Il mistero di Four-Pools

Sono davvero contenta che nella mia libreria dedicata ai libri e alla lettura dei classici si è aggiunto anche questo titolo da parte della Caravaggio Editore. Proprio così, vi sto parlando del titolo “Il mistero di Four-Pools“, un meraviglioso scritto a cura di Miriam Chiaromonte che si è preoccupata di portarci in Italia questa prima traduzione integrale.

Trama:

Proprio mentre stavamo per salire il paio di gradini in pietra che conducevano verso il pendio, la guida al comando si fermò improvvisamente, e afferrandomi per il braccio puntò un tremante indice verso la pozza.
«Cos’è quello?» ansimò.
Sforzai gli occhi nel buio ma non riuscii a vedere nulla.
«Lì, quella cosa nera sotto la riva» disse, alzando la sua candela e gettando la luce verso l’acqua.
Tutti lo vedemmo e riconoscemmo con un fremito di orrore.

Nella produzione di Jean Webster, autrice del celebre Papà Gambalunga, ci imbattiamo in un interessante giallo pubblicato in forma anonima nel 1908: Il mistero di Four-Pools. Ambientato nella Shenandoah Valley (Virginia dell’Ovest) negli anni successivi alla Guerra Civile, il romanzo narra le vicende dal punto di vista del newyorkese Arnold Crosby, la cui vacanza al Sud viene stravolta da strani eventi – un furto e un omicidio – collegati a presunti fantasmi che turbano la tranquillità della Piantagione Four-Pools. Grazie all’intervento del reporter Terry Patten – accolto dalla critica come «il successore di Sherlock Holmes» – il singolare evolversi delle vicende confermerà non solo la capacità dell’autrice di destreggiarsi con un genere nuovo rispetto a quelli a lei più congeniali, ma anche il suo attivismo in campo sociale attraverso un forte messaggio umanitario.

Cosa ne penso?

Se sei in cerca di un romanzo che possa catturare la tua attenzione e che ti tenga compagnia per massimo due giorni, e ti vada ad intrigare e incuriosire così tanto che ne vuoi sapere sempre di più capito dopo capitolo, allora continua a leggere questa recensione perché è proprio dedicata a te.

Sono così felice di aver avuto la possibilità di leggere questo romanzo dalle tinte misteriose, particolari e caratterizzate sul concetto di investigazioni ma non solo.

La grande cura che possiamo riscontrare all’interno di questo romanzo edito dalla Caravaggio è davvero impressionante, già dal font che viene utilizzato e rimane coerente con tutta la sua collezione, è possibile trovare anche delle illustrazioni all’interno della storia che rendono il tutto più magico. La Caravaggio è in grado sempre di portarci titoli di classici ritrovati che devono esserci necessariamente nella libreria di ciascun lettore, soprattutto mi prenderò cura di convincervi nell’acquistare questo volume.

Perché è vero che questo romanzo parla di un omicidio, ma è anche vero che tutto già intorno a prestare attenzione a quello che ci circonda ma soprattutto osservare con occhio diverso da quello che può fare un avvocato di diritto societario o gente del posto per scovare la verità.

Un classico ritrovato, dove si presta attenzione nel riportarlo in Italia nella sua traduzione integrale e ci permette di osservare come in questo titolo nonostante abbia una tendenza ad essere un thriller accompagnato anche dalla investigazione, in realtà non è solo questo. Si possono scorgere già dai primi capitoli iniziali, ma anche dalla prosecuzione della lettura, che questa storia vada aldilà alle circostanze dell’omicidio, ma parla anche di una tematica da non tralasciare: i diritti dei neri.

Questo perché? Perché ci fa comprendere come spesso anche nelle piccole cose, si tende a guardare dall’alto verso il basso le persone di colore, e questo romanzo lo mette in attenzione sottolineandolo parecchie volte.

In questa cittadina situata nella Virginia dell’Ovest, ci sono dei neri che sono ritenuti degli schiavi e spesso vengono frustati dalla nobiltà, ma bisogna comprendere che non sono meno esseri umani delle altre persone. Questo ci fa capire come all’interno della lettura è possibile percepire anche dei messaggi importanti per la nostra società da non lasciare in disparte.

Sono rimasta particolarmente attirata dalla voracità e dall’intelletto del nostro investigatore nel riuscire a percepire degli indizi che non sono stati osservati o compresi da tutte le persone che erano sulla scena, come in pochi conversazione e con l’osservanza semplicemente della scena è riuscita a trovare la verità e a far capire che spesso non bisogna perseguire delle idee che ci siamo creati in testa ma bisogna saper guardare oltre e con gli occhi chiari.

Se siete amanti dei misteri e anche della tenacia di Sherlock Holmes allora posso dirvi che l’ispettore che prenderà carico nel comprendere le vicende, mascherare i fantasmi che si aggirano in questa cittadina, difendere i più deboli e giungere alla verità per scarcerare una persona che stata resa imputata solo su delle ipotesi, vi farà innamorare.

Aethernal vol.2

Ogni volta parliamo sempre di manga prettamente giapponesi, ma oggi voglio parlarvi di una scoperta da non lasciarvi assolutamente scappare soprattutto se gli piacciono le ambientazioni i punk e un po’ dark.

In casa UpperComics arriva il secondo volume di Aethernal, un magnifico manga occidentale che si legge da sinistra a destra come i classici romanzi ed è una scoperta assolutamente da non farsi mancare nella propria libreria.

Trama:

Nel ventiquattresimo secolo, la sete di sangue dell’uomo decimerà la popolazione terrestre mediante il quarto conflitto termonucleare.
Il genere umano troverà rifugio nelle arkae, soffocanti bunker ospitanti megalopoli sotterranee, soggiogate dai patriarchi.

Dopo aver cercato invano vendetta contro il patriarca Centauri e aver dato sfoggio dei suoi misteriosi poteri, Weiss viene scambiato per un patriarca e rapito dalle “Cicale“, un gruppo di contro il patriarcato che lotta per liberare Æthernal, la capitale delle arkae.
Riuscirà il ragazzo a dimostrare la sua innocenza? In bilico tra luci e ombre, la carneficina per il futuro dell’umanità sta per
raggiungere il suo culmine?

Dalla disturbante creatività del visionario Luca Maffia, l’intenso volume finale dello shonen cyberpunk campione di vendite!
Il viaggio verso le profondità di Æthernal arriva all’inesorabile epilogo.

Cosa ne penso?

Il primo volume, con la sua copertina particolare, mi aveva subito intrigata soprattutto per la trama creativa e anche per l’ambiente molto dark e cyberpunk.

Una storia che si ambienta nel futuro, nel XXIV secolo, in cui la sete di sangue dell’uomo decimerà la popolazione terrestre in un conflitto. Se nel primo volume è una sorta di introduzione in cui vengono già annunciati i personaggi nelle loro miglior caratteristiche e personalità ambigue e particolari, il secondo volume ci tuffa all’interno del nucleo della storia.

Le tavole sono molto movimentate, questo richiede una grande attenzione da parte del lettore e non solo, possiamo ritrovare delle schede che vanno a ripresentarci o a presentarci i personaggi, nonché c’è anche una alternatività con delle illustrazioni dei personaggi stessi.

Una battaglia sanguinosa, che non lascia dietro di sé nessuna paura, in cui i nostri personaggi hanno un unico obiettivo: quello di sconfiggere le Cicali e giungere ad una soluzione per Aethernal.

Weiss Stray, Schwatz e Rex sono i tre personaggi che prendono il centro dell’attenzione, tutto gira intorno ai loro pensieri e alle loro azioni. Weiss Stray assetato di vendetta, mostra la sua parte più profonda e le sue abilità non indifferenti.

Possiamo notare che le vicende si muovono molto velocemente e queste vengono accompagnate dal disegno molto frenetico e dettagliato del mangaka. Una storia che a tratti trova delle tavole un po’ confuse, altre molto particolari che catturano enormemente l’attenzione ed altre ancora che tendono a rallentare per far comprendere effettivamente come si sta evolvendo questa battaglia cruciale.

una battaglia così importante che viene anche accompagnata da una colonna sonora che possiamo trovare con il suo QR verso la fine del volume. La mia domanda è: perché farsi scappare questo volume? Corri a comprarlo!

La creatività che si può scorgere tra queste tavole, ma soprattutto per la tematica inerente ai governi e alla guerra, non è tanto lontano dai giorni nostri e tutti i pensieri che emergono da questa lettura in realtà sono piccole particelle dei nostri pensieri quotidiani. Ovviamente stiamo sempre parlando di un genere thriller, misto futuristico con caratteristiche molto particolari ma è assolutamente una storia da non lasciarsi scappare.

Ammetto che molto probabilmente avrei voluto godermi maggiormente il proseguo della lettura, visto che si conclude semplicemente con due volumi.

Probabilmente se devo trovare un difetto, per me la unica nota stonata è che ho riscontrato una rigidità maggiore rispetto al primo volume. Infatti il primo volume ha più flessibilità nel sfogliare le pagine, ma anche a livello di lettura delle tavole stesse, questa positività invece non l’ho riscontrata nel secondo volume che tende a essere più rigido, più difficile da aprire ma soprattutto alcune tavole nella loro bozze di conversazione vengono tagliate dalla chiusura del volume.

Aldilà di questo, sono davvero contenta che il genere del manga stia prendendo forma un po’ ovunque e soprattutto nella nostra Italia ci sono dei giovani talenti che mostrano la propria creatività con storie particolari e uniche.

Mermaid Prince

Catapultiamoci in questa nuova uscita Jpop che ci porta un viaggio in compagnia di tre storie conclusive piene di sentimento ed emozioni.

Mermaid Prince” una bellezza da non perdere!

copertina

Trama: Raccolta di tre storie brevi:

1. Ametsukigahara: Akari è una studentessa che non tiene ad alcuna cosa in particolare nella sua vita, se non all’amicizia con la sua compagna Fumika, che è intimorita dai ragazzi. Ma un giorno Fumika si trova un fidanzato, e qualcosa rende Akari ancora più stanca ed esausta di prima.

2. Yuuki no Hi: in un giorno nevoso, padre e figlio, entrambi senzatetto, trovano rifugio in una biblioteca. I bibliotecari, inizialmente diffidenti dei due, scopriranno che le apparenze ingannano…

3. Ningyo Ouji: la storia ha per protagonista Mugi, un ragazzo proveniente da Tokyo che si trasferisce ad Okinawa a seguito del matrimonio di sua sorella. Affascinato dalla figura mitologica della sirena, Muji un giorno incontra Madori, una ragazza con delle difficoltà in famiglia. La sua gentilezza lo renderà agli occhi di Madori un vero e proprio “principe” delle sirene.

Cosa ne penso?

“Mi sembrava di sentire il profumo del mare, ma per quanto camminassi non riuscivo a raggiungerlo.”

Il primo racconto si intitola “Ametsukigahara” racconta del senso di libertà intrappolato nel corpo di Akari Umino. Una ragazza diversa dalle altre, con la sua spiccata sensibilità verso il suo mondo interiore si sente come un uragano. Decide di vivere libera, di andare oltre alla solita fermata della stazione che la conduce a scuola ogni giorno. Vuole combattere quel senso di chiusura che prova fino a spingersi a togliersi le mutandine per un giorno. Incontra l’ex fidanzato della sua vecchia compagna di classe e in un giorno sfuggente, si consolano a vicenda per non incontrarsi mai più.

Mermaid Prince

Il secondo titolo è “Giorno di neve” una storia breve che racchiude l’incontro tra una ragazza che lavora in biblioteca e dei senza tetto e la spiccata metafora di un cinghiale che è stato investito per poi far nascere il suo piccolo durante la primavera. 

Il terzo racconto è quello che da vita al titolo del volume “Mermaid Prince” che vede come protagonisti Mugi e Matori. La loro connessione con una diceria che gira intorno ad una sirena e l’esaudire un desiderio. Sarà vero?

Personalmente sono rimasta attratta dal disegno molto semplice e diretto, ma la mia attenzione è caduta sulla spiccata sensibilità di ciascuna storia. Ognuna, a modo suo, è riuscita a trasmettermi emozioni particolari che mi hanno toccata nel profondo.

I vari protagonisti nelle varie situazioni si troveranno sempre ad affrontare la tematica della libertà e della fragilità di se stessi.

La copertina con questi colori vivaci che ricordano il fondo dell’oceano ci apre un volume con dei disegni semplici ma eleganti, pieni di sentimento.

Cupid Shock – Box

In questo mese di Maggio le intensità che si raggiunge con i vari titoli che sono stati annunciati dalla StarComics è superba. Oggi vi voglio parlare di un titolo da non perdere assolutamente! Parlo proprio di “Cupid Shock” nel suo formato box dove troveremo il volume 1 e il sequel, nonché una maestosa cartolina super carina che raffigura i nostri personaggi Ao e Shingo.

La Minta Suzumaru non è solo un miraggio, giunta in Italia non con uno, non con due, ma bensì con tre titoli meravigliosi! Vi ricordo che dalla stessa casa editrice sono stati pubblicati anche Non volevo innamorarmi e Golden Sparkle.

CUPID SHOCK BOX - MangaMania

Trama:

Shingo Nagata lavora come “cupido” nel suo liceo; dietro richiesta si occupa di scoprire interessi e tipi ideali dei ragazzi oggetto del desiderio e come ricompensa chiede solo del cibo. Un giorno, un gruppo di ragazze attratte dall’affascinante “Principe di ghiaccio” Ao, chiedono a Shingo di scoprire la causa della grossa cicatrice che il ragazzo reca sulla fronte.

Cosa ne penso?

Ammetto che ogni volta che leggo delle storie realizzate dalla Minta Suzumaru il mio cuore perde sempre un battito.

Sicuramente questa box non è assolutamente da perdere, infatti possiamo osservare la cura della casa editrice inerente all’estetica della box con questa scritta color pastello dedicata al titolo, anche nella parte posteriore possiamo osservare una illustrazione che raffigura i nostri due personaggi principali, all’interno del box potremmo trovare sia una cartolina che i due volumi.

Cupid ni Rakurai

La storia principale inizia con Shingo che viene soprannominato come ‘Cupido’ dai suoi compagni perché è in grado di trarre informazioni, con semplicità, per aiutare i cuori delle giovani ragazze della sua scuola e cercare di creare delle nuove storie d’amore. Tutto accade un giorno, quando due ragazze chiedono il suo aiuto per scoprire la misteriosa cicatrice sul viso di Ao, un ragazzo definito un lupo solitario e un principe freddo.

Cupid ni Rakurai

Shingo senza preoccuparsi delle circostanze e della sua insensibilità, si butta a capofitto in questa nuova missione e dopo aver incontrato Ao e chiedergli sfacciatamente della sua cicatrice, capisce di aver sbagliato metodo di approccio. Infatti tra i due si crea una certa distanza in quanto, prima di allora, non si siano mai parlati e sono dei semplici sconosciuti ma per via di alcune circostanze che diventano importanti per l’evoluzione del loro rapporto, Shingo viene a conoscenza di un segreto di Ao.

Quest’ultimo inizia ad osservare come il ragazzo dall’aria sempre vivace inizia a prendersi cura di lui e gli corre sempre incontro quando si trova in difficoltà. Questo segreto permette ad Ao e Shingo di avvicinarsi.

Due ragazzi con una grande popolarità, ma dal carattere differente. Shingo è circondato da un’aurea scintillante, positiva e piena di vivacità mentre Ao amante dello sport e dall’aura misteriosa, rimane sempre in disparte dai suoi compagni rimanendo un quasi solitario.

Nel primo volume, a metà storia, si aggiungono due personaggi che si distaccano dalla storia principale e sono Taira e Ryunosuke.

Taira porta avanti i bagni pubblici della sua famiglia ed è un grande amante dei muscoli, infatti nel suo tempo libero legge sempre riviste che raffigurano dei bellissimi ragazzi e i loro super muscoli. La clientela maschile sa della passione di Taira e permette di sfruttare quei momenti per soddisfare i suoi gusti personali, ma un giorno arriva un nuovo cliente di nome Ryunosuke. Un ragazzo diverso, particolare ma dal viso splendido. Ryunosuke inizia ad avvicinarsi pian piano a Taira, cercando di fargli capire il suo orientamento sessuale finché per alcune circostanze non succede che fa il grande passo e si dichiara.

Il sequel viene dedicato interamente alla prosecuzione della storia d’amore tra Shingo e Ao in cui si iniziano ad intravedere i primi segni di una litigata, le incertezze e i dubbi. Shingo che si è avvicinato al suo amato perché era l’unico a conoscenza del suo segreto, si troverà un nuovo rivale che farà fraintendere la situazione portando ad un allontanamento dei due ragazzi.

Cupid ni Rakurai Tsuigeki

Ao non sa come gestire la situazione e tra un errore e l’altro, si troverà a capire che Shingo ha dei dubbi e ha paura di essere lasciato. Farà di tutto il nostro lupo solitario per superare le sue paure e per far comprendere i suoi sentimenti a Shingo.

Cupid ni Rakurai Tsuigeki

La grande capacità di Minta Suzumaru è quella di rappresentare, nei suoi titoli, le paure adolescenziali e non, ma con una grande intensità. In volumi singoli riesce a racchiudere la nascita, la crescita e l’evoluzioni delle conoscenze e delle storie d’amore, riesce a captare la sensibilità di alcune tematiche e a trattarle con il giusto rispetto.

Cupid Shock non è da meno, in questi due volumi si racchiudono le paure di un amore, le incertezze nel vedere l’altra parte che si apre con persone diverse dal suo amato, la sensibilità nei confronti dei bisogni dell’altra parte ma anche la serenità e il benessere che una storia d’amore può portare con sé.

Sei in cerca di una storia che riesca a trasmetterti un senso di calore e ti riscalda l’anima? sicuramente l’autrice che fa per te è Minta Suzumaru!

Cupid ni Rakurai

Kabuki-cho bad trip. Vol. 2

Il mese di Aprile è pieno di nuove uscite assolutamente da non perdere! La MagicPress ci culla con il secondo volume di Kabuki-cho Bad Trip!

Se la prima copertina del primo volume del manga vi è piaciuto, il secondo vi farà impazzire tra i colori pastello di un azzurrino e un rosa, le scene presenti in questo manga mi faranno saltare un battito del vostro cuore.

Kabuki-cho bad trip. Vol. 2 - Eijii Nagisa - copertina

Trama:

Dopo essersi conosciuti in un host club, Tooru e Mizuki sono diventati una coppia a tutti gli effetti, ma questo vuol dire che Tooru, lo spogliarellista più richisto di tutta Kabuki-cho, dovrà trovarsi un lavoro più onesto. Nel frattempo, a Mizuki viene chiesto di recitare in un film drammatico, ma anche l’ambiente del cinema è pieno di tentazioni e rimanere fedeli l’uno all’altro non sarà facile per i due fidanzati novelli.

Cosa ne penso?

Sono una piccola-grande fan di questa storia, quindi posso assolutamente suggerirvi, per chi piace il genere e per chi non ha problemi anche a leggere tematiche inerenti al sadomaso, di recuperare assolutamente questi due volumi di questa storia Boy’s love.

Ho notato un mutamento e una evoluzione rispetto al primo volume, nel secondo ritroviamo dei disegni più marcati e più emozionanti nonché anche un miglioramento della disposizione delle tavole e della grandezza delle tavole stesse affinché si possa avere una miglior visione anche delle scene più particolari presenti nel volume.

La tematica centrale non è mai scontata anzi non viene trattata in maniera superficiale, ma in maniera romantica facendo osservare anche dal punto di vista del lettore come i nostri protagonisti non sono subordinati a questo tabù ma bensì lo utilizzano per unirsi maggiormente dopo i vari ostacoli che dovranno affrontare.

Perché recuperare questo volume? Spesso nel genere yaoi troviamo una grande categoria di tematiche che vengono trattate, dalle più particolari alle più classiche. Certamente questo titolo non si nasconde dietro i muri che la società può innalzare inerenti ad alcune tematiche come proprio la dominazione spesso viene vista di male occhio dalla società stessa.

Un modo per affrontare alcune tematiche, un modo per sconfiggere questi muri ma soprattutto per godersi anche di una lettura, non affatto sgradevole, ma piena di passione.

I due personaggi nonostante abbiano dei gusti completamente differenti soprattutto a livello sessuale, riesco ad unirsi ma mano ascoltando uno i bisogni dell’altro soprattutto comprendendo i loro limiti e le loro espansioni. Sono due personaggi che nonostante i vari ostacoli che possono presentarsi come soprattutto il fatto di doversi nascondere, per il fatto di essere due uomini che si amano e per il fatto anche che uno di questi due protagonisti è un ex host, riescono a comunicare e riescono affrontare insieme tutte le difficoltà.

Inoltre è possibile osservare anche come cessione degli insegnamenti in tematica amorosa: infatti c’è il compiacersi, l’accettare l’altra persona e i suoi gusti particolari e soprattutto fare qualcosa affinché l’altra persona sia felice e penso che questi argomenti non devono essere scontati.

La cura della casa editrice nei confronti di questa storia è davvero eccezionale, sono riusciti a riprodurre la bellezza della edizione giapponese e soprattutto la traduzione è molto buona.

36000 secondi al giorno

La primavera ormai è arrivata da un po’ e cosa possiamo leggere per rimanere in tema di amore? Sappiamo tutti che spesso nei manga e negli anime la frase più famosa è ” È arrivata la primavera ” per intendere proprio il passaggio in cui iniziano ad evolversi le emozioni fino a diventare amore.

Bene, con questa mia introduzione oggi voglio parlarvi del nuovo shojo portato in Italia dalla MagicPress “36000 secondi al giorno”.

copertina

Trama:

A causa di un’esperienza che gli ha spezzato il cuore, Nishina pensa che l’amore sia solo una rottura e piuttosto che pensare a trovarsi una fidanzata, preferisce trascorrere le giornate a scuola leggendo shojo manga dall’inizio alla fine delle lezioni.

Cosa ne penso?

Ingresso alle ore 8:00, uscita alle ore 18:00.

Se siete in cerca di una lettura leggera, ma che allo stesso tempo vi faccia ridere e vi tenga compagnia con un pizzico di romanticismo, sicuramente questo nuovo titolo portato dalla MagicPress può fare per voi.

Una commedia romantica che ha 4 protagonisti particolari che nel loro pieno della adolescenza vorranno evitare l’amore perché ritengono che sia ‘un fastidio’ per poi cadere nella sua trappola.

Sono giunti in un ex liceo femminile, quattro ragazzi che vengono etichettato sotto il nome di il club degli sfigati perché le loro idee sono abbastanza particolari e fuori dalla norma.

36000 secondi al giorno

La storia verte attorno alla vita scolastica e amorosa di quattro adolescenti: Yuuri Nishina, Aoi Shida, Mashiro Kagami e Shin Mayana.

Il protagonista Nishina è un ragazzo particolare, sostiene che non vuole la ragazza e se ne frega altamente dell’amore perché sostiene che a scuola deve trascorrere circa 36.000 secondi al giorno tra chiacchiere e scherzare, o leggere il manga a oltranza o magari accompagnato dei con succo di frutta e dolcetti che sono tutti modi ben più costruttivi di avere una ragazza.

Da grande amante dei manga romantici con le sue follie nella mente, decide con il suo gruppo che come tematica del giorno per il loro club “bisogna verificare se è possibile innamorarsi a prima vista da ragazzo dopo aver sbattuto contro mentre giri l’angolo con il pane in bocca” che è una scena tipica dei manga classici shojo.

36000 secondi al giorno

Hanno verificato se effettivamente questa scena clichè possa portare dei benefici e possa farti incontrare l’amore della tua adolescenza, difatti il nostro protagonista effettivamente si scontra con una ragazza, ma al primo sguardo inizia esserci dell’astio tra i due.

I capitoli si volgono in maniera frammentaria, come per raccontare che ciascuna giornata ha dei temi appositi affinché si riesca ad osservare la vivacità di tutti e quattro i ragazzi, i loro pensieri ma anche gli incontri che faranno.

Puoi leggerlo da una prospettiva diversa rispetto ai normali manga shojo. La storia prosegue dal punto di vista di un ragazzo e ritengo che questo aspetto sia davvero intrigante e per nulla scontato!

Avremo dunque un personaggio primario, ma non verranno messi in oscuro gli altri personaggi circostanti e il tutto si muove in maniera di simbiosi affinché si crea una sorta di armonia e coordinamento. L’individualità di ogni personaggio risplende, una stupidità innocente e frizzante.

I disegni sono i classici che possiamo rincontrare negli shojo, le tavole sono pulite, la lettura è molto semplice, la comicità che si intravede in questa storia da quella sensazione di leggerezza.

Una commedia romantica slice of life, definirei.

36000 secondi al giorno

Sono curiosa di leggere il prossimo volume perché in realtà tutti i personaggi sono davvero molto interessanti e molto particolari e mi piace come si va ad affiancare alla quotidianità scolastica anche degli elementi classici, ma mai noiosi e accompagnate sempre da qualcosa di innovativo. Non vedo l’ora di vedere come si svilupperanno i modelli d’amore dei quattro adolescenti!

Miroirs

Miroirs‘ non è solo un manga dai disegni magnifici, ma è un piccolo mondo in cui vengono racchiusi tanti ideali da realizzare.

La nuova uscita Jpop è incentrata sulla creatrice del marchio Chanel e all’interno della storia vi si possono incontrare concetti, evoluzioni, idee, fantasie e tanti altri elementi interessanti e tante curiosità.

copertina

Trama:

Tre storie ambientate nel Giappone dei nostri giorni e ispirate alla vita e alla filosofia di una donna straordinaria: Gabrielle Chanel, iconica stilista, che con la sua visione del mondo ha scardinato stereotipi e limiti imposti dalla società e a creare il luxury brand famoso in tutto il mondo.

Cosa ne penso?

“Non sono scintillante e nemmeno invincibile… Nella mia immaginazione, posso essere qualcun altro.”

La bellezza che nasconde questo volume lo si può percepire già dalla copertina, ma non solo, anche i disegni sono rappresentativi dei significati che si celano all’interno delle storie che vengono raccontate.

Miroirs

Non bisogna pensare che questo volume sia dedicato solo alla moda o un concetto inerente a questa tematica, ma in realtà nasconde tutt’altro mondo. Un mondo in cui il lettore si sente catturato e si sente immerso nelle problematiche che emergono.

Il non sentirsi a proprio agio con il suo corpo, il sentirsi giudicato e soffocato dalla società circostante, il voler non essere etichettata e cambiare sempre la propria personalità o la propria estetica oppure sentirsi una bambina che può viaggiare nell’immaginazione per diventare qualcun altro.

Questo volume nasconde innumerevoli pensieri, innumerevoli idee ed evoluzioni che si intersecano tra una tavola e l’altra.

Il titolo Miroirs deriva dal termine francese che significa specchi, tra le parole associate a Gabrielle Chanel c’è anche questo termine appunto lo specchio è un oggetto che proietta in modo onesto la reale identità di ciascuno di noi e ci fa ricordare che tipo di persone siamo veramente.

Nel primo capitolo incontriamo la storia di una bambina che nella sua fantasia cerca di diventare qualcun altro e il significato che viene associato alla figura di Gabrielle è proprio quella fantasia in quanto durante la sua adolescenza, trascorse monastero dove non aveva la possibilità di incontrare suoi genitori a letto molti libri e con la sua fantasia. Ampliare il suo mondo interiore.

Nel secondo capitolo siamo di fronte a una donna che non vuole essere etichettata, una ragazza che cerca di diventare sempre qualcun altro e così di ampliare il suo mondo e tale ragazza rappresenta che ogni donna ha volti diversi e ciascuno di questi è autentico.

Nel terzo capitolo invece siamo di fronte ad un ragazzo magro, piccolino che non riesce a trovare una identità verso se stesso ed è percosso dalla insicurezza, il significato si interseca nella ribellione e nella emancipazione di coloro che soffrono in quanto sono nati con un aspetto e una sensibilità distante dai valori delle tendenze dell’epoca.

“la tua vita viene decisa senza che tu possa far nulla. E’ tremendo non è vero? Queste mure invisibili si ergeranno diverse volte… E quando succederà, io la batterò! Ancora e ancora!”

Tra le tavole in bianco e nero nascono, come i fiori in primavera, i colori che danno vita a tutte quelle emozioni che si nascondono dietro alle storie, danno vita alle emozioni che trovano una loro via da percorrere.

Il volume si compone come se fosse un art book in formato manga, si possono incontrare delle meravigliose illustrazioni e alla fine anche domande e risposte che permettono di comprendere fino in fondo ciascun significato.

Mi sono decisamente commossa e innamorata di questa bellezza, in quanto le tematiche che vengono toccate sono davvero fragile e tanto sentite nella nostra società odierna e osservare come una grande creatrice di un marchio che viene conosciuto a livello internazionale possa essere stata fonte di queste storie e che queste storie realtà appartengono anche a noi, mi ha fatto sentire molto vicino a questo titolo.

Spesso voltiamo lo sguardo da un’altra parte, a volte non ci avviciniamo volontariamente a certe tematiche e altre volte realtà ignoriamo pure che possono esistere e chi possono realtà far soffrire anche le persone.il non sentirsi ad agio con il proprio corpo, il sentirsi sempre troppo stretto a causa delle aspettative e dei valori che la società sta cercando di trasmettere in maniera sbagliata e anche sentirsi sotto pressione a causa degli sguardi delle persone circostanti, va ad agitare il nostro animo.

Lontananza

In questo articolo blog vi parlerò con il cuore di un titolo che mi ha completamente catturato sotto molti punti di vista. La fragilità e la forza d’animo che emana Vigdis Hjorth con le sue parole, riesce a farvi immergere nella profondità dell’adolescenza e dei problemi con sé stessi e con i propri genitori.

lontananza

Trama:

Dopo Eredità, che ha reso celebre l’autrice a livello internazionale, torna Vigdis Hjorth con il suo ultimo romanzo: una nuova storia di famiglia in cui le bugie, i silenzi e i segreti si sciolgono lentamente sotto il flebile sole norvegese dopo decenni di gelo.

Johanna torna in Norvegia dopo trent’anni di assenza e, rompendo il divieto di contattare la famiglia, telefona alla madre, che ormai ha ottantacinque anni ed è vedova. Nessuna risposta. Per i suoi parenti Johanna non esiste più: è morta quando, appena sposata, studentessa di Legge per volere del padre avvocato, ha mollato tutto per diventare pittrice e si è trasferita nello Utah con il suo professore d’arte, con cui ha avuto un figlio. Johanna ormai è un’artista piuttosto quotata, ma persino i soggetti dei suoi quadri scatenano l’ira dei familiari, che in essi vedono una denigrazione ulteriore nei loro confronti, soprattutto per il modo in cui viene raffigurata la madre. Sono tanti gli argomenti rimasti insoluti che hanno condizionato Johanna nella sua vita di figlia, di donna, di artista e di madre: nella sua mente affiorano antichi ricordi di una donna all’apparenza leggera, spensierata, bellissima, ma quando riesce finalmente a spiegarsi alcuni episodi sconcertanti di cui è stata spettatrice, capisce che la madre non faceva che nascondersi dietro una corazza di convenzioni. Finché il lunghissimo silenzio fra le due donne si spezzerà in maniera violenta in un ultimo, spietato confronto.

Cosa ne penso?

Lontananza è un romanzo verso se stessi.

La lettura di questo romanzo si concentra nella narrazione di sentimenti ed emozioni di vita di una donna che dopo aver passato la sua intera esistenza ad aver perso piccole parti di sé stessa relative alla sua connessione con la figura materna e paterna che hanno comportato una grande evoluzione del suo essere, se riesci a percepire per tutta l’andamento della scrittura come le percezioni e riescono a uscire fuori ed entrare nel cuore del lettore.

Ti trovi in poco tempo, catapultato in un romanzo che tiene sulle spine, romanzo pieno di pensieri ed emozioni negative e che si sviluppano piano piano insieme al passare del tempo e alla crescita della protagonista.un distacco dei classici valori acquistiamo abituati dar conto, come se non andate accordo con un familiare fosse una cosa sbagliata, un concetto che è impossibile accettare.

Un romanzo dalle corde dolci e amare.

Un romanzo dalle spine velenose.

E’ una valanga di agitazione. E’ una connessione verso l’anima.

La protagonista, tra quelle pagine di diario, cerca di trovare indizi per sé stessa e per comprendere se alla fine della sua esistenza, il rapporto con la madre e la sorella può essere risanato. La sua arte urla resistenza, urla rancore, urla tante di quelle emozioni che chi le osserva si sente offeso.

La prospettiva del narratore è quella di Johanna e lei cerca di indovinare, tra un pensiero e l’altro, cosa fa la sua famiglia, cosa pensano e se sua sorella e sua madre la pensano. Non incontra sua madre da 30 anni ma ora Johanna vuole parlare con sua madre, ma sua sorella è contraria. 

Johanna ha fatto delle scelte che l’hanno allontanata dalla famiglia.
Non è diventata moglie di un avvocato come sua madre, e non è diventata una figlia obbediente come la sorella.

Lontananza riesce a mostrare la parte più dolorosa dei sentimenti, la parte più illusoria dei pensieri.

“Chissà cosa sta facendo mentre è distesa sul suo letto e guarda il soffitto” . Pensieri confusi, pensieri destinati all’esistenza che per tempo ha soffocato il suo io.

Il rincorrere pensiero dopo pensiero qualcuno che ti ha eliminato dal cuore. Percorrere il dolore di una infanzia marcia, di una infanzia andata in fumo. Dove il tuo io, non è davvero tuo ma di qualcun altro perché se non sei come vogliono loro allora non puoi essere nessuno.

Testa bacata” ti senti dire tra i sussurri delle urla e poi ti convinci davvero. Ami l’arte ma loro ti dicono che sia sbagliata, ti fai trascinare dalle volontà altrui e poi… poi ritrovi la luce, ritrovi te stessa ma agli altri non vanno bene, non importa se siano la tua mamma e il tuo papà, a loro non va bene se non segui i loro obblighi, e non consigli.

Fino all’ultima pagina, tu lettore, non saprai mai dove Vigdis Hjorth con questa storia voglia portarti. E’ un mistero, il mistero dei misteri.

Tu sei lì, inerte, a leggere pagina dopo pagina dei sentimenti non tuoi ma che in alcuni pezzi sono stati assorbiti dalla tua anima.

Sei lì a leggere del dolore altrui, di un’altra persona, di un’altra vita e non puoi far niente. A volte ti verrà voglia di urlare e chiedere alla protagonista ‘che diamine stai facendo?’, altre volte vorresti chiudere il libro e imprecare dicendo ‘No, non è possibile’, ma queste realtà esistono.

Esistono realtà rotte da piccole parole che diventano grandi fino ad essere addii.

Un racconto che narra della frattura tra una madre e una figlia, un dolore e un rancore che neanche il tempo è riuscito a sanare. Non sempre il detto ‘il tempo cura le ferite’ può risultare efficace.

Secchan

A marzo è uscito “Secchan” edito dalla Jpop. Un volume unico dalla storia triste, ma bella. Un volume che si fa strada tra i manifestazioni, ingiustizie e il desiderio di sostenersi a vicenda.

Il “Se” di Secchan non era il carattere “Se” di Segawa, né quello di Setsuko. e non era nemmeno il Se di Seijogakuen-mae, il posto dove era cresciuta. era il “Se” dell’inizio di “sesso”.

copertina

Trama: 

Nel Giappone post Fukushima, Tokyo è scossa dai movimenti studenteschi. Sullo sfondo del terrorismo e delle preoccupazioni sul nucleare post-Fukushima, la vita di Secchan, ragazza apatica e disinteressata che intrattiene diversi rapporti sessuali occasionali con i suoi coetanei, si intreccia con quella di un ragazzo privo di empatia. Due universitari molto diversi tra loro si avvicineranno, si capiranno, e si perderanno.

Cosa ne penso?

L’autrice Tomoko Oshima in “Secchan” è riuscita a mostrare un mondo senza persone buone o cattive, ma una società composta da persone nella loro quotidianità, nei loro pregi e difetti, nei loro pensieri e nella loro indifferenza.

Dalla prima pagina riceviamo uno spoiler dell’esito della storia, ma questo non fermerà la curiosità di andare oltre.

Akkun e Secchan sono dei personaggi semplici e lineari, immersi nelle loro difficoltà e i loro dialoghi sono brevi, privi di importanza ma naturali. Vengono circondati da situazioni reali, da realtà diverse ma che si intrecciano.

Akkun è un ragazzo che sta nelle sue, immerso nei pensieri e privo di interesse per quello che lo circonda. Secchan è una ragazza che trova delle difficoltà in casa e cerca di esteriorizzare il suo dolore in maniera complessa.

Secchan

Secchan, giudicata con un nomignolo inerente al suo nome, si trova a vagare da un ragazzo all’altro per riprovare delle sensazioni di calore in un abbraccio, Akkun diverso dagli altri, non si sofferma a vedere Secchan come una ragazza facile, ma semplicemente cerca di ‘vederla‘ e questo porterà anche un allontanamento dalla sua ragazza.

Vengono immerse nel contesto la indifferenza e il distacco di Secchan e Akkun verso le manifestazioni, il complesso di dialogo che vi possono essere tra persone che hanno punti di vista diversi, la difficoltà nel farsi immergere dall’ambientazione circostante. Due ragazzi che si sentono fuori luogo e cercano di trovare il loro posto.

Secchan

Lo stile di Tomoko Oshima mi è rimasto impresso nella mente, penso che per un po’ avrò difficoltà a non pensare a questo manga. Il suo stile è semplice, non vaga in linee complesse o in circostanze surreali, ma è puro e dritto. Non gira intorno alle questioni o intorno alle persone, ma mostra con semplicità la realtà, una società quotidiana e con le sue violenze.

Si riesce a percepire un’atmosfera fredda durante la lettura, ma non priva di emozioni. La rappresentazione di una storia triste, ma al contemplo bella.

Durante la lettura sono stata trasportata da emozioni particolari, non semplici da padroneggiare né da definire. Questo manga ti fa sentire così, particolarmente particolare.

Servo e Serva

La vita domestica di Horace Lamb: insensibile, spilorcio, tiranno, è l’unico a ignorare la passione segreta tra sua moglie e il cugino. Patrimoni e matrimoni, tradimenti e crudeltà quotidiane: il meglio di Ivy Compton-Burnett in un romanzo che lei stessa considerava il suo preferito, insieme a Il capofamiglia.

Fazi Editore ha portato in Italia un titolo davvero particolare: Servo e Serva.

servo e serva

Trama:

Il pater familias Horace Lamb, nobile tirannico, sadico e avaro, trascorre le giornate vessando la servitù e i numerosi figli (ma non la consorte: fra i due è lei quella ricca). Insieme a lui e alla moglie Charlotte vive il cugino Mortimer, uomo al contrario molto pacifico, che non si è mai sposato, è nullatenente ed è segretamente innamorato di Charlotte, la quale altrettanto segretamente lo ricambia. Quando la donna parte per un lungo viaggio in America l’equilibrio della casa traballa: il nuovo precettore dei bambini, Gideon, la sua opprimente madre Gertrude e la remissiva sorella Magdalen entrano con prepotenza nelle dinamiche familiari e rimescolano le carte in tavola… E nel consueto gioco di sotterfugi, cattiverie e dialoghi avvelenati che come sempre domina le pagine di Compton-Burnett, la servitù si riserva questa volta un ruolo di rilievo, conquistando a poco a poco la scena e assurgendo al ruolo di irriverente protagonista.
Patrimoni e matrimoni, tradimenti e crudeltà quotidiane: Ivy Compton-Burnett al suo meglio, in un romanzo che, insieme a Il capofamiglia, lei stessa considerava il suo preferito.

Cosa ne penso?

Ci troviamo in un romanzo che ci fa tuffare in una Inghilterra dell’800 non lontana dai nostri problemi moderni d’amore, in una famiglia borghese dove gli intrighi e le delusioni sono nascosti tra le parole, tra la tirannia del padre e l’amore nascosto dalla moglie.

Questo romanzo non si sviluppa come un classico romanzo a cui tutti siamo abituati, in cui l’ambientazione si sviluppa ma mano che i protagonisti pongono in essere le proprie azioni.

È un romanzo che si affaccia come se fosse un’opera teatrale infatti la caratteristica principale di questo titolo è il fatto che non è una narrazione in terza persona ma tutto si basa sulle conversazioni che avvengono tra i protagonisti. Non è un romanzo che butta all’interno della sua storia tanti personaggi, ma rimane lineare sempre sugli stessi e tutte le vicende che si presentano in tale storia tra misteri e amori nascosti, avvolge dal più piccolo personaggio a quello principale.

Una lettura veloce che riesce ad appassionare il lettore perché la metodologia di scrittura dell’autrice britannica certamente permette di cullarsi su un caldo divano e godersi tutto il pomeriggio intero in compagnia di Servo e Serva.

Ho letto queste poco più di 300 pagine in una notte sola e posso dire che ad ogni personaggio, nella sua moltitudine, mi sono veramente affezionata. Nonostante si vada a parlare di tirannia del padre nei confronti dei figli e che abbia rovinato la loro giovane infanzia per poi riuscirsi a riprendere, ma non viene perdonato… ho compreso che aldilà di tutto e dei suoi comportamenti un po’ tossici, mi sono affezionata anche al suo personaggio, d’altro lato abbiamo la pugnalata che riceve dalla moglie in quanto tra intrighi e dolori ha un amore segreto con il cugino del marito.

Tra dialoghi divertenti, con battute dirette e molto vivaci, troviamo anche le figure dei servi che ma mano nella storia prendere una posizione prioritaria tanto da diventare il nucleo in cui si svolge il romanzo. Non rimangono al margine, diventano l’essenza della evoluzione della storia.

Burnett si è dedicata al nucleo essenziale di una famiglia, ai dispetti, alla evoluzione dei pensieri e dei sentimenti, all’evoluzione anche dell’essere umano e del concetto da tirannia a una sorta di flessibilità verso le scelte dell’altro.

Quello che più mi ha affascinato è proprio la privazione dell’ambiente, la fragilità su cui si costituisce la tematica oggetto della storia e la dinamicità delle conversazioni che ti fanno rispecchiare e ad entrare come se tu stesso fosse un personaggio della vicenda.

Ovviamente è un grande posto ce l’ha anche la traduzione che fatta in maniera eccellente, senza sbavature e senza frasi che non abbiano un senso compiuto.