Recensione “L’amore malato”

Buongiorno lettori, oggi vi parlo di un libro tradotto dal francese all’italiano chiamato “L’amore malato” di Amélie Cordonnier ricevuto con grande entusiasmo dalla casa editrice Gremese che ringrazio profondamente.

L’amore malato di Amelie Cordonnier, giornalista e scrittrice francese che ha scritto una storia che affronta in modo diretto e reale un problema che riguarda tutti noi: la violenza verbale.

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Copertina: semplice
Titolo: L’amore malato
Autore: Amélie Cordonnier
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa, Romanzo
Trama: «LA VIOLENZA DELLE PAROLE È MENO GRAVE DEI PUGNI SOLO PERCHÉ NON LASCIA LIVIDI?» L’AMORE MALATO È L’ESORDIO LETTERARIO CHE HA CONQUISTATO E TURBATO MIGLIAIA DI LETTORI FRANCESI. PER SETTE ANNI HA CREDUTO CHE AURÉLIEN NE FOSSE FINALMENTE USCITO. E POI, SENZA PREAVVISO, UNA MATTINA DI SETTEMBRE, L’INCUBO HA RIPRESO VITA. AURÉLIEN, CHE PURE SOSTIENE DI AMARLA, HA RICOMINCIATO A VOMITARLE ADDOSSO INSULTI CON UNA VIOLENZA INAUDITA, DELLA QUALE HA RESO SPETTATORI ANCHE I DUE FIGLI. CADUTA L’ILLUSIONE DEL CAMBIAMENTO, DA QUEL GIORNO LEI HA PRESO L’ABITUDINE DI ANNOTARE LE OSCENITÀ E LE OFFESE CHE AURÉLIEN LE RIVOLGE, PER TENERNE TRACCIA E INSIEME PROVARE A DISINNESCARLE, NELLA PATETICA SPERANZA CHE VADANO A INCROSTARSI NELLE NOTE DELLO SMARTPHONE INVECE CHE NELLA SUA ANIMA. MA ORA, NON È PIÙ DISPOSTA A SOPPORTARE TUTTO QUESTO. RESTARE? ANDARSENE? IL 3 GENNAIO COMPIRÀ QUARANT’ANNI, E NEL DISPERATO TENTATIVO DI AGGRAPPARSI A QUALCOSA CHE LE DIA LA FORZA NECESSARIA, SI IMPONE DI PRENDERE UNA DECISIONE PROPRIO ENTRO QUELLA DATA. DUE SETTIMANE PER RIPERCORRERE I RICORDI, LE SPERANZE, LA DISILLUSIONE, NELL’IMMINENZA DI UN NATALE CHE A QUELL’ANGOSCIA AGGIUNGE LO STRIDORE DELLE INEVITABILI CERIMONIE FAMILIARI. CON UNA SCRITTURA NERVOSA E ASCIUTTA CHE MANTIENE UNA DISTANZA QUASI DOCUMENTARIA DAL RACCONTO – A PARTIRE DAL «TU» USATO PER LA PROTAGONISTA IN LUOGO DELLA PRIMA PERSONA SINGOLARE –, AMÉLIE CORDONNIER METTE IN SCENA LA STORIA DI UN AMORE MALATO. UNA DI QUELLE STORIE DI VIOLENZA CONIUGALE CHE DISTRUGGONO UNA DONNA PUR SENZA LASCIARLE LIVIDI SULLA PELLE.


Valutazione: È un romanzo che mette su pagine bianche e senza vergogna, la violenza verbale. Una violenza di ciò è facile esserne destinatari. Nella nostra società tante vite vengono distrutte da parole che sono pesanti come massi. Nella nostra vita almeno una volta abbiamo ascoltato parole che ci hanno lacerato l’anima.

È un romanzo dalla lettura scorrevole e forse. Una vera e propria denuncia a quelle parole dette da uomini e donne contro gli altri. “Sei troppo grassa” “Sei una merda” “Non vali niente”.

Dire che nella tua vita non hai mai ascoltato queste parole equivale a mentire a se stessi.

La donna protagonista del romanzo è sposata con un uomo che la violenta verbalmente ad alternanza. Come se fosse un valzer. Lei a volte lo giustifica, a volte lo accetta, a volte rimane zitta finché non riuscirà il 3 Gennaio ad andarsene. La sua vita non è legata solo al suo matrimonio instabile ma anche ai suoi due figli: Romane e Vadim, che in una maniera o nell’altra riescono a far comprendere alla madre che loro capiscono cosa succede nelle mure di casa.


Pensieri personali del libro: Aurélien non è un uomo solo violento. È un padre che ama i suoi figli, un marito che ama sua moglie, ma anche un uomo che disprezza la donna che ha al suo fianco. Non è ignaro delle sue parole. Lui sa, è cosciente e violenta consapevolmente la donna. Le chiede scusa con una mano e con l’altra le dice che è una puttana o una merda, o ancor peggio si mette a ridere davanti ai suoi stessi figli denigrando il fisico della moglie.

Bipolarismo? Forse sì. Forse è questa la causa del suo male? Eppure Aurelién per amore della sua famiglia va da uno psicologo, corre tre volte a settimana per dare libero sfogo al suo stress, ma questo non basta. Non basta neanche il giorno in cui Lei se ne va di casa.

La cattiveria di quest’uomo non ha una fonte di origine. Entra, nella loro vita, come il vento che accede alla casa tramite le finestre.

La protagonista nel bene e nel male, sa che deve fare una scelta : Resti o Vai via.

La forza e il coraggio del 3 Gennaio sarà oggetto di una grande battaglia che lei ha vissuto e ricordato.

Per sette anni la loro vita piena di insulti era stata messa in standby come se il marito stesse aspettando il momento giusto per incominciare con le sue volgarità.

La protagonista ha sempre fatto una lista di cose, e ora, anche di insulti e umiliazioni per osservare quanto poco tempo passasse da una frase accentuata da “sei una merda” a “sai quanto ti amo”.

Lei sperava che in quei sette anni Aurelién fosse guarito, come se fosse stato solo un raffreddore momentaneo che avesse travolto suo marito. Ma non era un semplice raffreddore, è una febbre perenne. Una febbre perenne di insulti e continui sbalzi di comportamento. Come se esistessero due Aurelién. Uno amorevole e l’altro che distrugge tutto ciò che lo circonda.

Lei ha una grande forza. Ci prova e ci ha sempre provato ad allontanarsi da quell’uomo, ma è innamorata. Innamorata così tanto da dare altre possibilità a quel mostro.

La violenza verbale non è meno aggressiva di quella fisica, non ha minora importanza e non è da sottovalutare.


Sistema di valutazione: ★★★★★ |

Questo è un Romanzo con la r maiuscola. Un racconto che tutti dovrebbero leggere e custodire nel cuore.

Recensione “Follia”

Buongiorno lettori, oggi vi parlo del titolo che la maggior parte di noi hanno letto e amato “Follia” di Patrick Mcgrath.

Personalmente non l’ho apprezzato come tante altre persone. Ho sempre desiderato leggerlo, sperando che le mie aspettative fossero soddisfatte, ma invece mi sono ritrovata con un libro che strutturalmente è ben realizzato e con una bella trama, ma con tanti punti di domande.

«Le donne romantiche, riflettei. Non pensano mai al male che fanno in quella loro forsennata ricerca di esperienze forti. In quella loro infatuazione per la libertà.»

Copertina: ho cercato prettamente questa copertina perché è l’edizione che più apprezzo
Titolo: Folli
Autore: Patrick McGrath
Data di rilascio: 1998 (questa edizione)
Genere: Classico, Narrativa
Trama: Una grande storia di amore e morte e della perversione dell’occhio clinico che la osserva. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la “follia” che percorre il libro è solo nell’amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell’occhio clinico che ce lo racconta.

Valutazione: Follia è un romanzo che si concentra sui disturbi mentali, o meglio ancora, psichiatrici. Viene raccontato, tramite il narratore nonché stesso psichiatra Peter Cleave, l’inizio della fine per Stella Raphael.

Chi è Stella Raphael? Stella è la moglie del dottore Max Raphael, uno psichiatra che lavora all’interno di una struttura. Sono sposato e hanno un figlio di none Charlie. Viene designata la classica famiglia felice con un posto di lavoro, ma qui le cose vengono sconvolte.

La classica routine della famiglia Raphael viene messa sotto sopra da Edgar Stark, un artista detenuto all’interno della struttura perché è ossessionato dalla paura di essere abbandonato da chi ama. La prima vittima di Edgar è stata sua moglie Ruth, uccisa e decapitata.

Stella diviene la vittima di Edgar in un amore fugace, ossessivo e spaventoso. Stella è pronta a mollare tutto, la sua veranda su cui osservava il tramonto, suo figlio e suo marito per seguire un innamoramento nuovo e inibitorio.


Pensieri personali del libro: “Follia” è un titolo che rientra nella categoria dei classici libri. Quei classici libri che la gente loda e ama. La questione è: si può porre un giudizio negativo senza sentirsi un pesce fuor d’acqua?

Questo romano mi ha sempre incuriosito, fin dai primi giorni che lo vedevo esposto nelle librerie o sul web. Era in coda lettura da troppo tempo, e solo ora sono riuscita a portarlo a termine.

Mentre lo leggevo non sentivo la foga di terminarlo. Non sentivo l’esigenza di andare alla pagina successiva, mi chiedevo solo ‘chissà quanto durerà’. Una frase straziante per un lettore, ma ancora di più per una persona che ama queste tematiche.

Il romanzo sembra, almeno all’inizio, concentrarsi sulla figura di Edgar. Sulle motivazioni che hanno portato questo uomo a distruggere la vita della sua defunta moglie. Il perché costruisce teste con l’argilla per mostrare al mondo la vera essenza della persona, che in realtà, lo tradisce e lo umilia, secondo il punto di vista di Stark.

Stark e il suo amore ossessivo saranno l’inizio della rovina di Stella, una donna dalla bellezza esaustiva che inizierà a perdere la concezione del mondo perché i suoi pensieri saranno concentrati e dedicati solo nei confronti del detenuto.

Qual è il mio giudizio? È un libro che alla sua ultima pagina mi ha lasciato con un grande punto di domanda. Perché? Perché alla fin fine, oltre gli scenari di depressione e di caduta negli inferi di Stella, non vengono spiegati i processi con cui i protagonisti sono caduti in questo vortice. Qual è stata la scintilla che ha fatto scattare l’ossessione sessuale di Stella per Edgar tanto da essere definita “animale” perché il suo odore era come quelle di una cagna in calore.

Qual è stato il momento in cui Stella ha compreso che in realtà lei non voleva essere aiutata da uno psichiatra, ma voleva continuare a scendere negli inferi del dolore e dell’amore per una persona nociva che la picchiava?

Viene solo narrata la storia dalla voce di Peter che riesce a mettere insieme i pezzi del puzzle tramite i racconti della stessa donna.

Forse questo mi ha deluso un po’, avrei voluto leggere il processo di annegamento e di solitudine della donna con l’accettazione del male.

Vengono spiegati come una persona che apparentemente sembra normale possa sviluppare una sorta di malattia associata alla depressione. Un distaccamento dalla realtà e dagli affetti fino a mutare ciò che la circonda.

Nonostante la brillantezza del racconto, mi spiace che non vengano spiegati i meccanismi di questo peggioramento. Cosa ha fatto scattare una ossessione in Stella? Come l’ha vissuta lei? Cosa ha portato, oltre la depressione e l’ossessività per un uomo che a suo malgrado l’amava in una maniera sbagliata, a fare un gesto così profondo?


Sistema di valutazione: ★★★ ☆☆ |

Non linciatemi. Sono molto sincera, mi aspettavo di più da questo classico e sono rimasta abbastanza delusa. La lettura è stata molto sforzata, il personaggio di Stella l’ho odiato e non vedevo l’ora di finirlo.

Recensione “L’ennesima involontaria inchiesta dell’ineffabile Di Tuccio”

Buona mattina cari lettori, oggi vi presento un Romanzo Giallo, a mio avviso molto soft. L’autore emergente è Valerio Tagliaferri che mi ha dato la possibilità di leggere e recensire il suo romanzo “L’ennesima involontaria inchiesta dell’ineffabile Di Tuccio“.

Potete acquistare il libro direttamente dal sito dell’autore cliccando qui.

Ciacco. L'ennesima involontaria inchiesta dell'ineffabile Di Tuccio (L'inconsapevole Di Tuccio Vol. 4) di [Valerio Tagliaferri]

Copertina: assolutamente no.
Titolo: “L’ennesima involontaria inchiesta dell’ineffabile Di Tuccio”
Autore: Valerio Tagliaferri
Data di rilascio:2020
Genere: Romanzo Giallo
Trama: Una morte così banale da diventare sospetta.
Una storia così drammatica da sembrare irreale.
Un personaggio pubblico così famoso da essere quasi invisibile.
Uno sconosciuto così misterioso da essere disperatamente indecifrabile.

Perugia, ancora una volta, torna ed essere la scena di un mistero letale nel quale l’inconsapevole Di Tuccio, come sempre, ci scivola inesorabilmente dentro.

Questa volta, nei meandri dell’antica città etrusca, il curioso esploratore dell’animo umano Corrado Di Tuccio, dovrà confrontarsi con la violenta risacca che esplode quando l’onda del passato si scontra contro quella del presente.


Valutazione: Il romanzo in questione è un giallo con sfumature di noir, con al centro del nocciolo una indagine e un mistero da risolvere. La scrittura è ben posta, forse avrei messo le virgolette anziché i trattini per le conversazioni e inoltre avrei preferito un altro tipo di font per la stampa. Certamente non apprezzo, invece, la copertina. E’ una lettura leggera e breve. Avrei inserito, magari, più sensazioni ed emozioni provate dallo stesso personaggio principale così da creare più atmosfere di suspence.


Pensieri personali del libro: Bisogna partire con lo spiegare chi è Corrado Di Tuccio: è un uomo solo. Dunque nel romanzo vengono richiamate anche le riflessioni sulla solitudine.

Di Tuccio è un uomo che si è lasciato con la moglie, ha un problema al nervo sciatico che lo costringe a fare lunghe passeggiate per contrastare il dolore e il suo hobby preferito è leggere sui diversi quotidiani le ultime notizie in fatto di cronaca.

Tramite il suo hobby è venuto a conoscenza di una morte alquanto bizzarra e singolare: un famoso personaggio pubblico è morto cadendo dalle scale. Il personaggio in questione è un famoso giornalista che per moltissimi anni ha condotto un programma in seconda serata che tratta ricostruzioni di omicidi.  Il nostro Corrado però, non è ben convinto che l’incidente sia avvenuto sotto queste forme di accidentalità.

Il romanzo si apre in due parti: a prima parte del libro procede con una più lenta e concentrato maggiormente sul personaggio Di Tuccio e sulla sua essenza, dunque hobby e vita quotidiana… questo permette al lettore di avere una chiara visione del personaggio e delle sue azioni. Nella seconda parte del romanzo invece abbiamo un’azione più movimentata, infatti Di Tuccio si troverà ad indagare su questa misteriosa caduta accidentale che ha portato alla morte un personaggio pubblico.


Sistema di valutazione: ★★★ ☆☆

ringrazio l’autore per la fiducia che mi è stata posta.

Recensione “La consistenza della Verza”

Buongiorno lettori! Vi parlo di un piccolo romanzo in collaborazione con la casa editrice bookabook.

Il titolo è “La consistenza della verza” di Bernardino Mattioli.

Potete acquistarlo cliccando qui.

«Siamo in mano a umori, istinti, scelte e rinunce. Siamo un suono soave e altre volte distorto. L’orecchio di chi ci ascolta lo decide, noi possiamo solo insistere nel crederci o arrenderci se abbiamo sonno.»

Copertina: semplice che riesce a trasmettere con chiarezza la libertà dai pregiudizi
Titolo: La consistenza della verza
Autore: Bernardino Mattioli
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa
Trama: Quando Girolamo investe l’ex compagna Elena e i suoi due bambini avuti con un altro uomo, la sua vita cambia per sempre. Da quel momento il suo passato, composto da eccessi e superficialità, viene sostituito da un presente pieno di dolore, menzogna e tanta incertezza. Un dubbio agita la sua mente: quella dell’amore della sua vita è stata una morte accidentale o un’uccisione premeditata? Nemmeno lui conosce la verità.
Giorno dopo giorno la sua mente si fa più instabile: ogni ricordo diviene labile, inafferrabile. A trentasette anni e con un ergastolo da scontare, Girolamo cerca ossessivamente il senso dell’esistenza, nel disperato tentativo di capire come rimettere sui giusti binari la sua vita.
Ma il senso dell’esistenza non è unico e immutabile. A volte il senso dell’esistenza bisogna costruirselo da soli.


Valutazione: La scrittura di Bernardino è scorrevole, semplice e molto ironica. Viene narrato il racconto con grande “nonchalance” e con un tono confidenziale. Riesce a mettere a nudo il personaggio, facendolo affrontare con la realtà e con i ricordi. Far porre tante domande tante quante risposte. Durante la lettura si riesce a percepire alcuni disagi di Girolamo che vengono condivisi dallo stesso lettore. È come una lettura che si riflette, senza cattiveria, verso di noi.

Il tema centrale che viene percorso è sopratutto il nucleo della nostra civiltà, i pregiudizi, la inconsapevolezza delle azioni e la ipocrisia.


Pensieri personali del libro: È un breve romanzo di novanta pagine che parla della vita di Girolamo da dietro le sbarre del carcere. Perché è in carcere? Perché ha investito la sua ex compagna Elena e i suoi due figli avuti con un altro uomo.

Girolamo si pone tante domande e poche risposte, ha un figlio adottivo di colore che si chiama Severino che lo accusa di averlo adottato solo perché così facendo Girolamo possa redimersi.


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto.

Grazie mille alla Casa Editrice Bookabook per questo dono.

Recensione “Storia improbabile di un nerd”

Buongiorno lettori oggi vi voglio parlare di un libro fantasy di uno scrittore emergente, Elia Migliozzi ( su instagram: @eliamigliozziofficial)

Potete acquistare il suo scritto su Amazon cliccando qui.

Storia Improbabile Di Un Nerd di [Elia Migliozzi]

Copertina: Molto particolare
Titolo: Storia improbabile di un nerd
Autore: Elia Migliozzi
Data di rilascio: 2019
Genere: Fantasy
Trama: Ryan è un nerd incallito, uno studente svogliato di Medicina e Chirurgia e un appassionato di videogiochi. Da ormai molti anni ogni notte sogna sempre la stessa donna, una ragazza triste ma allo stesso tempo speranzosa, il suo nome è Aesdeth. E quando il sogno diviene realtà, la sua vita cambia davvero. Tra angeli e demoni inizia un viaggio avventuroso dove niente è come sembra. Un romanzo visionario e con una gran verve ironica, decisamente molto “cool”, dove l’eterna lotta tra bene e male e la loro inscindibilità, il concetto di personalità che nega la natura di un essere: “Non per forza un demone è cattivo ed un angelo buono: è parlando con loro ed ascoltandoli che si rivelano veramente per quello che sono”, ma sopratutto il salto nel vuoto spinti solo dall’amore, ne fanno un’opera godibile e brillante.

Valutazione: Il racconto è molto interessante, ricco di avventura e sorprese. È un racconto che si concentra soprattutto su due figure: angeli e demoni. Nella trama possiamo leggere di angeli e demoni, ma non solo! L’autore ha avuto una grande capacità di intrecciare miti e religioni differenti: angeli, demoni, dei dell’olimpo, mitologie varie. La trama ci parla di angeli e demoni, della lotta eterna che esiste tra le due fazioni.

L’autore è molto concentrato sul racconto, molto prolisso, ma si è preoccupato poco di definire sentimenti e gli stati d’animo di ciascun personaggio, non permettendo al lettore di influenzarsi immedesimarsi nella storia.

Avrei preferito riuscire a individuare all’interno delle varie conversazioni più caratteristiche personali di ciascuno personaggio. Ho notato che durante la lettura si presenta molto spesso la voce narrante che entra in gioco per mostrarsi ed esprimere i suoi pensieri.

In alcune frasi di conversazione c’è una interlocuzione troppo quotidiana o troppo inverosimile espressa da un angelo o da un demone come per esempio l’utilizzo costante di termini come “Uffa… Oddio..”

Suggerirei una revisione veloce per verificare l’assenza di virgole e soprattutto per modificare alcune frasi. es. “A..A…A…ANGELO?” E’ preferibile scrivere “Angelo?” disse in maniera balbuziante.

Elia è molto bravo a descrivere la fisionomia degli individui, dei luoghi, delle battaglie ma avrei voluto comprendere maggiormente le sensazioni di paura, disagio, vittoria che intercorrono negli eventi.

C’è un grande miglioramento, durante il racconto, dell’esposizione e della sistematicità del testo. Inizialmente lo scambio di battute tra un soggetto e l’altro non erano distanziate da un andare a capo, mentre da metà libro questo punto di vista migliora.


Pensieri personali del libro: Ryan, il personaggio, è un ragazzo amante il videogame e dei manga, frequenti una sita di medicine sono sempre la stessa donna di nome Aesdeth. È un personaggio particolare in quanto si guarda molto intorno e tendo a giudicare o dare prevalentemente la sua opinione. In alcuni contesti può sembrare anche superficiale perché le frasi che gli espone.

Il romanzo è caratterizzato dalla forza di volontà e coraggio che invadono la figura di Ryan, che crescendo, diventa una persona diversa, più sicura di sé e impara a conoscere l’amore, la paura e la gioia.

La lettura è scorrevole ed è caratterizzata dalla grande ironia che viene promossa dagli stessi personaggi, “Storia improbabile di un nerd” è un’avventura verso altri mondi e altre creature diverse dal nostro mondo, un cammino di consapevolezza che trasforma gli animi e tempra i caratteri.

Sistema di valutazione: ★★★ ☆☆ |

Ringrazio l’autore di essersi affidato alla mia valutazione per il suo romanzo.

Recensione “Dall’altra parte”

Buon pomeriggio lettori, oggi in questa giornata piovosa voglio portarvi e parlarvi di una raccolta di poesie di un autore emergente, Emanuele Gentili.

Come sempre, ringrazio immensamente l’autore per essersi fidato delle mie valutazioni oggettive e inoltre voglio già enunciare in primis che qualsiasi consiglio riguardante la raccolta di poesie e il suo lessico l’ho già promosso l’autore stesso in privato.

Potete acquistare la sua raccolta cliccando qui.

Dall'altra parte di [Emanuele Gentili]

Copertina: In realtà non mi fa impazzire anche perché penso che sia lo zoom di una spiaggia che venga bagnata dalle onde, avrei preferito magari è la stessa immagine con dei colori forti che possano mettere a fuoco le parole chiavi che si riscontrano nelle poesie.
Titolo: Dall’altra parte
Autore: Emanuele Gentili
Data di rilascio: 2020
Genere: Poesie
Trama: Non è semplicemente una raccolta di poesie.
E’ un viaggio emotivo. Ispirato al Frankenstein di Mary Shelley, è un percorso empatico in cui il fil rouge è il muro.
Presenza fisica nella parte in cui vedo il mondo con gli occhi di padre, in quanto esso è la parete che divide la mia stanza con quella della mia piccola creatura.
Simbolica e storica nella seconda parte, dedicata alla moglie. Essendo lei nata nel blocco sovietico, questa presenza è ancora molto sentita e forte.
Nell’ultima parte, dove sono gli occhi da uomo che vedono il mondo, per fortuna il muro sparisce e non ha più modo di esistere.

E’ una silloge dedicata a tutte quelle persone che avvertono dentro se stessi qualcosa, a cui io cerco di dare voce, forma e sostanza.


Valutazione: Emanuele scrive per Sofia, per il suo futuro, per mostrarle dove l’amore di un padre può giungere. Scrive dei suoi ricordi di quando era bambino, dei suoi nuovi sentimenti che arrivano come un uragano con la nascita di sua figlia, di quel senso di responsabilità nei confronti di un’altra vita. Racconta dell’amore per sua moglie, una donna genuina e fiduciosa verso il genere umano.

Le sue poesie sono sincere, semplici e genuine come se fossero destinate più a se stesso e poi i suoi veri destinatari. È un mix di dolcezza, paternità e amore. Una enunciazione a parole della quotidianità e della sua bellezza. Secondo me, il termine di “ti abito” presente in una poesia di Emanuele, è la poesia più bella che ogni essere umano possa scrivere. Ti trasmette un senso di veridicità dei sentimenti e della completezza di una persona che va al di là di qualsiasi altra poesia d’amore.

È una struttura moderna, più vicina al linguaggio e alla modalità ritmica di cui ha bisogno il lettore, per rendere la lettura scorrevole e di facile comprensione, ma che riesca al contemplo a trasmettere i sentimenti che lo scrittore vuole enunciare e che prova.

Ho apprezzato la tecnica del “mettere come ultima parola in una frase un termine che lasciasse un’impronta”.

Pensieri personali del libro: Emanuele ha scritto questa raccolta di poesie dopo aver letto Frankenstein di Mary Shelley in cui viene raccontata la nascita e la crescita della creatura. Lo scrittore cerca di rappresentare in maniera astratta il muro e la sua rinascita come padre e come marito che la diversità l’ha sposata. La prima poesia è dedicata alla creazione di nuovi ricordi come “il primo respiro” di sua figlia che sembra prendere il posto ti ricordi di Emanuele da bambino. Viene messo in scrittura la grandezza dell’amore che riesce a far diventare l’altro ciò che è.

“Qui seduto, dietro questo muro

imparo

dal tuo essere donna

cosa voglia mai dire

diventare uomo.”


La seconda poesia prende la forma dell’amore. Dell’amore di un padre nei confronti della propria figlia, della cura del misurare la dolcezza e di insegnarle ciò che la vita mai potrà offrirle: bisogna saper coccolare la propria voce interiore. La terza poesia l’ho recepito come un dialogo tra un padre e la propria fragilità proiettata verso il suo cuore: sua figlia.

“Fragilità

fermati per un caffè

(…)

perché ci è voluto

così tanto tempo

prima d’incontrarti.”

È una dichiarazione dell’autore, come se volesse enunciare che la fragilità, prima di allora, prima che non fosse connessa sua figlia fosse solo un astrattezza sconosciuta.

La quarta poesia è una inondata di crescita in cui viene spiegato con semplicità immagine ardue come cambia la vita di una persona che dall’oggi al domani diventa qualcuno: un genitore e riesce a identificarsi come tale riuscendo a scorgere anche nelle piccole cose la dolcezza che porterà, un domani, insegnamenti al suo futuro, alla sua bambina.

La quinta poesia si dedica alla delicatezza innocente che solo un bambino può esprimere. Alla preoccupazione è che noi, ormai grandi, non prestiamo attenzione perché siamo circondati dei problemi che litighiamo più importanti o più grande, quando dovremmo ancora una volta, vedere Il mondo con gli occhi di un bambino.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto.

Ho chiesto gentilmente l’autorizzazione di Emanuele per poter riportare all’interno dell’articolo alcuni passi delle sue poesie, per scoprire gli altri temi e soprattutto le bellissime parole che egli ha dedicato all’interno della sua raccolta, vi consiglio di acquistarlo su Amazon.

Recensione “Il viaggio della fenice”

Buongiorno lettori oggi vi voglio portare il libro molto importante a cui dedicherò una recensione un po’ particolare.

Sto parlando del libro “Il viaggio della fenice” di Sabrina Prioli

Potete acquistarlo su Amazon cliccando qui.

Faccio una breve introduzione prima di dare il via alla recensione: innanzitutto è un libro autobiografico della scrittrice che ci racconta delle violenze che ha subito negli anni, del terremoto che ha colpito L’Aquila e anche del suo modus operandi per sopravvivere agli incubi e al terrore della realtà.

Premetto che in questo libro vi è una grande forza della donna di riuscire a denunciare gli atti di violenza subite, di riuscire a proteggere sua figlia, di riuscire a trovare l’amore dopo la violenza subita dall’ex e soprattutto la capacità e il coraggio di riuscire a salvare e a migliorare una parte piccola del mondo nonostante i gravi eventi che sono venute a succedersi.

Non è un libro semplice da leggere e da portare a termine perché c’è una grande denuncia nei confronti dell’essere umano e della sua indignazione e del suo modo di pregiudicare, ma è necessario leggerlo in quanto ti fa comprendere una realtà che è distante da noi o comunque sono le storie che magari sentiamo al telegiornale e non ci sembrano mai così vicine alle persone care.

Copertina: E’ d’effetto.
Titolo: Il viaggio della fenice
Autore: Sabrina Prioli
Data di rilascio: 2020
Genere
: Autobiografico, Narrativa
Trama: In questo libro d’esordio, Sabrina Prioli ripercorre le tappe di oltre dieci anni di vita, dall’incubo del terremoto di L’Aquila al viaggio in Sud America dove coordinerà progetti di sviluppo umanitario, fino a giungere nel Sudan del Sud sconvolto dalla guerra civile. Qui sarà vittima di una brutale aggressione all’interno del compound in cui alloggia.Nonostante le profonde cicatrici interiori, Sabrina trova la forza e il coraggio di farsi carico della voce di milioni di vittime di abusi, avviando un lungo percorso di ricerca della giustizia, tuttora in corso. Con uno stile spontaneo e senza travestimenti, “Il viaggio della fenice” esplora la capacità di far fronte in maniera positiva alle avversità, coltivando le risorse che si trovano dentro di sé e rinascendo, ogni volta, come la fenice dalle ceneri.

Valutazione: Innanzitutto parliamo della struttura del libro: a me è piaciuto molto come è stato sistemato e organizzato, riuscendo a far comprendere al lettore il passaggio dalla prima fragilità fino all’ultima pagina in cui si enuncia una grande coraggio della donna. Vengono enunciati sistematicamente tutti gli avvenimenti che sono stati presenti per 10 anni nella vita di Sabrina.

Si parte dal primo racconto e dalle prime violenze subite dalla scrittrice, violenze subite dal proprio compagno e sono racconti che nel nostro telegiornale sentiamo all’ordine del giorno. La prontezza e le cicatrici innescate nel suo animo sono profonde, ma non sono ostacoli che abbatteranno Sabrina. Dopo aver trovato il coraggio di allontanarsi da quel male che la danneggiava quotidianamente, si trova nell’Aquila con sua figlia. Siamo nel periodo del 2006, un periodo che ha caratterizzato l’Italia da grandi terremoti che hanno colpito soprattutto questo territorio geografico. Sabrina aveva una casa con cui viveva con sua figlia proprio dell’Aquila. Lei è stata protagonista di questa grande disgrazia e del terremoto che ha distrutto la maggior parte degli edifici come le scuole, i comuni, e le stesse case di tutti gli abitanti. Ha vissuto per un po’ di tempo all’interno di un camper, sua figlia che riusciva, nonostante la drammaticità e la paura che si viveva ogni secondo della giornata, a strappargli un sorriso dal volto.

Sabrina è una sociologa, una consulente per organizzazione no profit e istituzione governative. Perché voglio sottolineare questo? Proprio perché sarà la parola chiave su cui si espanderà il racconto. Dopo le violenze subite, dopo il terremoto, Sabrina ha ricevuto un incarico che l’ha portata nel territorio della Colombia dove ha conosciuto il suo attuale compagno che è sempre rimasto accanto nonostante gli eventi atroci che segnano la vita di Sabrina.

Sabrina si trova in Colombia precisamente a Buenaventura e cercava, tramite la sua fondazione realizzata nel 2010, di aiutare le donne e i bambini di quel luogo che non riuscivano ad avere una educazione e una sanità che li potessimo permettere di vivere una vita giusta. E’ riuscita ad aiutare molti ragazzi che non ricevevano le giuste medicine e le giuste visite dei dottori, è sottolineata anche la grande indifferenza che viene promossa da molti uomini.

Si trovava a Juba per prestare servizio insieme ai suoi colleghi: era presente una guerra civile. Le dissero che il luogo sicuro in cui potevano alloggiare era all’interno del compound, ma la crudeltà arrivò fino a lì.

I soldati militari uccisero più della metà dei presenti, lasciando il luogo un lago di sangue e violentando ripetutamente le donne presenti, tra cui la stessa Sabrina. Dalle sue parole si riesce a scorgere il dolore, la sofferenza, la nausea, il terrore e l’agonia dei momenti che hanno segnato i suoi ricordi.


Pensieri personali del libro: “Il viaggio della Fenice” già dal titolo si riesce a comprendere in viaggio della stessa scrittrice che si identifica come una fenice. Ricordiamo che la felice è un uccello che si rigenera dalle proprie ceneri ed è proprio questo quello che è successo a Sabrina. Lei è riuscita a rinascere dal dolore dalla violenza.

Il razzismo fa parte dell’essere umano e solo sperimentando sulla propria pelle si può imparare ad apprezzare la sensazione di essere davvero liberi.” Queste sono le parole che Sabrina ha scritto all’interno del suo libro con riferimento a tutti quegli insulti di commenti sui social network che l’hanno accusata e violentata verbalmente dell’incidente di cui è stata vittima nel 2015.

Durante la sua vita Sabina, grazie al suo lavoro, si sposta in tante parti del mondo riuscendo a vedere tante realtà diverse.

Il mio lavoro di operatrice umanitaria non è mai stato improvvisato. Viaggio seguendo indicazioni precise, itinerari sicuri, adottando misure di sicurezza stabilite con l’organizzazione a cui faccio capo di volta in volta, rispettando orari precisi. Seguo piani di addestramento e protocolli consolidati, sviluppati sulla base di una tentata analisi dei rischi.


Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

Ringrazio Sabrina sia da lettrice, da donna, da ragazza, da essere umano di aver condiviso con me la sua storia. La ringrazio di avermi dato il permesso di leggere della sua fragilità, ma anche della sua forza. Di avermi aperto gli occhi su vicende che mi erano ignote, di aver permesso a me stessa di conoscere il dolore profondamente e di avvicinarmi a ciò che lei ha passato. La ringrazio di essere stata forte sia per lei, sia per sua figlia, ma anche per tutte le persone che ha aiutato e che continua ad aiutare. La ringrazio per avermi dato la possibilità di portare a conoscenza del suo libro nel mio profilo ig e sul mio blog.

Recensione “Il Cuore d’Oro di Madre Natura”

Buongiorno cari lettori, oggi vi voglio parlare di un romanzo di una scrittrice emergente ed è un uno scritto dedicato soprattutto ai giovani quindi parliamo della categoria di bambini e adolescenti. Secondo me è anche un libro che può essere adatto a qualsiasi età in quanto parla di tematica molto importante: la natura. Ben sappiamo che la natura è un elemento caratterizzante del nostro mondo e soprattutto della nostra vita quotidiana.

Potete acquistarlo su Amazon cliccando qui.

(è la seconda edizione del romanzo)

Gina Marcantonini, è nata a Roma nel 1974 ed è cresciuta in una piccola fattoria di provincia.
La vita familiare difficile e un amore viscerale per la Natura, l’hanno portata a rifugiarsi spesso nella sua fervida fantasia.
Dopo il Diploma ha cercato di creare la famiglia dei suoi sogni mostrando il mondo ai suoi figli attraverso racconti e favole, spesso inventate al momento, con una morale sempre ben definita per insegnargli quei valori in cui tanto credevo.
Negli anni i personaggi sono cresciuti e maturati con loro. Le storie si sono arricchite di particolari e significati fino a decidere di appuntarle in un quaderno per il piacere di ritrovarle.
Nel 1998, grazie al direttore Domenico Paravati, inizia una collaborazione per i giornali locali “La Gazzetta della Flaminia” e “Il Corriere del Tevere”, in cui ho pubblicato articoli, riguardanti la zona dove attualmente risiedo, di storia antica e fatti attuali, cruciverba, riflessioni personali e i miei racconti a puntate.
Nel 2010 alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati in una raccolta intitolata “Etica dell’Amicizia” dalla Casa Editrice Montecovello.

Come scrittrice autonoma ha finora pubblicato su Amazon alcuni racconti, “Il Cuore d’Oro di Madre Natura”, “Fiabe dei Sogni Sereni”, “Il Paese del Sole Nero”, “Il Paese di Xerolandia”, “Il Fantasma di Fogliano e La Scomparsa del Signor Nitaro”, “M.A.G.I.A.”, e un Manuale di uncinetto creativo in due livelli, “Creare Fantasie Riciclate” e “Traforo che Passione”.”

Copertina: Mi è piaciuto molto in quanto è una illustrazione.
Titolo: Il cuore d’oro di madre natura
Autore: Gina Marcantonini
Data di rilascio: 2020
Genere
: Fantasy per ragazzi
Trama: La caccia anticamente era una delle poche fonti di sostentamento delle famiglie, ma c’era anche chi univa questo bisogno primario ad altro. Le avventure, la libertà, l’adrenalina che si viveva diventavano a volte indispensabili compagne che aiutavano a sostenere una vita così dura, portando qualcuno a sfide sempre più ardue. Non sempre la vita era la cosa più importante da riportare a casa.

Spesso ciò di cui si ha bisogno è molto diverso da ciò che si cerca, ma l’universo è saggio e conosce meglio di noi i nostri reali bisogni per crescere ed evolvere in persone migliori di quel che siamo adesso.

Una storia avvincente e dolcissima, ricca di amore e colpi di scena. Una straordinaria avventura dentro e fuori di noi alla ricerca del tesoro più grande di tutti: se stessi.

Valutazione: Parto già a dire le cose a favore di questo piccolo romanzo: la scrittrice ha una prosa molto brillante e una scrittura che trasmette al lettore molte emozioni soprattutto perché tramite questo racconto riesce ad emanare degli Insegnamenti che possono essere estese a tutte le persone. All’interno del libro si possono trovare delle illustrazioni che sono state fatte a mano e sono molto carine da vedere anche perché riescono a dare un valore aggiuntivo a ciò che il lettore va a leggere. L’unica cosa che vorrei precisare: ci sono state alcune frasi che suggerisco alla scrittrice di rivedere velocemente e alcuni errori, faccio riferimento soprattutto al “ma mi“. So che grammaticalmente corretto ma questa forma si utilizza durante una conversazione e non all’interno di scritti di un romanzo o all’interno di altre scritture ufficiali.

Pensieri personali del libro: In linea generale durante la lettura mi sono sentita molto coinvolta in quanto, come ho detto precedentemente, va ad enunciare una tematica molto sensibile che secondo me deve essere portata sotto gli occhi di tutti e non solo come insegnamenti destinati ai giovani. La natura è un elemento caratterizzante della nostra vita e dovremmo proteggerla senza limiti. Questo romanzo permette proprio di vedere come si ha una trasformazione del personaggio che da un Cacciatore noto per uccidere molte prede, diviene grazie all’aiuto del cervo e di madre natura, una persona che protegge proprio quegli animali che prima andava ad uccidere. Siamo un avere propria trasformazione del soggetto e anche una crescita personale.

È un bellissimo romanzo che permette di dare vita ai ricordi dell’infanzia. La scrittrice riesce tramite Il cuore d’oro di madre natura a raggiungere due obiettivi con lo stesso scritto: ovvero sia esplicare degli insegnamenti e sia raccontare una storia.
Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto.

Ringrazio molto per la fiducia che è stata riposta nei miei confronti da parte dell’autrice e le auguro di riuscire a scrivere altri romanzi che possono emanare gli insegnamenti di questo grande valore soprattutto per i più piccoli, ma anche per le persone più grandi, perché non c’è mai un limite alla conoscenza e soprattutto all’assorbimento di nuovi insegnamenti. Sicuramente sarà un romanzo che racconterò e leggerò ai miei cugini più piccoli.

Recensione “Milady scomparve nel mare”

Buonasera lettori, vi voglio portare con me in una lettura profonda e piena di stati d’animo dell’autore Alfredo Citro.

Questa è la seconda edizione del suo romanzo.

Potete consultare il suo sito web cliccando qui.

Alfredo Citro, nato a Salerno nel 1988. È Ragioniere Perito Commerciale e Programmatore. È dottore in Economia e Amministrazione delle Imprese. Si è laureato discutendo una tesi improntata sullo storytelling. Ha concluso un praticantato da dottore commercialista ed esperto contabile. Ha conseguito una certificazione Cambridge English University. Ama occuparsi di libri e di medioevo. Milady scomparve nel mare, scritto all’età di soli diciassette anni, è il suo primo romanzo d’ambientazione storica.

Copertina: Mi è piaciuta molto perché è particolare
Titolo: Mary scomparve nel mare
Autore: Alfredo Citro
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa
Trama: Francia, Anno Domini 1307. Un tuono romba tra le strade semideserte di un borgo malfamato. La voce narrante si risveglia da un sonno profondo. Il protagonista trascina immediatamente il lettore nella sua quotidianità. Il ragazzo si guadagna da vivere aiutando un maniscalco, ma la possibilità di cambiare rotta gli si presenta per mezzo di una bellissima, austera e misteriosa nobildonna. Il giovane accetta di mettersi al servizio della Milady e di trasferirsi in un castello sulla costa sud-occidentale della Britannia.

Il personaggio principale vivrà una vicenda capace di cambiare per sempre il corso della sua esistenza. Si ritroverà ad indagare sulla morte del monaco Esmond ricostruendo, passo dopo passo, gli avvenimenti contorti di una storia pregna di amore e di fragilità. Luce e tenebre, fede e speranza, incertezza e discernimento, s’intrecciano alla perfezione in un magnifico romanzo di ambientazione storica a metà tra il mistico ed il cavalleresco.
Valutazione: Il titolo e la copertina sono state le prime cose che mi hanno colpito. Mi sono emozionata per il racconto in quanto trasmette dei grandi Stati d’animo percorsi dal protagonista e inoltre, ho apprezzato molto la voce narrante. La lettura è stata una immersione in un racconto storico che revisiona le vicende in maniera dettagliata e sensibile.

Vengono utilizzati termini eleganti e i passaggi degli eventi portano, nel loro insieme, ad un finale meraviglioso e inaspettato.

La prosa è davvero eccellente, anche a livello di stampa e visione generale del romanzo è molto apprezzato. I luoghi vengono descritti in maniera realistica fino a dare la possibilità al lettore di avere una immagine chiara.
Pensieri personali del libro: Questo racconto è stato scritto da Alfredo alla età di 17 anni, un’età meravigliosa e piena di idee e sensibilità che ha portato a rendere questa avventura piacevole e consigliabile.

E’ un racconto che consiglio di mettere in wishlist e di acquistare.

Vengono esposte le vicende della vita di un ragazzo che dalla povertà di strada riesce a essere preso in considerazione al cospetto di Milady come schiavo, promosso a svolgere le sue mansioni all’interno di un lussuoso castello, ma verrà a conoscenza delle misteriose sfumature della vita di Milady e a cercarla finché ella non scompare nel mare.
Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

Pagina dopo pagina ho sentito crescere in me la curiosità di continuare a leggere. Inizialmente il racconto ha una lettura lenta, ma quando la storia inizia ad evolversi diventa un big bang di emozioni. Ciò che ho apprezzato maggiormente è stata a capacità di raccontare i protagonisti, di esprimere con poche parole i loro stati d’animo, la loro sofferenza e ancor di più, l’aria d’amore che si respira in tutto il libro.

Recensione “Elda. Vite di magnifici perdenti”

Buongiorno Cari lettori, oggi voglio tornare con la recensione di un libro che mi è piaciuto davvero molto di una autrice emergente.

Questo libro si concentra soprattutto sulla storia di Elda. Viene raccontata la sua crescita da quando era una bambina a quando diventa una donna viene raccontato nei minimi dettagli il percorso che ella compie durante il periodo fascista e post fascista.

Maria Adele Cipolla è nata a Palermo nel 1957, dove lavora nel mondo dello spettacolo come costumista e scenografa, insegna disegno e collabora in alcuni progetti dell’Unione Europea. Sin da giovane è impegnata nella vita civica e politica, collaborando anche con la rivista bimestrale Mezzocielo. Pubblica Vivi Villa Trabia, diario piccolo di vita cittadina (ed. Gelka) nel 1995 e nel 2011 la raccolta collettiva Un’estate a Palermo (ed. Di Lorenzo).

Potete trovare questo romanzo in vendita su Amazon.

Copertina: La copertina e il retro del libro sono meravigliose.
Titolo: Elda. Vite di magnifici perdenti
Autore: Maria Adele Cipolla
Data di rilascio: 2020
Genere
: Narrativa
Trama: Attraverso gli occhi della protagonista Elda, questo romanzo immagina un gruppo di personaggi che si muovono in settant’anni di storia siciliana, dal dopoguerra alla fine del millennio: un’aristocrazia del pensiero opposta alla pavida aristocrazia del latifondo, che si è formata nell’angusto panorama fascista ed è diventata adulta durante il conflitto mondiale. Piccoli eroi invisibili che hanno combattuto con le armi della parola e delle idee in un dialogo via via più disincantato con il Partito Comunista, costituendo quella sinistra che non accetta compromessi, vigila, lotta, perde, si rimette continuamente in discussione; nonostante i morti, le stragi, le minacce e l’isolamento.
Valutazione: Il romanzo di Maria Adele è sorprendente e perfetto sotto tutti punti di vista. Prima della mia lettura, già mia madre si è immersa in questo romanzo con foga e passione, ciò mi ha stupito molto visto che non legge quasi mai. La scrittura di Maria Adele accompagna compiacere gli occhi del lettore, utilizza termini comprensibili e di effetto aggiungendo note significative al fondo pagina per spiegare eventi e nomi di personaggi che vengono citati.
Pensieri personali del libro: Viene raccontata la vita di Elda da quando era solo una bambina che partecipava agli eventi borghesi con la madre Wanda, Fino al compimento della sua vita con un marito, dei figli e dei nipoti. La storia viene raccontata nei minimi dettagli nel periodo fascista fino alla caduta del muro di Berlino, fino a raggiungimento dell’Italia per divenire uno Stato repubblicano e del raggiungimento del diritto di voto delle donne.

Questa avventura si intreccia con altre vite: quella di Augusto, il primo amore di Elda nell’età adolescenziale e la conoscenza della Principessa che ha permesso alla protagonista di migliorare la sua vita grazie le grandi capacità di cui era dotata: coraggio e intelligenza; Giulio, il fratello di Elda, è un ragazzo intraprendente che mette al primo posto la famiglia; Pietro un amore travolgente che porterà Elda ad accettare la proposta di matrimonio. Infine e non solo, c’é zia Teresa che parte nel periodo fascista per diventare volontario della Croce Rossa ed è un punto di riferimento per Elda e suo fratello.

Elda diventa una donna frenetica, amante della cultura, prendi una posizione nella società senza timore e fa valere i propri pensieri. Ricordiamoci che nel periodo fascista non era semplice che una donna riuscisse a far valere le proprie considerazioni. Questo romanzo ci illumina sulle vite dei non borghesi, sulla fame che si aggirava come una nemica nei tempi di guerra, di come l’Italia si divide in varie frazioni: chi è favorevole al Duce e chi si oppone fuggendo.

Ci viene data una chiara visione del periodo post fascista, delle vicende che hanno caratterizzato l’Italia negli anni successivi: l’omicidio di Aldo Moro, la conquista del diritto di voto delle donne, la libertà di stampa e di espressione, dei terremoti che hanno ucciso migliaia di persone, della dona che inizia ad avere un ruolo importante all’interno della società.

Si ha una grande evoluzione del personaggio di Elda.

Da bambina accettava con grande dedizione ogni cosa che la madre Wanda gli chiedeva di fare perché sua figlia venisse accettata dalla Borghesia. Si ha il passaggio di Elda dalla sua entrata nella borghesia tramite Augusto, al suo allontanamento da quel ceto sociale.

Elda, una donna dalle mille sfumature, prende parte alla Federazione Centrale del partito, scrive per il giornale, conquista la propria indipendenza e conosce il primo cinema con le prime proiezioni. Assapora la perdita delle persone a lei care e le nuove nascite.


Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

Possiamo definire Elda una Girl Power. Una di quelle donne che speri di diventare. Donne piene di vita e di consapevolezza. Donne che amano la propria espressione di libertà e combattono per averla.

Un romanzo che consiglio altamente di leggere.