Recensione “Gemini”

Buongiorno cari lettori, oggi torniamo con un nuovo romanzo intitolato “Gemini” dell’autore esordiente Omar Costerano.

Cliccando qui verrete trasportati sul sito web dello scrittore.

Potete acquistare il romanzo su Amazon cliccando qui.

GEMINI: Un viaggio nel tempo; un'avventura fantasy di tre gemelli (The magic's genesis Vol. 1) di [Omar Costenaro]

Copertina: Molto fantasy e singolare
Titolo: Gemini
Autore: Omar Costenaro
Data di rilascio: 2019
Genere: Fantasy
Trama: In un mondo post-bellico Syter e l’allievo Ologold si ritrovano improvvisamente privati di ogni potere.
In un mondo primordiale tre ragazzini lottano per sopravvivere.
Magia. Che cos’è? Un’arte occulta? Un’illusione? Un potere sovraumano? Un termine per definire qualcosa di indescrivibile?
Il vero dilemma però è un altro: come è nata la magia?
La leggenda narra che tutto ebbe inizio con tre gemelli, ma se i racconti tramandati per secoli non fossero del tutto veri? Un indimenticabile viaggio nel tempo per cambiare il passato, salvare il presente e riscrivere il futuro sarà l’unica chiave per svelare il mistero.


Valutazione: La scrittura utilizzata dall’autore è semplice e diretta nei confronti del lettori, non vi sono giri immensi per spiegare situazioni e di utilizzo di termini complessi di comprensione. Non apprezzo il font e lo spazio destinato nella pagina durante la stampa, fa sembra il romanzo un piccolo dizionario.

E’ un libro fortemente fantasy, basato sui salti temporali e le avventure che ne comportano: la gestione e il cambiamento che possono comportare gli spostamenti nel tempo. Ho percepito una morale profonda durante la lettura: le persone che siamo oggi, sono il risultato dalle azioni che abbiamo promosso nel passato ed è esattamente questa la base su cui si evolveranno gli stessi personaggi del racconto.

La narrazione è fluida, avvincente e piena di colpi di scena e permette di fantasticare nel mondo futuristico anche con la mente di ciascun lettore. Il racconto ci parla della storia di tre gemelli e sono i fondatori della magia. Si ha un intreccio delle vicende che accompagneranno il personaggio di Syter e del suo miglior allievo Ologold e la guerra che scoppierà fra i due popoli e la possibile uccisione futura dei tre gemelli

Ci si pongono molte domande sensate che verranno risolte solo alla fine del racconto.

Gemini non è solo un romanzo fantasy ma anche rinvenibile nella categoria della fantascienza perché sono presenti astronavi, pianeti da conquistare, tecnologia.

Pensieri personali del libro: Cos’è Gemini?

Gemini lo si può identificare, oltre come un romanzo, un viaggio nel tempo catturato dalla magia che cambierà il passato, il presente e riscriverà il futuro. E’ un insieme di battaglie, misteri e difficoltà da superare.

I personaggi sono ben definiti, ognuno ha le proprie caratteristiche che gli permettono di avere una identità. Le situazioni son ben spiegate, non ci sono buchi di trama che comportano ad avere dubbi e/o lacune di narrazione.

Chi è Ologold? Ologold è un bambino di nove anni e possiede i poteri magici. E’ un bambino molto testardo, ma coraggioso ed è allievo del maestro Syter – identificato come lo stregone più potente del mondo. Ambe i personaggi sono avvolti dal mistero che verrà risolto solo alla fine, in cui si avranno chiarimenti anche sulle loro origini e capacità. Ad accompagnare i personaggi di Syter e Ologold, abbiamo le vicende che incontreranno tre gemelli di undici anni di nome Jake, Andy e Luke, ma dalle caratteristiche assai diverse. Jake è il più razionale e saggio dei tre, mentre Andy è l’impulsivo e infine Luke è il pauroso.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ 

Ringrazio l’autore di avermi dato la possibilità di analizzare il suo romanzo e porre le mie valutazioni.

Recensione “Se avessi avuto gli occhi neri”

Buongiorno cari lettori, oggi torno nuovamente con una recensione per il nuovo romanzo di Gianfranco Sorge intitolato “Se avessi avuto gli occhi neri” pubblicato con la casa editrice goWare.

Ho già recensito in passato un altro romanzo dello stesso scrittore e potrete leggerla cliccando qui.

Se siete interessati all’acquisto del libro potete farlo tramite Amazon cliccando qui.

Biografia di Gianfranco Sorge

Gianfranco Sorge è nato a Catania, dove tuttora risiede, il 25/10/1959. Conseguita la Maturità Classica, si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Catania, si è specializzato in Psichiatria e successivamente in Psicoterapia presso l’Istituto Italiano di
Psicoanalisi di Gruppo (I.I.P.G.).
Dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania in qualità di Dirigente Psichiatra, dal 2006/2007 insegna Psicopatologia presso la scuola di specializzazione del’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo (sede di Catania). Ha pubblicato settantacinque di lavori scientifici.
La passione per la narrativa è nata al termine del percorso di formazione psicoanalitica concretizzandosi con la pubblicazione di numerosi racconti e romanzi alcuni dei quali hanno ricevuto importanti menzioni in premi letterari nazionali, le ultime delle quali sono state: la vittoria al XXXVIII edizione del Premio Leonforte nella sezione micro narrativa con il racconto intitolato Amaro: l’indifferenza; il terzo posto nella sezione Narrativa/Saggio alla seconda edizione del
Premio Letterario “Etnabook – Cultura sotto il Vulcano” con il romanzo intitolato: Perturbanti congiungimenti.
I suoi elaborati si pongono come un tentativo di trasferire nell’area del rappresentabile aspetti profondi del Sé.

Copertina: Particolare ed evocativa.
Titolo: Se avessi avuto gli occhi neri
Autore: Gianfranco Sorge
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa
Trama: Può il colore degli occhi incidere sulla vita di una persona, condizionandola?A seguito di un tentato suicidio, Stella finisce ricoverata in psichiatria e da lì prende le mosse il racconto della sua sofferta esistenza. Costretta a subire il matrimonio con Sebastiano, un uomo potente che non ama, tenterà di ottenere il proprio riscatto attraverso i figli. Santa, la primogenita, riuscirà a crearsi una vita indipendente. Carmelo avrà invece un’esistenza tormentata fin dalla nascita, quando il padre lo rifiuta perché non ha gli occhi neri come i veri “masculi siciliani”. Se avessi avuto gli occhi neri è anche un affresco della Sicilia dai primi del Novecento a oggi, che esplora la condizione delle donne siciliane, l’evolversi della famiglia, i mutamenti della società. Un viaggio alla ricerca di identità negate, della propria verità e del difficile percorso per accettarsi ed essere accettati. Una saga familiare dall’imprevedibile finale.


Valutazione: I romanzi di Gianfranco li ho sempre trovati evocativi ed esaustivi, come nel titolo “Perturbanti congiungimenti”, anche qui si riesce a percepire l’animo e l’amore per la scrittura dell’autore. La lettura è fluida, il romanzo è ben articolato con personaggi e luoghi ben descritti.

Il lettore riesce ad immergersi in una storia in cui il soggetto principale è l’Italia, una Italia diversa da quella attuale. Una Italia che vive per la tradizione, per i costumi popolari, per i dialetti, per la mentalità paesana.

Viene ben narrata la figura della donna siciliana e della sua condizione dagli inizi del Novecento ai nostri giorni. E’ possibile incontrare personaggi diversi fra loro: Stella, Carmelo, Sebastiano e Aurelia.

Il racconto affronta temi particolari come il concetto e ricerca della identità, la condizione della donna, la sessualità, la morte come sacrificio e purificazione, il disagio mentale, le problematiche della vecchiaia, il rapporto genitori-figli.

C’è un viaggio fra il passato e il presente dei personaggi e l’evidenzia differenziazione tra le ragazzine dei paesi di montagna e delle grandi città. Una differenza che influenza la stessa quotidianità delle donne, la loro crescita e dimensione terrena. Le prime dovevano sottostare al volere di padri e mariti, vige dunque il concetto di sottomissione e dominio e della figura del pater familias come era riconoscibile all’epoca romana, e dovevano rinunciare ai loro sogni per diventare mogli e madri, e svolgere dunque la figura della donna del medioevo dedita solo alla famiglia e alla cura dei bambini; alle seconde era permesso studiare ed essere indipendenti.

Con gli studi dettati dall’autore è possibile incontrare durante la lettura anche argomenti di psicologia e psichiatria che affrontano i temi come il suicidio, l’accettazione del corpo, il disturbo della identità vivibili in situazioni quotidiane e non sotto il punto di vista di un dottore e/o studioso.

Pensieri personali del libro: La forza del romanzo è la sua dimensione particolare e la vastità dei temi che affronta. Non è semplice riuscire a fronteggiare temi così presenti e vivi nel nostro presente e nella nostra società, senza mai cadere nel banale o nella superficialità. Gianfranco Sorge riesce a parlare con una dialettica, quasi amica, di temi difficili da affrontare.

Se avessi avuto gli occhi neri” è un ritratto di una famiglia siciliana e contemporaneamente il ritratto di una società vecchio stampo del ‘900.

Il romanzo si suddivide in due parti: la prima dedicata al personaggio di Stella e al suo tentato suicidio e alla sua condizione di vittima dell’uomo che aveva sposato; nella seconda parte si concentra sulle difficoltà che dovranno essere affrontate da Carmelo e dalla sua volontà di stravolgere la propria identità fino a porre un cambiamento radiale.

E’ un romanzo forte. E’ un romanzo che cattura l’attenzione del lettore e la travolge. E’ un romanzo che ti prende il fiato e lo fa a pezzettini come mille fogli di carta. E’ importante parlare di queste tematiche, è importante diffonderle ed è importante che la gente legga – senza spaventarsi e/o impressionarsi – di realtà fin troppo attuali.


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆

Ringrazio ancora una volta l’autore che si è affidato alla mia valutazione e mi ha permesso di conoscere questo secondo titolo.

Lo consiglio con tutto il cuore.

Recensione “Una manciata di cenere”

Buongiorno cari lettori, oggi vi parlo del libro intitolato “Una manciata di Cenere” di Luca Vanoli. E’ un romanzo che rientra nella categoria Giallo Storico ed è davvero meraviglioso.

Mi ha entusiasmata la storia, il nesso logico, la particolarità delle descrizioni, la cura dei luoghi, la cura dei personaggi, la coerenza con la narrazione, la suspence e soprattutto la spiegazione delle frasi in latino e la cura delle lettere presenti nel romanzo.

Non fatevi scappare questa lettura !

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Copertina: Molto coerente con il romanzo.
Titolo: Una manciata di cenere
Autore: Luca Vanoli
Data di rilascio: 2020
Genere
: Giallo storico
Trama: Stato Pontificio, Anno Domini 1655. Sul piccolo feudo di Monterotondo, a breve distanza da Roma, regnano felicemente da undici anni i marchesi Tebaldi. Offuscato da tanta prosperità, giace, dimenticato nel ricordo dei più, un oscuro anatema, scagliato al tempo della loro ascesa. Ma, quando la morte inizia a serpeggiare sinistra tra i membri della famiglia, un cupo terrore si diffonde in tutto Monterotondo: il popolo, inquieto, teme di essere travolto dalla sventura dei signori…A Roma, intanto, il conclave ha eletto un nuovo papa: Alessandro VII. Non potendo permettere che l’inizio del regno sia segnato da delitti irrisolti, la Curia decide così di inviare a indagare in incognito Tullio Corbet, un avvocato francese con doti investigative fuori dal comune, pronto a sacrificare tutto alla causa della giustizia, affiancato da Padre Seàn, un rigido gesuita di origini irlandesi.Giunti a Monterotondo, i due uomini non tarderanno a essere travolti dagli eventi criminosi: i membri della famiglia Tebaldi, seppur chiusi in una fortezza di reticenza, mostreranno di avere più di uno scheletro nell’armadio. E in un turbinio di delitti sanguinosi, amori proibiti e segreti inconfessabili, i due investigatori proveranno a scoprire quali trame oscure si celano dietro la scia di morte che la maledizione sembra lasciare, inesorabile, dietro di sé…


Valutazione: E’ una lettura sorprendente e piacevole. C’è amore per i particolari, lo studio dei mini dettagli della narrazione e dei personaggi. La consapevolezza di non dover annoiare il lettore e l’astuzia di riuscire, con il personaggio dell’avvocato Tullio Corbet, a risolvere un enigma che agli occhi del lettore sembra impossibile da venirne a capo. La particolarità che ho riscontrato è la compatibilità dei discorsi enunciati dai personaggi con il tempo di collocazione del romanzo. Il racconto si svolge a Monterotondo nel 1655. Ho apprezzato la volontà di emettere già dalle prime pagine due mappe che aiutano il lettore a comprendere la collocazione della storia e il ruolo di ciascun personaggio per non confonderne le vite.

Nonostante le famiglie protagoniste del racconto siano inventate, vi è una grande sorpresa: il racconto sembra davvero narrato da documenti storici. Infatti, più ci si addentra nella lettura, più ci si riesce a sorprendere dello studio che è stato apportato al romanzo. Non è stato lasciato nulla al caso. Tutte le domande che una persona può porsi durante la lettura, vengono risolute in maniera esaustiva. E’ inoltre notevole l’attinenza storica conessa alla Roma del XVII secolo, mostrando curiosi dinamiche tra i feudi e lo stato pontificio in quegli anni.

Vi è una enunciazione del potere sia del casato e sia dello stato pontefice. Vengono enunciate la donazione dell’uomo, in quel periodo, alla fede e alle ricchezze. La completa dedizione della donna nei confronti del marito e la forza dell’autorità dinanzi a prove incerte che possano condannare o liberare una persona.

Man mano che la lettura prosegue, vi è un incontro fra varie vite dei personaggi rendendo sempre più difficile capirne l’assassino e soprattutto il movente. Il finale non è scontato, anzi rende il lettore elettrizzato a scoprirne fino all’ultima essenza.

L’avvocato Corbet non passa inosservato negli ambienti della curia pontificia e viene inviato sotto falso nome a Monterotondo per le indagini, accompagnato dal gesuita di origini irlandesi Padre Seàn.

I due detective, l’avvocato Corbet e il Padre Seàn, nonostante la loro diversità di ragionamenti e di culto, riescono a conoscersi e a fidarsi l’un dell’altro fino a scoprire fino all’ultimo indizio per disporre sul tavolo il puzzle completo.


Pensieri personali del libro: La prima parte del romanzo ha una cadenza di mistero e indagine molto leggera, con una andatura piacevole fino alla seconda parte dove le situazioni iniziano a crescere, gli omicidi iniziano a diventare più misteriosi e il movente della scena inizia ad essere un grande punto di domanda fino alla sua scoperta.

Ci sono davvero molti colpi di scena, molti ragionamenti che fanno comprendere ciascun tassello e la figura del protagonista principale, l’avvocato Corbet, è davvero sorprendente.

Vengono narrati i passati dei membri della famiglia Tebaldi, il loro nesso con l’autorità ponteficia, l’amore che nasce e si frantuma, il dolore della perdita, l’ingiuria della popolazione e la desolazione della Madre.

Una maledizione si accanisce sulla famiglia Tebaldi, famiglia da poco elevata al marchesato che ha ottenuto tale titolo a spese della potente famiglia Barberini. La maledizione delle api.

All’inizio, come una sciocca, ho davvero iniziato a pensare che ci fosse una massa di api che volesse sterminare la famiglia Tebaldi, finché non ho compreso che tale maledizione è stata solcata come un’onda prepotente che ha permesso all’assassino di poter realizzare la sua vendetta, o la sua difesa.

«Ditemi, quali forze si sono scatenate? Chi non se ne è mai andato?» La strega si voltò lentamente e lo squadrò con occhi inespressivi. «L’anatema ha già colpito e presto, di loro, non resterà che una manciata di cenere…»

«Ricorderò per sempre le sue ultime parole: ‘Non lasciarti scoraggiare dall’uso che si fa della Legge perché il trionfo della verità sarà la tua vittoria.’ Ed è per questo che io mi batto ora, e mi batterò in futuro perché la Giustizia prevalga sempre. Io non difendo i deboli e gli inermi, difendo le vittime dell’iniquità. Ho orrore della tortura e ne rifiuto l’impiego, perché ho visto i suoi effetti tremendi su mio nonno, la persona che mi ha cresciuto e che più di tutti mi ha insegnato i valori della vita, i pilastri su cui si poggia la mia coscienza.»

Quello che mi ha davvero piaciuto del romanzo è che vengono narrati di personaggi storici realmente esistiti, i latinismi, francesismi e parole di dialetto irlandese che caratterizzano l’epoca.

C’è un grande studio dietro a questo romanzo. Lo sfondo storico di riferimento è perfettamente inserito e bilanciato dall’autore che con termini semplici permette di assaporare la giusta atmosfera del tempo- 1655- , senza perdere di vista l’impronta del romanzo giallo e senza divenire “scontato”.


Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

Voglio ricordarvi che questo è il primo romanzo dell’autore, quindi per me è stato davvero molto intenso e piacevole.

Sono davvero entusiasta ed elettrizzata per il libro che ho appena concluso di leggere e recensire. Non è semplice trovare autori emergenti così validi. Consiglio vivamente questo romanzo e spero oltretutto che avrò la possibilità di leggere il secondo volume intitolato “La quarta e la quinta“. Ringrazio infinitamente Luca Vanoli di avermi resa partecipe di questa lettura e di avermi proposto un libro che mi ha fatto rimanere incollata alle pagine per giorni.