Legendborn

Siete in cerca di un fantasy e che vi faccia letteralmente innamorare della storia in chiave moderna di re Artù e della tavola rotonda? Certamente questo nuovo titolo fantasy edito dalla Fazi editore può fare al caso vostro.

Legendborn non è solo un fantasy, attenzione vi spiegherò in questa recensione anche degli argomenti molto particolari che vengono toccate all’interno di questo titolo che sono ritrovabili anche nelle note dell’autrice a fine pagina del romanzo.

legendborn

Trama:

Il primo capitolo di una nuova appassionante serie fantasy in cui l’intrigante mondo delle società segrete dei college americani fa da cornice a un’avventura che affonda le sue radici nella leggenda di re Artù.

Dopo che sua madre ha perso la vita in un incidente, la sedicenne Bree Matthews vuole lasciarsi tutto alle spalle. Il programma per liceali promettenti organizzato dall’Università della Carolina del Nord sembra l’occasione perfetta. Proprio durante la sua prima festa al campus, però, Bree nota delle misteriose presenze soprannaturali che seminano caos e violenza fra gli studenti per nutrirsi della loro energia. Un ragazzo tenebroso e affascinante di nome Selwyn Kane interviene per cancellare nei testimoni qualsiasi memoria dell’attacco, ma la sua magia non ha effetto su Bree che, anzi, ricorda di colpo molti particolari riguardo alle circostanze in cui è scomparsa la madre: possibile che la sua morte nasconda dei segreti magici? L’occasione per approfondire il mistero arriva grazie a Nick, il ragazzo più popolare dell’università, che le confessa l’esistenza della società segreta dei Leggendari. Quando questi si rivelano essere i discendenti dei cavalieri di re Artù e annunciano che una guerra magica sta per scoppiare, Bree deve decidere fino a che punto spingersi per scoprire la verità: userà la sua magia per abbattere la società, o si unirà alla battaglia?
Clamoroso successo di vendite e critica, Legendborn, in fase di pubblicazione in nove paesi e con una serie tv in corso di produzione, è l’inizio di una grande storia ricca di suspense: un’avventura imperdibile per tutti gli amanti del fantasy.

Cosa ne penso?

Avete mai letto la storia di re Artù, ma in chiave moderna?

Legendborn” il primo volume di questo meraviglioso fantasy che si intreccia tra magia e storia riesce a sorprendere il lettore già dalle prime pagine fino ad accompagnarlo in un’avventura senza precedenti.

La protagonista Bree è in cerca di una risposta. Una risposta che le farà andare incontro a mille misteri da risolvere e a tante morti da dover sopportare.

Una ragazza nera che sente sulle sue spalle la pesantezza delle discriminazioni e degli sguardi, un concetto particolarmente immerso nel senso di “rispetto per la propria gente”.

La curiosità maggiore sorge proprio tra le note della stessa autrice, una storia che riflette la sua storia. 

“Quando è morta mia madre, ho scoperto che rappresentavo la terza generazione consecutiva di figlie che avevano perso la madre un giovane età nella nostra famiglia (…)”.

La giovane Bree soffre di DLPC ossia il Disturbo da lutto persistente complicato che la porterà a diventare un membro dell’Ordine, affrontare le prove, la magia, i sanguemaghi e soprattutto a scoprire cosa si cellera dietro ai numerosi attacchi dei demoni.

“Legendborn” non è solo un libro fantasy, ma una forma di conoscenza che viene tramandata dall’autrice per ampliare la conoscenza verso alcune condizioni e verso i lutti.

“Molte persone vivono  con questi disturbi non diagnosticati e soffrono in silenzio a causa del modo in cui la nostra società gestisce il dolore e la morte”.

Re Artù e il suo risveglio. Tutto gira intorno alla Tavola rotonda e a come i suoi cavalieri, prima o poi, vengano chiamati. Una relazione particolare tra Bree e Nick arricchisce questa storia con un po’ di romanticismo, un amore che ad un certo punto verrà rotto.

Un sotterfugi di magia rossa e oscura, di linfomagia (ispirata alla storia e alle tradizioni spirituali afroamericane) e tanta determinazione nel scoprire la verità, ma i cavalli sulla scacchiera si muovono e nascono nuovi problemi e situazioni complesse che porteranno Bree ad accogliere dentro di sé più di un antenato.

Una storia inebriante e frizzante, piena di innovazione che non abbia mai. Tracy Deonn ha un modo di narrare unico, che ti permette di immaginare passo dopo passo ciascun viale dell’Universita, i demoni, le difficoltà, i sentimenti di Bree che si sgretolano e i suoi batticuore, i conflitti interiori dell’Ordine ma soprattutto mostra come, grazie ad un romanzo, si possa esporre molta informazione.

Non solo verso la tematica del DLPC, ma anche nei confronti della comunità afroamericana e come ancora possano sentirsi oppressi e pieni di preconcetti. In una parte del libro mi ha particolarmente colpito come “i camerieri e altra servitù fosse gente di colore” e come Bree si sentisse sconvolta e irritata da tale visione.

Aldilà della grande creatività di Tracy Deonn, mi sento di suggerire questo primo volume soprattutto per il grande elaborato che vi è dietro. Un’amore per La tavola rotonda, per l’Ordine, per le tradizioni, per la magia. 

Il buio oltre la finestra triangolare vol. 5

Il viaggio dedicato a ‘Il buio oltre la finestra triangolare’ si trova a metà strada e cosa ci riserverà il volume cinque?

Personalmente tra i volumi che ho letto ora, oltre a ritenere che la storia migliora passo dopo passo, proprio questo volume è uno dei miei preferiti.

Trama:

Hiyakawa, con il suo magnetico carisma e le sue doti paranormali, ha catturato non poco l’attenzionedel detective Hanzawa, aiutandolo a venire a capo di molti casi altrimenti etichettati come impossibili da risolvere. Inoltre, l’aiuto di Mikado sembra essere diventato ormai imprescindibile egli affari della coppia di detective dell’occulto vanno a gonfie vele, almeno fino a che non incappano in un caso che ha a che fare proprio con il passato di Mikado.

Cosa ne penso?

“mi sento fortemente attratto da te, come in una morsa… staccarmi mi destabilizza”

Il primo capitolo di questo nuovo volume si apre con un nuovo mistero da risolvere con i protagonisti Kosuke Mikado e Rihito Hiyakawa. 

Questa volta si troveranno ad affrontare una missione molto inquietante da svolgere, un individuo viene perseguitato da persone che continuano ad osservarlo e a sorridergli e nel momento in cui cambi il soggetto delle loro attenzioni, sarà proprio Mikado a dover correre lontano.

Principalmente posso affermare che questo quinto volume si aggira più che altro nei confronti della figura del detective Hiroki Hanzakawa che si troverà ad affrontare una visione dovrò molto particolare degli spettri.

“Tu cosa sei? Vittima o colpevole?”

Una domanda che risuonerà per tutto il volume ed è davvero interessante scoprire le varie sfumature che questa frase possa esprimere.

Il gruppo di ricercatori e di risoluzione dei misteri si amplia ancora di più perché non avremo solamente i due personaggi principali e il detective che avranno la missione di portare l’ordine nella società e ad eliminare tutte le maledizioni, ma come nei volumi precedenti si è aggiunto anche un altro personaggio davvero particolare interessante da scoprire ossia Keira Mukae che ricopre il ruolo di un indovino soprattutto nell’ambito della consulenza spirituale.

I misteri si aggirano in maniera molto profonda e oscura nei confronti del personaggio che viene soprannominato “il sensei” che si sostiene sia il capo di una misteriosa setta religiosa nota come “la dottrina del palmo lucente”.

Questo volume da il preambolo per immergersi nel passato di Hiyakawa che tra un mistero e l’altro inizierà a tornare a galla e la figura di Erika diverrà sempre più opprimente nelle indagini.

I disegni sono sempre maestosi e in linea con l’ambiente che si può percepire dalla storia, ci sono presenti alcune tavole più drammatiche e più opprimenti che raffigurano delle maledizioni o dei corpi che sono stati maledetti, tra l’altro la grandezza e soprattutto nel riuscire ad esprimere mediante le tavole anche le sensazioni percepite in quel momento dai personaggi dalle situazioni che stanno vivendo.

Ho notato sicuramente un miglioramento sia predisposizione delle bozze di conversazioni nonché anche per le ambientazioni che vengono raffigurate dando molto spazio anche all’espressione visiva di un personaggio che sta vivendo una situazione drammatica o comunque particolare che riesce proprio a suscitare nel lettore quei medesimi sentimenti.

Monotone Blue

Siete innamorati dello stile di Nagabe? Allora non potete perdere la nuova uscita fresca fresca edita Jpop “Monotone Blue” e nel caso in cui non vi siete mai affacciati a questo mangaka allora vi do alcuni motivi per cui recuperarlo!

Trama: 

“Ci siamo toccati per la prima volta in modo leggero e delicato. Io e tu siamo diversi solo nell’aspetto, è tutto qui.”
Monotone Blue è la versione estesa di una oneshot di Nagabe dal titolo Escalate, pubblicata nell’antologia “Kemono/Jingai BL Special”.

Cosa ne penso?

“In quel panorama monotono.. oggi spicca la novità di un blu brillante”

Il titolo originale di Monotone Blue in realtà era “Escalate” e doveva far parte di una raccolta di storie brevi, in realtà è diventato un bellissimo volume unico.

Monotone Blue

In questo nuovo mondo di umani bestie, possiamo incontrare due personaggi come Hachi e Aoi che si distinguono per il loro carattere e, possiamo definire, le loro caratteristiche corporee.

Monotone Blue

Hachi è un gatto che non si interessa degli altri, dorme durante le lezioni, è pessimo nello studio e non ne comprende la necessità e l’essenza, è estraneo dai giudizi degli altri ma rimane affascinato dalla coda di Aoi, un blu intenso diverso dal resto del colore della lucertola.

Aoi è un esemplare raro circondato da bestie che nel suo passato gli hanno portato dispiaceri e bullismo.

Il carattere di Aoi è mutato nel tempo fino a diventare taciturno e mantenendosi alla giusta distanza dagli altri compagni di classe per non ricadere nelle illusorie gentilezze che in passato gli hanno portato solo dispiaceri e una coda mozzata.

La bellezza della sua coda, così misteriosa e unica, ha incuriosito Hachi che fin da subito si è mostrato concentrato ed entusiasta nel conoscere un piccolo segreto.

Tra i due nascono delle incomprensioni che troveranno il loro capolinea poco dopo, ma questo ci permetterà di esplorare nuovi terreni sul passato di Aoi e anche sui sentimenti di entrambi i personaggi.

Monotone Blue

Viene sottolineato il malessere di Aoi nell’essere una lucertola, un esemplare particolare e diverso dal resto della massa. 

“Se solo non fossi una lucertola” è il suo chiodo fisso. Un disagio interiore che lo porta a vivere male gli anni della sua adolescenza e il suo essere. Il bullismo e la sua diversità diventano le parole chiavi di questo meraviglioso volume unico.

Hachi d’altro verso riesce a comprendere che i sentimenti di batticuore e i nervosismi che prova in determinate situazioni, mutano il suo essere così estraneo agli eventi e alle altre bestie. Si è innamorato? Prova davvero qualcosa per la lucertola?

Si sente scombussolati da queste novità, si sente affranto dalla realtà che giace dietro le lacrime e i pensieri di Aoi.

I due si tengono per mano sconfiggendo tutti quei pregiudizi e quelle cattiverie di cui la società è composta.

Ancora una volta, possiamo osservare la bravura della mano di Nagabe che con i suoi tratti unici e storie particolari che riescano a racchiudere il mondo animale, ci parla di amore nelle sue più belle sfumature ma anche di tante altre tematiche che, ahimè, sono davvero molto odierne.

La ragazza dimenticata

In questa estate afosa non c’è niente di meglio che dedicarsi ad un meraviglioso mistero e quale titolo è il caso di leggere? Per oggi vi super consiglio la nuova uscita HarperCollins con “La ragazza dimenticata” di Karin Slaughter che ancora una volta ci sorprendete con la sua maestosa scrittura.

La ragazza dimenticata

Trama:

Una ragazza con un segreto… Longbill Beach, 1982. Emily Vaughn si prepara per il ballo di fine anno. Per una ragazza come lei, intelligente, brillante e popolare, quell’evento dovrebbe essere la degna conclusione e il coronamento della sua carriera scolastica. Ma Emily ha un segreto. E per questo entro la fine della serata verrà messa a tacere per sempre. Un omicidio mai risolto… Longbill Beach, 2022. Sono passati quarant’anni, e l’omicidio di Emily è ancora avvolto nel mistero: i suoi amici più cari hanno fatto quadrato, mantenendo il più stretto riserbo su di lei e sull’accaduto; la sua ricca e potente famiglia si è chiusa in se stessa; i suoi concittadini hanno scelto di voltare pagina e di lasciarsi quella terribile vicenda alle spalle. Ma tutto questo sta per cambiare… L’ultima occasione per trovare l’assassino… Andrea Oliver, agente degli US Marshal al suo primo incarico, è stata assegnata alla squadra che si occupa della sicurezza di una nota giudice federale che ha ricevuto minacce di morte. Ma il suo vero scopo è un altro: ottenere giustizia per Emily Vaughn. Scoprire chi l’ha uccisa e perché il killer è ancora a piede libero. Prima che trovi il modo di mettere a tacere anche lei… La ragazza dimenticata è un thriller incalzante, a tratti angosciante, che scava nel profondo dell’animo umano, mettendone in evidenza luci e ombre, bassezza e generosità.

Cosa ne penso?

Ancora una volta le storie realizzate da questa autrice riescono ad immergersi in una pozza di oscurità e di mistero che lascia il lettore sempre esterrefatto.

Un mix di idee, di personaggi e di strade diverse che ogni personaggio va a percorrere porteranno alla fine, Andrea Oliver, a investigare su un mistero che non ha mai trovato la sua luce per molti anni e a scoprire i relativi colpevoli.

Un’idea geniale che pagina dopo pagina trascina il lettore all’interno di questa storia che si caratterizza da due parti una relativa al passato dove abbiamo come soggetto la ragazza dimenticata Emily Vaughn e dall’altro lato abbiamo l’agente Oliver che è in cerca della verità.

Ci sono molte citazioni inerenti alla costituzione, le leggi federali, all’ambientazione della società e delle sue idee nei confronti della donna, dell’aborto, delle ragazze incinte che devono necessariamente sposarsi e come l’adolescenza viene vissuta e viene raffigurata la società del 1980 intrinseca di musica, party e droga.

In un certo punto il lettore inizierà a fare delle ipotesi, a farsi tante domande e cercare anche di trovare delle risposte tra le parole della sua autrice ma tutto rimarrà un mistero e alcune ipotesi, forse, potranno anche rilevarsi soddisfacenti per trovare la soluzione adatta finché non si arriverà all’ultima pagina.

Un racconto drammatico ed enigmatico, pieno di suspence che fa elettrizzare il lettore nell’andare avanti con questi salti tra passato e presente che man mano riescono a mettere insieme il puzzle.

Dinamico e ben composto come sempre le modalità di narrazione della cara Slaughter, mi fa venire sempre i brividi per la maestosità in cui riesce a creare dei personaggi che tra una bugia e un’arroganza si creano una propria identità e agiscano in modo personale nella storia, come se, fossero reali.

36000 secondi al giorno

Volete scoprire una lettura fresca e innovativa per questa estate? Siete in cerca di qualcosa che si distacca dai classici titoli pieni di romanticismo che vanno a rappresentare la visione dell’amore da parte della ragazza? Bene! questo titolo può fare a caso vostro perché avremo dei personaggi sorprendenti e soprattutto divertenti che scopriranno l’amore tramite le loro illusioni e ipotesi.

36000 secondi al giorno” edito dalla MagicPress torna con il secondo volume!

36000 secondi al giorno. 2.

Trama:

In una scuola femminile c’è un gruppo di studenti che ogni pomeriggio si riunisce in un club per soli maschi nel doposcuola e che dalle studentesse è stato soprannominato “Il club degli sfigati”. I quattro iscritti al club vivono sulla propria pelle tutte le scene più classiche che leggono nei manga shojo che tanto amano (ma non lo dite in giro!). Una commedia romantica dal sapore scolastico dove l’amore è una sfida senza esclusione di colpi!

Cosa ne penso?

Le nuove avventure del club degli sfigati continua con il suo ritmo calzante e molto ironico a sorprenderci anche in questo secondo volume.

Possiamo notare come tutti i membri del club pian piano, iniziano ad avere una propria identità e iniziano anche ad allontanarsi dagli ideali degli esperimenti su cui vive e verte la creazione del club e si addentrano sempre di più nel mondo dell’amore infatti possiamo osservare in questo secondo volume come emergono gli argomenti principali come l’appuntamento e la scoperta dell’imbarazzo dettato da alcune situazioni

Sicuramente anche questo volume si presenta con grande comicità e disegni bene realizzati alternati tra un disegno tipico degli shojo ma anche qualcosa di più morbido e più creativo.

Sono curiosa di scoprire come continueranno ad evolversi i loro caratteri e soprattutto come si addentreranno sempre di più nel concetto dell’amore, degli appuntamenti e di come riuscire a gestire dei sentimenti che per questi ragazzi sono del tutto nuovi e inesplorati. La magia degli esperimenti che verte su tutto nel club sicuramente ci porterà degli ottimi risultati che ci faranno ridere di gran gusto durante le letture di questi volumi.

Mi piace come viene mostrata la innocenza e la infantilità di tutti i ragazzi in concentri che sono basilari ma non troppo vista la loro età, sicuramente un nuovo modo per esplorare in maniera più creativa e dinamica questo nuovo mondo dell’adolescenza e soprattutto per osservare anche i primi passi che possono essere posti da qualsiasi liceale nei confronti dell’amore. L’amore è certamente è un argomento molto vasto che spesso è difficile da affrontare singolarmente.

Possiamo osservare i primi incoraggiamenti, le prime iniziative dei nostri ragazzi ma soprattutto i primi arrossamenti i primi imbarazzi in particolare scene e situazioni che renderanno il tutto molto piccante.

I quattro fratelli Yuzuki

Alla ricerca di nuovi titoli del momento? Non potete farvi sfuggire “I quattro fratelli Yuzuki” che con la loro semplicità e dolcezza vi faranno innamorare.

Attualmente è composto da 11 volumi in corso e la Jpop ci ha portato in Italia il primo meraviglioso volume!

L’opera ha vinto il 66° Shogakukan Manga Award come “miglior shoujo”.

copertina

Trama: 

Il manga racconta la vita quotidiana dei 4 fratelli della famiglia Yuzuki. Sono una famiglia, degli amici, ma a volte anche dei rivali!

Cosa ne penso?

Per la prima volta ho letto una storia scritta da Shizuoka Fujisawa che con il suo tratto dolce e tenero mi ha conquistata già dalle prime tavole.

“Siamo fratelli e, qualunque cosa accada, restiamo una famiglia.”

“I quattro fratelli Yuzuki” è una storia piena di dolcezza, coraggio, maturità. È una lotta di amore che abbraccia quattro fratelli dopo la perdita dei loro genitori e si può osservare già dal primo volume come l’amore e la fratellanza pullula nell’aria della loro casa.

I quattro fratelli Yuzuki

Il fratello più grande, Hayato, è un neo professore che tra una corsa e i panni da stendere, si prende cura dei suoi fratelli più piccoli. Si riesce a percepire la grande responsabilità che grava sulle sue spalle, ma anche i più piccoli della famiglia Yuzuki riescono a comprendere le difficoltà e dare il loro contributo. 

Il più piccolino di nome Gakuto, è un bambino sensibile che comprende e agisce in maniera molto matura per la sua età, non si scoraggia ma osserva il suo mondo circostante e cerca di essere abbastanza forte per aiutare i suoi fratelloni.

I quattro fratelli Yuzuki

Infine abbiamo Mikoto e Minato che hanno  undici mesi di differenza. Il loro rapporto ab origine era particolare in quanto Mikoto era molto invidioso del fatto che non essendo più il piccolo della famiglia, le attenzioni nei suoi confronti erano calate e ritrovandosi un fratellino molto vivace e pieno di idee per gli scherzi, si sentiva davvero a disagio tanto da urlargli contro o litigare. Con il tempo entrambi hanno capito che in realtà l’affetto che provano l’uno per l’altro è davvero molto profondo e che Minato vede Mikoto sotto gli occhi di un fratellone da imitare e questo aspetto riflette le emozioni di Mikoto nei confronti di Hayato.

Una famiglia particolare che riesce a rimanere unita anche nei momenti di difficoltà. Il momento culmine di dolcezza lo si affronta verso le ultime pagine in cui ci si dedica un po’ al personaggio di Hayato che partecipa ad una rimpatriata con i suoi ex compagni di scuola e viene definito come una mamma single o un ragazzo di ventitré anni senza un aura magnetica e priva di fascino perché sulle spalle regge tre bambini. In realtà Hayato in un primo momento si sconforta per poi riprendere il sorriso e tornando a casa riceve una bellissima sorpresa dal suoi fratellini riaffermando che in realtà, i loro magnifici sorrisi, sono la cosa più bella del mondo.

Sono davvero molto curiosa di scoprire le prossime avventure che affronteranno i quattro fratelli, ma ancor di più sono interessata ad osservare maggiormente i loro caratteri differenti e la loro unicità anche nell’affrontare le situazioni più avverse.

I quattro fratelli Yuzuki

Il tratto della mangaka è particolare e unico, mi ha davvero fatto sentire bene durante la lettura perché il chakra tre design si alternava tra linee cute e altre più da shojo, ma riuscivano ad immergersi nell’atmosfera che le situazioni emanano.

I personaggi sono tutti ben distinti, nonostante siano tutti dei piccoli Hayato, in realtà i fratelli minori si distinguono in maniera particolare per le loro espressioni e maniere di atteggiarsi.

Sono davvero contenta di aver dato una possibilità a questo magico titolo!

Cosmetic playlover

Siete in cerca di un nuovo boy’s love che non si concluda troppo in fretta?

Cosmetic playlover è un titolo assolutamente da non perdere! La MagicPress ci accompagnerà in questo nuovo viaggio tra cosmetici e piccole vendette.

copertina

Trama:

Natsume e Sahashi sono colleghi in un salone di bellezza, e per promuovere l’attività si mostrano ai clienti sempre in coppia. Sahashi, pur essendo il collega più giovane, risulta sia abile sul lavoro che affabile come carattere, emanando un’aria da “senpai”. Ma quanto potrà proseguire questa recita a due prima di divenire qualcosa di più serio?

Cosa ne penso?

Un mondo di cosmetici e vendite.

Ci troviamo nel primo volume di “Cosmetic Playlover” e scopriremo che non è semplice la vita di un addetto alle vendite nel reparto make-up soprattutto se è un uomo e il suo kohai è un ragazzo irritante con un carattere particolare.

Cosmetic Playlover

Natsume Mamiya è un ragazzo acqua e sapone che si trova a fare da insegnante a Toma Sahashi che d’altro canto ha un bel faccino ed è molto alto (ed è anche per questo motivo che riesce a fare una montagna di vendite di make up ogni mese).

I due iniziano con un rapporto turbolento che porterà Sahashi a scoprire il piccolo segreto custodito nel cuore di Mamiya: chi è il suo amore non corrisposto.

Cosmetic Playlover

Questo segreto porterà alcuni problemi che comporterà a sua volta una evoluzione del loro rapporto di odio reciproco in … affetto passionale sotto le coperte.

In realtà Sahashi si mostra ad essere tutt’altro che un ragazzo aggressivo e con un carattere complicato, nonostante all’inizio le sue priorità non fossero quelle di rimboccarsi le maniche nel suo lavoro, dopo una bella sgridata dal suo senpai mette il turbo e riesce a diventare un ottimo dipendente e anche un ottimo … nuovo amore.

Ebbene sì, tra mille ostacoli, incomprensioni e piccoli problemi sul lavoro, tra Mamiya e Sahashi nasce una intesa che troverà la luce in maniera lenta verso la metà del primo volume.

Ma non è tutto! Entra in gioco un nuovo personaggio di nome Keigo Kakizaki che in realtà può risultare subdolo e fastidioso perché è proprio il problema centrale del passato di Mamiya.

Cosmetic Playlover

Kazikaki viene investito dal karma e le sue brutte azioni gli si rigettano addosso portandogli poca fortuna in campo lavorativo, ma arriverà il suo salvatore Yukito Saioji di 26 anni che con il suo carattere forte e determinato farà sciogliere un po’ il carattere estremo di Kakizaki. 

La mangaka Sacchi Narashima di ha regalato un titolo immerso nel mondo del make-Up, delle insidie tra concorrenti e di piccoli amori che possono nascere nei luoghi più particolari.

Tra amori non corrisposti e situazioni vendicative, ci troviamo di fronte a quattro personaggi ben caratterizzati.

In realtà, nonostante questo titolo sia ancora in corso, il primo volume ci da un senso di autoconclusivo ma ben presto potremo andare avanti con le nuove vicende!

Sono davvero contenta che nonostante il “karma gira” Keigo Kakizaki sia riuscito a trovare qualcuno che gli faccia trovare del piacere nella vita e che il timido Mamiya sia riuscito ad affidarsi a qualcun altro oltre a se stesso.

I disegni sono davvero molto carini, semplici e puliti. Le tavole sono ben organizzate e semplici da seguire. Le scene piccanti non mancano e sono ben dosate facendo godere il lettore sia della storia ma anche di scene piacevoli.

The decagon house murders

Siete in cerca di un giallo da leggere sotto l’ombrellone? Volete leggere qualcosa di unico e pieno di sorprese con disegni favolosi e personaggi particolari con soprannomi di epoche passate? Allora “The decagon house murders” la nuova uscita StarComics composta da solo cinque volumi farà al caso vostro!

copertina

Trama: 

Un gruppo di universitari facenti parte del “Club dei misteri” si reca in una casa su un’isola sperduta; in quel luogo si dice sia avvenuto un violento omicidio di massa mai risolto. Armati solo dei dettagli dell’evento e delle chiavi della casa, i ragazzi intendono scavare a fondo sul mistero che aleggia sull’abitazione, ma possono davvero fidarsi di ciò che sanno sul caso? Ma soprattutto, potranno davvero fidarsi l’uno dell’altro?
Il manga prende spunto dal romanzo omonimo di Yukito Ayatsuji.

Cosa ne penso?

Ebbene sì, questo titolo ha delle solidi basi per diventare il mio titolo del momento. 

Hiro Kiyohara mi ha conquistata in un millesimo di secondo grazie ai suoi disegni ambientali e rappresentativi davvero fenomenali. Le ultime pagine mi hanno lasciata con un nodo in gola che alimenta la mia curiosità per il secondo volume, ricordiamoci però che l’autore della storia è Yukito Ayatsuji.

Di cosa parla questo titolo dal significato agghiacciante? 

Ci troviamo in un’isola abbandonata in cui c’è una casa diagonale. Una perfetta casa costruita in una maniera illustre e particolare che nasconde dei misteri. Il club del giallo si è riunito e i suoi membri vengono soprannominati con i celebri nomi di autori e autrici di gialli e misteri. 

Abbiamo Ellery Queen, Gaston Leroux, Agatha Christie,S.S Van Dine, John Dickson Carr, Edgar Allan Poe e La Baronessa Orczy.

Sono pronti a scoprire le tenebre che si celano dietro l’incendio e l’omicidio del 21 Settembre e la scomparsa del presunto assassino. 

The Decagon House Murders
la raffigurazione della casa diagonale

Ma i giochi sono iniziati ancor prima che le nostre pedine potessero iniziare ad investigare, infatti, saranno anche loro oggetto di un gioco ancora più macabro che porterà a perdere il controllo.

Fuori da questa prospettiva abbiamo altri personaggi invece che giocano la carta degli investigatori esterni al luogo del delitto. Delle lettere apparentemente prive di significato sono giunte ad alcuni ragazzi che agiranno per scoprire la verità su quell’incendio mentre i loro amici, sull’isola, rischieranno la vita.

Un manga intraprendente che riesce a rendere vivo l’amore per i misteri e gli omicidi. Io sono particolarmente innamorata di questi contesti e vedere come, man mano, i personaggi espongono le loro idee il mio cervello elabora i pensieri e le informazioni cercando di captare il fondo di verità è davvero promiscuo.

The Decagon House Murders

Il finale mi ha lasciata entusiasta anche se già immaginavo il suo andamento ma è proprio per questo che mi intriga ancora di più! 

È come mangiare patatine alla paprika, più ne assapori e più le desideri.

Questo titolo è proprio così, come un pacco di patatine piccanti

Sabriel – Garth Nix

Siete in cerca di un ricco fantasy autoconclusivo, ma vi faccia viaggiare in luoghi lontani e oscuri?

Allora Sabriel di Garth Nix fa al caso vostro, edito dalla Fazi Editore.

Incluso nella lista di «Time» dei migliori cento libri young adult di sempre, Sabriel è uno straordinario viaggio di formazione in un mondo pieno di magia e mistero, dove le forze magiche circolano libere e il confine tra la vita e la morte è sempre più labile.

sabriel

Trama:

Garth Nix, stella del firmamento della letteratura fantasy, torna in libreria con Sabriel, il primo capitolo della trilogia del Vecchio Regno: ormai un grande classico.

Sabriel studia in un prestigioso college per sole ragazze non lontano dal Muro che divide il territorio di Ancelstierre dal magico e pericoloso Vecchio Regno, dove suo padre ricopre la carica di Abhorsen, il protettore che ha il compito di impedire ai morti di tornare nel mondo dei vivi. Da quando la famiglia reale è decaduta, i morti sono diventati sempre più forti e intrepidi, minacciando di sopraffare l’intero regno. Quando il padre di Sabriel viene imprigionato nel mondo della Morte da una pericolosa creatura, la ragazza si mette in viaggio per salvarlo. Lungo la strada, troverà come compagni di viaggio Mogget, un antico spirito costretto nella forma di un gatto bianco, e il giovane mago Touchstone, che verrà liberato da un incantesimo durato decenni ma rimarrà intrappolato sotto il peso di dolorosi ricordi. Ogni passo nelle profondità del Vecchio Regno li avvicinerà a minacce mai viste prima, che costringeranno Sabriel ad affrontare il proprio destino in una battaglia con le vere forze della vita e della morte. Chi proteggerà i vivi quando i morti torneranno?

Cosa ne penso?

L’arma potente di Garth Nix è la realizzazione di ambienti particolari che fanno immergere il lettore in tempi lontani e in mondi pieni di ombre e magie.

Sabriel è un fantasy da non perdere, se siete in cerca di qualcosa che possa catturare la vostra attenzione e ridere, contemporaneamente, per le battute comiche che vengono scambiate tra i personaggi.

Sabriel è una ragazza di diciotto anni che si ritrova con un grande potere fra le mani. Viene inseguita da temibili nemici e la sua vita e le difficoltà che dovrà affrontare non saranno semplici.

All’inizio pensavo che fosse il classico fantasy che ripeteva delle nobili gesta di una ragazza troppo sempliciotta che potesse sconfiggere qualsiasi male, ma man mano che ci si addentra nella lettura in realtà si viene travolti dalla amarezza dei sentimenti della ragazza e dalle difficoltà di prendere la decisione giusta nei momenti di sconforto e difficoltà.

E’ una ragazza forte e determinata, con la testa sulle spalle ed è intelligente. Nonostante la sua inesperienza e il grande carico che gli è stato tramandato da suo padre, cerca di gestire i nemici e i suoi obiettivi in maniera sorprendente.

Sabriel e suo padre hanno un marchio di magia particolare e potente perché possono comunicare con i morti e i dannati dell’Antico Regno. Solo loro possono affrontare queste creature e rimandarle alle porte della morte.

Tutto cambia durante il primo semestre della scuola di Sabriel, in quanto suo padre, l’Abhorsen, scompare e Sabriel viene involontariamente promossa all’Abhorson. Albhorsen è un titolo, un marchio, un segno identificativo.

Nonostante la grande maestria di scrittura, che non stanca mai l’occhio a continuare a leggere e la grande presa fino a metà libro… ho notato un calo.

Un sottotono di ambientazione ed eventi che si sono tramutati in evoluzioni troppo veloci che mi hanno fatto chiedere “questa cosa quando è successa?

Se non fosse per queste particolarità, avrei promosso il libro ad ottimi voti.

Boys Run the Riot

La StarComics ci sforna sempre dei titoli imperdibili e anche questo titolo ‘Boys run the riot‘ è una storia da custodire nel cuore.

Composta da solo quattro volumi con una magnifica box, ci immergeremo in una storia di identità di genere, alla ricerca della propria espressione di libertà e un forte coraggio e determinazione per far ascoltare alla società la propria voce.

copertina

Trama: 

Ryō sa di essere transgender, ma non ha nessuno con cui confidarsi riguardo alla confusione che prova; non può dirlo a sua madre, che gli chiede in continuazione il motivo per cui si veste da ragazzo, e di certo non può dirlo a Jin, il nuovo studente trasferito che sembra essere un bullo. L’unico momento in cui si sente a proprio agio è quando indossa i suoi vestiti preferiti: solo allora il mondo intorno si dissolve e rimane solo la sua personalità.
Un giorno, mentre fa shopping, Ryō vede qualcosa di inaspettato: Jin sta comprando gli stessi vestiti che tanto ama. I due si incontrano e decidono di creare insieme un proprio marchio di abbigliamento per aiutare tutti a sentirsi a proprio agio. Alla fine, Ryō ha trovato qualcuno con cui aprirsi ed essere se stesso.

Boys Run the Riot

Cosa ne penso?

Come si può spiegare a parole un mondo in cui la gente lotta ogni giorno per mostrare alla società che le persone hanno mille sfumature e non è tutto bianco o nero?

Boys run the riot è una storia di coraggio, di ammirazione, di presa di potere verso se stessi e verso il proprio futuro.

Ryo è un liceale rinchiuso in un corpo di una donna. I suoi pensieri e i suoi sentimenti vengono denigrati dalla gente circostante perché non riescono ad andare oltre a loro stessi. Ryo combatte a modo suo questa visione così superficiale che la gente ha del mondo, cerca di trovare la sua ancora per tornare in superficie e respirare l’aria limpida della libertà.

Tutto inizia da liceali che vivono nella loro bolla incompresa, nelle loro passioni discriminate, nella loro apparenza che viene criticata, nel loro corpo che scompiglia i loro cuori.

Inizia da un dolore che cerca di trovare la sua strada verso la luce, verso il senso di accettazione, verso l’uscita da questo mondo così rude e crudele.

Boys Run the Riot

Ryo e Jin diventano amici, due personalità opposte che si trovano a guardare il cielo nello stesso punto e vogliono puntare a rendersi liberi ed esporre a tutti i loro pensieri. Una battaglia che cerca il nome di libertà, una battaglia che trova la sua voce in un brand di vestiti.

Una storia che inizia già dalla prima pagina a toccare tematiche LGBTQ+ ma non solo, il contesto dell’accettazione di un liceale nella scuola, l’osservazione di come anche i professori a volte non sentono questo senso di responsabilità nel creare un ambiente in cui una persona possa svilupparsi a suo agio.

È un mix di emozioni e di insegnamenti importante.

La battaglia più dura è quella verso se stessi e Ryo, ma non solo lui, riesce a raffigurare esattamente queste lacrime che vengono versate.

La legge del più forte riesce a schiacciare i più deboli, ma proprio quei deboli ribalteranno la situazione e diverranno forti.

I disegni dedicati alle espressioni dei personaggi è ciò che mi fa amare ancor di più questo manga. Non è solo una storia che trova spazio e contesto in una tematica così importante e presente nella nostra società, ma cerca proprio di mettere a nudo gli occhi dei personaggi e le loro emozioni.

Sono rimasta incantata anche dal coraggio della professoressa di basket che nonostante i suoi colleghi decifrano Ryo come “una ragazza che si isola” non si sofferma alle apparenze, ma cerca di trovare una scorciatoia che possa farla avvicinare alla sua voce.

Boys Run the Riot

I contesti in cui ci troviamo, ognuno di noi, a combattere ogni giorno non necessariamente devono essere uno uguale all’altro, ma a modo proprio ognuno combatte ogni giorno una battaglia.

Non denigrare gli altri per come appaiono, per come si vestono, per gli hobby che amano, per quello che provano, per i loro sentimenti fragili e delicati o semplicemente per le loro idee. 

Sii dinamico, guarda l’orizzonte e comprendi che dentro ciascuno di noi si nasconde un universo di meraviglie e quelle meraviglie hanno bisogno di uscire allo scoperto e di essere apprezzate, amate, accettate e coccolate.