Io so un segreto

Buongiorno cari lettori, in collaborazione con la Caravaggio Editore vi presento un nuovo titolo “Io so un segreto” di Lucy Maud Montgomery a cura di Enrico De Luca.

Potete acquistarlo qui.

Trama: Io so un segreto è un racconto scritto negli ultimi anni della sua vita (1935), che mostra ancora una volta l’abilità di Lucy Maud Montgomery nel trattare un argomento a lei congeniale: il mondo dell’infanzia, descritto in tutte le sue sfaccettature. La storia di Jane Lawrence, e del suo incontenibile desiderio di conoscere almeno uno dei segreti della sua amica più grande dovie Johnson, è emblematica di come chiacchiere e falsità possano essere fonte di angoscia e di dolore anche per i piccoli. 

Cosa ne penso?

Già dalla trama si riesce a percepire l’essenza e l’andamento della storia. Una breve narrazione di una sessantina di pagine che ci fa immergere nella giovinezza e l’innocenza dei bambini. Spesso ci dimentichiamo quanto sia semplice credere ad una piccola bugia o farsi emozionare nello scoprire un segreto.

Questo racconto ci permette di ammirare ancora una volta la gioia che vive dentro di noi anche se spesso ce ne dimentichiamo. Ci permette di riflette e di capire quanta bellezza c’è nella innocenza di chi crede alle parole di qualcuno. Man mano che cresciamo diventiamo sempre più distaccati dall’altro, ci dimentichiamo delle piccole gioie e spesso voltiamo le spalle ai piccoli saperi… ma con questo racconto riusciremo a fare un breve viaggio in ciò che eravamo da bambini.

Conoscere un segreto. Questa è la parola chiave della narrazione ma anche la fonte di gioia della piccola Jane che viene ingannata dalla sua amica. Dovie Johnson è una bambina vivace ma conosciuta come la piccola peste perché ovunque va porta con sé dei problemi. Dovie promette a Jane un segreto che non deve essere rilevato a nessuno, un segreto che renderà triste la innocente Jane.

L’unica cosa che deve fare Jane per ottenere quel segreto è regalare sette mele a Dovie. Jane avrà difficoltà nel raccogliere sette mele, una per ogni giorno, dall’albero della zia ma con audacia e grinta riuscirà nel suo intento senza sapere a cosa andrà incontro.

La tristezza e l’amarezza nel conoscere ciò che in realtà non voleva mai scoprire. Jane si trova a pentirsi di aver scoperto quel segreto.

La ragazza con l’occhio di vetro e altre storie di amore dark

Buongiorno a tutti lettori! Oggi vi parlerò di La ragazza con l’occhio di vetro e altre storie di amore dark in collaborazione con la CE Cut-Up Publishing. Un romanzo concentrato su diverse storie dark realizzato da di Stefano Fantelli (Autore), Moreno Burattini (Prefazione).

Potete acquistarlo tramite il mio link

Trama: “Molti miti femminili hanno, non per caso, una tripartizione: tre le Moire, le Parche, le Nornem germaniche, le Brigit in Irlanda, le Roznicy slave. Tre anche le Marie sotto la croce (e tre, di nuovo, le sorelle vampire di Stoker). Stefano Fantelli, da brujo qual è, rinnova le sue e le nostre paure ancestrali, con un’abilità di scrittura in grado di farci temere, e al tempo stesso desiderare, l’incontro con le sue incarnazioni delle antiche divinità femminili…”

Cosa ne penso?

Personalmente non ho apprezzato la carta con cui è stato stampato. Le pagine sono trasparenti e spesso si ha la sovrapposizione fra il testo anteriore e quello posteriore creando una sorta di “riflesso” delle parole. Voglio sottolineare come, nonostante il titolo e la trama siano così curiosi, alla fine della lettura non mi è rimasto molto. Purtroppo nonostante i diversi racconti riportati, nessuno è riuscito a darmi una buona impressione anche perché, durante i dialoghi, ho notato una sorta di “monotonia” fra le conversazioni presenti nelle diverse storie dark. Questo carattere mi ha dato la sensazione che in realtà non ci fosse un personaggi diverso dall’altro ma che fossero tutti la stessa persona.

Ero già consapevole della presenza di alcune situazioni particolari raccontate nei testi, ma ho ben capito anche grazie a questo titolo che purtroppo non so apprezzare romanzi che contengono effusioni sessuali aggressive, particolari e tendenti a ciò che io definirei “strano”.

Mi è rimasta impressa, in senso positivo, la prefazione realizzata da Moreno, inoltre è molto interessante come abbiano aggiungo anche delle immagini chiave per descrivere le storie narrate ed è molto particolare il linguaggio utilizzato da Stefano.

E’ possibile trovare nel romanzo 17 storie di amori impossibili in una chiave horror da lasciare i brividi. Il sentimento che incontreremo sempre durante questo viaggio è “l’amore” sotto mille sfumature con la presenza di figure femminili mistiche, malvagie, particolari.

La mia parola contro la sua

Un libro forte che affronta la tematica del pregiudizio. Il pregiudizio contro le donne, la limitazione della libertà e della dignità, gli sbagli che si commettono nella vita quotidiana quando non si riconosce alla donna la possibilità di ricoprire un ruolo importante e riconoscerla come tale.

Potete acquistarlo cliccando qui .

Un libro di Paola Di Nicola in cui affronta con decisione e coraggio ciò che ognuna di noi cerca di combattere ogni giorno. Un libro che dovrebbe essere letto da tutti, sia uomini che donne perché la battaglia non è solo della donna, ma di tutti. Tutti dovrebbero combattere per la libertà e la dignità.

In collaborazione con la HarperCollins.

Ho letto questo libro segnandomi le parti più forti del suo contesto, ed è finita che ho messo segnalibri ovunque. Si passa dalla Tokyo con i suoi manifesti rosa e la divisione dei binari per far venire meno le molestie in metro nell’orario di punta, a come un giudice possa capovolgere il ruolo della vittima con quella dell’imputato ponendo le domande sbagliate.

“Ma come ti sei vestita? Perché non hai urlato? Se non hai urlato significa che eri consenziente”.

Sin dal 1919 in Italia, le donne sono state ammesse all’esercizio di tutte le professioni e gli impieghi pubblici, con l’esclusione – non casuale – della difesa militare dello Stato e della magistratura. Fino al 1923 ci fu negato l’accesso come giudici perché ritenute incapaci, inadatte, squilibrate per via delle mestruazione e del pregiudizio millenario. Questi argomenti furono declamati da tanti, come prosopopea e senza giri di parole, proprio tra coloro che avevano scritto la Costituzione italiana nel 1948.

I problemi della regola grammaticale:

Se vogliamo parlare di posti di lavoro ricoperti sia da uomini che da donne non troveremo nessuna “anormalità” nel linguaggio quotidiano. E’ normale chiamate una donna cameriera e un uomo cameriere, oppure sarà normale il termine maestra e il termine maestro.

Ma cosa succede se saliamo nella scala gerarchica? La scala del potere, di riconoscimento sociale ed economico? Iniziano i problemi. Non vengono usati termine come magistrata ( già mentre scrivo questo articolo blog, il format mi segna che il termine “magistrata” sia sbagliata ), avvocata, notaia etc.

In contemporanea c’è l’assenza di uso del maschile con le parole casalingo, uomo delle pulizie e prostituto.

Il libro parla di vari aspetti: dal paragrafo le donne contro le donne, il pregiudizio prima del giudizio, le fimmine ribelli (sì, le donne dei mafiosi che vengono etichettate come donne al servizio degli uomini e non hanno nessun diritto se non quello di star al fianco del loro uomo “valoroso” e spericolato), madri o puttane (questo sdoppiamento della figura femminile in fedele moglie e madre oppure puttana è un paradigma che appartiene alla nostra cultura patriarcale, che nell’ambito mafioso viene solo esasperato. Essere madre vuol dire obbedire alla Legge del Padre e piegarsi, invece essere puttana è la rappresentazione dell’estremo tentativo di godere della propria libertà infrangendo le regole mafiose fissate dagli uomini per gli uomini e per la sola sopravvivenza dell’organizzazione criminale.), le molestie in italia non esistono (ne siamo proprio sicuri? in tutto il mondo esistono, come anche il Caso di una vip di Hollywood che è stata stalkerata e molestata da un suo fans) e arrivato al punto cruciale del discorso: DONNA, E’ TUA LA COLPA.

Avete mai pensato a quanto sia difficile per una donna denunciare una violenza? Il sentimento sincero e profondo di protezione che hanno le vittime nei confronti degli uomini che le picchiano e le umiliano sempre costituito un mistero per chi vive nelle aule di giustizia. Il senso di colpa è una delle più efficaci forme di controllo sociale femminile, nessuno di noi può essere del tutto immune, scrive negli anni 70 Adrienne Rich.

Perché non hai urlato?

Lo stereotipo per cui le donne esagerano, fanno di ogni cosa un dramma, si offendono subito, sono isteriche e squilibrate e talmente forte da deformare i fatti. La conseguenza immediata è che essere violentate diventa fare sesso con un uomo focoso a cui non sei riuscita a resistere; e sei molesto sul lavoro in discoteca e avere drammatizzato un apprezzamento di cui andare fieri; essere picchiata e non sono altro che dei verbi familiari.

In questo modo un giudice ha archiviato la denuncia una donna picchiata per anni confermando che l’uomo era stato violento, ma non ritenendo che questo fosse un elemento sufficiente per celebrare un processo in sé confronti perché la vittima se l’ostinata di stagli accanto e per di più era È colpevole di essere stata debole per aver sopportato.

Una sentenza del 2014 della Corte di cassazione concernente la violenza sessuale subita da una primario ospedaliero da parte il marito operaio, ubriaco, poche ore prima della sua partenza per Londra dove avrebbe seguito un corso di perfezionamento.il medico che ha visitato la vittima immediatamente dopo la violenza, aveva ritenuto di arrossamenti in sede vaginale compatibile anche con un rapporto consenziente; il giudice in un attimo aveva trasformato la potenza sensale del reato in un rapporto sessuale con un uomo passionale.

Delle donne abusate e molestate si dice che se la siano cercata, che siano volontariamente state in una condizione di pericolo, accettando le prevedibili conseguenze, senza sbatte la porta.

E’ possibile che nel 2021 tutto gira intorno a come una donna si sia vestita, che tipologia di atteggio abbia sfoderato durante la sua passeggiata mattutina e che mutande indossava? Possibile che una violenza non viene qualificata tale se la donna non ha urlato?

E’ impossibile, in sede di giudizio e oltre, pensare che se una donna non abbia urlato “aiuto” è solo perché ne era terrorizzata? E’ impossibile pensare che una ragazza o una donna adulta possa indossare un tangar senza per forza essere giudicata come “una donna che voleva provocare” un uomo? Che nesso c’è tra quale tipologia di mutande indossa una donna e la violenza che ha subito?

Questi problemi sono ancora presenti nella nostra società, aldilà di tutto, non sono battaglie solo per le donne, ma le battaglie che tutti dovrebbero combattere ogni giorno. Battaglie in cui anche l’uomo deve comprendere che ha un ruolo fondamentale per il raggiungimento della libertà e della dignità di una donna.

Recensione “Odio gli uomini”

In collaborazione con la Garzanti vi presento Odio gli uomini, un saggio che sicuramente porterà molto da discutere e da riflettere. Parla di tematiche forti, presenti e interessanti. Tematiche che tutti dovrebbero conoscere e trattare anche nella vita di tutti i giorni e non solo nelle ‘giornate importanti’.

Pubblicato inizialmente da un piccolo editore in Francia, “Odio gli uomini” ha subito minacce di interdizione e di denunce penali da parte di un funzionario del ministero francese per la Parità di genere, con l’accusa di incitamento all’odio. Il libro è oggi diventato un bestseller pubblicato in tutto il mondo, con il quale Pauline Harmange lancia un grido di battaglia, provocatorio quanto urgente, per le donne di ogni luogo e di tutte le età.

Copertina: Diretto e importante
Titolo: Odio gli uomini
Autore: PAULINE HARMANGE
Data di rilascio: 2021
Genere
: Saggio
Trama: Le donne sono state spesso accusate di odiare gli uomini, e istintivamente lo hanno sempre negato. Ma se invece non credere agli uomini, disprezzarli, e perché no, persino odiarli, fosse una risposta utile al sessismo dilagante? Se questa reazione offrisse una possibile vita di uscita dall’oppressione, e desse inizio a una nuova forma di resistenza? Forse, proprio odiando gli uomini, si potrà essere finalmente libere. 

Harmange 4


Pensieri personali del libro: Odio gli uomini di Pauline Harmange.

Le donne sono state spesso accusate di odiare gli uomini, e istintivamente lo hanno sempre negato. Ma se invece non credere agli uomini, disprezzarli, e perché no, persino odiarli, fosse una risposta utile al sessismo dilagante? Se questa reazione offrisse una possibile vita di uscita dall’oppressione, e desse inizio a una nuova forma di resistenza? Forse, proprio odiando gli uomini, si potrà essere finalmente libere. Pubblicato inizialmente da un piccolo editore in Francia, Odio gli uomini ha subito minacce di interdizione e di denunce penali da parte di un funzionario del ministero francese per la Parità di genere, con l’accusa di incitamento all’odio. Il libro è oggi diventato un bestseller pubblicato in tutto il mondo, con il quale Pauline Harmange lancia un grido di battaglia, provocatorio quanto urgente, per le donne di ogni luogo e di tutte le età.

Nel suo libro, Harmange, volontaria di lunga data per un ente di beneficenza che combatte contro gli abusi sessuali, cita i dati del 2018 che rivelano come il 96 per cento delle persone condannate per violenza domestica fossero uomini, così come il 99 per cento di quelli condannati per violenza sessuale. Le donne, ha affermato, «sono incoraggiate dalla società, dalla letteratura e da tutto il resto ad amare gli uomini, ma dobbiamo assolutamente avere il diritto di non farlo». 

Creiamo un po’ di confusione e sediamoci comodi per ascoltare.
Tutto nasce dall’esperienza che una persona ha vissuto. Io posso catalogarvi gli uomini che ho incontrato in tre grandi categorie e posso dirvi che potrei definire tutti gli uomini come esseri che tendono ad essere giustificati solo perché sono quello che sono, mi spiego meglio. Nella mia vita ho avuto molte relazioni, e no non sono una donna facile ma semplicemente cercavo del calore. Un calore che mi è stato strappato e rovinato già dalla prima relazione adolescenziale. Il mio primo ragazzo dopo due anni di relazione mi ha tradito, il secondo ragazzo mi riempiva di bugie e mi ha alzato le mani – a volte per scherzo, mi continuavo a dire-, il terzo mi snobbava come se fosse normale che io fossi la sua fidanzata e non dovevo pretendere nulla di più – come attenzioni, affetto.- e la lista da descrivere è davvero lunga.
Odio gli uomini è un titolo forte, ma non fermatevi al termine “Odio” sotto una concezione negativa, estrema, difficile da comprendere e da provare. E’ un odio di come gli uomini vengono giustificati nelle situazioni, mentre la donna deve essere perfetta. La donna deve essere un’amica, una mamma, una Donna con la d maiuscola, deve saper cucinare, lavare e stirare, deve essere intelligente e avere un buon lavoro – e su questo ho tante cose da esprimere, anche nel mio campo universitario di legge. La donna deve fare sempre più fatica rispetto ad un uomo, voi non ci credete?
Prendiamo per esempio l’ambito lavorativo dell’avvocatura.
Mi è stato detto più volte “una donna che intraprende questa carriera deve uscire le pall*, ma si sa che le donne per natura non ce le hanno e che non saranno mai delle brave avvocatesse.”
Ho ascoltato le storie di mie colleghe laureate che hanno intrapreso il tirocinio e venivano escluse sia dai loro colleghi nonché anche dal loro dominus perché erano delle donne ed era meglio che, anziché capire come affrontare una sentenza e un dibattito, facesse i caffè e le fotocopie.
Mi sono sentita dire durante una delle tante relazioni, specialmente l’ultima in cui sono stata umiliata sotto tutti i punti di vista “sai Fra, hai un carattere forte e determinato… gli uomini maturano a 30 anni e poco più, non te la prendere se ti ha trattato così, deve ancora crescere. Perché non lo perdoni?”
Esattamente chi dovrei perdonare? L’unica cosa che devo perdonare è me stessa e la mia voglia di non abituarmi alla mediocrità.
Non avete mai subito discriminazioni? Ne siete sicure?
“Le donne alla guida sono un pericolo costante”, “Sai, forse dovresti impegnarti di più per raggiungere i tuoi obiettivi, alla fine si sa che le donne stanno sempre un passo indietro agli uomini”, “Hai provato ad andare ad un esame con una bella scollatura? Vedrai che il prof ti farà passare”.

l termine misandria (dal greco μίσος (mísos), “odio”, “avversione”, e ανήρ, gen. ανδρός (anēr, gen. andrós), “uomo”) indica un sentimento ed un conseguente atteggiamento di avversione, ostilità, odio, disprezzo o pregiudizio nei confronti del genere maschile.

Questo è l’argomento che viene enunciato nel libro. Non siate ostili verso questo saggio, capisco che può non piacere o non rientrare nelle proprie corde.

“Sei cattiva se dici di no ad un uomo, sei una stronz* e puttan* se non vuoi realizzarti come madre nella vita, sei fragile ed è colpa tua, se sei romantica e ti aspetti che l’uomo ti venga a salvare su un cavallo bianco è colpa tua.. hai visto troppe volte il Titanic o la bella addormentata nel bosco.”

Siete mai state attaccate verbalmente solo perché avete espresso la vostra opinione di non voler figli? Io tante volte. Mi ricordo di aver avuto un litigio assurdo con un parente, tutto questo solo perché non mi sento pronta e non riesco a proiettarmi in un futuro con una bella casa gigante con il cancello bianco, una famiglia piena di amore con tre figli, un cane e un gatto e un bel marito che quando torna da lavoro trova il piatto per la cena già pronto e riscaldato.
Io mi immagino un futuro avventuriero, pieno di lavoro, pieno di conoscenze, di viaggi. Una donna in carriera piena di passioni e di amore per tutto tranne che per l’altro. C’è chi ritiene questo futuro così solo, ingenuo, triste ma vi dico una cosa: la mia proiezione è frutto dell’esperienza. Preferisco la carriera ad un uomo mediocre.


Sistema di valutazione: ★★★★★ |

Recensione “Piranesi”

Buongiorno cari lettori, oggi vi porto in un mondo pieno di mitologia, statue, stanze e labirinti. Conosceremo un romanzo che narra di Piranesi e dell’Altro in cerca della Conoscenza. Una immersione nel profondo.

In collaborazione con la Fazi Editore potrete acquistare “Piranesi” su Amazon cliccando qui o dal loro sito internet cliccando qui.

piranesi

Copertina: Tutti la amano.
Titolo: Piranesi
Autore: Susanna Clarke
Data di rilascio: 2021
Genere: Narrativa
Trama: Piranesi vive nella Casa. Forse da sempre. Giorno dopo giorno ne esplora gli infiniti saloni, mentre nei suoi diari tiene traccia di tutte le meraviglie e i misteri che questo mondo labirintico custodisce. I corridoi abbandonati conducono in un vestibolo dopo l’altro, dove sono esposte migliaia di bellissime statue di marmo. Imponenti scalinate in rovina portano invece ai piani dove è troppo rischioso addentrarsi: fitte coltri di nubi nascondono allo sguardo il livello superiore, mentre delle maree imprevedibili che risalgono da chissà quali abissi sommergono i saloni inferiori.
Ogni martedì e venerdì Piranesi si incontra con l’Altro per raccontargli le sue ultime scoperte. Quest’uomo enigmatico è l’unica persona con cui parla, perché i pochi che sono stati nella Casa prima di lui sono ora soltanto scheletri che si confondono tra il marmo.
Improvvisamente appaiono dei messaggi misteriosi: qualcuno è arrivato nella Casa e sta cercando di mettersi in contatto proprio con Piranesi. Di chi si tratta? Lo studioso spera in un nuovo amico, mentre per l’Altro è solo una terribile minaccia. Piranesi legge e rilegge i suoi diari ma i ricordi non combaciano, il tempo sembra scorrere per conto proprio e l’Altro gli confonde solo le idee con le sue risposte sfuggenti. Piranesi adora la Casa, è la sua divinità protettrice e l’unica realtà di cui ha memoria. È disposto a tutto per proteggerla, ma il mondo che credeva di conoscere nasconde ancora troppi segreti e sta diventando, suo malgrado, pericoloso.

Susanna Clarke, autrice fantasy fra le più acclamate, torna in maniera trionfale con un nuovo, inebriante romanzo ambientato in un mondo da sogno intriso di bellezza e poesia.

Valutazione: Appena ho iniziato a leggere questo romanzo ero emozionata perché tutti lo aspettavano e in tanti ne hanno parlato bene. Mi ero fatta una idea davvero bizzarra sulla storia, una sorta di racconto mitologico mischiato con la profonda penna della Clarke, ma alla fine non mi ha molto entusiasmata. Ritengo che ci sono due modalità di lettura per affrontare Piranesi: la strada più semplice è quella di godersi il viaggio in superficie, ovvero di basarsi solo su quello che viene raccontato tra le stanze, le statue e i misteri; l’altra strada invece è quella più profonda, il grande viaggio profondo. Con ‘viaggio profondo‘ intendo la capacità di materializzarsi nel racconto e vivere la storia come se fosse propria e comprenderne le varie sfumature delicate, un po’ come si fa con la poesia.

“Piranesi. È così che mi chiama. Il che è strano, perché, per quanto io possa ricordare, non è il mio nome”. 

Pensieri personali del libro: Un libro complesso, dinamico. È un labirinto da tutti i punti di vista ed è a tratti caotico. Dall’inizio fino a poco prima dell’ultima parte (il finale) dove si svela la verità e la porta di uscita da quelle stanze, non mi sono sentita molto attirata dal romanzo ma la scrittura di Clarke ti trattiene pagina dopo pagina fino all’ultima parola.

Piranesi è circondato da Statue e da Stanze. Annota ogni giorno la marea e le sue alghe nei suoi diari, utilizzando un sistema di archiviazione che con il tempo è cambiato. 

Piranesi ci mostra la Casa dove abita, dove vive e dove si ciba e dove mostra meraviglia e dedizione verso le Statue. Un Mondo in cui esiste lui e l’Altro. Ogni mercoledì e venerdì si incontrano ad un orario determinato e discutono, bisogna essere puntuali e solo per quei due giorni Piranesi indossa l’orologio. L’Altro è in cerca della Conoscenza.

Tutto diventa straziante quando una presunta persona, secondo l’Altro, sta cercando Piranesi per fargli del male. 

In generale non ho apprezzato molto questo fantasy, forse perché per un bel pezzo di racconto è caotico e poco ordinato. È un insieme di memorie, racconti, strascini di diari. Il finale rialza la “soglia” del libro. Non mi ha convinto, mi aspettavo qualcosa di più avvincente, profondo, misterioso. Qualcosa che mi potesse lasciare stupida e perplessa, malinconica e grintosa. Non ho trovato nulla di tutto questo, mi ero fatta un’altra idea. 
Sistema di valutazione: ★★★,5 ☆☆ 

Ringrazio ancora la CE per la disponibilità.

Recensione “Pollyanna”

buongiorno lettori, oggi vi farò immergere in una lettura d’infanzia “Pollyanna”. La edizione che ho letta è quella che mi è stata offerta dalla Caravaggio Editore. Nonostante la storia non mi abbia appassionato come mi aspettavo, la edizione della CE merita molto sia per la cura nella copertina ma anche per la stampa, nonché per le illustrazioni che rendono il racconto ancor più meraviglioso.

Potete acquistarlo o dal sito della Caravaggio editore cliccando qui o su Amazon cliccando qui

Pollyanna. Ediz. integrale - Eleanor Porter - copertina

Copertina: bellissima.
Titolo: Pollyanna
Autore: Eleanor Hodgman Porter

Tradotto: Enrico De Luca e Andrea Massone

Illustrazioni a cura di: Massimiliano Modica
Genere: Narrativa
Trama: Il libro della felicità

“Pollyanna” (1913) racconta la storia di Pollyanna Whittier, una ragazzina orfana di madre che cerca di condurre una vita gioiosa, sebbene in povertà. Tutto cambia il giorno in cui perde anche l’adorato padre; rimasta sola, Pollyanna viene mandata a vivere con la ricca zia Polly Harrington. Tra nuove scoperte e difficoltà quotidiane, la ragazzina insegnerà a tutti il “gioco della felicità”, che le aveva insegnato suo padre, che consiste nel trovare sempre qualcosa di cui essere contenti a prescindere dalle circostanze. Una storia toccante, capace, con la sua dolcezza, di strappare un sorriso a grandi e piccini.

La presente edizione, pubblicata in occasione del centenario dalla morte dell’autrice, offre un testo integrale, annotato e corredato da otto tavole che si rifanno alle illustrazioni della prima edizione.

«Come vedi, cara, sei stata tu a farlo. L’intero paese sta giocando al gioco, e l’intero paese è perfettamente felice… e tutto grazie a una ragazzina che ha insegnato alla gente un nuovo gioco, e come giocarci.»


Valutazione: Pollyanna parla di una ragazzina che ha perso il padre e si ritrova a essere orfana e sostenuta dalle signore della beneficenza finché un giorno non viene presa in casa da sua zia, la sorella della mamma, di nome zia Polly.

La bambina si chiama Pollyanna e gioca sempre al gioco della felicità che le ha insegnato il padre. All’inizio la zia polly era molto scontrosa nei confronti della nipote ma man mano che il tempo passava riusciva ad apprezzarne il suo essere una fanciulla poco ordinaria. 

Pollyanna inizia a portare a casa gatti, cani e anche un ragazzino di nome Jimmy affinché la zia lo potesse prendere in cura come ha fatto con lei, ma ben presto capisce che questa cosa non è possibile.

I giorni passano e incontra un Uomo misterioso, cupo e arrogante che non parla con nessuno, tranne con lei. Scopre l’amore che riservava questo Uomo e ne comprende le sfumature.

Pollyanna rimane invalida a causa di un incidente, ma i suoi giorni del gioco felice non cessano di esistere e riesce ad influenzare chiunque la circondi… dal giardiniere Tom, alla signora Snow, al Dottor Clinton, la domestica Nancy fino al signor Plendeton. 


Pensieri personali del libro: È un romanzo che può piacere come non può piacere, personalmente non mi ha fatto impazzire tanto da dire “Wao è imperdibile!” Certamente il pro di questa edizione sono le illustrazioni e la bella stampa anche dei segni per enunciare il numero di pagine. C’è un grande lavoro dietro questa edizione e deve essere apprezzato, perché è davvero meraviglioso ma a livello di trama non mi sono esaltata. Probabilmente perché sono rimasta un po’ irritata mentre leggevo le conversazioni di Pollyanna, una bambina che riesce a comprendere la bellezza e la gioia nelle cose anche se vive nella povertà e nel dolore – come nel caso della perdita del padre e della madre -, ma è super parlantina e elettrizzante quando parla… non riesco a starle dietro.

Forse l’ho letto nel momento sbagliato o forse ho compreso che non rientra molto nelle mie corde di lettura, ma nonostante questo l’ho iniziato e terminato e ho saputo apprezzarne i pro e i contro.

È una storia dolce, gentile e infantile (nel senso buono del termine). Lo consiglio per chi vuole rivivere delle belle letture dell’infanzia.


Sistema di valutazione:
★★★★ ☆

Ringrazio ancora per la bellissima copia la casa editrice Caravaggio Editore.

Recensione “La rosa di Julia”

Buongiorno cari lettori, oggi torno con un romanzo un po’ diverso dal solito. Un romanzo delicato e passionale, pieno di significati ed è molto breve.

“La rosa di Julia” è un romanzo originale in lingua francese, ma tradotto anche in italiano.

Potete acquistarlo in lingua originale cliccando qui o in italiano cliccando qui

Copertina: Una bellissima illustrazione fatta da Héliora che raffigura la protagonista e la sua rosa.
Titolo: La rosa di Julia
Autore: Frédéric Doillon
Data di rilascio: 2020
Genere
: Narrativa
Trama: “D’un tratto le venne un’idea. A tutta velocità tornò dalla rosa e con un colpo secco la sradicò dalla terra, la nascose sotto il maglioncino e corse di nuovo verso la macchina”. 

Julia vive in campagna con i vecchietti de La casa della felicità. Non va a scuola e impara a leggere grazie alle piante del giardino. Un giorno trova una piccola rosa tutta raggrinzita, la salva e la pianta inizia a crescere. Ma bisogna partire per Parigi! Lo sradicamento dalla sua terra sarà complesso e richiederà un adattamento fuori dal comune. Con tanta poesia, un tocco di magia e un pizzico di fantasia, Julia vi condurrà in un viaggio indimenticabile. 

Valutazione: Il romanzo si apre con la nascita di Julia e l’enunciazione della sua delicatezza verso il mondo e verso la natura. Fa i suoi primi passi nella casa dei nonni nominata «Casa della felicità», un luogo in cui si diffonde pace, gioia e armonia. Julia, una bambina dolce e fresca, ama il suo giardino e prendersi cura delle sue piante. La dolcezza della bambina viene raccontata con sensibilità dall’autore, tanto da far tremare la pelle. In questo bellissimo giardino manca solo un bel cespuglio di rose.

«No» esclamò Julia rialzandosi «questa rosa mi ha chiamato quando le sono passata vicino. Mi ha chiamato perché io la salvassi. E io la salverò.»

Julia e sua madre decidono dunque di recarsi al mercato per comprare qualche rosa, ma Julia dall’animo puro, si lascia affascinare dalla rosa più brutta e da lì nasce un dolce legame tra le e il cespuglio di rose.

Pensieri personali del libro: Questo romanzo dalla copertina illustrata, ci permette di addentrarci in un mondo fatto di poesia e di delicatezza, ci permette di riflettere sull’importanza dell’essenza e non lasciarci trasportare e abbindolare dalla superficialità. Bisogna saper cogliere la bellezza in tutte le cose, anche in quelle meno belle, proprio come fa Julia.

Frédéric è in grado di trasmettere pura poesia con le sue parole, riesce a trasmettere al lettore delle immagini ben definite e chiare del contesto che è riuscito a realizzare.

E’ un mix di romanticismo per la natura, di gioia per la vita, di amore per il mondo. Questo romanzo è come immergersi nuovamente nell’infanzia, nella purezza di un bambino.

La separazione di Julia dal suo cespuglio di rose è dolorosa, Julia dovrà partire per Parigi. Ma che cosa succederà?
Sistema di valutazione: ★★★★ ☆|

Ringrazio l’autore per essersi affidato alla mia valutazione e per avermi dato la possibilità di leggere questo romanzo breve molto delicato.

Una storia che si inserisce nel solco di Paulo Coelho, de Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, delle Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estès e de Il favoloso mondo di Amélie.

Recensione “Daniel Dante e la Compagnia del Lumen Magico”

Buongiorno cari lettori, oggi torno a parlarvi di un libro fantasy con dei tratti storici e caratterizzato da viaggi temporali di un autore emergente Silvio Coppola e il suo romanzo dal nome “Daniel Dante e la Compagnia del Lumen Magico”.

Potete acquistarlo su Amazon cliccando qui

Homo Vincet Draconem cit.

Copertina: Rimasta davvero entusiasta nel vedere che nella copertina c’è il paesaggio di Venezia è il personaggio principale che emana un’aura di forza
Titolo: DANIEL DANTE E LA COMPAGNIA DEL LUMEN MAGICO
Autore: Silvio Coppola
Data di rilascio: 2020
Genere: Fantasy
Trama: Daniel Dante è un ragazzino di 11 anni, rampollo di una stirpe di librai veneziani. Ha tre amici inseparabili, con cui, per gioco, ha fondato la Compagnia del Lumen Magico. Lui non sa di avere poteri eccezionali, ma lo scoprirà con l’arrivo dal passato dell’affascinante Veronica Franco, poetessa e cortigiana del ’500 che gli svelerà di essere il Prescelto. Daniel avrà, infatti, il compito di guidare l’umanità a livelli superiori di conoscenza e di ritrovare il “De Occulta Mathematica”, il testo di un matematico del ’300 misterioso e apparentemente introvabile che, una volta recuperato, lo aiuterà nella sua missione. Il giovane Prescelto non sarà solo in questa avventura ma, oltre ai suoi amici e familiari, arriveranno in suo aiuto dal passato altri Guardiani del Tempo, tra cui, Casanova e Vivaldi.

Valutazione: E’ un romanzo fantasy che mi ha davvero entusiasmata sia per la grande cura che c’è all’interno del romanzo, partendo dalle citazioni in latino, sia da alcune frasi in francese che vengono espresse dall’aiutante del protagonista che ha origini francesi ma anche per la cura e la dedizione dei particolari e dei dettagli. Non è semplice riuscire a realizzare un fantasy caratterizzato da viaggi nel tempo riuscendo a soddisfare tutti requisiti e tutte le domande che un lettore si pone durante una lettura. Il nostro autore, Silvio, è riuscito a realizzare un romanzo che sia completo sotto tutti gli aspetti. Non ho trovato errori grammaticali, non ho trovati momenti all’interno del romanzo che potessero annoiare il lettore e inoltre c’è un grande sviluppo della trama dall’inizio fino alla fine. Il lettore si sente trasportato in questo magico mondo di Guardiani del Tempio, di un’antica Venezia che noi oggi non conosciamo se non tramite la storia. Ciascun personaggio che viene citato ed enunciato all’interno della storia viene analizzato nel dettaglio, si riesce a comprendere come i vari personaggi abbiano delle caratteristiche ben definite e dei caratteri che sono propri.

Ci sono tantissime citazioni in latino come per esempio: Cibi condimetum esse famem di Cicerone.

Ci sono molti riferimenti a personaggi storici come per esempio a Charles Dickens, a Dante Alighieri, Domenico Venier e Vivaldi.

La grande cura e fantasia anche nella realizzazione di testi che il personaggio Daniel Dante con suo padre e suo nonno e nonché anche con i suoi amici, dovranno analizzare per riuscire a scoprire qual è la chiave per risolvere enigma e proteggere il mondo.

Tutto nasce dal problema che sorge il 1 settembre del 1501 e di Paciolo che sta andando a consegnare il suo manoscritto dal titolo De occulta mathematica.

Pensieri personali del libro: È un romanzo che mi ha permesso di avventurarmi in una Venezia diversa da quella che conosco attualmente, mi ha permesso di conoscere la forza e la determinazione che sono tratti fondamentali del carattere del nostro protagonista ovvero Daniel Dante che è solamente un bambino di 11 anni che è stato investito da una grande responsabilità: essere il Prescelto e avere cura del mondo.

Tutto nasce dalla presenza di Veronica Franco, poetesse cortigiana del XVI secolo, che si presenta nella Libreria Antiquaria Dickens fondata nel 1870 dal quadrisavolo Daniele, passata di padre in figlio per cinque generazioni fino a Damiano, il papà di Daniel.

La grande cura di Silvio sia nel riuscire a raccontare due storie contemporaneamente che si intrecciano dal passato al presente, ma anche saper analizzare e permettere ai nostri protagonisti di trovare una soluzione mediante una induzione logica, ma anche riuscire a padroneggiare la storia e la cultura di molti personaggi illustri.

Mi sono davvero affezionata ai protagonisti come a Veronica a Franco, ad Alizée Bonnet una compagna di classe di Daniel, ma anche alle vicende così passionali e travolgenti che il lettore, man mano che proseguirà la lettura, andrà a scoprire.

La missione del Prescelto è quella di trovare il De occulta Mathematica e di guidare l’umanità, ma ha solo 11 anni e si scoprirà con le difficoltà e gli ostacoli che Daniel Dante è un bambino forte, coraggioso, intelligente e pronto per questa missione ed è pronto anche per sconfiggere i suoi nemici che cercheranno di ostacolarlo.

Sistema di valutazione: ★★★★★

Sono sicura che Silvio ha avuto una grande cura nel realizzare questo scritto, ma si riesce ben a comprenderlo anche dall’analisi e dallo studio di varie discipline: dai detti francesi, alle frasi di illustri poeti latini, alla conoscenza dell’ambientazione di una Venezia di molti anni fa, all’analisi e allo studio dei personaggi e delle loro caratteristiche ma anche alla creazione di un mondo che potesse abbinarsi anche alla presenza dei suoi abitanti (personaggi) e dalle battaglie per proteggere l’umanità. Si fanno riferimenti anche a vari testi come La Gerusalemme liberata, e tanti altri ancora. Sono davvero contenta di aver avuto questa possibilità e di leggere un fantasy, che a parer mio, vale molto.

Recensione “Ickabog”

Buon pomeriggio lettori, oggi vi porto nel mondo di Ickabog della J.K. Rowling in collaborazione con la Casa Editrice Salani Editore.

Se siete interessati ad acquistarlo potete farlo cliccando qui.

Siamo tornati in una nuova avventura narrata dalla cara zia Rowling. Non è il mondo di Harry Potter, quindi dovete essere pronti a viaggiare per la grande valle e tra le grinfie della gente, e chissà, magari riusciremo ad incontrare l’Ickabog.

Copertina. Bella e particolare
Titolo: Ickabog
Autore: J.K.Rowling
Data di rilascio: 2020
Genere: Fantasy per bambini
Trama: C’era una volta un regno chiamato Cornucopia. Una minuscola nazione ricca e prospera, famosa per i suoi formaggi, gli ottimi vini, i dolci deliziosi e le salsicce succulente. Sul trono siede un sovrano benevolo, Re Teo il Temerario, le cui giornate trascorrono pigre, tra banchetti sontuosi e battute di caccia, con la fida compagnia dei suoi lord, Scaracchino e Flappone. Tutto è perfetto… O quasi. Secondo la leggenda, infatti, un terribile mostro è in agguato nelle Paludi del Nord. Ogni persona di buonsenso sa che l’Ickabog è solo una leggenda inventata per spaventare i bambini. Ma le leggende sono strane e a volte prendono una vita propria… Quando questo accade, toccherà a due giovani amici, Robi e Margherita, affrontare un’incredibile avventura e svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero mostro. Solo così speranza e felicità potranno tornare a Cornucopia.

Rowling, Ickabog
Rowling, Ickabog

Valutazione: Una fiaba per bambini che ci immerge nella cittadina di Cornucopia che a causa della presenza dell’Ickabog viene travolta dalla paura e dal terrore. All’interno del libro troveremo dei disegni coerenti con il capitolo che terminiamo di legge. Sono disegni fatti da bambini e con cura e divertimento, si riesce ad arricchire il mondo di Ickabog. Mi ricorda tanto Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry.

E’ un mondo diverso da quello che siamo abituati a conoscere della Rowling, non è Harry Potter, non troveremo della magia nascosta ma troveremo la cattiveria, l’inganno, il dolore e la dolcezza tra queste pagine. L’arroganza dell’uomo, l’inganno che porta alla morte e soprattutto all’illusione.

Un mix di sentimenti invaderanno il lettore che si sentirà smarrito fra quelle frasi cariche di fantasia ma anche di realtà.


Pensieri personali del libro: Probabilmente i messaggi secondari che vengono ad incontrarsi all’interno della fiaba non potranno essere colti a vista d’occhio da un bambino e questa forse è la pecca più grande. In realtà per essere una fiaba per ragazzi è abbastanza cruda, a volte mi è venuto il dubbio che non fosse un thriller sotto mentite spoglie di un fantasy.

Tutta la fiaba si basa su una cosa principale: la menzogna. Il mondo di Cornucopia si fa innondare dalla cattiveria e dal terrore per l’Ickabog, una bestia alta quanto due cavalli dagli occhi enormi. Ma l’Ickabog non l’ha mai visto nessuno, se non per i nobili di corte eppure ha ucciso tante persone. La gente nei dintorni inizia a credere alla presenza di questo mostro perché ignari della realtà e non conoscono nient’altro al di fuori del Regno.

Com’è semplice ingannare chi ignora ciò che esiste dall’altra parte del muro?

E’ la classica dimostrazione che una realtà può essere distorta a proprio piacimento e che, nonostante i mille intrighi, la verità salirà sempre a galla.

Vengono messi in mostra molti lati dell’essere umano: dall’egocentrismo e mancanza di buon senso del Re, all’astuzia dei suoi compari, all’intelligenza di Margherita e Robin, alla tenacia dei Cavalieri Ribelli.

Nessuno avrebbe mai più detto che lui era egoista, vanitoso e crudele! Per il bene di un ingenuo, vecchio pastore puzzolente e del suo inutile bastardino lui, Re Teo il Temerario, avrebbe dato la caccia all’Ickabog! Certo, il mostro non esisteva, però era comunque molto bello ed eroico da parte sua andare fino all’altro capo del paese, di persona, solo per dimostrarlo!

Re Teo e il capitolo 10.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | 

Ringrazio ancora per la copia in omaggio.

Recensione “Gemini”

Buongiorno cari lettori, oggi torniamo con un nuovo romanzo intitolato “Gemini” dell’autore esordiente Omar Costerano.

Cliccando qui verrete trasportati sul sito web dello scrittore.

Potete acquistare il romanzo su Amazon cliccando qui.

GEMINI: Un viaggio nel tempo; un'avventura fantasy di tre gemelli (The magic's genesis Vol. 1) di [Omar Costenaro]

Copertina: Molto fantasy e singolare
Titolo: Gemini
Autore: Omar Costenaro
Data di rilascio: 2019
Genere: Fantasy
Trama: In un mondo post-bellico Syter e l’allievo Ologold si ritrovano improvvisamente privati di ogni potere.
In un mondo primordiale tre ragazzini lottano per sopravvivere.
Magia. Che cos’è? Un’arte occulta? Un’illusione? Un potere sovraumano? Un termine per definire qualcosa di indescrivibile?
Il vero dilemma però è un altro: come è nata la magia?
La leggenda narra che tutto ebbe inizio con tre gemelli, ma se i racconti tramandati per secoli non fossero del tutto veri? Un indimenticabile viaggio nel tempo per cambiare il passato, salvare il presente e riscrivere il futuro sarà l’unica chiave per svelare il mistero.


Valutazione: La scrittura utilizzata dall’autore è semplice e diretta nei confronti del lettori, non vi sono giri immensi per spiegare situazioni e di utilizzo di termini complessi di comprensione. Non apprezzo il font e lo spazio destinato nella pagina durante la stampa, fa sembra il romanzo un piccolo dizionario.

E’ un libro fortemente fantasy, basato sui salti temporali e le avventure che ne comportano: la gestione e il cambiamento che possono comportare gli spostamenti nel tempo. Ho percepito una morale profonda durante la lettura: le persone che siamo oggi, sono il risultato dalle azioni che abbiamo promosso nel passato ed è esattamente questa la base su cui si evolveranno gli stessi personaggi del racconto.

La narrazione è fluida, avvincente e piena di colpi di scena e permette di fantasticare nel mondo futuristico anche con la mente di ciascun lettore. Il racconto ci parla della storia di tre gemelli e sono i fondatori della magia. Si ha un intreccio delle vicende che accompagneranno il personaggio di Syter e del suo miglior allievo Ologold e la guerra che scoppierà fra i due popoli e la possibile uccisione futura dei tre gemelli

Ci si pongono molte domande sensate che verranno risolte solo alla fine del racconto.

Gemini non è solo un romanzo fantasy ma anche rinvenibile nella categoria della fantascienza perché sono presenti astronavi, pianeti da conquistare, tecnologia.

Pensieri personali del libro: Cos’è Gemini?

Gemini lo si può identificare, oltre come un romanzo, un viaggio nel tempo catturato dalla magia che cambierà il passato, il presente e riscriverà il futuro. E’ un insieme di battaglie, misteri e difficoltà da superare.

I personaggi sono ben definiti, ognuno ha le proprie caratteristiche che gli permettono di avere una identità. Le situazioni son ben spiegate, non ci sono buchi di trama che comportano ad avere dubbi e/o lacune di narrazione.

Chi è Ologold? Ologold è un bambino di nove anni e possiede i poteri magici. E’ un bambino molto testardo, ma coraggioso ed è allievo del maestro Syter – identificato come lo stregone più potente del mondo. Ambe i personaggi sono avvolti dal mistero che verrà risolto solo alla fine, in cui si avranno chiarimenti anche sulle loro origini e capacità. Ad accompagnare i personaggi di Syter e Ologold, abbiamo le vicende che incontreranno tre gemelli di undici anni di nome Jake, Andy e Luke, ma dalle caratteristiche assai diverse. Jake è il più razionale e saggio dei tre, mentre Andy è l’impulsivo e infine Luke è il pauroso.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ 

Ringrazio l’autore di avermi dato la possibilità di analizzare il suo romanzo e porre le mie valutazioni.