37 dell’era Meiji (1904) il giovane Hirohito inizia a farsi strada. Dai primi anni formativi della sua lunga reggenza fino ai drammatici eventi che hanno portato il Giappone alla Seconda guerra mondiale, questo splendido e documentatissimo manga alza il velo sugli aspetti poco noti della vita del principe Hirohito, futuro imperatore Shōwa, a cominciare dalla sua infanzia.

Cosa ne penso?

Mi piace trovare nuovi titoli a cui dare spazio e ‘L’imperatore del Giappone‘ è uno di questi. Un’opera molto interessante per chi ama il Giappone nelle sue mille sfumature, ma vuole conoscere anche qualcosa inerente alla sua storia. Composta da dodici volumi in corso, posso dire che i primi due mi hanno fatto conoscere sfaccettature di questo mondo a me distante, ma che apprezzo moltissimo.

Imperatore del Giappone

La narrazione può apparire abbastanza lenta, ma ricordiamoci che entriamo in un contesto storico molto diverso dalla nostra realtà occidentale, ma niente paura! I disegni sono davvero ben dettagliati e maestosi, a tratti realistici e allo stesso tempo ricchi di elementi che riportano le usanze, i comportamenti, le modalità di conversazione di quegli anni.

Il primo volume si apre con delle pagine a colori che riescono subito a conquistare chi ha deciso di intraprendere questa lettura. Le prime tappe che conosceremo saranno inerenti alla educatrice del giovane principe che crescerà questo bambino come se fosse suo figlio. Una grande attenzione soprattutto alla educazione che viene ripartita andando a realizzare un’istituto destinato proprio a lui. Di notevole importanza anche le sagge parole che vengono spese durante la educazione attraverso le lezioni, come ad esempio il concetto di ‘un buon imperatore’ non connesso alla figura anarchica, ma bensì benevole verso il suo popolo.

Imperatore del Giappone

Continua così la struttura dei volumi, alternandosi tra sapienza e storicità che riescono a raccogliere una storia che parte dagli anni 1904 fino alla grande formazione dell’impero Giapponese raccogliendo dentro di sé anche intrighi di potere, drammaticità e litigi familiari.

Una ripresa del popolo che ha subito la Seconda guerra mondiale, la evoluzione di concetti e di felicità che sono alla base di un potere che riuscirà a sovrastare le dubbiosità a seguito dei residui della guerra. La difficoltà di plasmare quello che sarà l’Imperatore, non è ruolo semplice e privo di difficoltà. L’educatrice, Taka, si troverà a dover affrontare non lievi problematiche attinenti sia alle modalità di educazione e di influenza verso lo stesso ragazzo.

Un lungo flashback che ci fanno conoscere l’infanzia di Hirohito e gli eventi che si sono venuti a susseguire. Ma cosa significa essere un Imperatore? Cosa significa detenere il potere? Hirohito attraverso le persone che lo circondando, tra Taka la sua educatrice e i maestri, comprenderà l’importanza della figura autoritaria che ricoprirà in età adulta e si preparerà a prosperare per il suo popolo.