Nippon Monogatari. La missione di Kintaro

Buongiorno cari lettori, oggi vi voglio parlare di questo meraviglioso titolo della Oblomov grazie all’autrice Elisa Menini “Nippon Monogatari. La missione di Kintaro“.

Suggerisco tale titolo agli amanti delle storie giapponesi, a chi vuole affacciarsi con interesse alle tradizioni folclorica giapponese.

La trilogia portata dalla ce è composta dai seguenti titoli:

  • Nippon Yokai. Il gioco delle dieci storie
  • Nippon folklore. Leggende e miti dal Sol Levante
  • Nippon Monogatari. La missione di Kintaro

Trama:

Nella tradizione folclorica giapponese, il monte Fuji è sacro, molto amato e rispettato. Ci sono molte leggende e dicerie, una di questa recita: “chi scala una volta nella vita il monte Fuji è saggio. Ma chi lo scala due volte è pazzo”. Kintaro, il famoso eroe della cultura nipponica, è impegnato nell’impresa più importante della sua giovane vita: raggiungere la cima del monte Fuji per raccogliere l’acqua miracolosa che sola può salvare la vita della madre, gravemente ammalata. Nella sua ascesa al monte è accompagnato dall’uccellino Honpo, già protagonista del precedente best seller Nippon Yokai, e dagli aiutanti Kuma, l’orso e Washi, l’aquila. 

Cosa ne penso?

Questo volume è composto da un’unica storia che inizia con il viaggio di Kintaro verso la vetta del monte Fuji per trovare l’acqua miracolosa per salvare sua madre da una grave malattia, sarà accompagnato dai suoi amici avventurieri e tra le luci del sole e l’oscurità della notte dovranno affrontare molti ostacoli e alcune perdite.

Dallo stile ironico, alla saggezza dietro le azioni del nostro eroe, questa storia è composta da disegni illustrati in maniera impeccabile e linee libere realizzando un ottimo equilibrio tra le tavole che accompagna con delicatezza e senza indugi, lo sguardo del lettore nella narrazione.

Dietro a questa storia c’è un grande insegnamento e proprio come viene citato sia nelle prime pagine “chi scala una volta nella vita il monte Fuji è saggio. Ma chi lo scala due volte è pazzo” comprenderemo come Kintaro, dopo questo viaggio, è cresciuto come uomo.

Nel duro viaggio verso la vetta, le ore trascorrono secondo la suddivisione del tempo giapponese composto da sei ore diurne e sei notturne, ognuna che viene associata ad un animale zodiaco cinese, ma la bellezza in particolare è che questa distinzione viene rappresentata nella novel mediante diverse palette di colori per permettere di comprenderne maggiormente la distinzione.

L’aspetto grafico è ben curato e ti lascia davvero a bocca aperta per la cura e la dedizione che vi è dietro a questo volume e ricordo che il duro lavoro promosso da Elisa Menini per realizzare un adattamento della leggenda dell’eroe Kintaro. 

L’orso e L’usignolo Recensione

Buongiorno cari lettori, oggi vi porto alla scoperta di un mondo fantasy con elementi tutti nuovi. L’orso e L’usignolo edito dalla Fanucci Editore è il primo capitolo di un mondo fantasy che ti farà innamorare della Russia e delle sue ambientazioni.

Puoi acquistarlo cliccando qui.

L'orso e l'usignolo (Fanucci Editore) di [Katherine Arden, Maria Teresa De Feo]

Trama: In uno sperduto villaggio ai confini della tundra russa, l’inverno dura la maggior parte dell’anno e i cumuli di neve crescono più alti delle case. Ma a Vasilisa e ai suoi fratelli Kolja e Alëša tutto questo piace, perché adorano stare riuniti accanto al fuoco ascoltando le fiabe della balia Dunja. Vasja ama soprattutto la storia del re dell’inverno, il demone dagli occhi blu che tutti temono ma che a lei non fa alcuna paura. Vasilisa, infatti, non è una bambina come le altre, può “vedere” e comunicare con gli spiriti della casa e della natura. Il suo, però, è un dono pericoloso che si guarda bene dal rivelare, finché la sua matrigna e un prete da poco giunto nel villaggio, proibendo i culti tradizionali, compromettono gli equilibri dell’intera comunità: le colture non danno più frutti, il freddo si fa insopportabile, le persone vengono attaccate da strane creature e la vita di tutti è in pericolo. Vasilisa è l’unica che può salvare il villaggio dal Male, ma per farlo deve entrare nel mondo degli antichi racconti, inoltrarsi nel bosco e affrontare la più grande minaccia di sempre: l’Orso, lo spaventoso dio che si nutre della paura degli uomini.

Nell’incantevole scenario della tundra russa, il primo capitolo di una nuova trilogia fantasy. Un’appassionante storia dal sapore antico sull’eterna lotta tra il Bene e il Male.

Cosa ne penso?

Da tanto tempo stavo cercando di avventurarmi in un mondo fantasy con elementi differenti dai soliti libri ed eccolo qui L’orso e L’usignolo sembra proprio far al caso mio.

Ammetto che all’inizio della lettura non riuscivo a star dietro alla scrittura di Katherine Arden perché in maniera intrepida riesce a mettere in una pagina tantissime informazioni che a volte confondono il lettore. Ero partita a razzo, un po’ preoccupata ma fiduciosa, e alla fine ne sono rimasta contenta. Ho iniziato ad apprezzare il primo volume della trilogia circa poco prima di raggiungere la metà. Lo so è un po’ tardi ma cercavo di trovare la posizione giusta per cullarmi nella storia e godermi il viaggio.

I primi capitolo sono una introduzione alla famiglia della nostra protagonista Vasja, ogni personaggio ha un suo destino e un suo profilo ben strutturato.

È una fredda e cupa notte quando Marina muore dando alla luce una bambina di nome Vasilisa (Vasja) e Petr il capofamiglia dovrà occuparsi dei destini dei suoi figli da solo.

Le ambientazioni Russe sono meravigliose lasciandoti una immagine ben impressa di tutti i passi che Vasja fa nel bosco e sulla neve. Qual è la particolarità di Vasja? La piccola bambina particolare, che nessuno riesce a domare e può parlare con i demoni che le si aggirano intorno. Nei boschi, nella casa, nei luoghi in cui va fino a prendere il soprannome di strega del villaggio. Vasja però non è l’unico personaggio interessante della storia.

Quando Vasja raggiunge l’età di sette anni, suo padre parte per Mosca con l’obiettivo di trovare una moglie sia per sé e un marito per la figlia maggiore. Che cosa troveranno? La sua adorata figlia maggiore verrà data in moglie al cugino del principe russo, mentre lui sposa la figlia del Gran Principe, Anna.

La donna non è compatibile però con i luoghi in cui ci sono demoni e spiriti.

Nel villaggio arriva Prete Konstantin e il suo fine è quello di far perdere certe abitudini al popolo, come quella di nutrire i demoni che vivono nelle case e nei boschi. Dunque se da un lato abbiamo le credenze di Vasja, dall’altro lato c’è la fede di Padre Kostantine che poterà al disastro del villaggio. Il prete portando la luce nel villaggio farà venire meno le preghiere pagane e danneggerà i raccolti e non solo, porterà anche alla nascita dell’Orso, la creatura che divorerà il mondo.

Un bellissimo fantasy che posso consigliare a chi si vuole avventurare nella creatività russa.

Lore Olympus.

La nuova uscita della Jpop è proprio il Webtoon di Rachel Smythe “Lore Olympus” pubblicato per la prima volta nell’applicazione webtoon nel 2018.

Il fumetto è una rivisitazione moderna della relazione tra la dea greca e il dio Persefone e Ade.

Lore Olympus: Volume One: UK Edition : Smythe, Rachel: Amazon.it: Libri

Trama:

Pettegolezzi scandalosi, feste sfrenate e amore proibito: assisti a cosa fanno gli dei dopo il tramonto in questa rivisitazione elegante e contemporanea di una delle storie più famose della mitologia greca, dalla geniale creatrice Rachel Smythe. Persephone, giovane dea della primavera, è nuova nell’Olimpo. Sua madre, Demetra, l’ha allevata nel regno dei mortali, ma dopo che Persephone ha promesso di addestrarsi come vergine sacra, le è permesso di vivere nel mondo affascinante e in rapido movimento degli dei. Quando la sua coinquilina, Artemide, la porta a una festa, la sua intera vita cambia: finisce per incontrare Hades e sente una scintilla immediata con l’affascinante ma incompreso sovrano degli Inferi. Ora Persephone deve navigare nella confusa politica e nelle relazioni che governano l’Olimpo, scoprendo allo stesso tempo il proprio posto e il proprio potere.

Cosa ne penso?

Questo webtoon ha del grande potenziale: è stato pubblicato per la prima volta sull’applicazione Webtoon 2018 ed ancora in corso e attualmente la sua pubblicazione è settimanale e siamo arrivati fino al capitolo 183.

Questa nuova edizione edita dalla J-Pop, contiene i primi 25 capitoli. Una storia molto amata dal pubblico e presenta delle tavole meravigliose, anche l’edizione è davvero fantastica e ben curata con colori vividi.

Partiamo subito col botto: perché vi consiglio di recuperare questa storia?

I motivi sono molteplici in quanto il lettore riesce a catapultarsi nella storia ed empatizzare con i personaggi, ma soprattutto con la figura della dea della primavera, Persephone.

Lo stile utilizzato per le illustrazioni è sorprendente e Rachel Smythe ha infuso i miti greci con un tocco contemporaneo. Infatti Lore Olympus lo si può definire una rivisitazione della storia d’amore tra dei in chiave moderna.

Non troveremo solo delle conversazioni standard e piene di profondità, ma si alternano con comicità e battute del tutto moderne.

Tutta la storia gira intorno all’Olimpo e ai suoi Dei, che in fin dei conti non sono tanto diversi dai comuni mortali con sentimenti di invidia, gelosie, problemi politici.

È una storia forte che suggerisco sicuramente a chi non ha problemi a leggere di abusi sessuali e domestici, a chi non ha problemi ad affrontare particolari tematiche.

I Dei che incontriamo in questo volume sono divertenti, si prendono costantemente in giro e si ingannano a vicenda. Partecipano alle feste, cercano di riflettere sulla loro posizione e c’è anche chi cerca di difendere la persona amata.

Nella versione moderna di Smythe, Persephone si è appena trasferita in città e sta cercando di orientarsi, quando Hades la vede a una festa e paragona la sua bellezza a quella di Afrodite. 

Persephone fin a quel momento è sempre vissuta in una campana di vetro nel mondo dei mortali perché sua madre vorrebbe che nulla accadesse alla famigerata Dea della primavera. Di una bellezza non indifferente, alla festa riesce ad incantare Hades e poco più tardi si ritroveranno sotto lo stesso tetto.

Un brutto scherzo realizzato da Afrodite, la dea della bellezza, che gelosa dei pettegolezzi ha deciso che la cotta di Hades andasse in mille pezzi.

Ci saranno momenti anche comici dopo il risveglio di Persephone, come l’incontro con il cane di Hades il guardiano dell’Oltretomba che si fa accarezzare come un grosso cucciolo.

Incontreremo anche Artemis che cercherà di proteggere Persephone che inconscia delle gelosie e delle cattive azioni potrebbe facilmente cadere in qualche trappola e Eros che dispiaciuto per la cattiveria di sua madre nei confronti della Dea della primavera cerca di spiegare il motivo per cui è tenuto in pugno.

Afrodite ascolta i pettegolezzi del mondo dei mortali in cui si dice che Psyche è la donna più bella e chiede a Eros di farla innamorare della creatura più rivoltante. Ma cosa succederà?

Persephone inizierà a comprendere di essere innamorata di Hades, ma come riuscirà a superare tutti gli ostacoli?

Un amore che combatte tra luce e tenebre.

La cura e l’empatia con cui Smythe sia nella storia che nei disegni riesce a sbalordirti.

Una storia di stregoneria

Oggi sono tornata con un nuovo titolo, ma questa volta un romanzo fantasy edito dalla Rizzoli con una copertina e sovracopertina da urlo!

Vi sto parlando di “Una storia di stregoneria” sequel del bestseller del New York Times A Tale of Magic.

A tale of Witchcraft di Chris Colfer è il secondo libro di quella che dovrebbe essere la trilogia prequel della saga principale dello scrittore, “La terra delle storie

Una storia di stregoneria - Chris Colfer - copertina

Trama:

Brystal e i suoi amici hanno salvato i regni dalla minaccia della Regina dei Ghiacci e sono riusciti a far accettare la comunità magica in tutto il mondo. Potrebbero finalmente concedersi di festeggiare, ma quando una strega misteriosa dal nome di Lady Mara arriva all’accademia, tutto cambia all’improvviso. Lady Mara comincia a reclutare fate per la sua scuola di stregoneria rivale, con intenzioni tutt’altro che benevole… Molto presto l’amica di Brystal, Lucy, rimane intrappolata in un complotto oscuro che minaccia di sterminare l’umanità. In giro per il mondo, la pace faticosamente acquisita sta per sgretolarsi e la rabbia per la legalizzazione della magia si sta diffondendo di nuovo in tutti i regni a causa delle menzogne diffuse da un pericoloso clan, noto come la Fratellanza Virtuosa. L’obiettivo è chiaro: sterminare ogni forma di vita magica, a cominciare da Brystal

Cosa ne penso?

Questo romanzo fantasy è un racconto adatto per qualsiasi età, già a partire dai 10 anni.

È una storia che ci presenta due punti focali importanti: da un lato avremo il concetto di umanità e di come ci sia e non ci sia, l’accettazione della magia e dunque di qualcosa che è aldilà della nostra portata, dall’altro lato abbiamo le fate che riescono a utilizzare la loro magia per portare un po’ di solidarietà e amore sulle nostre terre.

Come si sa, laddove ci siano novità o qualcosa di diverso, è normale ci sia sempre la parte contraria, infatti, incontreremo in questo viaggio la Fratellanza Virtuosa che cercherà in tutte le maniere di fare affossare la possibilità che la magia possa prendere parte della vita quotidiana degli umani.

La quattordicenne Brystal Evergreen è destinata a grandi cose, se riuscirà a sopravvivere nell’opprimente Regno del Sud. 

Brystal Evergreen ha cambiato il mondo, ma il viaggio è appena iniziato…

Brystal Evergreen è sicuramente il personaggio centrale di questo pezzo, ma ce ne sono molti altri che portano il loro sapore alla storia e tengono agganciato il lettore. Ogni personaggio ha il proprio retroscena, che funge da pezzo del puzzle più grande. 

Il personaggio con maggior rilievo da metà storia sarà Lucy che subirà una grande evoluzione e crescita interiore portando anche un conflitto con la sua migliore amica Brystal.

Un’altalena di eventi che si incrociano come se fossero pezzi di un puzzle.

Un ammasso di sentimenti contrastanti che riescono a fare immergere il lettore ancora di più in questa storia prettamente fantasy e a farsi anche innamorare e tifare per i suoi personaggi.

Ci si riesce ad emergere dalla sua lettura, molti temi interessanti come l’amore e l’amicizia dunque se siete in cerca di un fantasy della scrittura scorrevole ma anche dall’impressione di riuscire a farti emergere proprio come se tu facessi parte degli medesimi eventi, questo è il titolo che fa per te.

È una favola fantasy sulle fate, sulle streghe, sui re e infine sui politici. Ci sono unicorni e grifoni, carrozze magiche, castelli, nani, orchi, elfi, goblin e troll. L’autore riesce a far incontrare etica e moralità.

Ho apprezzato molto come sia stata affrontata la questione inerente alla ingiustizia e all’uguaglianza, ed è stato interessante leggere quanto fosse profondo il pregiudizio contro la comunità magica in questo mondo oppressivo. 

In questa storia, i personaggi stessi hanno lottato per trovare accettazione dentro di sé e nelle loro vite, ed è stata particolarmente interessante leggere le lotte di Brystal per combattere i suoi demoni interiori e superare la negatività e l’oscurità nella sua vita sia mentalmente che fisicamente. ( perché brystal sente delle voci nella sua mente).

Cara Rose Gold

Oggi finalmente torno con un libro edito dalla Fazi editore intitolato Cara Rose Gold. Un romanzo davvero avvincente rientrante nel genere thriller, ma ritengo che c’è molto di più. Nonostante sia una lettura molto soft, con una scrittura molto delicata e alla portata di tutti, si riescono a trattare sotto molte sfumature e punto di vista, tematiche non semplici da gestire e neanche da parlare.

Viene enunciato il rapporto morboso ossessivo fra una madre e una figlia, il senso di egocentrismo e la volontà che qualcuno si preoccupi per noi stessi, sentirsi importanti e sentirsi non soddisfatti di quello che si ha.

Trama:

Una madre che non dimentica. Una figlia che non perdona. Un gioco molto pericoloso.
Durante i primi diciotto anni della sua vita, Rose Gold Watts ha creduto di essere gravemente malata: era allergica a qualsiasi cosa, era costretta a portare una parrucca, si spostava utilizzando una sedia a rotelle. Nonostante il sostegno della piccola comunità di Deadwick, che ha organizzato raccolte fondi e offerto spalle su cui piangere, nonostante tutti i medici consultati, gli esami effettuati e gli interventi subiti, nessuno è mai riuscito a capire cosa non andasse in lei. Fino al terribile giorno in cui è emersa la verità più spaventosa: era tutta una messinscena architettata dalla madre.
Dopo aver scontato cinque anni di prigione per abuso di minore, Patty Watts non ha un posto dove andare e implora sua figlia di accoglierla. I vicini non l’hanno perdonata e sono scioccati quando Rose Gold accetta.
Patty insiste, non vuole altro che una riconciliazione, ha perdonato la sua piccola cara che l’ha tradita testimoniando al processo contro di lei. Ma la ragazza conosce sua madre: Patty Watts non è una che lascia correre. Sfortunatamente per lei, Rose Gold non è più una bambina indifesa, ed è da molto tempo che aspetta questo momento… È l’ora della resa dei conti: sarà un duello spietato, combattuto a colpi di bugie e condotto da due abilissime manipolatrici.

Cosa ne penso?

Non bisogna soffermarsi solo su quello che si riesce a percepire leggendo la trama, bensì bisogna andare oltre. Questo libro va a toccare tantissime tematiche molto pesanti con una scrittura davvero morbida che permette al lettore di non annoiarsi e riuscire a godere appieno tutto il racconto. Non ci sono momenti noiosi, non ci sono momenti in cui lettore vorrebbe mollare la storia perché ogni personaggio è veramente caratterizzato molto bene e gli eventi si incastrano l’un con l’altro in maniera armoniosa.

Ritengo più che altro, che già da poco dopo la metà del libro, si riesce a percepire il finale anche se ammetto che le ultime pagine mi hanno lasciato veramente con un grande pensiero, ossia mi ha permesso di realizzare un mio proprio finale e mi ha permesso di mettermi sia nei panni della madre, sia nei panni della nostra protagonista.

Cosa possiamo trovare in questo libro?

Sicuramente riusciamo a incontrare un rapporto molto morboso e ossessivo tra una mamma che ama in maniera incondizionata alla propria figlia, nonostante abbia alle spalle un passato pieno di ferite e di abusi, dall’altro lato abbiamo una figlia che all’inizio sembra essere una vittima e che per tutta la sua vita si trova essere distane dagli amici, dalla famiglia e soprattutto è soggetta a discriminazioni e anch’essa ad abusi.

Una figlia che cerca tutte per tutto di risanare un rapporto con il proprio padre, andando anche a enunciare bugie affinché il suo obiettivo sia raggiunto.

Una madre che passa anni in carcere e viene discriminata dall’intera società perché viene vista come una madre abusiva della propria figlia, una madre indegna di essere chiamata come tale.

Dunque sotto questo punto di vista possiamo notare come viene anche enunciato una problematica che è presente anche nella nostra società ossia una persona quando sbaglia e passa degli anni in carcere, quando viene rilasciata sulla sua testa sarà sempre scritto: sono stato in carcere, e questo non permette in realtà che il carcerato rientri in maniera abituale all’interno della società ed è come se fosse condannato a vita.

Incontreremo anche la sindrome di sindrome di Münchausen per procura.

Esattamente che cos’è questa sindrome? All’interno del libro, troveremo molti momenti in cui si riuscirà a percepire l’essenza di questa sindrome: è una rara malattia psichiatrica e comportamentale, per effetto della quale i soggetti colpiti provocano sintomi (o semplicemente li inventano) a carico delle persone dipendenti dalle loro cure; il tutto, al solo scopo di attirare l’attenzione.

La mamma Patty farà di tutto per curare la sua bambina, ma cosa succederà quando le malattie di cui Patty enuncia non esistono? Cosa succederà quando la vita di Rose Gold viene rovinata per cure non necessarie e sintomi provocati (in)volontariamente?

Potremmo semplicemente parlare di egocentrismo, di voglia di essere un po’ troppo sotto i riflettori, ma in realtà questa sindrome è molto di più.

I punti che mi sono piaciuti di più e assolutamente la possibilità di girare nella mente di Patty, la mamma di Rose Gold, E scoprire tantissime verità da altre angolazioni dalla stessa scena.la immersione in pensieri e azioni che all’inizio sembrano assurde, sbagliate ma che ma mano durante la lettura della storia si riescono a percepire fino in fondo e a comprenderne anche il perché.

Dall’altro lato sono rimasta affascinata dalle azioni promosse da Rose Gold, soprattutto nel passaggio dalla sua innocenza al suo vero io dove c’è un veramente un grande mutamento.

a chi suggerisco questa lettura? Giusto questa lettura che sta cercando un romanzo thriller molto semplice, con un’altra ma non complessa ma che riesce a toccare tematiche interessanti e mostrare al lettore come si possa conoscere tantissime cose anche tramite una storia. Inoltre questo racconto va a riprendere una storia veramente accaduta.

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Shinko e la Magia Millenaria: il romanzo

Oggi vi voglio parlare del Romanzo “Shinko e la Magia Millenaria” edita dalla Kappalab.

Il romanzo Shinko e la Magia Millenaria trova la sua rappresentazione dal movie d’animazione giapponese ed è una storia divertente, magica che si ambienta nel raccontare le giornate dei bambini e in particolare di Shinko e i suoi amici, nel secondo dopoguerra del Sol Levante.

Shinko e la Magia Millenaria

Trama:

Shinko ha nove anni, una logica tutta sua, un nonno con cui condivide sogni e segreti, e, soprattutto un ciuffo di capelli ribelle capace di avvertirla quando sta per accadere qualcosa di particolare.

È il 1955, trentesimo anno dell’Era Showa, e il Giappone punta alla modernizzazione pur rimanendo legato alle proprie tradizioni. E così, mentre i ciclomotori sostituiscono le biciclette, i manga di Astro Boy sono ormai più letti dei classici letterari, James Dean arriva al cinema con La valle dell’Eden, e la radio è ancora il mezzo di comunicazione principale, la vita si svolge ancora principalmente all’aria aperta, dove Shinko e i suoi amici possono soddisfare la loro voglia di esplorazione. Sia di luoghi, sia dell’animo umano.

Cosa ne penso?

Dopo aver visto con grande emozione il film e aver letto il romanzo, posso finalmente esprimere i miei pareri su questa storia tanto divertente quanto dolce.

Shinko e la magia millenaria è un racconto adatto a tutti, dai più piccini ai più grandi perché con semplicità e dolcezza vi trasporterà in mille avventure.

Shinko e la Magia Millenaria, la recensione | Cinema - BadTaste.it

La sensibilità dei bambini al mondo circostante.

Questo è quello che mi ha fatto più tremare l’anima di questo racconto.

I bambini sono eternamente dolci e padroni del mondo. Con pochi elementi riescono a passare interi pomeriggi a giocare con il sorriso sulle labbra e con due parole riescono a diventare amici per la pelle.

Questo romanzo ci racconta la nascita e la forza dell’amicizia che sopravvive sia davanti alla felicità che agli ostacoli.

Shinko e la magia millenaria: Recensione del film adattato da Cannarsi

Siamo nella meravigliosa primavera del 1955 nella prefettura di Yamaguchi, ossia nel secondo dopoguerra del Sol Levante.

Shinko Aoki ha nove anni e la sua particolarità è la sua Rosetta, un ciuffetto che appariva morbidamente sollevato, privo di energia. La bambina è sempre cresciuta con le meravigliose storie raccontate dal nonno con l’occhio in ceramica.

Shinko ha una sorellina, che come lei, ama l’avventura ed è sempre in movimento. Accompagnata dai suoi super amici, ci troveremo a scoprire le giornate quotidiane del suo gruppetto ma anche la tristezza di alcuni eventi.

Nella classe del gruppo d’amici giunge Kiiko Shimazu, studentessa appena trasferitasi dalla capitale Tokyo, che al primo giorno indossa il profumo della defunta madre ma non viene compresa dai suoi compagni di classe, tanto da essere schernita.

Kiiko verrà avvicinata da Shinko, Hachiro, Kotaro, Tatsuyoshi e gli altri amici fino a diventare parte integrante del gruppo.

Le due bambine fanno amicizia e ben presto mostreranno di essere l’una l’opposta dell’altro, ma si completano a vicenda.

Kiiko decide, per ringraziare la gentilezza di Shinko, di farle assaggiare dei dolci del suo papà. Questi dolci pieni di whisky saranno l’inizio della storia.

“La promessa del domani, è che domani rideremo tutti insieme.”

Tra la commedia e il dramma degli eventi, viene raccontato molto come è la vita in quel periodo e come la gente si muove nella società. Tra l’agricoltura, la natura e la novità dei motori… il paesino di Mitajiri si trova davanti ad una grande evoluzione.

Consiglio la lettura del romanzo per essere travolti dalla visione pura dei nostri bambini.

Un mondo di donne

Un mondo di donne non è un semplice romanzo, ma bensì un thriller psicologico realizzato durante la pandemia. Un thriller che vi farà vivere un’avventura quasi da film, un romanzo che fonde suspense psicologica, noir e fantascienza.

In collaborazione con la Fanucci editore – potete acquistarlo cliccando qui.

Trama

La maggior parte degli uomini è morta. Tre anni dopo la pandemia nota come Manfall, i governi resistono ancora e la vita continua, ma un mondo gestito da donne non è sempre un posto migliore. Il dodicenne Miles è uno degli ultimi ragazzi in vita e sua madre, Cole, lo proteggerà a tutti i costi. In fuga dopo un orribile atto di violenza – e perseguitata dalla sua stessa sorella spietata, Billie – tutto ciò che Cole vuole è crescere suo figlio da qualche parte in cui non sarà una semplice risorsa riproduttiva o un oggetto sessuale. Un posto chiamato casa. Per arrivarci, Cole e Miles dovranno attraversare un’America profondamente diversa, travestiti da madre e figlia. Da una base militare a un bunker di lusso, da una comune anarchica a Salt Lake City ai seguaci di un culto pronto a riconoscere Miles come risposta alle loro preghiere, i due saranno costretti a muoversi velocemente perché Billie e il suo sinistro equipaggio saranno sempre più vicini. 

Cosa ne penso?

Prendete questo libro e rinchiudetevi in una stanza.

Vi mostrerò come una realtà possa diventare ancora più stressante, pesante e inconsciamente paralizzante.

Un mondo di donne della Lauren Beukes è un romanzo che ti entra nella mente, che ti farà pensare per giorni e notti al suo racconto.

Immaginati un mondo abitato da tanti, troppi esseri umani. Ora immagina un virus chiamato Manfall e immagina che questo virus colpisca solo gli uomini che sviluppano un tumore mortale.

Cosa succederà? Che il mondo diverrà un mondo di donne.

Lo stile della scrittrice è incantevole, è riuscita a realizzare personaggi veri con emozioni, pensieri e sentimenti non superficiali. Ha creato un mondo devastato, caratterizzato dalla paura e dalla voglia di proteggere l’altro. Gli uomini sono a rischio. Bisogna preservare la specie. Ma come?

I superstiti immuni vengono utilizzati come cavie da laboratorio per scoprire il perché il virus non li attacca, vengono usati per la riproduzione della specie, si trasformeranno da esseri umani ad oggetti.

Le prime pagine vi daranno una visione della vita da fuggitivi di Cole e Miles, perché dopo la morte del padre di Miles, Cole vuole tornare in Sudafrica e di allontanarsi dagli Stati Uniti, le preoccupazioni di non farsi scoprire, di riuscire a nascondere Miles chiamandolo Mila facendo pensare a tutti che sia una femmina.

Man mano comprenderemo che il virus HCV, Human Culgoa Virus compisce in realtà tutta la popolazione ma ha una particolarità: essendo portatore di tumore alla prostata, le sue vittime saranno solo gli uomini. Una pandemia che si è iniziata a diffondere nel 2020 e si estende in maniera sempre più avanzata portandosi dietro tanti morti e pochi superstiti che sono immuni al virus.

Un mondo sempre stato in mano agli uomini si evolve in una società che verrà organizzata dalle donne, pronte a fare sacrifici e a combattere contro la realtà che le circonda.

Cole e Miles incontreranno una nemica in quell’ambiente così pericoloso: Billie, la sorella di Cole che vuole catturare il nipote per rivenderlo e farci dei soldi. Cole è una madre che vuole difendere il proprio figlio, vuole essere una buona madre, vuole far crescere Miles con libertà e nella libertà vuole che lui trovi la sua strada. Deve salvarlo dalla pressione della società, dalla malvagità delle persone, dall’essere un oggetto per la ripresa del mondo.

La storia è piena di flashback, dagli anni d’oro prima della pandemia fino a raggiungere alle vicende intorno a Cole, Milles e Billie.

Un racconto dove vi è un rovescio della medaglia, una sottolineatura di come il mondo non deve essere governato dagli uomini o da sole donne, ma come ci debba essere collaborazione ed equilibrio.

Il mondo non è mai stato giusto e corretto, ma specialmente non lo è adesso. La paura ci rende tutti dei piccoli dittatori.

Il circo della notte

Oggi vi parlerò della seconda edizione questa volta stampata dalla Fazi editore per il titolo Il circo della notte di Erin Morgenstern.

Potete acquistarlo cliccando qui.

Trama

l circo apre al crepuscolo e chiude all’aurora. Inaugurato nella Londra vittoriana di fine Ottocento, gira per tutto il mondo, con un seguito di sognatori conquistati per sempre dalle sue meraviglie. Ogni notte, nei tendoni a strisce bianche e nere vengono messi in scena spettacoli sofisticati e numeri incredibili, tanto da sembrare magici.
In realtà, dietro le quinte del circo è in corso un duello di veri incantesimi, di cui solo pochi sono a conoscenza. Celia e Marco sono due giovani maghi addestrati fin dall’infanzia a combattere l’uno contro l’altra dai loro rispettivi mentori, due misteriosi esperti dell’occulto, rivali fin dalla notte dei tempi. Mentre l’illusionista Celia incanta tutte le notti il pubblico nel suo tendone, il discreto Marco, ingaggiato come assistente dal proprietario del circo, controbatte creando attrazioni sempre più elaborate e potenti. Nessuno ha messo in conto, però, l’amore che quasi inevitabilmente sboccia tra i due; un sentimento così profondo e prodigioso che scatena pericolose scintille a ogni sguardo rubato e che travolge un’intera sala non appena le loro dita si sfiorano. Ma la sfida tra Celia e Marco non può durare in eterno e solo uno di loro ne dovrà essere il vincitore. Gli anni passano, il circo diventa sempre più celebre ma il destino di tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo meraviglioso luogo è in bilico, proprio come gli acrobati che volteggiano ogni notte nei tendoni.
Con la prosa ricca ed evocativa che ha dato vita al labirinto de Il Mare Senza Stelle, Erin Morgenstern vi trascinerà insieme a tanti personaggi indimenticabili in un’affascinante avventura all’insegna di stravaganza e ambizione, dove l’amore è solo una fra le tante magie alle quali non ci si può sottrarre. Chi sarà a trionfare con l’ultimo incantesimo?

«Il circo arriva inaspettato
Nessun annuncio lo precede…
Spunta così, semplicemente, dove ieri non c’era».

Cosa ne penso?

Ero super entusiasta di poter leggere questa nuova edizione per Il circo della notte, ma purtroppo durante la lettura ho riscontrato tantissimi punti che mi hanno rallentato in questo viaggio fantasy.

Ho letto molte recensioni dove paragonavano questo titolo alla magia che riusciva a emergere da Harry Potter, ma a parer mio non è possibile mettere in paragone questi due titoli. Certamente nulla da togliere alla trama che è davvero elettrizzante e innovativa perché riesce a portare un mondo così banale, come il circo, con qualche elemento che ti fa sognare.

Personalmente non ho trovato questo racconto così eclatante come viene enunciato, anzi spesso durante l’avanzamento della lettura dei capitoli ero sempre più stordita ed ero abbastanza confusa perché ci sono tanti salti temporali, tantissimi personaggi che vengono buttate all’interno della storia e mi dispiace anche che la storia d’amore sia davvero superficiale.

Sono a conoscenza che l’obiettivo della Morgenstern non fosse quello di narrare di una storia d’amore, ma di concentrarsi sul Circo e sul suo mistero e illusione.

Ammetto che nonostante i tanti punti negativi che vorrei sottolineare, ce ne sono anche di positivi. È inutile nascondere che questo racconto è davvero sorprendente in ogni pagina, la scrittura utilizzata da Erin Morgenstern è davvero elegante in ogni descrizione sia di luoghi, personaggi ma anche di azioni, nonché anche alla descrizione dell’atmosfera del circo.

L’andamento della narrazione è davvero molto lento e spesso anche caotico, per questo lettore spesso si sente anche spaesato. Però l’atmosfera che gira intorno è davvero onirica e misteriosa, i personaggi sono ben curati sia quelli principali nonché anche quelli secondari ed è molto interessante il fatto che vi sono più storie intrecciate.

Tutto gira intorno a questo circo che non avvisa né quando arriva in città ma neanche quando se ne va, si crea una sorta di atmosfera misteriosa intorno tanto da invogliare il lettore a continuare la sua lettura.

La storia principale è caratterizzata dalla narrazione della battaglia tra Celia e Marco, in special modo sulla sfida a cui li hanno vincolati loro maestri Alexander e Prospero. Mentre la seconda storia è concentrata su Bailery, un giovane ragazzo che si sente attratto dal Circo. Infine abbiamo gli ultimi capitoli che iniziano a coinvolgere sempre di più il lettore permettendogli anche di osservare i tendoni del circo.

Quando ho iniziato a leggere le prime pagine in cui citavano di una gara fra i due protagonisti Celia e Marco, ero davvero entusiasta perché era da tanto tempo che volevo leggere qualcosa di entusiasmante e magico come se potesse riportarmi alla memoria di qualche elemento ritrovante in Harry Potter, ma in realtà non ho trovato nulla di tutto questo, perché non è una propria sfida di combattimento magico, ma semplicemente una dimostrazione di chi riesce a realizzare più illusioni.

Avatar. The Last Airbender

Buongiorno cari lettori ! Oggi vi parlerò di Avatar. The Last Airbender ricevuta dalla Tunué. Un fumetto davvero dinamico e super colorato.

Puoi acquistarlo cliccando qui.

Il secondo graphic novel, seguito della serie animata Avatar the last airbender su Netflix.

Dopo La promessa il nuovo capitolo: Avatar the last airbender: La ricerca. La storia di Aang, Zuko, Sokka e Katara continua, con una nuova avventura alla scoperta del passato di Zuko: chi era sua madre e dov’è ora? Azione, divertimento e sconvolgenti rivelazioni aspettano i nostri protagonisti, impegnati in un lungo viaggio che li cambierà per sempre.

Trama: Chi è la mamma di Zuko e che fine ha fatto?
Finalmente la risposta alla domanda che tutti i fan di Avatar si sono sempre chiesti.
Trovato finalmente un indizio, Zuko chiede l’aiuto del team Avatar e dell’alleato più improbabile di tutti, la temibile sorella Azula sua arcinemica, per aiutarlo a scoprire il più grande segreto della sua vita.

Cosa ne penso?

I nostri protagonisti incontreranno nuovi personaggi come Ursa, la madre di Zuko il Signore del fuoco. Fuggita da palazzo molti anni prima, nessuno conosce la verità su di lei.

Zuko richiede l’aiuto del team Avatar – dal nome Aarg – ( * Avatar è un giovane ragazzo che fa da ponte tra il mondo degli spiritiri e il mondo degli umani, si preoccupa di aiutare il prossimo).

Azula viene legata a causa della sua violenza, ma su fiducia del fratello sulla base del loro patto, Azula viaggerà con il gruppo. Ad un certo punto Aarg, durante il viaggio verso Hira, sente una forte presenza: quella di un Spirito Lupo.

Tra uno spirito lupo e i frequenti scatti d’ira di Azula che danneggiano l’intera squadra a causa della sua ossessione per la madre e il dolore che le ha causato, Aang e i suoi amici si troveranno a dover dar prova del loro coraggio e della loro abilità.

Nel viaggio che intraprenderanno i quattro dominatori, insieme ad Azula, si imbatteranno nella “Valle Immemore” una misteriosa foresta abitata da un potentissimo spirito. In questo momento Zuko e Azula cooperano per la ricerca della loro madre, ma proprio in questa ‘misteriosa foresta’ verranno a scoprire un temibile segreto: vi è una Dea dei volti che ha incontrato Ursa molti anni prima e ne ha esaudito il suo desiderio, quello di dimenticare la vita passata -nonché compresi i suoi amati figli- e vivere una nuova vita felice.

Zuko e Azula riusciranno a trovare la madre e farle ricordare la sua vecchia vita?

Nonostante sia un continuo del primo volume, ho notato che fino a poco prima di giungere alla fine la storia ha avuto un buon complesso di eventi e di combattimenti, scoperte nuove. I disegni sono meravigliosi, anche i colori sono accessi e catturano l’attenzione. Spero che la storia continui con un buon andamento di narrazione. (Dopo il volume ‘La ricerca’ ci sono ulteriori quattro volumi, ancora inediti.)

Bad Habits. La parola proibita.

buongiorno cari lettori, oggi vi porto alla scoperta di un titolo meraviglioso Bad Habits. La parola proibita. in collaborazione con la Dea (De agostini).

Potete acquistare il romanzo cliccando qui.

Trama: A diciassette anni le regole non possono che stare troppo strette. Stanno strette ad Alex, che detesta i genitori per averla rinchiusa in una bigotta scuola cattolica. E stanno strette a Mary Kate, dolcissima, ligia al dovere, devota, e soprattutto stanca di rimandare il sesso fino al matrimonio. Anche ad altri, al liceo St Mary, certe regole vanno troppo strette. Ma non tutti osano esporsi, quasi nessuno pensa di poter cambiare le cose. Di certo non lo pensa Alex, che come unico obiettivo ha quello di farsi espellere dal liceo dei bacchettoni, e tornare a una vita normale, senza suore e preti che scorrazzano nel giardino a ogni cambio d’ora. Ma quando Alex si rende conto che per attirare l’attenzione di suo padre non basta finire dal preside una volta alla settimana, decide per una strategia diversa. Quella della parola proibita. E qual è la cosa che spaventa di più gli insegnanti del liceo in cui l’hanno rinchiusa? La vagina. Gridare quella parola. Alex intende far sentire la voce della vagina, certo, ma con stile. Con uno spettacolo teatrale colto e appropriato: I monologhi della vagina. A Mary Kate il piano di Alex sembra pessimo. Ad Alex il piano della vagina sembra geniale. Una cosa è certa, le regole stanno per cambiare.

Anticonvenzionale, sfrontata, spassosa. Una commedia romantica effervescente. Per chi ha amato Sex education.

Cosa ne penso?

I monologhi della non-vagina e la rivoluzione illusoria?

Tutti vogliono il cambiamento ma nessuno ha il coraggio di farlo.

Il titolo Bad Habits parla di una protesta contro tutte quelle ideologie che si sono instaurate nella società e hanno dato vita al patriarcato e contro a tutte quelle paure che le fanciulle e le donne mature hanno e non riescono a scrollarsi dal loro corpo.

“Non andare a comprare gli assorbenti, ci sono i ragazzi davanti agli scaffali”.

Un romanzo attuale, forte e pieno di ironia ma anche di verità. Verità che spesso che dimentichiamo di sottolineare, di abbracciare e di fare nostre. I diritti non sono nati dal nulla, le libertà non ci appartengono perché il mondo va così, ma perché c’è gente che non ha paura di urlare al mondo quello che pensa e di difenderlo con tutti i mezzi.

Bad habits ci mostra questo: la protesta che fa Alex Heck per le donne, per facilitare la possibilità di tutte le ragazze del liceo di poter affrontare con serenità il proprio essere donna e saper mandare al diavolo gli uomini che vogliono limitarle. La St Mary è un liceo cattolico legato alla religione, all’hokey e alla buona educazione, ma tutti i piani della St Mary andranno a fuoco tramite le gesta di Heck. (Letteralmente a fuoco.)

La parola vagina è la parola proibita. Nessuno riesce a pronunciarla, tutti usano sinonimi o non ne usano proprio, ma il termine vagina è, oltre sottolineare la forza della Donna e la sua autodeterminazione, anche il termine per definire la parte genitale femminile. Perché bisogna aver paura di pronunciarla?

Alex in questo viaggio di protesta incontrerà innumerevoli ostacoli che non saranno semplici né da gestire né da superare. Verrà accompagnata da Pat, Mary Kate ma anche da un’altra ragazza che si scoprirà essere fondamentale per la vincita alla St Mary.

Il suono della ribellione è l’essenza stessa di Heck. Una ragazza finita in un liceo che non le appartiene, sempre in prima fila per violare le regole e ci proverà in tutte le maniere per essere cacciata ma nessuno lo farà. Qualcuno sa che lei è la persona giusta per rivoluzionare quel liceo. 

Heck decide di mettere in scena I monologhi della vagina al festival come strumento di enunciazione della forza e del femminismo. In tanti sono indignati della parola “vagina” tanto da mettere i bastoni tra i pini di Alex che dovrà parlare della rivoluzione della vagina con I monologhi.