Recensione “Se avessi avuto gli occhi neri”

Buongiorno cari lettori, oggi torno nuovamente con una recensione per il nuovo romanzo di Gianfranco Sorge intitolato “Se avessi avuto gli occhi neri” pubblicato con la casa editrice goWare.

Ho già recensito in passato un altro romanzo dello stesso scrittore e potrete leggerla cliccando qui.

Se siete interessati all’acquisto del libro potete farlo tramite Amazon cliccando qui.

Biografia di Gianfranco Sorge

Gianfranco Sorge è nato a Catania, dove tuttora risiede, il 25/10/1959. Conseguita la Maturità Classica, si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Catania, si è specializzato in Psichiatria e successivamente in Psicoterapia presso l’Istituto Italiano di
Psicoanalisi di Gruppo (I.I.P.G.).
Dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania in qualità di Dirigente Psichiatra, dal 2006/2007 insegna Psicopatologia presso la scuola di specializzazione del’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo (sede di Catania). Ha pubblicato settantacinque di lavori scientifici.
La passione per la narrativa è nata al termine del percorso di formazione psicoanalitica concretizzandosi con la pubblicazione di numerosi racconti e romanzi alcuni dei quali hanno ricevuto importanti menzioni in premi letterari nazionali, le ultime delle quali sono state: la vittoria al XXXVIII edizione del Premio Leonforte nella sezione micro narrativa con il racconto intitolato Amaro: l’indifferenza; il terzo posto nella sezione Narrativa/Saggio alla seconda edizione del
Premio Letterario “Etnabook – Cultura sotto il Vulcano” con il romanzo intitolato: Perturbanti congiungimenti.
I suoi elaborati si pongono come un tentativo di trasferire nell’area del rappresentabile aspetti profondi del Sé.

Copertina: Particolare ed evocativa.
Titolo: Se avessi avuto gli occhi neri
Autore: Gianfranco Sorge
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa
Trama: Può il colore degli occhi incidere sulla vita di una persona, condizionandola?A seguito di un tentato suicidio, Stella finisce ricoverata in psichiatria e da lì prende le mosse il racconto della sua sofferta esistenza. Costretta a subire il matrimonio con Sebastiano, un uomo potente che non ama, tenterà di ottenere il proprio riscatto attraverso i figli. Santa, la primogenita, riuscirà a crearsi una vita indipendente. Carmelo avrà invece un’esistenza tormentata fin dalla nascita, quando il padre lo rifiuta perché non ha gli occhi neri come i veri “masculi siciliani”. Se avessi avuto gli occhi neri è anche un affresco della Sicilia dai primi del Novecento a oggi, che esplora la condizione delle donne siciliane, l’evolversi della famiglia, i mutamenti della società. Un viaggio alla ricerca di identità negate, della propria verità e del difficile percorso per accettarsi ed essere accettati. Una saga familiare dall’imprevedibile finale.


Valutazione: I romanzi di Gianfranco li ho sempre trovati evocativi ed esaustivi, come nel titolo “Perturbanti congiungimenti”, anche qui si riesce a percepire l’animo e l’amore per la scrittura dell’autore. La lettura è fluida, il romanzo è ben articolato con personaggi e luoghi ben descritti.

Il lettore riesce ad immergersi in una storia in cui il soggetto principale è l’Italia, una Italia diversa da quella attuale. Una Italia che vive per la tradizione, per i costumi popolari, per i dialetti, per la mentalità paesana.

Viene ben narrata la figura della donna siciliana e della sua condizione dagli inizi del Novecento ai nostri giorni. E’ possibile incontrare personaggi diversi fra loro: Stella, Carmelo, Sebastiano e Aurelia.

Il racconto affronta temi particolari come il concetto e ricerca della identità, la condizione della donna, la sessualità, la morte come sacrificio e purificazione, il disagio mentale, le problematiche della vecchiaia, il rapporto genitori-figli.

C’è un viaggio fra il passato e il presente dei personaggi e l’evidenzia differenziazione tra le ragazzine dei paesi di montagna e delle grandi città. Una differenza che influenza la stessa quotidianità delle donne, la loro crescita e dimensione terrena. Le prime dovevano sottostare al volere di padri e mariti, vige dunque il concetto di sottomissione e dominio e della figura del pater familias come era riconoscibile all’epoca romana, e dovevano rinunciare ai loro sogni per diventare mogli e madri, e svolgere dunque la figura della donna del medioevo dedita solo alla famiglia e alla cura dei bambini; alle seconde era permesso studiare ed essere indipendenti.

Con gli studi dettati dall’autore è possibile incontrare durante la lettura anche argomenti di psicologia e psichiatria che affrontano i temi come il suicidio, l’accettazione del corpo, il disturbo della identità vivibili in situazioni quotidiane e non sotto il punto di vista di un dottore e/o studioso.

Pensieri personali del libro: La forza del romanzo è la sua dimensione particolare e la vastità dei temi che affronta. Non è semplice riuscire a fronteggiare temi così presenti e vivi nel nostro presente e nella nostra società, senza mai cadere nel banale o nella superficialità. Gianfranco Sorge riesce a parlare con una dialettica, quasi amica, di temi difficili da affrontare.

Se avessi avuto gli occhi neri” è un ritratto di una famiglia siciliana e contemporaneamente il ritratto di una società vecchio stampo del ‘900.

Il romanzo si suddivide in due parti: la prima dedicata al personaggio di Stella e al suo tentato suicidio e alla sua condizione di vittima dell’uomo che aveva sposato; nella seconda parte si concentra sulle difficoltà che dovranno essere affrontate da Carmelo e dalla sua volontà di stravolgere la propria identità fino a porre un cambiamento radiale.

E’ un romanzo forte. E’ un romanzo che cattura l’attenzione del lettore e la travolge. E’ un romanzo che ti prende il fiato e lo fa a pezzettini come mille fogli di carta. E’ importante parlare di queste tematiche, è importante diffonderle ed è importante che la gente legga – senza spaventarsi e/o impressionarsi – di realtà fin troppo attuali.


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆

Ringrazio ancora una volta l’autore che si è affidato alla mia valutazione e mi ha permesso di conoscere questo secondo titolo.

Lo consiglio con tutto il cuore.

Recensione “La storia perduta. Fairy Oak”

Buon pomeriggio cari lettori, oggi torno con un fantasy molto atteso e richiesto della saga Fairy Oak – ” La storia perduta” in collaborazione con la Salani Editore.

Vi allego il link per acquistarlo su Amazon, basta cliccare qui.

Un libro meraviglioso e molto atteso dai lettori della saga. Un libro pieno di speranza e di dolcezza, come se fosse una ninna nanna per bambini.

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Copertina: Ho adorato sia la copertina ( super colorata e ben definita )
Titolo: La storia perduta
Autore: Elisabetta Gnone
Data di rilascio: 2020
Genere: Fantasy
Trama: Il tempo è passato e molte cose sono cambiate a Fairy Oak, e così capita di immelanconirsi riguardando vecchie fotografie davanti a un tè, ricordando vecchi amici e grandi avventure. Ma quando i ricordi approdano all’anno della balena, i cuori tornano a battere e i visi a sorridere. Che anno fu! Cominciò tutto con una lezione di storia, proseguì con una leggenda e si complicò quando ciascun alunno della onorata scuola Horace McCrips dovette compilare il proprio albero genealogico. Indagando tra gli archivi, le gemelle Vaniglia e Pervinca, con gli amici di sempre, si mettono sulle tracce di una storia perduta e dei suoi misteriosi protagonisti. E mentre il loro sguardo ci riporta nella meravigliosa valle di Verdepiano, si consolidano vecchie amicizie, ne nascono di nuove, si dichiarano nuovi amori e si svelano sogni che diventano realtà.


Valutazione: Dopo 15 anni, siamo tornati in questo mondo fantastico e pieno di avventura con le sorelle Vaniglia e Pervica. Durante la lettura del romanzo mi sono emozionata, come se fossi tornata una bambina. Mi sono innamorata della semplicità e della genuinità delle protagoniste, dell’impegno di ciascun personaggio che con il proprio carattere e forza d’animo è riuscito a modellare le avventure rendendole ancora più uniche. Mi sono affezionata ai temi trattati: il rispetto verso gli animali, l’amore per la conoscenza – come nel caso di voler conoscere la leggenda sull’avvistamento della balena, il senso dell’amicizia e la sua forza.

Sono temi sempre importanti e sono felice di averli trovati all’interno di un libro adatto per tutti, sia piccini che grandi e con semplicità riesce a trasmettere valori fondamentali.

Mi sono innamorata delle illustrazioni all’interno del romanzo, è bello vedere immagini gioiose e piene di ricordi.

Com’è composto il libro? Si articola in due situazioni: flashback e il presente. Nel presente, si vede la narrazione delle due sorelle ormai in età adulta che tra un sorriso e l’altro portano alla memoria i ricordi di quando erano bambine e qui, entra in gioco la fase del flashback.

Vaniglia

Vi ricordate da bambini quando ogni cosa per voi era fondamentale? era importante farla e farla, soprattutto, bene! E qui abbiamo le parole chiavi del romanzo: balena e leggende.

Non è un’avventura che mira solo a scoprire se esiste una balena tra le loro acque e se è mai stata avvistata nei due cento anni precedenti, ma come si evolvono i rapporti fra le stesse famiglie della comunità, come riescono i ragazzi a scoprire le vere origini di Fairy Oak, come si impegnano i compagni di Vaniglia e Pervica, insieme a loro, a raggiungere l’impossibile.


Pensieri personali del libro: Ci troviamo tra i banchi di scuola, ci ritroviamo tra le belle compagnie, tra i segreti e i misteri.

Nell’armonia della classe di Pervinca, soprannominata Vì e Vaniglia, chiamata Babù, succede qualcosa di inaspettato: i professori riescono a suscitare l’interesse nei propri alunni per la storia. Una storia particolare e movimentata, piena di mistero e ricca di segreti.

Vengono enunciati grandi insegnamenti, sia nei confronti del rispetto degli animali ma anche per i rapporti personali:

“Un cane è una grossa responsabilità. Non è un giocattolo o un passatempo, è un essere vivente. Bisogna curarlo se si ammala, portarlo a spasso anche quando piove, nevica o tira un vento da nodi; occorre pulire dove sporca e dargli da mangiare tutti i giorni per tutti gli anni che vivrà. Non si può dire : “Oggi non ne ho voglia” oppure “Ora non ho tempo”.

Un mondo pieno di magia, di fate, incertezze, nuovi amici e crescita di amori. E’ una storia particolare e piena di conoscenza, un romanzo che educa il lettore in mille sfumature.

FAIRY OAK La storia perduta di Elisabetta Gnone - il mondo di Chri


Sistema di valutazione: ★★★★★ |

Consiglio questo libro a tutti i sognatori, a coloro che vogliono immergersi in una storia piena di sentimento e passione. Consiglio di farsi trascinare dalla bellezza del mondo di Fairy Oak e farsi cullare dalla delicatezza delle onde.

Recensione “I Trionfi del Vuoto- La nuova alba”

Buon pomeriggio lettori di fantasy! Oggi vi porto alla scoperta di un titolo tutto italiano “I Trionfi del Vuoto – La nuova alba” uscito il 10 Dicembre. Ringrazio Acheronbooks e il suo autore Masa Facchini.

Puoi acquistarlo su Amazon cliccando qui.

E’ un fantasy tutto italiano che gira intorno al potere e alla magia con un mondo carico di avventure che circondano la vita di quattro protagonisti: il maledetto, il condottiero, la reietta e l’erudito.

Copertina: meravigliosa e innovativa
Titolo: I Trionfi del Vuoto- La nuova alba
Autore: Matteo Masa Facchini
Data di rilascio: 10 Dicembre 2020
Genere
: Fantasy
Trama: Sulla Quinta luna, l’Onda – magia antica che promette prodigi – sta morendo. Ma c’è ancora speranza. I destini convergono, le figure si uniscono e si intrecciano in un gioco che può portare rovina o redenzione. L’Erudito è un ciclope sinistro, che ha abbandonato la vita nei campi per dedicare anima e corpo allo studio. Per ripristinare l’Onda, è disposto a viaggiare fino all’ultimo porto in cui uno come lui dovrebbe andare. Il Condottiero ha visto massacrare i suoi uomini. Per riscattare il suo onore, ora ha votato se stesso alla riconquista della misteriosa, potente reliquia della sua dea. Il Maledetto era un capitano, prima che un oscuro sortilegio gli impedisse di posare gli zoccoli sul ponte di una nave. Adesso è solo un fauno di terra, ma è disposto a tutto per tornare quello che era un tempo. La Reietta sopravvive come una ladruncola nei bassifondi di una città sospesa, che l’ha ostracizzata a causa dello strano marchio che porta sulle ali. Per cercare il suo destino, deve partire e fermare tutti gli altri, prima che sia troppo tardi. Quattro protagonisti, quattro carte in gioco, quattro destini che s’intrecciano per sancire le sorti di un continente alla deriva.

Valutazione: Un fantasy da una forte essenza e trama, due filoni che si intrecceranno: da un lato vedremo uno sviluppo accompagnato dal personaggio Torano Fler in missione per un compito speciale e segreto e dall’altro lato ci troveremo davanti alla storia narrante di Bronte e Ales alla ricerca dei sigilli nella città Adda.

Lo definirei un high fantasy con molti riferimenti alla mitologia greca.

I primi capitoli li ho trovati lenti, forse perché essendo un nuovo mondo il lettore ha bisogno di ambientarsi e catapultarsi nelle circostanze che si creano. La lettura nei capitoli successivi è fluida, ricca di avvenimenti e di descrizioni. Una forte descrizione anche degli stessi personaggi che rappresenteranno il contesto narrativo e nulla è lasciato al caso, una grande immaginazione anche nei dialoghi e di come far combaciare ogni protagonista alla propria esclamazione di conversazione.

Un mondo popolato da animali reperibili nei fantasy classici e che accompagnano il lettore in avventure che nonostante la lontananza, lo faranno sempre sentire a casa: fauni, felidi, ciclopi e tanti altri e anche la presenza di umani.

Tutto gira intorno alla Quinta Luna, nei territori delle “Le Quattro Marche” e della tragedia che la circonda. Un territorio che per molto tempo è stato abitato dall’Onda, una fonte di energia magica che con il tempo diviene sempre più debole. La Deriva ha portato la Quinta Luna a distaccarsi dalla terraferma condannandola a vagare nell’oceano. Per esplorare nuovamente il mondo bisogna ripristinare l’equilibrio.

Quattro protagonisti con una propria storia che verrà narrata in ciascun capitolo finché non diverranno una storia sola:

Bronte, l’erudito è un ciclope gentile con un l’occhio dal lato sinistro e appartiene all’antico Ordine dei Fratelli della Terra – gli ultimi che manipolano ed usano i deboli stralci rimanenti dell’Onda. Il suo compito sarà quello di ripristinare l’Onda e salvare la Quinta Luna. Una missione importante.

Ales, il maledetto è il fauno di Terra e da quando è stato vittima di un maleficio non può mettere piede sulla tolda della sua nave.

Lierna, la reietta è una vittoria alata con una vita tormentata dalla furtività e parte alla ricerca del proprio destino.

Torano Fler, il condottiero è un uomo che viene definito all’inizio del romanzo come un codardo perché è stato accusato di una ingiustizia per aver lasciato i suoi uomini a morire sul campo di battaglia nonostante il suo essere condottiero darà priorità alla missione principale.

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Pensieri personali del libro: Ammetto che inizialmente ho avuto difficoltà nel mantenere la concentrazione durante la lettura perché non riuscivo ad immergermi completamente nella narrazione, man mano che le pagine passano però ti trovi catapultato in mezzo ai personaggi e a fine lettura ne senti anche la mancanza. Ogni personaggio ha la sua caratteristica che lo identifica e il suo carattere. E’ un mondo che ti trasmette una voglia di viaggiare e di condurre una vita da avventuriero senza paragoni. Non è solo un mondo magico, ma è una storia con molti riferimenti interessanti: elementi culturali, religiosi e i miti.

Il finale del romanzo è inaspettato, entusiasmante e forte.

Un viaggio caratterizzato da storia, culture, tradizioni e antiche conoscenze.

Mi è piaciuta la base su cui si è costruito il fantasy e anche l’attenzione posta nei confronti di ciascun personaggio. L’autore usa una scrittura leggera, semplice e diretta. Non ci sono errori di battitura e c’è l’assenza di errori grammaticali. Personaggi diversi, unici e in qualche modo trasmettono anche caratteristiche di umanità. Il tema dell’amicizia, della salvezza e della pace sono la chiave di lettura del romanzo.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ |

E’ un libro che deve essere letto in compagnia dei suoi meravigliosi Tarocchi. Lo consiglio vivamente a tutti gli amanti del fantasy.

Ringrazio Cristiano (amegalattica su instagram), la casa editrice Acheron (acheronbooks su instagram) e l’autore Matteo Masa Facchini (masa82books su instagram).

Recensione “Il segreto di Marlene. Viaggio alla ricerca di se”

Buongiorno lettori! Vi parlerò di un Romanzo Storico.

Questa è la seconda recensione portata per il secondo libro che ho letto dell’autore emergente.

E’ intitolato Il segreto di Marlene (viaggio alla ricerca del se) uscito a Novembre del 2019, vincitore dell’Oscar della letteratura 2020 e finalista all’Etna Book. L’uscita del terzo romanzo è prevista per Aprile 2021.

Il segreto di Marlene. Viaggio alla ricerca del sé  - Luciano Varnadi Ceriello Libro - Libraccio.it

Copertina: Particolare, originale.
Titolo: Il segreto di Marlene. Viaggio alla ricerca di se
Autore: Luciano Varnadi Ceriello
Data di rilascio: 2019
Genere
: Romanzo storico
Trama: Il Generale Reinhard Friedmann, nelle vesti di Padre Lazzaro, trova un biglietto nella tasca della tunica del suo mentore, Padre Tommaso, e dopo averlo letto decide di mettersi in viaggio dalla Polonia verso l’Italia. Prima tappa del suo tragitto è Venezia, dove inizia a immergersi nel mistero che pian piano lo condurrà in molti luoghi della Campania. Il romanzo si snoda attraverso un lungo viaggio tra la Campania e la Sicilia: Ottaviano, Nola, il monastero di Visciano, Ercolano, Palermo, Catania… Durante questo viaggio pieno di eventi, Padre Lazzaro incontra la giovane Marlene, depositaria del “segreto”, che con la sua ammaliante bellezza lo avvolge in una rete di passione e menzogna, di dubbio e incertezza…fino a far sprofondare il prete-soldato in una crisi esistenziale dalla quale uscirà soltanto grazie ad alcuni eventi inaspettati…

Il “Professore” sarà una figura determinante per il viaggio di Padre Lazzaro. I due si legheranno d’amicizia e il Professore diverrà suo compagno di viaggio e di studio nel disvelare gli enigmi che di volta in volta il frateeremita porrà. Quando il ‘Professore’ svelerà la sua vera identità, la notizia sarà devastante per il soldato dal cuore di prete, Reinhard Friedmann. Infatti, il Professore, da alcuni chiamato Tore, è il personaggio storico realmente esistito, che viene ad aggiungere mistero al mistero. Ma le sorprese non finiscono qui. Tra le righe di questo romanzo fa capolino anche un altro personaggio realmente esistito, la cui identità viene svelata soltanto nell’ultimo rigo del romanzo. Da lontano egli sarà una guida e un esempio per il nostro soldato e lo accompagnerà nel suo percorso più profondo e tortuoso: quello verso la ricerca di sé. 


Valutazione: Chi è il protagonista? Il Generale Reinhard Friedmann, nelle vesti di Padre Lazzaro, trova un biglietto nelle tasche di Padre Tommaso e decide di avventurarsi in un viaggio che lo porterà dalla lontana Polonia verso l’Italia. Il viaggio parte dalla Polonia fino a giungere come prima tap a Venezia fino a luoghi della Campania e della Sicilia. Padre Lazzaro incontrerò numerosi personaggi come la giovane Marlene (molto importante per l’essenza stessa dello scritto). Il Generale delle s.s. tedesche si ritroverà coinvolto nel crollo di una chiesa in Polonia dove officiava Padre Tommaso che in un punto di morte consegna a Friedman un biglietto. Un’altra figura molto sorprendente e dall’animo intelligente è Turillo, colui che viene soprannominato anche il professore.

È un libro dalla trama avvincente ed è un capolavoro che fa incontrare il racconto e l’arte, ma non solo, ci sono anche molti riferimenti storici ed è una grandissima qualità nel riuscire a leggere e avventurarsi in un contesto che riporta un viaggio davvero molto sorprendente accompagnato da note musicali.


Pensieri personali del libro: La caratteristica molto importante che si può riscontrare all’interno dello scritto è proprio la possibilità di poter analizzare le mappe che permettono al lettore di avere un quadro generale sul lungo viaggio intrapreso dal protagonista. È un racconto dalla lettura scorrevole, senza errori e con la presenza di parole e detti del luogo in cui il protagonista incontra le genti.

Le note per la spiegazione Di eventuali termini e di detti si possono riscontrare a fine capitolo e bisogna tener conto anche della eccezionale scelta del font e della scrittura del romanzo stesso.

La scelta dell’autore, Luciano, nel secondo volume è quella di realizzare una scelta letteraria che si muove in simbiosi con la creazione di testi sulle note di Felix Mendelssonh.

Una narrazione misteriosa, descritta nei minimi dettagli e con grande passione. Il lettore si trova Catapultato nella amata Italia e a percorrere le vie dei personaggi e dei monasteri con un ex soldato nazista che diventa padre. Una storia davvero molto particolare anche per individuare la evoluzione dello stesso personaggio e i cambiamenti anche di pensieri.

La misteriosità del personaggio è ciò che più mi ha spinto a leggere il romanzo. Come si è voluto, perché è cambiato e si è diversificato con il suo stesso essere? Come e perché si è trasformato da un ex soldato ad un padre?

Ho riscontrato una grande capacità dell’autore di far conciliare la creatività con l’arte, la potenza di merge nel lettore in un contesto che non risulta mai banale, ma sempre pieno di sostanza con un finale travolgente e mai scontato.
Sistema di valutazione: ★★★★★ |

Voglio ringraziare l’autore per avermi dato la possibilità di recensire e leggere entrambi i suoi titoli, sono davvero curiosa di scoprire le vicende che verranno trasmesse nel terzo titolo. Sono libri molto interessanti e soprattutto pieni di amore per la scrittura, per la lettura e soprattutto per la musica in quanto è un tema molto concentrato.

Recensione “I giorni dell’Ardesia”.

Buongiorno lettori, oggi vi parlo del secondo volume della saga di Simone Chialchia. Per la lettura della prima recensione basta cliccare qui.

Lo scrittore è Simone Chialchia, l’autore della saga fantasy di James Biancospino.

Potete consultare cliccando qui il sito dell’autore.

Copertina: Da urlo come sempre.
Titolo: James Biancospino e I giorni dell’Ardesia
Autore: Simone Chialchia
Data di rilascio: 2020
Genere
: Fantasy
Trama: Dopo le mirabolanti avventure affrontate nel sedicesimo secolo, James Biancospino torna al presente ed è di nuovo costretto a destreggiarsi nell’eterna guerra tra la setta della Confraternita della Luce e quella degli Oscuri. Tra duelli mozzafiato, affetti contrastati ed estenuanti iniziazioni, l’epopea del protagonista si snoda attraverso tre continenti, alla ricerca dell’arcano potere nascosto nell’ardesia, l’unico che sembra in grado di risolvere in modo definitivo le sorti del conflitto.

Valutazione: Anche questa volta l’autore è riuscito a presentare un libro con una narrazione molto fluida e pulita, senza errori di battitura e soprattutto con una grande narrazione e piena di avventure-suspense che accompagnano il lettore fino all’ultima pagina. La copertina di entrambi i titoli sono ben studiati e danno una maggiore visibilità all’occhio, che in mezzo a cento titoli, noterà la saga di Simone.

La storia trasmette delle forti emozioni realizzando un intreccio fra i vari capitoli che costituiscono il libro, rendendoli armoniosi fra loro. Le ambientazioni e la descrizione dei personaggi e del loro andamento nella evoluzione della storia, ancora una volta, sono forti e mai banali.

E’ tutto realizzando dalla forza della immaginazione dell’autore, ma talmente è così trasportabile nella sua creatività, che ben presto vi ritroverete a cercare indizi per le vie di Mosca.

La figura di James cresce, come nel primo titolo della saga, anche nel secondo. Ovviamente si individua una forte carica di elettricità diversamente dal precedente, ma non comporta prospettive che si verificano sbagliate, ma una grande sorpresa per il lettore. Si intravede la crescita della scrittura, una maggiore sistematicità del racconto e della sua evoluzione.

Pensieri personali del libro: Non ci sono cali di tensione, suspence e ci si sente trasportati in un mondo magico e avventuroso.

Simone, l’autore, riesce a realizzare un racconto intraprendente che possa coinvolgere i giovani, infatti come ho già enunciato nella scorsa recensione, è una saga YA.

Il primo volume mi ha davvero lasciato molto stupita per lo svolgimento della narrazione ma anche per la crescita della vicenda. In questo secondo volume il lettore viene trasportato nei tempi odierni dove lo stesso protagonista, James Biancospino, dovrà prendere delle decisioni molto caratterizzanti non solo per lui ma anche per gli altri protagonisti che circonderanno la storia.

Si scopriranno misteri che verranno risolti, scelte da prendere, prove da affrontare e numerosi colpi di scena che lasceranno il lettore senza fiato.

La parola chiave del romanzo è: comprendere di chi fidarsi.

La storia continua, dopo il primo volume in cui ha lasciato il lettore con molti punti di domanda. James cresce ancora, matura, tanto da comprendere ancora al meglio le vicende che vive. Era coinvolto nuovamente dalla confraternita della Luce e comprenderà affari che si aggirano nell’accademia di Los Angeles.

Nel primo volume della saga ci trovavamo in ambiente di narrazione che si avvolge intorno al 500 dove non c’era tecnologia, ma nel secondo volume si ritorna nell’epoca contemporanea dove la tecnologia è presente e influenza molto le azioni del nostro protagonista e non solo.

C’è un cambiamento nel carattere dei personaggi, ma non solo di James ma anche di Scarlet e Clayton. Un rafforzamento nella scrittura e nell’andamento delle vicende più cariche di avventura e di innovatività.

E’ certamente un titolo migliore di quello precedente.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ |

Per le cinque stelle voglio leggere tutta la saga, ma le quattro stelle che ho valutato per ambi i titoli sono di un livello superiore. Ringrazio ancora Simone per la disponibilità!

Recensione “Il segreto di Chopin”

Buongiorno cari lettori, oggi parleremo di due recensioni che saranno suddivise su due articoli differenti in cui vi analizzerò e vi porterò due titoli di un autore emergente.

Il segreto di Chopin è uscito nel 2017, è il primo della trilogia di Reinhard Friedmann ed è vincitore di 21 premi a livello nazionale.

Il segreto di Chopin  - Luciano Varnadi Ceriello Libro - Libraccio.it

Copertina: È molto particolare e interessante anche se il colore di sfondo è molto acceso
Titolo: Il segreto di Chopin
Autore: Luciano Varnadi Ceriello
Data di rilascio: 2017
Genere
: Romanzo storico
Trama: Nel corso di una missione di devastazione e annichilimento di una nazione e di un popolo, Reinhard Friedmann, un alto ufficiale nazista scopre, per puro caso, delle lettere fino ad allora rimaste segrete. Quelle lettere che Apollonia Dabrowska, la donna amata in segreto da Chopin, il suo unico e misterioso grande amore, scrisse, ma non inviò mai al compositore polacco. 

     Incuriosito, il soldato inizia la lettura dei documenti rinvenuti e si accorge, così, che tra le lettere ve ne sono anche alcune inviate da Chopin alla sua adorata.   

     Attraverso la lettura di questa corrispondenza segreta, il romanzo, che possiamo definire di carattere storico, ripercorre la vita del musicista dalla nascita alla morte, intrecciandola con elementi di fantasia, che s’intersecano con i momenti reali della vita di Chopin e con dati storici e biografici certi.  Inoltre l’opera corre su un doppio binario temporale. L’autore sa rendere la narrazione ancora più pregnante, attraverso l’innesto di fatti risalenti al periodo della seconda guerra mondiale, narrati alla luce della crisi mistica che trafigge l’animo del soldato. Quel soldato,  non facile da amare all’inizio, ma sempre più sull’orlo del baratro e in preda ad una totale metamorfosi catartica, man mano che l’intensità e la profondità di quell’amore appena scoperto e, per lui inimmaginabile solo fino a pochi istanti prima, vengono alla luce. 

     Il romanzo, scritto in parte in forma epistolare, è ambientato nella Chiesa di Santa Croce a Varsavia. Grazie alla lettura delle lettere di Apollonia, rinvenute all’interno della teca contenente il cuore di Chopin, vengono affrontate diverse tematiche. Si spazia pertanto dal nazismo all’amore, dalla religione alla castrazione, dalla lussuria all’introspezione, dall’incesto edipico a momenti di vita del pianista, a due cuori che battevano all’unisono… 


Valutazione: L’autore ha un’ottima padronanza della scrittura realizzando un testo dalla lettura fluida e molto avvincente. Buona capacità anche nelle descrizioni ambientali e dei relativi personaggi. Ho trovato piacevole e sorprendente la presenza di testi poetici sulla linea melodica degli spartiti di Chopin in riferimento alle Nocture – che personalmente apprezzo molto -.

Un racconto che crea un mix in maniera intelligente e frizzante della narrazione con l’arte della musica e della pittura. Durante la lettura mi sono affacciata ancora di più e di Chopin e delle sue note contenute nei testi “Notturni”.

Per riuscire a creare questa armonia e fluidità di racconto accompagnato da melodie, Se riesci a comprendere quanto studio c’è dietro ogni singola parola è stata scritta per la realizzazione del libro. È davvero molto apprezzata la capacità di un autore di riuscire a creare un’armonia nuova, un qualcosa che riesce sempre a sorprendere il lettore senza mai annoiarlo.


Pensieri personali del libro: È un romanzo affascinante che ti trasporta in un gioco alternato tra melodia e testi fino alla sua conclusione. Inizialmente il racconto è piano, lento, per aumentare di gradazione di eccellenza già dal sesto capitolo. Una storia piena di scoperte e suspense che non lasciano al lettore il tempo di annoiarsi.

La narrazione si articola su due fronti: la storia che narra del soldato Reinhard Friedman che durante l’invasione della Polonia per mano dell’esercito nazista, entra in una chiesa e scopre la raccolta di Chopin e le lettere della sua amata Apollonia Dabrowska.

È ben strutturato anche la formazione stessa del romanzo e la presenza di note di comprensione a fine di ciascun capitolo.

Chi è il protagonista? Reinhard Friedman è un alto ufficiale nazista che scopre delle lettere fra il grande maestro musicale Chopin e la sua amata, lettere rimaste per molto tempo in segreto fino alla loro scoperta. Ci sono delle lettere di Apollonia che non sono mai stata inviata dal compositore musicale. C’è una grande impronta di carattere storico dell’avventura scritta dall’autore, che ci permette di percorrere la vita di Chopin e fino alla sua morte, andando ad analizzare i dati storici verificati con la fantasia enunciata dallo scrittore.
Sistema di valutazione: ★★★★★ |

Voglio ringraziare l’autore per avermi dato la possibilità di recensire e leggere entrambi i suoi titoli, sono davvero curiosa di scoprire le vicende che verranno trasmesse nel terzo titolo. Sono libri molto interessanti e soprattutto pieni di amore per la scrittura, per la lettura e soprattutto per la musica in quanto è un tema molto concentrato.

Recensione “Dietro la maschera ovvero Il potere di una donna”

Buongiorno lettori accaniti! Oggi vi parlo di un classico in collaborazione con la Caravaggio Editore che ringrazio immensamente per avermi fornito la copia cartacea e per la splendida opportunità di leggere questo romanzo travolgente.

Potete acquistarlo sul loro sito ufficiale cliccando qui.

«Sono una strega, e un giorno la mia maschera cadrà e mi vedrete per quella che sono, vecchia, brutta, cattiva e dannata. Fate attenzione a me finché siete in tempo. Vi ho avvertito. Adesso amatemi a vostro rischio e pericolo.»

Copertina: Semplice e diretta.
Titolo: Dietro la maschera ovvero Il potere di una donna.
Autore
: Louisa May Alcott
Data di rilascio: Data di rilascio della Caravaggio 13 ottobre 2020.
Genere: Narrativa
Trama: Dietro la maschera ovvero Il potere di una donna (Behind a Mask, or a woman power) svela una Alcott diversa da quella che siamo abituati a conoscere. È la Alcott degli esordi, che mette al centro della narrazione la donna, cosciente della propria autonomia, orgogliosa della propria femminilità e forte della propria determinazione, trascinando il lettore in un vortice di passioni, sotterfugi e colpi di scena. Protagonista della storia è Jean Muir, una donna apparentemente senza scrupoli che lotta con tutta sé stessa per raggiungere i propri obiettivi ricorrendo a qualsiasi tipo di stratagemma e che, consapevole della propria condizione, la utilizza a proprio vantaggio, indossando scientemente la maschera che rispecchia la personalità che la società si aspetta che abbia. Non si tratta solo di una storia avvincente narrata in modo eccezionale, ma di un racconto dal ritmo incalzante attraverso il quale, capitolo dopo capitolo, si scoprono elementi non solo della vita della protagonista, ma anche del passato della scrittrice.

Valutazione: E’ un romanzo appartenente alla collana dei classici ritrovati.

Premetto che è la mia prima lettura della scrittrice e no, non ho letto Piccole Donne anche se ho il romanzo nella mia libreria.

Da questo testo così sorprendente e innovativo, sono riuscita ad immergermi nella scrittura di Louisa May Alcott con una semplicità da far venire i brividi. Non c’è stato un solo attimo nel racconto che mi ha fatto venire voglia di chiuderlo e passare ad altro. Ero completamente presa e trasportata nelle vicende della protagonista: Jean Muir.

“Forza, il sipario è calato, quindi posso essere me stessa per qualche ora, ammesso che le attrici siano mai sé stesse”

Una donna diversa dalla società, piena di carattere e di passione con una grande qualità di interpretazione di un ruolo che poco le appartiene. Riesce, tramite le sue parole, a far innamorare gli uomini della famiglia Coventry.

Il potere della donna è proprio la forza di agire con modalità tali da sottomettere gli eventi a suo piacere, sottraendosi con perfidia, alle regole della società del tempo.

E’ uno scritto che permette di mette al centro il ruolo della Donna nelle sue mille sfumature, cosciente della propria autonomia e della propria essenza di femminilità, con perfidia e determinazione travolge l’essere maschile. Non si fa ingannare dal destino né dall’agire degli uomini, ma con carattere e dedizione, Jean Muir, persegue il suo obiettivo fino a raggiungerlo.

E’ un’opera frizzante e innovativa, certamente diversa da quella che si potrebbe spettare dal periodo in cui è stato scritto. La figura femminile principale è caparbia, orgogliosa e senza scrupoli. Riveste il ruolo di istruttrice per poter compiere la sua scena più brillante.

E’ un’attrice che vive la vita come se fosse un palcoscenico di Teatro. Si gode l’ambientazione e le battute degli uomini e delle donne che la circondano, penetra nella famiglia aristocratica per conquistare le grazie dei membri a cui presta servizio.

 
Pensieri personali del libro: E’ una lettura travolgente che non permette al suo lettore di distaccarsene in maniera semplice, come se fosse una ragnatela in cui agitandosi troppo velocemente si rimane incastrati per sempre.

E’ un mondo frenetico, diverso. La società ottocentesca che viene narrata è caratterizzata dalla ideologia di sovranità e di sottomissione delle classi sociali. Jean Muir odia i membri della famiglia presso cui opera come istruttrice, ma è in grado di indossare una maschera che farà di lei una vera donna amabile e sincera – per quanto sia possibile nella bugia – .

La conquista dei falsi valori, il cambiamento dei personaggi dell’opera con l’avvenire della presenza di Muir, l’amore oltre ogni età e le bugie che si propagano nella famiglia sono gli elementi forza del romanzo.

E’ una donna manipolatrice, attrice sagace e determinata, che indossa la sua maschera per ottenere la rivalsa che la vita le deve.

Questa lettura mi ha ricordato il titolo “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello in cui egli espone la sua teoria in cui ogni uomo e donna, indossa sempre una maschera. Ciò avviene a seguito del tentativo di individuare una propria identità, che porta a tre quesiti: “Chi siamo?” , “Cosa crediamo di essere?” e infine “Chi siamo per gli altri?”

Sistema di valutazione: ★★★★★ |

“Jean, credo che voi siate una strega. La Scozia è la casa di strane, misteriose creature, che assumono forme adorabili per tormentare povere anime deboli. Siete una di quelle belle imbroglione?”

Ringrazio ancora la casa editrice per questa lettura meravigliosa.

Recensione “Il Signore di notte”

Buongiorno community di lettori, oggi torniamo con un libro che appartiene al genere del giallo storico ed è stata una lettura sorprendente.

E’ possibile acquistarlo tramite Amazon, Kobo, YouCanPrint e infine presso il sito ufficiale dell’autore Gustavo Vitali cliccando qui.

Copertina: E’ semplice e vintage
Titolo: Il Signore della notte
Autore: Gustavo Vitali
Data di rilascio: 2020
Genere
: Giallo storico
Trama: Venezia, 1605. Sullo sfondo della città dei dogi un magistrato goffo e pasticcione indaga sull’omicidio di un nobile caduto in miseria. Ricopre la carica di Signore di Notte, la magistratura alla quale la Serenissima Repubblica ha affidato la tutela dell’ordine pubblico, sei giudici e insieme capi della polizia. Il protagonista, Francesco Barbarigo, irrompe sulla scena del giallo anche con una buona dose di spocchia, dopo essersi incaricato delle indagini con una leggerezza pari solo alla propria impreparazione, che lo porterà a clamorose sconfitte prima di giungere alla soluzione del giallo, ma non ce la farà da solo.Si lancia dapprima lungo piste inconcludenti e si accanisce su tracce fasulle. Emerge nel frattempo un uomo dalla personalità controversa e di difficile interpretazione che sfoggia una sicurezza solo apparente, mentre dentro di lui covano le incertezze, lo divorano le angosce. Per lo più incappa in una stramba relazione con una donna indecifrabile e misteriosa che gli procura nuovi turbamenti.Il racconto produce tutta una serie di personaggi, i principali realmente vissuti all’epoca e riesumati grazie ad un lungo lavoro di documentazione. Attorno al protagonista agiscono figure da salotto, bellimbusti e cortigiane, prostitute e bari, ricchi aristocratici e nobili decaduti che vivacchiano ai margini della classe potere. Ci sono anche sgradevoli comparizioni di uomini violenti, come banditi e sbirri, distinti tra loro dai rispettivi ruoli, ma simili nell’agire sopraffattore. Non tutti reciteranno il ruolo di semplici comparse, ma assumeranno parti importanti nel romanzo, qualcuna perfino decisiva. Determinante nelle indagini sarà un capitano delle guardie che affianca il Signore di Notte aiutandolo a dipanare una matassa parecchio complessa.Così, passando tra disastri, colpi di scena, agguati e quant’altro il Signore di Notte e il suo capitano riusciranno ad arrivare alla soluzione del giallo, una soluzione sorprendente e degno corollario di una trama coinvolgente alla quale si aggiungono curiosità, particolari, aneddoti sui costumi e le vicende dell’epoca, che inquadrano il racconto nella dimensione storica dell’antica Serenissima assunta quasi a protagonista silenziosa.


Valutazione: Prima di intraprendere questa lettura bisogna tener conto di una particolarità: innanzitutto è un giallo storico di un autore emergente che ha davvero carattere e ha i requisiti essenziali per riuscire a intraprendere una bellissima carriera nello scritto di questo genere. La narrazione si svolge a Venezia e nel periodo storico del 1605, ma vorrei soffermarmi su un punto fondamentale del racconto: la storia è inventata, ma coinvolge personaggi realmente esistiti. Già da questo prologo il lettore è davvero molto interessato andare a scoprire conoscere questi personaggi reali che si ambientano e si narrano in un contesto del tutto inventato. Chi è il personaggio che ti accompagnerà nella lettura di questa storia? Francisco Barbarigo.

Si può dire fin da subito che è un giallo storico che non annoia, non ha un racconto piatto ma è come andare sulle montagne russe perché c’è sempre un forte movimento e grande suspense, è caratterizzato soprattutto dalla raccolta di indizi che non permettono, in maniera semplice, al lettore di trovare la soluzione.

Conoscendo personalmente Venezia, mi sono ambientata dalle prime pagine nel contesto del romanzo, ma il lettore riuscirà comunque ad abituarsi e a immaginarsi la scena grazie alla grande caratteristica di dettaglio che viene promossa dallo stesso autore.

Il gergo che viene utilizzato da Gustavo è innovativo e non risulta banale. La prosa è ben strutturata e oltretutto c’è una grande caratteristica di variazione di termini e l’utilizzo di parole d’altri tempi. Ciò che davvero mi ha entusiasmata è fortemente la capacità di saper descrivere luoghi e personaggi.

Il testo è scorrevole, accattivante e ben strutturato. Vengono evidenziati i difetti dei personaggi in maniera innocente. C’è la mancanza di dialogo diretti all’interno del romanzo e questo rende la lettura più impegnativa e leggermente più lenta rispetto ad un romanzo caratterizzato anche da conversazioni.

Vengono descritti anche i membri della società veneziana, i nobili e i meccanismi del carcere e dei loro detenuti. Per esempio vengono descritti le celle soprannominate “Pozzi” e “Piombi” destinate ad accogliere gli ospiti del consiglio dei Dieci e degli inquisitori di Stato.


Pensieri personali del libro: La scrittura di Gustavo è pulita, coinvolgente e ben curata. Si nota la cura anche nelle conversazioni fra i personaggi, perché hanno uno stile di espressione che rispecchia i tempi dell’ambientazione del romanzo stesso, ma anche un buon occhio per le descrizioni che vengono usate con termini appartenenti al dialetto e luogo come per esempio ca’ granda. Il racconto prende forma nomade in cui viene ritrovato il cadavere di Nicolo Duodo nella sua dimora.

Durante la lettura possono scorgersi la conoscenza dei costumi, modi di dire, usi e fatti che costituiscono un bagaglio di informazioni del seicento.

La figura del “Signore di notte” viene descritta come un uomo contorto, molto isolato dalla società e con un poco senso per la investigazioni, egli infatti dovrà cavalcare le onde della suspense per avviare all’origine della morte del nobile e oltretutto è un uomo che coglie gli indizi con superficialità.
Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ |

Ringrazio Gustavo Vitali per essersi affidato la mia valutazione oggettiva del suo romanzo. Ritengo che sia un eccellente giallo storico in quanto è caratterizzante di tutti i requisiti essenziali affinché si possa identificare tale romanzo in questa categoria.

Recensione “Scopami”

Buongiorno lettori accaniti, oggi parliamo di un libro dal titolo accattivante e provocatorio “Scopami” di Virginie Despentes in collaborazione con la Fandango Edizioni.

Il romanzo della Despentes è stato pubblicato nel 1994, ma negli anni seguenti sono state poste diverse traduzioni.

Un romanzo dal carattere forte e ironico che mette a fronte la vita di due donne senza peli sulla lingua e senza parole censurate. Una vera e proprio lettura straboccante con scene di sesso e parolacce.

Puoi acquistarlo direttamente dal sito ufficiale Fandango.

Se volete intraprendere questa lettura fatelo senza pregiudizi e sappiate che non è per tutti. E’ particolare sia nelle descrizioni sia nelle vicende, spesso il lettore potrebbe storcere il naso per le analisi che vengono poste e per la probabile violenza delle azioni e se siete sensibili vi sconsiglio di leggerlo.

Scopami - Virginie Despentes - copertina

Copertina: Accattivante e provocatoria
Titolo: Scopami
Autore: Virginie Despentes
Data di rilascio: Traduzione Fandango 2020
Genere: Narrativa contemporanea
Trama: “Bisogna abusare”. E’ questo l’imperativo che spinge Manu e Nadine a unirsi: la prima è bassa e graziosa, la seconda alta e bruttina, una è vitale e chiacchierona mentre l’altra è lenta e silenziosa, ma entrambe hanno una vita difficile, in cui l’unica per andare avanti è ottundersi i sensi bevendo birra o tappandosi le orecchie con un walkman a tutto volume. Finché resistere non diventa impossibile. Parte così una sfrenata corsa per le città francesi, già consapevoli entrambe che finirà male, ma decise a perseguire l’unico scopo che si sono imposte: consegnare un misterioso involucro, rispettando la volontà di un amico che è morto. Una versione hardcore di Thelma e Louise, ma anche un noir spregiudicato.


Valutazione: Nessun pregiudizio durante la lettura, né prima e né dopo. Questa frase deve rimanere impressa nella mente del lettore. Non è il classico libro contemporaneo che ti parla di due ragazze biricchine che vogliono diventare delle power donne, ma un vero racconto con fatti cruciali che mostrano il cambiamento di una donna, anzi meglio due, in virtù dei pregiudizi mostrati dalla società e dunque, dalla gente che le circonda. E’ un romanzo violento, sessualmente esplicito e travolgente. Non è una lettura per tutti, forse in realtà non lo è stata neanche per me al cento per cento. All’inizio la lettura è lenta e piana, poche scene travolgenti, ma arrivando poco prima della metà del romanzo le scene cambiano e corrono. Corrono in direzioni diverse travolgendo chi legge come se fosse su un treno express.
La scrittura è diretta al lettore, non ci sono veli di apparenza, non ci sono utilizzi di termini complessi, ma una lettura cruda e violenta e piena di imprecazioni. Le descrizioni sono impressionanti, durante la lettura riuscivo ad immergermi nel contesto e provare i brividi di terrore.

Pensieri personali del libro: Il romanzo è incentrato su due giovani personaggi femminili: Manu e Nadine. 

Due donne, una dedita alla prostituzione mentre l’altra lavora nell’ambito dei film porno, dopo essersi incontrate casualmente quando le loro vite erano alla deriva decidono di avventurarsi verso lo squilibrio di una società che le ha sempre giudicate. Si trasformano da donne giudicate a donne che danno alla società un motivo per cui essere giudicate. Si enuncia una mancanza di sensi di colpa nelle azioni che promuovano durante la loro avventura. I pregiudizi non sono più un problema. La paura non è più loro nemica. La società è solo una realtà circostante. Sono due leonesse in caccia verso il mondo, nulla le ferma e tutti le temono. 

Compiono azioni violente sottraendo vite, denaro e godendosi del buon sesso. Prestano poco attenzione al loro corpo e a cosa farne, non offrono scuse in quello che fanno perché cercano la libertà di essere ciò che sono.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ 

E’ un libro interessante, un libro controverso che è stato bandito in Francia a causa del suo contenuto grafico.

Recensione “La gatta della Regina”

Buongiorno community di lettori! Oggi torno con una nuova recensione del titolo “La gatta della Regina” in collaborazione con La Lepre Edizioni. E’ un romanzo storico che tratta di tematiche davvero importanti, facendo capire al lettore come si svolgeva la vita negli anni del Cinquecento.

Potrete acquistare il romanzo cliccando qui.

Copertina: Davvero bella e particolare
Titolo: La gatta della Regina
Autore: Domitilla Calamai e Marco Calamai de Mesa
Data di rilascio: 2020
Genere: Romanzo Storico
Trama: All’inizio del Cinquecento si ampliano i confini di un mondo in rapida trasformazione. Tra Tenerife, Europa e Americhe tre fratelli si confrontano con una realtà in continuo divenire, alla ricerca di se stessi. Àlvaro s’immerge negli affari tra l’Andalusia, le Canarie e Genova, dove l’ammiraglio Andrea Doria gli propone una missione diplomatica presso l’imperatore Carlo V; ad accompagnarlo sarà un’affascinante nobildonna, Camilla Parodi. Inés diviene dama di compagnia dalla regina Giovanna La Pazza, madre dell’imperatore, e a Toledo s’innamora di Maria Pacheco, la donna che guida la rivolta dei Comuneros; la scoperta della sua vera identità sessuale sarà per lei anche il movente di scelte estreme. Juan s’imbarca per le Indias per studiare la flora del Nuovo Mondo e in Amazzonia toccherà con mano la violenza della conquista. Attraverso le audaci vicende dei tre protagonisti, raccontate con attento rigore storico, il romanzo ci porta nel cuore di un’epoca di sconvolgente mutamento.


Valutazione: Partiamo all’arrembaggio di questo romanzo. E’ un romanzo storico ambientato nel 1500 in cui viene raccontato in terza persona la vita di tre fratelli che muta con il cambiare della società e degli eventi. Tre personaggi particolari e differenti fra di loro che incontreranno, influenzeranno e si faranno influenzare da altre persone alquanto diverse. Mi è piaciuta la particolarità del libro: poche conversazioni, ma importanti e interessanti. E’ un mix di descrizioni di ambienti, pensieri e vestiti. Il personaggio che più mi ha colpito per la fragilità e la dolcezza è proprio la regina. Una donna forte, priva di paura davanti alle avversità anche se la vita l’ha presa di pugno recandole tante sofferenze legate agli uomini. I tre uomini della sua vita l’hanno buttata via, lasciata sola in un mondo dove la figura femminile ancora non è evasa dalla discriminazione.

La grande chiave del romanzo è la scoperta del mondo, in tutte le sue sfumature e angoli. Nella Spagna del 1500 il potere era concentrato sia in mano alla Corona che alla Chiesa. Viene mostrata anche la battaglia dei castigliani, la creazione del Nuovo Mondo.

Che cosa ho riscontrato di interessante nel romanzo? La tematica della guerra è ben presente, anche perché sarà l’ambiente di circostanza che smuoverà le acque dei personaggi. L’amore fra donne, è una delle tematiche che si può scorgere nella lettura, un amore platonico che nasce da Inés nei confronti di Maria Pacheto. La sottomissione della figura femminile anche se quest’ultima ricopre un ruolo sovrano. L’abbandono di un individuo, la morte e le credenze cristiane che promuovono guerre contro chi si converte e contro gli ebrei.

Lo sviluppo personale di Juan, un personaggio che già dalla giovane età amava la conoscenza e decide di intraprendere l’avventura di navigare per le acque.

Pensieri personali del libro: E’ un libro forte e innovativo con una lettura scorrevole nei tratti di racconto e di conversazione, in altri punti un po’ più storici l’ho trovato lento. La scrittura è piena, conforme, audacia.

La data esatta in cui si svolge questo romanzo è il 1519 a Tenerife, perla dell’arcipelago delle Canarie appartenenti all’Imperatore Carlo V.

La gatta della regina – Domitilla Calamai e Marco Calamai de Mesa

Vengono mostrate anche le guerre civili, le rivolte, i pensieri e la frustrazione della popolazione.

Si narra delle vicende dei tre fratelli: Alvaro, Inés e Juan de Mesa, ma viene enunciato anche il loro padre, Diego, un ricco terriero che ama viaggiare per mare per acquisire nuove terre. Nelle terre di Tenerife, ricordata come un ambiente ricco che faceva i conti con i Nativi Guanche, i convertiti Moriscos e gli indigeni del Nuovo Mondo.

La regina riesce a trovare conforto nelle fusa della sua affezionata gatta Zapachilda, ma è chiamata a prendere posizione nella rivolta dei Comuneros che si oppongono a Carlo V non riconoscendo il fiammingo come loro reggente. La regina si trova al centro del dibattito, indecisa su quale orizzonte lanciare il proprio sostegno dovrà ben presto prendere una posizione.

E’ un scritto intelligente, formoso, pieno di storicità. Ben curato nei dettagli, ma anche nelle caratteristiche principali dei personaggi permettendo al lettore di riconoscerli, di conoscerli e di amarli.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆

Ringrazio ancora La Lepre Edizioni per il splendido omaggio che mi ha fatto.