Sabriel – Garth Nix

Siete in cerca di un ricco fantasy autoconclusivo, ma vi faccia viaggiare in luoghi lontani e oscuri?

Allora Sabriel di Garth Nix fa al caso vostro, edito dalla Fazi Editore.

Incluso nella lista di «Time» dei migliori cento libri young adult di sempre, Sabriel è uno straordinario viaggio di formazione in un mondo pieno di magia e mistero, dove le forze magiche circolano libere e il confine tra la vita e la morte è sempre più labile.

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Trama:

Garth Nix, stella del firmamento della letteratura fantasy, torna in libreria con Sabriel, il primo capitolo della trilogia del Vecchio Regno: ormai un grande classico.

Sabriel studia in un prestigioso college per sole ragazze non lontano dal Muro che divide il territorio di Ancelstierre dal magico e pericoloso Vecchio Regno, dove suo padre ricopre la carica di Abhorsen, il protettore che ha il compito di impedire ai morti di tornare nel mondo dei vivi. Da quando la famiglia reale è decaduta, i morti sono diventati sempre più forti e intrepidi, minacciando di sopraffare l’intero regno. Quando il padre di Sabriel viene imprigionato nel mondo della Morte da una pericolosa creatura, la ragazza si mette in viaggio per salvarlo. Lungo la strada, troverà come compagni di viaggio Mogget, un antico spirito costretto nella forma di un gatto bianco, e il giovane mago Touchstone, che verrà liberato da un incantesimo durato decenni ma rimarrà intrappolato sotto il peso di dolorosi ricordi. Ogni passo nelle profondità del Vecchio Regno li avvicinerà a minacce mai viste prima, che costringeranno Sabriel ad affrontare il proprio destino in una battaglia con le vere forze della vita e della morte. Chi proteggerà i vivi quando i morti torneranno?

Cosa ne penso?

L’arma potente di Garth Nix è la realizzazione di ambienti particolari che fanno immergere il lettore in tempi lontani e in mondi pieni di ombre e magie.

Sabriel è un fantasy da non perdere, se siete in cerca di qualcosa che possa catturare la vostra attenzione e ridere, contemporaneamente, per le battute comiche che vengono scambiate tra i personaggi.

Sabriel è una ragazza di diciotto anni che si ritrova con un grande potere fra le mani. Viene inseguita da temibili nemici e la sua vita e le difficoltà che dovrà affrontare non saranno semplici.

All’inizio pensavo che fosse il classico fantasy che ripeteva delle nobili gesta di una ragazza troppo sempliciotta che potesse sconfiggere qualsiasi male, ma man mano che ci si addentra nella lettura in realtà si viene travolti dalla amarezza dei sentimenti della ragazza e dalle difficoltà di prendere la decisione giusta nei momenti di sconforto e difficoltà.

E’ una ragazza forte e determinata, con la testa sulle spalle ed è intelligente. Nonostante la sua inesperienza e il grande carico che gli è stato tramandato da suo padre, cerca di gestire i nemici e i suoi obiettivi in maniera sorprendente.

Sabriel e suo padre hanno un marchio di magia particolare e potente perché possono comunicare con i morti e i dannati dell’Antico Regno. Solo loro possono affrontare queste creature e rimandarle alle porte della morte.

Tutto cambia durante il primo semestre della scuola di Sabriel, in quanto suo padre, l’Abhorsen, scompare e Sabriel viene involontariamente promossa all’Abhorson. Albhorsen è un titolo, un marchio, un segno identificativo.

Nonostante la grande maestria di scrittura, che non stanca mai l’occhio a continuare a leggere e la grande presa fino a metà libro… ho notato un calo.

Un sottotono di ambientazione ed eventi che si sono tramutati in evoluzioni troppo veloci che mi hanno fatto chiedere “questa cosa quando è successa?

Se non fosse per queste particolarità, avrei promosso il libro ad ottimi voti.

Boys Run the Riot

La StarComics ci sforna sempre dei titoli imperdibili e anche questo titolo ‘Boys run the riot‘ è una storia da custodire nel cuore.

Composta da solo quattro volumi con una magnifica box, ci immergeremo in una storia di identità di genere, alla ricerca della propria espressione di libertà e un forte coraggio e determinazione per far ascoltare alla società la propria voce.

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Trama: 

Ryō sa di essere transgender, ma non ha nessuno con cui confidarsi riguardo alla confusione che prova; non può dirlo a sua madre, che gli chiede in continuazione il motivo per cui si veste da ragazzo, e di certo non può dirlo a Jin, il nuovo studente trasferito che sembra essere un bullo. L’unico momento in cui si sente a proprio agio è quando indossa i suoi vestiti preferiti: solo allora il mondo intorno si dissolve e rimane solo la sua personalità.
Un giorno, mentre fa shopping, Ryō vede qualcosa di inaspettato: Jin sta comprando gli stessi vestiti che tanto ama. I due si incontrano e decidono di creare insieme un proprio marchio di abbigliamento per aiutare tutti a sentirsi a proprio agio. Alla fine, Ryō ha trovato qualcuno con cui aprirsi ed essere se stesso.

Boys Run the Riot

Cosa ne penso?

Come si può spiegare a parole un mondo in cui la gente lotta ogni giorno per mostrare alla società che le persone hanno mille sfumature e non è tutto bianco o nero?

Boys run the riot è una storia di coraggio, di ammirazione, di presa di potere verso se stessi e verso il proprio futuro.

Ryo è un liceale rinchiuso in un corpo di una donna. I suoi pensieri e i suoi sentimenti vengono denigrati dalla gente circostante perché non riescono ad andare oltre a loro stessi. Ryo combatte a modo suo questa visione così superficiale che la gente ha del mondo, cerca di trovare la sua ancora per tornare in superficie e respirare l’aria limpida della libertà.

Tutto inizia da liceali che vivono nella loro bolla incompresa, nelle loro passioni discriminate, nella loro apparenza che viene criticata, nel loro corpo che scompiglia i loro cuori.

Inizia da un dolore che cerca di trovare la sua strada verso la luce, verso il senso di accettazione, verso l’uscita da questo mondo così rude e crudele.

Boys Run the Riot

Ryo e Jin diventano amici, due personalità opposte che si trovano a guardare il cielo nello stesso punto e vogliono puntare a rendersi liberi ed esporre a tutti i loro pensieri. Una battaglia che cerca il nome di libertà, una battaglia che trova la sua voce in un brand di vestiti.

Una storia che inizia già dalla prima pagina a toccare tematiche LGBTQ+ ma non solo, il contesto dell’accettazione di un liceale nella scuola, l’osservazione di come anche i professori a volte non sentono questo senso di responsabilità nel creare un ambiente in cui una persona possa svilupparsi a suo agio.

È un mix di emozioni e di insegnamenti importante.

La battaglia più dura è quella verso se stessi e Ryo, ma non solo lui, riesce a raffigurare esattamente queste lacrime che vengono versate.

La legge del più forte riesce a schiacciare i più deboli, ma proprio quei deboli ribalteranno la situazione e diverranno forti.

I disegni dedicati alle espressioni dei personaggi è ciò che mi fa amare ancor di più questo manga. Non è solo una storia che trova spazio e contesto in una tematica così importante e presente nella nostra società, ma cerca proprio di mettere a nudo gli occhi dei personaggi e le loro emozioni.

Sono rimasta incantata anche dal coraggio della professoressa di basket che nonostante i suoi colleghi decifrano Ryo come “una ragazza che si isola” non si sofferma alle apparenze, ma cerca di trovare una scorciatoia che possa farla avvicinare alla sua voce.

Boys Run the Riot

I contesti in cui ci troviamo, ognuno di noi, a combattere ogni giorno non necessariamente devono essere uno uguale all’altro, ma a modo proprio ognuno combatte ogni giorno una battaglia.

Non denigrare gli altri per come appaiono, per come si vestono, per gli hobby che amano, per quello che provano, per i loro sentimenti fragili e delicati o semplicemente per le loro idee. 

Sii dinamico, guarda l’orizzonte e comprendi che dentro ciascuno di noi si nasconde un universo di meraviglie e quelle meraviglie hanno bisogno di uscire allo scoperto e di essere apprezzate, amate, accettate e coccolate.

UNTIL I MEET MY HUSBAND

E’ giunto in Italia un nuovo e imperdibile volume edito StarComics che vi farà riflettere su tematiche importanti per il nostro oggi e domani, ma anche che accenderà dentro di voi quella speranza di combattere per i diritti e per l’amore.

La storia autobiografica di Ryosuke Nanasaki, attivista gay giapponese che da diversi anni si batte in prima linea per i diritti della comunità LGBTIQ+, incontra le matite di Yoshi Tsukizuki, mangaka molto apprezzato per le sue produzioni BL, per regalarci delle pagine dal grande valore emotivo e sociale. Un volume unico assolutamente imperdibile!

Trama:

“Sei un uomo, non posso fidanzarmi con te”: la cruda verità arriva come uno schiaffo per il protagonista di queste vicende, un ragazzo come tanti in cerca dell’anima gemella, alle prese con il primo amore sui banchi di scuola, la prima volta su un sito di incontri online, l’eccitante esperienza di andare a convivere con la persona amata, ma che tuttavia dovrà scontrarsi con un muro di incomprensione che lo costringerà a lottare come pochi per poter realizzare il suo sogno.

Cosa ne penso?

La StarComics ci ha deliziato non solo del manga, ma anche del romanzo. Una storia che cambierà una piccola parte di noi a fine lettura e lascerà tanta voglia di far qualcosa per i diritti e si accenderà la voglia di combattere per un domani libero.

Un domani free senza limiti e senza sentirsi ‘non normali’, dove l’amore è amore in ogni luogo e tempo e che non deve esserci questo senso di smarrimento verso i propri sentimenti, ma bisogna coglierli e abbracciarli.

“Se fossi davvero un bambino ‘normale’ non ci sarebbe stato bisogno di aprire un dibattito sulla mia normalità”

È uno dei pensieri più dolorosi che una persona possa elaborare verso se stessa.

Until I Meet My Husband

Esattamente che cosa intende la gente per “normalità”? 

Potremmo aprire un dibattito che duri per giorni o per mesi, ma non arriveremmo mai ad una conclusione o meglio dire, ad una definizione, che possa compiacere tutti.

“Sei un uomo, non posso mettermi con te”

La cruciale verità che mette alle spalle un cuore innamorato di una persona dello stesso sesso. I pensieri che annebbiano i sentimenti, la voglia di essere qualcuno di diverso, il desiderio di voler vivere come le altre persone che non si cruciano di queste “problematiche”. Questi sono i pensieri di Nanasaki. 

Until I Meet My Husband

Un ragazzo che semplicemente si innamora, prova attrazione, prova dei sentimenti ma si sente dannatamente sbagliato proprio perché li prova.

Un percorso verso l’accettazione di se stessi che incontra tanti ostacoli, tante rocce da spostare e da distruggere. 

Until I meet My husband” non è solo un manga, non è solo un romanzo che dimostra ancora una volta quando si cerca di combattere le proprie realtà, ma è un percorso contro i pregiudizi della società e alla scoperta della propria anima gemella.

“Forse un giorno ci sveglieremo in una società dove le minoranze sessuali avranno il giusto riconoscimento”

Un’opera biografica che splende di un messaggio da cogliere e custodire nel nostro cuore. Dobbiamo combattere affinché l’amore sia amore, indipendentemente dal sesso e da qualsiasi altra caratteristica. 

Until I Meet My Husband

Padri

Se siete in cerca di un romanzo che vi tenga sulle spine e che vi tenga compagnia in queste sere in cui si sta avvicinando l’estate, volete leggere qualcosa di particolare e di diverso, qualcosa di profondo e che mi trasmette delle emozioni allora continuate a leggere questa recensione.

Padri” di Giorgia Tribuiani edito dalla Fazi Editore, è una scoperta da non farsi sfuggire.

Trama:

È un pomeriggio di primavera quando, con lo stesso corpo e la stessa età del giorno della propria morte, Diego Valli risorge. Si risveglia sul pianerottolo di quello che era stato il suo appartamento, tira fuori le chiavi, prova a infilarle nella serratura ma si trova faccia a faccia con il figlio Oscar, lasciato bambino e invecchiato ormai di oltre quarant’anni. Da qui, ha inizio una vicenda di riconciliazioni e distacchi, una storia intensa e sincera sul rapporto tra padri e figli e sulla necessità del perdono.
Una volta riconosciuto il padre, Oscar affronta il comprensibile straniamento aggrappandosi alle incombenze della quotidianità, mentre Clara, sua moglie, non crede al miracolo e si oppone all’idea di ospitare in casa uno sconosciuto. A complicare le cose, si aggiunge l’arrivo di Gaia, la figlia della coppia, che torna nella città natale per trascorrere le vacanze. Di nascosto dalla madre, che è spesso via per lavoro, Gaia finalmente ha l’occasione di conoscere suo nonno: un uomo profondo, amante della musica, più simile a lei di quanto sia mai stato suo padre. Oscar, al contrario, scoprirà aspetti di Diego che non pensava gli appartenessero.
Dopo il perturbante e vertiginoso Blu, Giorgia Tribuiani torna con un romanzo dalla prosa tesa e accattivante che si appunta su una storia a tre voci di rabbia e dolore, parole non dette e seconde occasioni. Una riflessione sulla famiglia dalla trama originale in bilico tra realtà e impossibile per un’autrice che, come poche, sa scavare nell’animo umano per far emergere il rimosso e stimolare la comprensione con uno stile personale notevole e a tratti sorprendente.

«Padri testimonia come in minime storie possono rivelarsi spazi immensi. Un libro d’amore in senso largo, come accettazione e accoglienza dell’altro, quindi comprensione dell’umano al di là del proprio perimetro individuale. Certo c’è anche di più: la voce del perdono, la generosità di offrire sempre altre occasioni di fronte alla mancanza, all’assenza, ai sempre possibili errori che accompagnano i giorni che ci sono dati. Alla fine, verrebbe solo da dire, da parte di chi scrive come di chi legge: non è niente, è la vita soltanto».
Remo Rapino

Cosa ne penso?

Una volta che si inizia questo romanzo è impossibile fermarsi, ogni parola ti porta a leggere quella successiva fino a terminare il libro.

Sicuramente è una storia molto suggestiva, tra l’altro parla di un salto temporale molto particolare e dei personaggi che con il loro carattere così spontaneo e loro pensieri così reali, vi faranno venire i brividi.

Parla di occasioni perse, di occasioni recuperate, di opportunità nuove e di conoscenze da non abbandonare. Difficoltà che ci potrebbe essere di fronte ad una perdita per poi essere catapultati in una realtà in cui quella perdita appartenente a passato, di quel corpo che prima giaceva in una bara e adesso è vivo e vegeto di fronte a te e ti sta salutando.

Spiegato in questa maniera molto superficiale penserete che in realtà questo romanzo rientra particolarmente del genere thriller e non in una narrativa, ma è qui che vi state sbagliando.

In realtà è semplicemente una riflessione inerente alle relazioni che intercorrono all’interno della famiglia, tra madre e padre, tra madre e figlia, tra figlia e padre, tra padre e padre. Un romanzo che si alterna fra impossibilità in realtà, tra illusione e pazzia, tra opportunità e fragilità.

La scrittrice realizza una narrazione molto veloci, non si sofferma in realtà molto sui particolari o sugli ambienti circostanti ma cerca di affrontare questa tematica e questa storia in maniera molto confidenziale con il lettore.

Infatti non troverete dei simboli che annunceranno una conversazione, ma troverete un testo compatto che scorre velocemente, che i vostri pensieri iniziano essere coordinati in simbiosi con la lettura che state affrontando.

I personaggi sono sempre in cerca del contatto, dell’amore, di sentimenti puri e reali che non vengono distinti e combinati con i sogni. Cercano qualcosa di concreto a cui acchiapparsi e affidarsi.

Il tutto nasce con una classica famiglia composta da madre, padre e una figlia universitaria che ogni tanto decide di tornare a casa a fare compagnia ai suoi genitori. Un giorno però, sentiranno bussare alla porta e una volta aperta, si trovarono di fronte un signore che ha lo sguardo confuso, convinto che quell’appartamento fosse la sua abitazione per poi scoprire che in realtà non è così.

Si potrebbe pensare che sia un ubriacone, già qualcuno che sta giocando un brutto scherzo ma osservandolo bene quell’uomo davanti alla porta è Diego Valli, il papà di Oscar, deceduto parecchi anni prima quando Oscar aveva solamente otto anni.

“Padri” incalza perfettamente il rapporto morboso, classico, pieno di fragilità e di emozioni particolari struggenti che possono vivere all’interno di una famiglia. Le difficoltà, i litigi, le verità.

Questo titolo lo consiglio per chi vuole approfondire la tematica della famiglia, dei rapporti che intercorrono tra un soggetto all’altro, delle verità nascoste o delle verità che pensiamo di conoscere.

Boy meets Maria

È arrivato un italiano uno volume assolutamente da non perdere, edito dalla StarComics il suo nome è ‘Boy meets Maria‘.

Un volume che quando lo concluderete vi farà sentire vuoti, vi farà scendere delle lacrime, vi arricchirà l’anima.

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Trama:

Taiga Hirosawa è uno studente quindicenne scapestrato al suo primo anno di scuola superiore. Un giorno, assistendo alla performance del club scolastico di teatro, rimane affascinato da una talentuosa ballerina e attrice…salvo poi scoprire che in realtà è un lui!

Cosa ne penso?

Boy meets maria è drammatico, ironico, educativo.

Boy Meets Maria

Un mix di atmosfere che ti aiuteranno ad affrontare due tematiche chiave molto strong che può turbare la sensibilità di alcuni lettori.

Se non vuoi piangere durante la lettura, se non vuoi affrontare qualcosa di particolare ma hai bisogno di immergerti in qualcosa di tranquillo allora non iniziare questo titolo.

A fine lettura ho sentito i miei sentimenti turbati. In realtà era come se dentro di me si fosse creato una barriera di lacrime che veniva stimolata da attimi di gioia.

Nel centro della lettura, nel momento più profondo, ho sentito il mio cuore spezzarsi. Ho pianto. Un pianto quasi liberatorio per me e per la situazione dei protagonisti.

Mi è già capitato nel tempo, di leggere storie che raccontassero di persone “indefinite” e ogni volta sento una forte empatia nei confronti dei loro sentimenti perché mi pongo tante domande a cui da sola non so darmi una risposta.

Boy meets maria è così. Una ventata gelida di bellezza ma anche di oscurità.

Boy Meets Maria

Un racconto frammentato che permette di ricostruire l’anima di Taiga e di Yu, le loro lotte interne, i loro valori, le loro evoluzioni.

I supereroi. Sono sempre stati un punto di riferimento per i bambini e quando si vuole diventare uno di loro a volte si trova tanto orgoglio che nel momento in cui quel sogno ti viene infranto, ti senti vuoto dentro.

Questo è Taiga, un ragazzo cresciuto osservando con occhi luccicanti i supereroi dei cartoni, con una idea ben precisa in testa di voler difendere la persona a lui cara.

Dall’altro lato abbiamo Yu, soprannominato “La grande Maria” che con grande agilità riesce sia a danzare con grazia e femminilità e a ricoprire nella recitazione, i ruoli femminili.

Boy Meets Maria

Il suo passato tumultuoso, angosciante. Una strada piena di detriti che hanno lacerato piano piano il suo essere, ma che grazie alla carica di coraggio e di vitalità di Taiga, riuscirà a scoprire nuove parti di se stesso che non abbandonerà mai più.

Boy meets maria è la prosa del coraggio, vorrei così definirlo.  

Non è solo una lettura forte, come ho detto precedentemente si alterna anche in attimi di ironia e commedia. Nello sfondo troveremo i compagni di classe che si sentono turbati da come etichettare Yu. 

Questo ci fa comprendere come nella società la gente da molto valore, sbagliando, a come etichettare qualcosa o qualcuno … ma la cosa fondamentale non è essere noi? Io sono io, e va bene così. 

Posso essere anche un magnifico unicorno, non importa. 

Qui, nel contesto, c’è un messaggio educativo che suona a grande voce “A Yu piacciono le torte”. Detto così sembra una frase senza senso, ma in realtà nel contesto discorsivo in cui si dilaga ha un forte impatto emotivo.

Taiga sta spiegando ai suoi compagni che Yu può essere quello che vuole, una ragazza o un ragazzo, ma non cambierà il fatto che è la persona che decidere di essere.

Troveremo anche i due amici di Taiga che ci aiuteranno a smorzare la situazione tra una risata e l’altra, potrei definirli due comici di grande vedute che cercheranno di smuovere le acque e far capire a Taiga di cambiare modo di vedere le cose.

Maria, Yu. Indipendentemente dal ruolo che vuole ricoprire nella sua vita, si trova ad affrontare un passato che con forza gli ha imposto dei vincoli. 

Per favore, amate le persone per quello che sono e non per quello che voi vorreste che siano.

Che siano uomini o donne o genere indefinito, non importa. Ognuno è splendido a modo suo Boy Meets Maria ci educa in questo.

In cucina con i bento dello Studio Ghibli

Siete gli amanti della cucina giapponese ma non sapete mai come creare quei gustosi piatti a casa vostra? Allora non potete perdere assolutamente questa nuova edizione della Kappalab con le magnifiche ricette con dei disegni davvero molto particolare che stuzzicano sia la creatività non che anche l’acquolina.

Trama:

Dal norimaki di pollo allo tsuta age di gamberi, dal teriyaki di zucca all’asazuke di ravanello, dal nori daikon mochi ai gyoza, fino al kabayaki di sgombro, tante ricette di cucina giapponese per creare bento originali ispirati ai personaggi dello Studio Ghibli di Hayao Miyazaki e Isao Takahata.

Con la parola bento si intende comunemente quello che in occidente viene considerato il “pranzo al sacco”. Più nello specifico, con la parola bento viene identificata la scatola stessa in cui sono inserite le pietanze che devono essere consumate fuori casa, al lavoro o a scuola, ma anche il cibo in essa contenuto.

In questo libro ci occuperemo di una categoria di bento molto particolare: i kyaraben o charaben (bento dei personaggi) dedicati agli indimenticabili protagonisti dei film dello Studio Ghibli di Hayao Miyazaki. 

Da il mio vicino Totoro a Ponyo sulla scogliera, da Principessa Mononoke a Il castello errante di Howl, tutti i cartamodelli e le ricette giapponesi per imparare la famosa arte del bento.

Cosa ne penso?

A fronte delle 144 pagine contenute in questo libro, possiamo trovare tantissime ricette che smuoveranno la nostra creatività e non che anche il nostro stomaco.

Se volete assolutamente riprodurre quei magnifici piatti gustosi ma soprattutto con una grande creatività come raffigurazione dei vostri personaggi preferiti dello studio ghibli, tanti gusti e tante salse da poter assaporare comodamente dalla vostra cucina allora non potete assolutamente non sfogliare questo magnifico libro pieno di illustrazioni.

Già la copertina ci presenta una estetica e un design davvero molto curato e assolutamente da avere da nostra libreria.

Partendo già dalla prima pagina possiamo osservare che abbiamo di fronte annoi un sommario composto da una introduzione, il ricettario, i Bento dello studio ghibli con una grande vastità di ricette.

A pagina cinque e troviamo subito il bento e le sue origini quindi a fronte di vari disegni che accostano il lato destro del testo, possiamo trovare la parola Bento come viene scritta, cosa significa, quali sono le sue origini, qual è l’utilizzo dello hoshi-ii, E soprattutto viene spiegato che in queste pagine ci si occupa delle varie categorie di bento molto particolari.

procedendo con la nostra bellissima lettura possiamo trovare la regola giapponese del 4.2.1, una piccola regola che spesso ritroviamo anche negli anime, come comporre il vento e quindi come creare anche figure dolcissime che vanno ad arricchire esteticamente il nostro piatto, come usare questo libro e il materiale e strumenti.

Le ricche informazione non si fermano solamente a questo perché vengono annunciati i personaggi ossia gli ingredienti da utilizzare, come modellare il riso, la frittata da disegno, i coloranti naturali quindi come creare il rosso, rosa o fucsia, l’arancio, il giallo etc.

Penso che la parte che più mi sia piaciuta è proprio il tutorial inerente alla creazione dei piccoli totoro sia quello di colore blu e sia quello di colore bianco.

La cosa interessante è che questo libro di ricette si sia particolarmente ispirato ed è dedicato ai vari film realizzati dallo studio ghibli:

  • totoro
  • nekobus
  • ponyo
  • marco
  • kaguya
  • jiji
  • san

E tantissimi altri titoli ancora! Possiamo essenzialmente osservare un rapporto fra i film più acclamati e i bento che si possono realizzare rappresentando i nostri personaggi preferiti.

Il nostro futuro – Bokura no Tsudzuki

Siete in cerca di un volume unico che mi trasmette emozioni particolari e li faccia rimanere sul filo del rasoio tra un’emozione e un sospiro per tutta la lettura?

Allora continuate a leggere questa recensione perché oggi sarà dedicata la nuova uscita della J-Pop, un volume unico Boy’ s love dal titolo “Il nostro futuro” comunemente ricordato come “Bokura no Tsudzuki”.

Finalmente anche Italia abbiamo Amamiya che prende spazio nelle nostre librerie.

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Trama:

Yousuke e Shuu si sono allontanati dopo un piccolo incidente avvenuto durante la loro infanzia. Anni dopo, a causa di alcune circostanze, Shuu si trasferisce a casa di sua nonna, che si trova nel quartiere dello shopping dove vive anche l’altro ragazzo. Yousuke cerca di stringere nuovamente amicizia con Shuu considerando che il giovane è sempre stato freddo con lui, finché un giorno Shuu inizia a esprimere i suoi sentimenti più apertamente.

Cosa ne penso?

Bokura no Tsudzuki” è una storia semplice e molto lineare, ma che riesce a trasmettere emozioni davvero forti che ci faranno intenerire per tutta la durata della lettura.

Il nostro futuro - Bokura no Tsuzuki

I nostri protagonisti si conoscevano fin dalla giovane età in quanto, Shuu si spostava da un posto all’altro a causa del lavoro di suo padre fino a giungere nella zona in cui la sua nonna e dove conosce Yousuke che per la prima volta vedendolo solo, lo invita a giocare a nascondino.

Purtroppo quella fu l’inizio della loro incomprensione che portò a non far parlare i due ragazzi per molti molti anni, finché un giorno Yousuke, con il suo modo di essere testardo decide di voler fare tutto per conciliarsi con la sua vecchia conoscenza ma questo porterà ad una evoluzione dovrò particolare della loro relazione.

Il nostro futuro - Bokura no Tsuzuki

Shuu e Yousuke iniziano a condividere piccoli pezzi della loro quotidianità, finché la loro compagnia non divento sempre più avvicinata e iniziano a scambiarsi anche piccoli pensieri e piccole paure. Il tutto viene colorato sia dai loro relativi animali che fanno da compagnia in questo contesto di evoluzione della loro amicizia e poi nella loro relazione d’amore, in quanto in un momento particolare si dichiarano l’uno all’altro nonostante questo inizio ha portato molto imbarazzo tra i due ragazzi.

Il nostro futuro - Bokura no Tsuzuki

Se vogliamo leggere una lettura fresca, se vogliamo sentirci a casa nel farci coccolare da una storia semplice senza troppe complicazioni ma molto lineare, con una vicenda che nasce e si evolve e finisce in un modo in cui i ragazzi cercano di pensare al loro futuro insieme, sicuramente questo è un titolo da non lasciarsi scappare.

Un punto super a favore per il recupero di questo manga e sicuramente i disegni, che sono davvero magnifici. Hanno una caratteristica molto particolare perché sono ben dettagliati sia nel viso che nella fisionomia dei nostri personaggi, gli animali come il gatto e il cane che accompagnano i nostri protagonisti sono davvero super carini e le vibrazioni che si riescono a percepire durante la lettura grazie anche all’ambiente circostante non che anche alla maturità dei disegni, è super positiva.

Sono super curiosa di scoprire altri volumi di Amamiya, che mi sento davvero molto affezionata ai suoi disegni e alle vibrazioni che riesce ad emanare con le sue storie.

Barbarities

Oggi vorrei parlarvi di un titolo che già dal suo annuncio mi aveva creato davvero tanta curiosità, vi darò in questa recensione anche degli ottimi motivi per recuperarlo immediatamente e non farvi assolutamente scappare questa storia che ha dell’incredibile.

Parlo proprio di “Barbarities“, il nuovo BL annunciato e portato in Italia dalla Magic Press!

Trama:

Tanto tempo fa, in una terra lontana, un uomo chiamato Visconte Adam venne incaricato di diventare la guardia del corpo di un Lord molto importante per il paese. Adam, che è bisessuale, rimane affascinato da Joel, nipote del Lord. Nel frattempo. il successore al trono di un regno vicino si innamora del suo aiutante…

Barbarities

Cosa ne penso?

Sono completamente attratta da questa storia con uno sfondo storico e con personaggi davvero maestosi.

Tra intrighi di corte e amori proibiti, abbiamo i nostri due personaggi: da un lato il nipote di Lord Montague dal nome Joel mentre dall’altro la sua nuova guardia del corpo Adam.

Parliamoci chiaramente, Barbarities non è il classico boy’s love dove la storia gira intorno ai protagonisti e non ha una vita ed essenza propria, bensì in questa trama possiamo notare che in realtà è come se noi stessimo difronte ad un film.

La storia ha un suo movimento, si evolve in maniera passionale, drammatica, ironica, sorprendente e di passo abbiamo anche i nostri protagonisti Joel e Adam che si muovono nel contesto, avendo dei propri pensieri e dosando in maniera interessante, anche le proprie azioni.

Non è una storia d’amore che si consuma in maniera semplice, infatti possiamo scoprire nel primo volume come il visconte e la sua guardia del corpo abbiano iniziato ad avvicinarsi, a confidarsi l’un con l’altro e anche ad allontanarsi.

E’ la prima volta che leggo qualcosa di Tsuta Suzuki e sono rimasta sorprendentemente appassionata, infatti non vedo l’ora che esca il secondo volume, delle vicende di questi tempi lontani con i suoi intrighi e con la bellezza non indifferente di Adam che è soprannominato un dongiovanni che miete vittime ovunque si posi il suo sguardo.

Possiamo osservare anche una crescita e una maturità da parte di Adam che da un dongiovanni passerà ad essere un uomo meno altezzoso o quantomeno più rigido con i propri sentimenti, perché comprende per la prima volta in vita sua, che i suoi pensieri sono occupati da un solo nome.

Barbarities

Dall’altro lato abbiamo Joel, un uomo giovane e di intelletto. Non si lascia scalfire dalle dicerie che girano per i nobili nei confronti del suo orgoglio, al ché possiamo anche durante la lettura notare che è un uomo solitario, poco influente nelle conversazioni sociali ma rende bene nel lavoro che ricopre. Infatti, egli di astuzia, comprende come tenersi sotto la buon’ala anche della Chiesa che è il nucleo essenziale della società in cui vivono.

I disegni di Tsuta Suzuki sono impeccabili. Aldilà della composizione delle tavole ben lineari e semplici da seguire, il carattere del suo disegno è lineare, semplice ma intenso che rimane impresso nella mente del lettore.

Mi sono davvero innamorata della particolarità visiva dei protagonisti, sono due bellissimi uomini che ritraggono le caratteristiche lineari del viso e della composizione del corpo degli uomini di quel periodo.

Barbarities

Adam nonostante la sua grandissima bellezza e la particolarità dell’avere i capelli biondi e lisci, dall’altro lato abbiamo Joel con i capelli corti, neri e ricci. Un meraviglioso contrasto e soprattutto possiamo notare che anche caratterialmente sono l’uno l’opposto dell’altro.

Barbarities è una storia che si compone semplicemente da quattro volumi, in realtà lo spesso del manga è ben corposo e devo dire che il rapporto qualità-prezzo è eccellente.

Quindi, recapitolando i buoni motivi per cui recuperare questa storia sono:

  • è composto solo da quattro volumi finiti.
  • la storia ha una sua evoluzione eccellente e non è messa a caso giusto per creare un contesto in cui si muovono i personaggi
  • i personaggi hanno un’ottima graduazione di evoluzione e inoltre non si affretta la storia nel primo volume, ma tutto viene dosato in maniera eccellente per appagare il lettore
  • il rapporto qualità e prezzo della Magic Press è ottimale, infatti abbiamo un volume abbastanza corposo a soli 7,90 euro.

A sign of affection

Sono davvero contenta che in Italia è finalmente giunta una ulteriore storia che da valenza e importanza la lingua dei segni, un intreccio fra romanticismo è un mondo particolare e silenzioso che ci permette di imparare tantissime cose dal punto di vista di chi è sordo.

Probabilmente quando sentite parlare di una storia che parla del linguaggio dei segni il primo titolo che mi viene in mente è ‘ A silent voice ‘, ma posso assicurarvi che questa nuova uscita è data dalla star comics è davvero meravigliosa. Nella sua particolarità di avere una storia un pochino più soft rispetto a quella che possiamo incontrare in A silent voice, possiamo osservare che all’interno del volume stesso Suu Morishita ti interessa anche spiegare la differenza delle due modalità del linguaggio dei segni presenti in Giappone.

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Trama:

Yuki è la tipica studentessa universitaria: la sua vita ruota attorno agli amici e ai social network. Ma è anche sorda dalla nascita. L’incontro casuale con Itsuomi, un amico di amici che studia nella sua stessa università, le fa battere il cuore. Però, nonostante Itsuomi sappia parlare tre lingue, quella dei segni non è tra queste. Riusciranno a trovare un modo per comunicare i propri sentimenti?

Cosa ne penso?

Siamo di fronte a una storia che ci mette a dura prova nel non piangere ogni tre secondi. Ammetto che sono particolarmente affezionata la tematica che viene trattata in questo shojo, in quanto penso che sia davvero importante promuovere uno sguardo particolare verso la lingua dei segni anche per interagire con le altre persone e farle sentire tutt’uno con il mondo.

A Sign of Affection

Questo titolo è sicuramente da recuperare per tutti gli amanti del romanticismo ma anche chi tende ad apprezzare dei manga che riescono a insegnare dei valori.

Yuki sorda dalla nascita, mentre Itsuomi parla tre lingue.

Il personaggio di Yuki mi fa davvero molto tenerezza, una ragazza che sapendo delle sue condizioni riesce comunque a viversi la vita nelle sue più particolarità e meraviglie che riesce a presentare, e anche un amico di infanzia che nonostante sappia parlare con il linguaggio dei segni, secondo la nostra protagonista, ogni volta tende ad utilizzarlo in maniera un pochino malvagia. Dall’altro lato abbiamo il personaggio più popolare e quello un po’ più sbarazzino in quanto gira sempre per il mondo, di nome Itsuomi.

Itsuomi, possiamo definirlo anche come un gentiluomo in età moderna, si interessa ad aiutare la nostra protagonista quando si trova in difficoltà nel dare dell’indicazione ad un turista, tra l’altro si assicura di parlare lentamente con il labiale affinché Yuki posso riuscire a decifrare le sue parole.

A Sign of Affection

Una storia che inizia con un incontro molto singolare, nulla di troppo eccentrico ma bensì semplicemente un aiuto in un momento più difficoltoso per la nostra protagonista, possiamo notare che lei già inizia ad avere dei sentimenti molto particolare verso il ragazzo e inizia ad ampliare anche il suo mondo di colori.

Infatti nonostante sia sorda e ammetta che da tutta la sua vita non ha mai sentito il suono, molto probabilmente i respiri che emette ogni volta che sta in compagnia di lui, iniziano ad avere dei colori.

A sua volta, Itsuomi, ha dei comportamenti molto dolci nei confronti della ragazza, infatti spesso dice che è splendida senza farsi capire e questo rende le situazioni un pochino particolare tra i due personaggi. Possiamo notare che è una persona molto vicina all’interesse del linguaggio dei segni, ma non solo, e un personaggio maturo e molto trasparente.

Il mondo di Yuki è un mondo ovattato, un mondo privo di suoni alti o bassi, un mondo dove vige il silenzio.nonostante la ragazza porta l’apparecchio sente un mix dei suoni senza riuscire effettivamente a decifrarli e tutte queste sensazioni di isolamento, di disagio, di distanziamento dall’ambiente circostante riusciamo a percepirlo appieno durante la lettura.

Sui disegni possiamo incontrare un carattere di disegno molto semplice, classico dei manga shojo, ma davvero molto simpatico in quanto si alterna tra linee più definite e quelle in cui si alternano delle figure più carine per rappresentare momenti di imbarazzo o di sorpresa. Inoltre c’è molta attenzione nel dedicarsi e sottolineare sia l’ambiente circostante, ma soprattutto ai gesti che vengono fatti dai nostri protagonisti e nell’importanza di sottolineare come l’oggetto ossia la tematica di questa storia e il linguaggio dei segni e come anche nel disegno viene data la sua prevalenza.

Sono davvero sorpresa di questo volume tra l’altro sono super contenta perché ho avuto una grande popolarità nel mondo mangagram straniero e quindi ogni volta ero super curiosa di conoscere questa meravigliosa storia. Adesso non vedo l’ora di leggere il secondo volume !

Call of the night

E’ in uscita una nuoca storia dalle tonalità dark e notturne, “Call of the night” di Kotoyama pubblicato in Italia dalla Jpop.

copertina

Trama:

Incapace di trovare soddisfazione nella vita di tutti i giorni e affetto da una grave insonnia, Yamori Kou inizia a girovagare da solo per le strade della città nelle ore notturne. Una sera, Kou incontra una strana ragazza, Nanakusa Nazuna, la quale si offre di aiutarlo a curare la sua insonnia invitandolo a dormire accanto a lei a casa sua. Tuttavia, ben presto Kou scopre che non si tratta di un semplice scambio a senso unico…

cosa ne penso?

Call of the night è uno shounen con qualcosa di particolare.

Una storia che già dalle prime pagine ci mostra la tendenza di Ko Yamori, un ragazzo di soli quattordici anni che ha lasciato la scuola per vivere la sua libertà notturna. Non si diverte né in casa, né fuori casa e non ha amici… ma una notte mentre era in giro per il quartiere incontra una strana ragazza che prende l’iniziativa di parlare con gli sconosciuti Nazuna Nanakusa.

Tra una battuta e l’altra i due si troveranno nella stanza di lei e si viene a scoprire che in realtà non è un essere umano, ma bensì un vampiro e spiegherà che anche se succhierà il sangue del giovane ragazzo finché egli non si innamorerà di lei, non diventerà un vampiro.

Call of the Night

Questa informazione così particolare e diversa rispetto ai racconti che girano intorno ai vampiri, fa sorgere il desiderio in Ko di innamorarsi di quella strana ragazza e viversi quella spensieratezza notturna come un vampiro, anzi, di diventare egli stesso un vampiro.

Call of the Night

Inizia così l’amicizia particolare tra l’essere umano e la vampira, ma entrerà in gioco a metà storia, un’amica di infanzia di Ko che cercherà di convincere il ragazzo a tornare a scuola.

La storia è molto semplice anche se divertente, i disegni sono freschi e ben composti. Non troviamo linee complesse, sguardi dispersivi, bensì una ottima raffigurazione della notte con le sue sfumature tra ombre e luce e due personaggi che con i loro caratteri particolari riescono ad entrare in simbiosi.

Mi aspettavo un incontro in circostanze più complesse, forse con qualcosa di più drammatico ma invece ci troviamo di fronte ad un incontro avvenuto normalmente, in una classica notte in cui i giovani non trovano rifugio nel sonno.

Le atmosfere sono normali, molto ‘soft‘ con nulla di troppo eclatante, salvo il rapporto che hanno i due personaggi in cui Ko si dedica ad essere il cibo quotidiano della sua vampira e lei, sarà oggetto del suo innamoramento.

Il personaggio di Ko, nonostante la sua tenera età, è un complesso di sentimenti inesplorati infatti egli stesso ammette di non comprendere cosa sia l’amore.

La vampiretta invece è una ragazza molto chiacchierona che, nonostante la sua parlantina, in realtà di fronte a qualche argomento si imbarazza facilmente e l’attività del ‘succhiare il sangue‘ da un corpo umano è più una tendenza a sfondo sessuale. Possiamo osservare dunque come viene mostrata la rappresentazione sessuale con uno sfondo più maturo.

Il primo volume avrà come oggetto solo ambientazioni notturne e ci mostra un po’ com’è la vita notturna e come una persona possa sentirsi libera da qualsiasi catena.

Probabilmente l’unica pecca che vorrei sottolineare è che non sono ben convinta del fatto che un personaggio maschio di soli 14 anni possa essere l’ideale per questo genere di storia, solitamente a quella età non si dovrebbe girar di notte in maniera tranquilla senza che i tuoi genitori se ne accorgano (?), tra l’altro viene solo espresso una volta in maniera veloce che i suoi genitori sono fatti così, questo mi fa sorgere dei dubbi, inoltre un’altra piccola particolarità negativa è che ad ogni inizio capitolo si ripete sempre una sorta di ‘sommario del capitolo precedente’ finendo per ripetere sempre la situazione in cui ‘Ko e Nazuna si incontrano, lei è una vampira e lui un umano. Per essere trasformati in vampiri bisogna innamorarsi del vampiro e dopo farsi succhiare il sangue e questo è l’obiettivo di Ko‘… direi che se sei andato avanti con il capitolo fino alla ottava notte è un po’ inutile rispiegare le cose basi della storia.